﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="https://www.musiccaffeina.it/wpsite/wp-content/plugins/seriously-simple-podcasting/templates/feed-stylesheet.xsl"?>
<rss version="2.0"
     xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
     xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
     xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
     xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
     xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
     xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
     xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd"
     xmlns:googleplay="http://www.google.com/schemas/play-podcasts/1.0"
	>
	
	<channel>
		<title>Music Caffeina</title>
		<atom:link href="https://www.musiccaffeina.it/feed/podcast" rel="self" type="application/rss+xml"/>
		<link>https://www.musiccaffeina.it/</link>
		<description>Music Caffeina è un blog creato da Lorenzo Sebastiani (Produttore e arrangiatore musicale) e da Daniele Iudicone (imprenditore ed esperto di comunicazione e marketing). L’obiettivo è quello di dare suggerimenti e raccontare esperienze su come promuovere la propria musica al giorno d’oggi.</description>
		<lastBuildDate>Wed, 24 Jan 2024 14:17:36 +0000</lastBuildDate>
		<language>it-IT</language>
		<copyright>© 2019 Music Caffeina</copyright>
		<itunes:subtitle>Suggerimenti e esperienze su come promuovere la propria musica.</itunes:subtitle>
		<itunes:author>Music Caffeina</itunes:author>
					<itunes:type>episodic</itunes:type>
					<googleplay:author>Music Caffeina</googleplay:author>
		<googleplay:email>info@musiccaffeina.it</googleplay:email>
		<itunes:summary>Music Caffeina è un blog creato da Lorenzo Sebastiani (Produttore e arrangiatore musicale) e da Daniele Iudicone (imprenditore ed esperto di comunicazione e marketing). L’obiettivo è quello di dare suggerimenti e raccontare esperienze su come promuovere la propria musica al giorno d’oggi.</itunes:summary>
		<googleplay:description>Music Caffeina è un blog creato da Lorenzo Sebastiani (Produttore e arrangiatore musicale) e da Daniele Iudicone (imprenditore ed esperto di comunicazione e marketing). L’obiettivo è quello di dare suggerimenti e raccontare esperienze su come promuovere la propria musica al giorno d’oggi.</googleplay:description>
		<itunes:owner>
			<itunes:name>Music Caffeina</itunes:name>
			<itunes:email>info@musiccaffeina.it</itunes:email>
		</itunes:owner>
		<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
		<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:image href="/files/MusicCaffeina_LOGO.jpg"></itunes:image>
			<googleplay:image href="/files/MusicCaffeina_LOGO.jpg"></googleplay:image>
			<image>
				<url>/files/MusicCaffeina_LOGO.jpg</url>
				<title>Music Caffeina</title>
				<link>https://www.musiccaffeina.it/</link>
			</image>
					<itunes:category text="Music">
							</itunes:category>
								<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.12</generator>
				<item>
					<title>L’importanza del Marketing nella musica</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/limportanza-del-marketing-nella-musica.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 07:10:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=134</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo articolo di Music Caffeina. Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi parleremo di marketing per i cantanti, soprattutto per quanto riguarda gli inediti. Continuiamo questo discorso iniziato dal cambio di mentalità e da tutto ciò che serve oggi per avere successo nel mondo della musica. Siamo arrivati quindi al tema del marketing, importante perché diventa fondamentale per il libero professionista che vuole far sentire la propria musica (essendo come un piccolo imprenditore, con il bisogno [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo articolo di Music Caffeina. Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi parleremo di marketing per i cantanti, soprattutto per quanto riguarda gli inediti. Continuiamo questo discorso iniziato dal cambio di mentalità e da]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi parleremo di <strong>marketing per i cantanti</strong>, soprattutto per quanto riguarda gli inediti.</p>
<p>Continuiamo questo discorso iniziato dal <u>cambio di mentalità</u> e da tutto ciò che serve oggi per avere successo nel mondo della musica.</p>
<p>Siamo arrivati quindi al tema del marketing, importante perché diventa fondamentale per il libero professionista che vuole far sentire la propria musica (essendo come un piccolo imprenditore, con il bisogno di uscire fuori, trovare un’audience e tutto il resto), avere dei <u>rudimenti di marketing</u>.</p>
<h2>Cos’è quindi il marketing?</h2>
<p>Parlando con tante persone del mondo della musica, di solito si associa a esso una “roba fredda” per aziende, per cui si dice: “<em>Non ho bisogno di far ‘ste robe manipolatorie!</em>”.</p>
<p><strong>In realtà il marketing è ovunque, su ogni cosa.</strong></p>
<p>E non è soltanto un’azione specifica, ma contiene <u>tutta una strategia</u>.</p>
<p>Perciò un cantante di inediti, una persona che sta intraprendendo un progetto musicale, di base deve avere la sua strategia dalla A alla Z. <strong>Questo è il suo marketing</strong>.</p>
<p>Quando cominci a creare un buon prodotto, stampi dei CD, li regali al locale, targettizzi, cerchi i tuoi simili, <u>stai mettendo in moto una strategia di marketing</u>.</p>
<p>Perciò hai bisogno di capire come si fa.</p>
<p>Ne parleremo nella maniera più semplice possibile, per fare in modo che sia chiara anche a chi, come te, ne ha sempre sentito parlare in maniera abbastanza vaga e la vede come qualcosa di “freddo” e poco artistico.</p>
<p><strong>In realtà è un 50 e 50.</strong></p>
<p>Da una parte hai la produzione di musica, la tua scrittura e la rappresentazione musicale, insomma l’arte; dall’altra parte però è pur vero che se sei bravissimo ma nessuno ti conosce la situazione non cambierà da sola!</p>
<p>Il problema principale è quindi quello di <strong>farti conoscere</strong>.</p>
<p>Manca proprio una cultura del <u>marketing musicale</u>.</p>
<p>Anche se cerchi dei libri, c’è poca roba. Potresti trovare delle pubblicazioni in inglese, ma i concetti sono molto diversi.</p>
<p>Manca l’approccio.</p>
<p>Fai marketing anche quando sei al locale e porti i tuoi CD al gestore, sfruttando quello che viene chiamato “<strong>principio a rispondenza diretta</strong>”: <u>io regalo una cosa a te e tu ti senti obbligato ad ascoltarmi</u>.</p>
<p>Ti regalo qualcosa perché mi aspetto che dall’altra parte nasca dell’interesse.</p>
<p>Spesso le persone dicono: “<em>CD al locale?! Ma no, io gli mando il file o glielo porto con la chiavetta e lo scarico lì</em>”.</p>
<p>Dei veri fighi!</p>
<p><em>Ha lo stesso effetto secondo te?</em></p>
<p><strong>No!</strong> Lo fanno in tantissimi!</p>
<p>Ormai l’idea che si è diffusa è che per trovare date bisogna <u>spammare</u>. “<em>Ciao, sono il Numero Uno, dammi la data, non ti porto nessuno, ma sono bravo eh!</em>”</p>
<p>Inutile dirti che <u>non va proprio così</u>. Bisogna lavorarla meglio.</p>
<p>Anche <strong>presentarsi di persona ai locali</strong> ha un’altra valenza.</p>
<p>E servirebbe anche <u>un video di presentazione</u>.</p>
<p>Se hai fatto un album, infatti, non è detto che dal vivo tu sia uguale.</p>
<p>Quindi è consigliabile fare un video, di quattro/cinque minuti, fatto bene, in cui suoni in un locale. Uno <em>showreel</em>.</p>
<p>Quella cosa può servire al locale per avere un’idea di come potrebbe essere un tuo spettacolo.</p>
<p>Una volta che l’hai inviato, però, stanne certo: <u>nessuno lo guarderà!</u></p>
<p>Quindi vai nel locale, cerca di parlare col proprietario portandogli un CD.</p>
<p>Non portare la tua chiavetta USB o – peggio ancora! – non dare il link del tuo canale <em>Spotify</em>.</p>
<p>Fai uno sforzo in più.</p>
<p>Stampa il CD, è una cosa carina. Lo puoi fare <u>senza grossi investimenti</u> oggigiorno.</p>
<p>Il tizio del locale <u>non si ricorderà di te</u>, quindi cogli l’occasione per mandargli qualche brano.</p>
<p>Fai un foglio Excel dove ti scrivi in una colonna il giorno in cui sei andato a trovarlo, poi dopo una settimana lo richiami.</p>
<p>Sembra una sciocchezza, ma devi darti una <strong>scadenza precisa</strong>. Ecco le vere tecniche di marketing.</p>
<p><em>È inutile che vai in un locale e cerchi di appuntarti a mente che ci sei stato. </em></p>
<p>Finiresti per richiamarlo o dopo due giorni o dopo un mese!</p>
<p>Oppure, ancora peggio, aspetti che ti chiami lui…</p>
<p>No, devi avere <u>un approccio sistemico!</u></p>
<p>Un’agenzia che lavora in questo modo sarebbe ideale, ma bisogna stare attentissimi.</p>
<p>Noi stessi abbiamo avuto un’esperienza qualche anno fa, con gli <em>Humana</em>, spendendo qualche “millino”, per un’agenzia di Bologna che era tutta un: “<em>Non vi preoccupate, ci pensiamo noi!</em>”.</p>
<p>Beh, abbiamo organizzato la prima data ma… <u>nemmeno il locale sapeva che saremmo dovuti andare</u>!</p>
<p>Un disastro!</p>
<p>Si atteggiano come agenzie vere, ma la differenza tra una vera e una per principianti è abissale.</p>
<p>La differenza è che un’agenzia professionale di cui si servono locali di un certo livello, come ad esempio l’Alcatraz a Milano, lavora <strong>con artisti che hanno un pubblico</strong>.</p>
<p>Invece l’agenzia per principianti dovrebbe lavorare in un altro modo, cosa che funziona molto bene in Inghilterra.</p>
<p>Lavorano infatti con locali che si approcciano con artisti che non hanno un pubblico e che quindi si esibiscono per le prime volte.</p>
<p>Come fare quindi?</p>
<p>Innanzitutto, devi lavorare con una <strong>percentuale di resa</strong>, di riuscita.</p>
<p>Sappi che se contatti 10 locali, devi considerare un 20% che ti possono dire di sì.</p>
<p>Non demoralizzarti se in una giornata tutti ti dicono di no.</p>
<p><u>La maggioranza ti dirà di no ed è normalissimo</u>, non te ne deve fregare di meno.</p>
<p>Devi lavorare sulla percentuale e trovare un sistema per cercare le date.</p>
<p>Ti devi presentare di persona, portare qualcosa di fisico: ti <u>differenzierai</u> da qualsiasi altro artista.</p>
<p>Prenditi una giornata libera, vai nei vari locali, prendi appuntamenti, finché non riesci a parlare coi proprietari.</p>
<p>Anche se ti dicono di no, anche se vedi che hanno la luna storta, <strong>ci DEVI andare</strong>.</p>
<p>È una parte importante del tuo lavoro.</p>
<p>Non ti puoi esimere.</p>
<p>Daniele ha un’esperienza importante con la vendita e può garantirti benissimo che quando un rappresentante va a <u>contatto diretto</u> con il cliente ha una percentuale di riuscita.</p>
<p>Fa parte del lavoro sentirti dire che il tuo prodotto non piace o non interessa.</p>
<p>Devi lavorare sulla percentuale, e tentare di migliorarla rendendo più efficiente la tua comunicazione.</p>
<p><u>Fai vedere che non sei uno sfigato</u>: mostra il tuo disco, cerca magari di incrementare il numero degli <em>stream</em> su <em>Spotify </em>o su <em>YouTube</em> prima di andare nei locali, fatti vedere “grandino”.</p>
<p>Ovviamente senza scivolare nella tentazione di comprarti numeri falsi. A quel punto faresti solo ridere.</p>
<h2>Ma se poi non piaci?</h2>
<p>Spesso l’artista ha paura di andare nei locali per il <strong>giudizio</strong> che può ricevere.</p>
<p>Ma devi tenere ben presente che se vai in 15 locali e 10 ti dicono di no, hai comunque cinque date che ti permetteranno di parlare ai tuoi simili.</p>
<p>Non devi aver paura di prendere quei 10 no, non devi farti condizionare pensando: “<em>La mia musica non piace, quello mi ha detto che faccio cagare!</em>”.</p>
<p>Certo, è difficile.</p>
<p>Ma la superi pensando che non è quello il punto.</p>
<p><strong>Il tuo punto è il piano, la tua strategia</strong>. Il lunedì farai questo, il martedì quest’altro, e così via.</p>
<p><u>Mettendo in conto che prenderai dei no.</u></p>
<p>Ma devi <u>proseguire</u> con la tua strategia.</p>
<h2>Quando è ora di cercare date live?</h2>
<p>Da una parte hai il marketing digitale, cioè quello che puoi fare online. Farai uscire i tuoi brani su <em>Spotify</em>, il video su <em>YouTube</em>, ti farai inserire nelle playlist.</p>
<p><strong>Cercherai i tuoi live quando avrai 1.000/1.500 o 2.000 <em>stream</em> a canzone.</strong></p>
<p>Non sono numeri enormi, ma un “millino” serve, per non far vedere che sei proprio a zero.</p>
<p>Dall’altra parte occorre comunque che tu ti faccia vedere in <u>un video di presentazione live</u>, dove suoni e ti mostri in tutto il tuo valore.</p>
<p>Se poi hai un disco bellissimo e dal vivo non riesci a suonare è giusto che non trovi date.</p>
<p>Te lo meriti, non puoi dare la colpa al locale se dal vivo non spacchi come nel disco.</p>
<p>Dai per sottinteso che sei il più forte, che dai il massimo, che meriti un pubblico. Cerca però di <u>portare della gente nei locali</u>, mostra che ti conoscono.</p>
<p>Rendi quell’evento <u>piacevole</u>, fai in modo che anche chi non ti conosce veda che ci sono persone che ti applaudono e sostengono.</p>
<p>È importante perché è una <strong>ricerca di simili</strong>, persone che la vedono e pensano come te, che ti stanno seguendo.</p>
<p>Perciò il marketing live è importante.</p>
<p>Il marketing online, da affiancarsi a quello offline, è un discorso che tratteremo a parte.</p>
<p>Però se mi chiedi:</p>
<p><em>Quanto è importante il marketing?</em></p>
<p><strong>È l’altra faccia della medaglia.</strong></p>
<p>È fondamentale, però ricorda che anche se hai un buon marketing, con mille strategie funzionanti, ma non hai un buon contenuto… stai promuovendo il nulla.</p>
<p>E non ce la fai.</p>
<p>Si parte infatti dall’idea che comunque <u>il prodotto deve essere da paura</u>.</p>
<p>L’artista di base deve essere bravo, avere un disco ben fatto.</p>
<p>Deve avere un’identità, una personalità e cercare di trovare le persone a lui simili.</p>
<p>Quando hai questo puoi cominciare con tutte le strategie possibili, il resto verrà da sé.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esploreremo tutto ciò anche in altri articoli.</p>
<p>Alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi parleremo di <strong>marketing per i cantanti</strong>, soprattutto per quanto riguarda gli inediti.</p>
<p>Continuiamo questo discorso iniziato dal <u>cambio di mentalità</u> e da tutto ciò che serve oggi per avere successo nel mondo della musica.</p>
<p>Siamo arrivati quindi al tema del marketing, importante perché diventa fondamentale per il libero professionista che vuole far sentire la propria musica (essendo come un piccolo imprenditore, con il bisogno di uscire fuori, trovare un’audience e tutto il resto), avere dei <u>rudimenti di marketing</u>.</p>
<h2>Cos’è quindi il marketing?</h2>
<p>Parlando con tante persone del mondo della musica, di solito si associa a esso una “roba fredda” per aziende, per cui si dice: “<em>Non ho bisogno di far ‘ste robe manipolatorie!</em>”.</p>
<p><strong>In realtà il marketing è ovunque, su ogni cosa.</strong></p>
<p>E non è soltanto un’azione specifica, ma contiene <u>tutta una strategia</u>.</p>
<p>Perciò un cantante di inediti, una persona che sta intraprendendo un progetto musicale, di base deve avere la sua strategia dalla A alla Z. <strong>Questo è il suo marketing</strong>.</p>
<p>Quando cominci a creare un buon prodotto, stampi dei CD, li regali al locale, targettizzi, cerchi i tuoi simili, <u>stai mettendo in moto una strategia di marketing</u>.</p>
<p>Perciò hai bisogno di capire come si fa.</p>
<p>Ne parleremo nella maniera più semplice possibile, per fare in modo che sia chiara anche a chi, come te, ne ha sempre sentito parlare in maniera abbastanza vaga e la vede come qualcosa di “freddo” e poco artistico.</p>
<p><strong>In realtà è un 50 e 50.</strong></p>
<p>Da una parte hai la produzione di musica, la tua scrittura e la rappresentazione musicale, insomma l’arte; dall’altra parte però è pur vero che se sei bravissimo ma nessuno ti conosce la situazione non cambierà da sola!</p>
<p>Il problema principale è quindi quello di <strong>farti conoscere</strong>.</p>
<p>Manca proprio una cultura del <u>marketing musicale</u>.</p>
<p>Anche se cerchi dei libri, c’è poca roba. Potresti trovare delle pubblicazioni in inglese, ma i concetti sono molto diversi.</p>
<p>Manca l’approccio.</p>
<p>Fai marketing anche quando sei al locale e porti i tuoi CD al gestore, sfruttando quello che viene chiamato “<strong>principio a rispondenza diretta</strong>”: <u>io regalo una cosa a te e tu ti senti obbligato ad ascoltarmi</u>.</p>
<p>Ti regalo qualcosa perché mi aspetto che dall’altra parte nasca dell’interesse.</p>
<p>Spesso le persone dicono: “<em>CD al locale?! Ma no, io gli mando il file o glielo porto con la chiavetta e lo scarico lì</em>”.</p>
<p>Dei veri fighi!</p>
<p><em>Ha lo stesso effetto secondo te?</em></p>
<p><strong>No!</strong> Lo fanno in tantissimi!</p>
<p>Ormai l’idea che si è diffusa è che per trovare date bisogna <u>spammare</u>. “<em>Ciao, sono il Numero Uno, dammi la data, non ti porto nessuno, ma sono bravo eh!</em>”</p>
<p>Inutile dirti che <u>non va proprio così</u>. Bisogna lavorarla meglio.</p>
<p>Anche <strong>presentarsi di persona ai locali</strong> ha un’altra valenza.</p>
<p>E servirebbe anche <u>un video di presentazione</u>.</p>
<p>Se hai fatto un album, infatti, non è detto che dal vivo tu sia uguale.</p>
<p>Quindi è consigliabile fare un video, di quattro/cinque minuti, fatto bene, in cui suoni in un locale. Uno <em>showreel</em>.</p>
<p>Quella cosa può servire al locale per avere un’idea di come potrebbe essere un tuo spettacolo.</p>
<p>Una volta che l’hai inviato, però, stanne certo: <u>nessuno lo guarderà!</u></p>
<p>Quindi vai nel locale, cerca di parlare col proprietario portandogli un CD.</p>
<p>Non portare la tua chiavetta USB o – peggio ancora! – non dare il link del tuo canale <em>Spotify</em>.</p>
<p>Fai uno sforzo in più.</p>
<p>Stampa il CD, è una cosa carina. Lo puoi fare <u>senza grossi investimenti</u> oggigiorno.</p>
<p>]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi parleremo di <strong>marketing per i cantanti</strong>, soprattutto per quanto riguarda gli inediti.</p>
<p>Continuiamo questo discorso iniziato dal <u>cambio di mentalità</u> e da tutto ciò che serve oggi per avere successo nel mondo della musica.</p>
<p>Siamo arrivati quindi al tema del marketing, importante perché diventa fondamentale per il libero professionista che vuole far sentire la propria musica (essendo come un piccolo imprenditore, con il bisogno di uscire fuori, trovare un’audience e tutto il resto), avere dei <u>rudimenti di marketing</u>.</p>
<h2>Cos’è quindi il marketing?</h2>
<p>Parlando con tante persone del mondo della musica, di solito si associa a esso una “roba fredda” per aziende, per cui si dice: “<em>Non ho bisogno di far ‘ste robe manipolatorie!</em>”.</p>
<p><strong>In realtà il marketing è ovunque, su ogni cosa.</strong></p>
<p>E non è soltanto un’azione specifica, ma contiene <u>tutta una strategia</u>.</p>
<p>Perciò un cantante di inediti, una persona che sta intraprendendo un progetto musicale, di base deve avere la sua strategia dalla A alla Z. <strong>Questo è il suo marketing</strong>.</p>
<p>Quando cominci a creare un buon prodotto, stampi dei CD, li regali al locale, targettizzi, cerchi i tuoi simili, <u>stai mettendo in moto una strategia di marketing</u>.</p>
<p>Perciò hai bisogno di capire come si fa.</p>
<p>Ne parleremo nella maniera più semplice possibile, per fare in modo che sia chiara anche a chi, come te, ne ha sempre sentito parlare in maniera abbastanza vaga e la vede come qualcosa di “freddo” e poco artistico.</p>
<p><strong>In realtà è un 50 e 50.</strong></p>
<p>Da una parte hai la produzione di musica, la tua scrittura e la rappresentazione musicale, insomma l’arte; dall’altra parte però è pur vero che se sei bravissimo ma nessuno ti conosce la situazione non cambierà da sola!</p>
<p>Il problema principale è quindi quello di <strong>farti conoscere</strong>.</p>
<p>Manca proprio una cultura del <u>marketing musicale</u>.</p>
<p>Anche se cerchi dei libri, c’è poca roba. Potresti trovare delle pubblicazioni in inglese, ma i concetti sono molto diversi.</p>
<p>Manca l’approccio.</p>
<p>Fai marketing anche quando sei al locale e porti i tuoi CD al gestore, sfruttando quello che viene chiamato “<strong>principio a rispondenza diretta</strong>”: <u>io regalo una cosa a te e tu ti senti obbligato ad ascoltarmi</u>.</p>
<p>Ti regalo qualcosa perché mi aspetto che dall’altra parte nasca dell’interesse.</p>
<p>Spesso le persone dicono: “<em>CD al locale?! Ma no, io gli mando il file o glielo porto con la chiavetta e lo scarico lì</em>”.</p>
<p>Dei veri fighi!</p>
<p><em>Ha lo stesso effetto secondo te?</em></p>
<p><strong>No!</strong> Lo fanno in tantissimi!</p>
<p>Ormai l’idea che si è diffusa è che per trovare date bisogna <u>spammare</u>. “<em>Ciao, sono il Numero Uno, dammi la data, non ti porto nessuno, ma sono bravo eh!</em>”</p>
<p>Inutile dirti che <u>non va proprio così</u>. Bisogna lavorarla meglio.</p>
<p>Anche <strong>presentarsi di persona ai locali</strong> ha un’altra valenza.</p>
<p>E servirebbe anche <u>un video di presentazione</u>.</p>
<p>Se hai fatto un album, infatti, non è detto che dal vivo tu sia uguale.</p>
<p>Quindi è consigliabile fare un video, di quattro/cinque minuti, fatto bene, in cui suoni in un locale. Uno <em>showreel</em>.</p>
<p>Quella cosa può servire al locale per avere un’idea di come potrebbe essere un tuo spettacolo.</p>
<p>Una volta che l’hai inviato, però, stanne certo: <u>nessuno lo guarderà!</u></p>
<p>Quindi vai nel locale, cerca di parlare col proprietario portandogli un CD.</p>
<p>Non portare la tua chiavetta USB o – peggio ancora! – non dare il link del tuo canale <em>Spotify</em>.</p>
<p>Fai uno sforzo in più.</p>
<p>Stampa il CD, è una cosa carina. Lo puoi fare <u>senza grossi investimenti</u> oggigiorno.</p>
<p>]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/music-caffeina-0001.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/music-caffeina-0001.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/134/limportanza-del-marketing-nella-musica.mp3" length="24250779" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>L’importanza del logo e del nome per il tuo progetto musicale</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/video-e-immagine/limportanza-del-logo-e-del-nome-per-il-tuo-progetto-musicale.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 07:00:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=141</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di quanto è importante <strong>il nome e il logo</strong> per il tuo progetto musicale.</p>
<p>Abbiamo già affrontato diversi fattori e ingredienti per creare <u>un tuo progetto musicale degno di nota</u> che ti possa permettere di vivere facendo musica, o comunque di portarti a un livello successivo rispetto a quello in cui ti trovi oggi.</p>
<p>Per fare ciò un ingrediente fondamentale su cui ti devi impegnare è <u>la scelta del tuo nome e del logo</u>.</p>
<p>Tutti quelli che pensano che non è importante, probabilmente sono della vecchia generazione o magari <strong>c’era qualcuno che lo faceva per loro</strong>.</p>
<p>Perché, se ci rifletti, il logo <u>è sempre stato fatto</u>.</p>
<p>Pensa agli Oasis, agli 883, a Sfera Ebbasta stesso!</p>
<p>È normale, fa tutto parte del mondo del marketing e della comunicazione.</p>
<p>Abbiamo già parlato anche negli altri articoli di quanto sia importante <strong>comunicare in un certo modo</strong>.</p>
<p><em>Il logo, così come il nome, serve a creare un senso di appeal, un gancio.</em></p>
<p>Deve rimanerti impresso.</p>
<p>Insomma, è più facile ricordarti Calcutta che Giovanni Semprini!</p>
<p>Magari non è sempre così, ma pensa a Jovanotti: il suo nome è Lorenzo Cherubini, ma decise a suo tempo di uscire con un altro nome. Ed <u>è quello che ti rimane</u>.</p>
<p>L’unica differenza è che la sua scelta era dettata da un altro, non da lui.</p>
<p>Nel mondo del marketing si parla spesso di un cantautore molto bravo che partecipò a Sanremo e vinse la Sezione Giovani: Giovanni <strong>Caccamo</strong>. Spesso si dice: “<em>Ma come pensava di avere successo <u>con quel cognome?</u> Se avesse usato un nome d’arte più forte, sarebbe risuonato meglio</em>”.</p>
<p>Immagina insomma gli amici al bar o al pub: lui magari fa anche bella musica, ma te li vedi dire alle tipe che vogliono rimorchiare: “<em>Ah, stasera vado a vedere Caccamo?</em>”.</p>
<p><strong>Non gira!</strong></p>
<p>Devi capire che <u>sei nel mondo della comunicazione</u>.</p>
<p>Una volta questo era il compito dei discografici: c’era una squadra che lavorava anche su questo, ti servivano a 360 gradi.</p>
<p>Oggi lo sai, lo abbiamo detto spesso: <strong>non esiste più quel mondo lì</strong>.</p>
<p><u>Devi riassumere da solo una serie di ruoli:</u></p>
<ul>
<li>Quello del cantautore;</li>
<li>Dell’autore;</li>
<li>Dell’arrangiatore;</li>
<li>Dell’addetto al marketing;</li>
<li>Della casa discografica.</li>
</ul>
<p><strong>Purtroppo, questa è la realtà.</strong></p>
<p>Purtroppo, o per fortuna! Ma è cambiato.</p>
<p>Se prima c’erano delle persone che curavano determinati aspetti, ora spetta a te.</p>
<p>Anche perché prima era una realtà <u>molto più chiusa</u>.</p>
<p>Se ci pensi, oggi questo mondo è molto più democratico.</p>
<p>Se non conosci le leggi, però, resti indietro e non emergi proprio.</p>
<p>Tanti dicono: “<em>Era meglio prima, si riusciva a sfondare!</em>”.</p>
<p>No, non era così. Riuscivi a fare se entravi all’interno di un <u>determinato giro</u>.</p>
<p>Adesso puoi entrarci creandolo da te, impegnandoti a conoscere le regole del gioco.</p>
<p><strong>Oggi non puoi affidarti a nessuno.</strong></p>
<p>Dipende tutto da te perché non hai qualcuno che ti dà una mano per creare qualcosa insieme.</p>
<p>Ciò che può fare la casa discografica è solo <u>ampliare</u> quello che hai costruito <u>da solo</u>.</p>
<p>È impossibile, o molto raro, che oggi una casa discografica pensi al tuo logo.</p>
<p><strong>Ci devi lavorare tu</strong>, o affidarti a qualcuno che ti possa aiutare.</p>
<p>Ma non andare dalla grafica che si occupa dell’aziendale.</p>
<p><u>Devi cambiare mentalità</u>, lo abbiamo detto tante volte, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo e invogliarti a farlo.</p>
<p>Non considerarti una star, guarda sul campo ciò che accade.</p>
<p>Datti molto da fare su certi aspetti. Creati la tua grafica, da ripetere poi nei dischi, su <em>Instagram</em> o come copertina di <em>Facebook.</em></p>
<p>Magari puoi mettere la tua faccia sotto al logo, perché trovi che risuoni molto.</p>
<p>Qualunque sia la tua idea, <strong>pensala tu</strong>.</p>
<p>Solo tu hai l’idea di ciò che sei e della tua personalità.</p>
<p>Oggi funziona molto questo discorso.</p>
<p>Più personalità hai, più possibilità hai di trovarti dei “simili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di quanto è importante <strong>il nome e il logo</strong> per il tuo progetto musicale.</p>
<p>Abbiamo già affrontato diversi fattori e ingredienti per creare <u>un tuo progetto musicale degno di nota</u> che ti possa permettere di vivere facendo musica, o comunque di portarti a un livello successivo rispetto a quello in cui ti trovi oggi.</p>
<p>Per fare ciò un ingrediente fondamentale su cui ti devi impegnare è <u>la scelta del tuo nome e del logo</u>.</p>
<p>Tutti quelli che pensano che non è importante, probabilmente sono della vecchia generazione o magari <strong>c’era qualcuno che lo faceva per loro</strong>.</p>
<p>Perché, se ci rifletti, il logo <u>è sempre stato fatto</u>.</p>
<p>Pensa agli Oasis, agli 883, a Sfera Ebbasta stesso!</p>
<p>È normale, fa tutto parte del mondo del marketing e della comunicazione.</p>
<p>Abbiamo già parlato anche negli altri articoli di quanto sia importante <strong>comunicare in un certo modo</strong>.</p>
<p><em>Il logo, così come il nome, serve a creare un senso di appeal, un gancio.</em></p>
<p>Deve rimanerti impresso.</p>
<p>Insomma, è più facile ricordarti Calcutta che Giovanni Semprini!</p>
<p>Magari non è sempre così, ma pensa a Jovanotti: il suo nome è Lorenzo Cherubini, ma decise a suo tempo di uscire con un altro nome. Ed <u>è quello che ti rimane</u>.</p>
<p>L’unica differenza è che la sua scelta era dettata da un altro, non da lui.</p>
<p>Nel mondo del marketing si parla spesso di un cantautore molto bravo che partecipò a Sanremo e vinse la Sezione Giovani: Giovanni <strong>Caccamo</strong>. Spesso si dice: “<em>Ma come pensava di avere successo <u>con quel cognome?</u> Se avesse usato un nome d’arte più forte, sarebbe risuonato meglio</em>”.</p>
<p>Immagina insomma gli amici al bar o al pub: lui magari fa anche bella musica, ma te li vedi dire alle tipe che vogliono rimorchiare: “<em>Ah, stasera vado a vedere Caccamo?</em>”.</p>
<p><strong>Non gira!</strong></p>
<p>Devi capire che <u>sei nel mondo della comunicazione</u>.</p>
<p>Una volta questo era il compito dei discografici: c’era una squadra che lavorava anche su questo, ti servivano a 360 gradi.</p>
<p>Oggi lo sai, lo abbiamo detto spesso: <strong>non esiste più quel mondo lì</strong>.</p>
<p><u>Devi riassumere da solo una serie di ruoli:</u></p>
<ul>
<li>Quello del cantautore;</li>
<li>Dell’autore;</li>
<li>Dell’arrangiatore;</li>
<li>Dell’addetto al marketing;</li>
<li>Della casa discografica.</li>
</ul>
<p><strong>Purtroppo, questa è la realtà.</strong></p>
<p>Purtroppo, o per fortuna! Ma è cambiato.</p>
<p>Se prima c’erano delle persone che curavano determinati aspetti, ora spetta a te.</p>
<p>Anche perché prima era una realtà <u>molto più chiusa</u>.</p>
<p>Se ci pensi, oggi questo mondo è molto più democratico.</p>
<p>Se non conosci le leggi, però, resti indietro e non emergi proprio.</p>
<p>Tanti dicono: “<em>Era meglio prima, si riusciva a sfondare!</em>”.</p>
<p>No, non era così. Riuscivi a fare se entravi all’interno di un <u>determinato giro</u>.</p>
<p>Adesso puoi entrarci creandolo da te, impegnandoti a conoscere le regole del gioco.</p>
<p><strong>Oggi non puoi affidarti a nessuno.</strong></p>
<p>Dipende tutto da te perché non hai qualcuno che ti dà una mano per creare qualcosa insieme.</p>
<p>Ciò che può fare la casa discografica è solo <u>ampliare</u> quello che hai costruito <u>da solo</u>.</p>
<p>È impossibile, o molto raro, che oggi una casa discografica pensi al tuo logo.</p>
<p><strong>Ci devi lavorare tu</strong>, o affidarti a qualcuno che ti possa aiutare.</p>
<p>Ma non andare dalla grafica che si occupa dell’aziendale.</p>
<p><u>Devi cambiare mentalità</u>, lo abbiamo detto tante volte, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo e invogliarti a farlo.</p>
<p>Non considerarti una star, guarda sul campo ciò che accade.</p>
<p>Datti molto da fare su certi aspet]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di quanto è importante <strong>il nome e il logo</strong> per il tuo progetto musicale.</p>
<p>Abbiamo già affrontato diversi fattori e ingredienti per creare <u>un tuo progetto musicale degno di nota</u> che ti possa permettere di vivere facendo musica, o comunque di portarti a un livello successivo rispetto a quello in cui ti trovi oggi.</p>
<p>Per fare ciò un ingrediente fondamentale su cui ti devi impegnare è <u>la scelta del tuo nome e del logo</u>.</p>
<p>Tutti quelli che pensano che non è importante, probabilmente sono della vecchia generazione o magari <strong>c’era qualcuno che lo faceva per loro</strong>.</p>
<p>Perché, se ci rifletti, il logo <u>è sempre stato fatto</u>.</p>
<p>Pensa agli Oasis, agli 883, a Sfera Ebbasta stesso!</p>
<p>È normale, fa tutto parte del mondo del marketing e della comunicazione.</p>
<p>Abbiamo già parlato anche negli altri articoli di quanto sia importante <strong>comunicare in un certo modo</strong>.</p>
<p><em>Il logo, così come il nome, serve a creare un senso di appeal, un gancio.</em></p>
<p>Deve rimanerti impresso.</p>
<p>Insomma, è più facile ricordarti Calcutta che Giovanni Semprini!</p>
<p>Magari non è sempre così, ma pensa a Jovanotti: il suo nome è Lorenzo Cherubini, ma decise a suo tempo di uscire con un altro nome. Ed <u>è quello che ti rimane</u>.</p>
<p>L’unica differenza è che la sua scelta era dettata da un altro, non da lui.</p>
<p>Nel mondo del marketing si parla spesso di un cantautore molto bravo che partecipò a Sanremo e vinse la Sezione Giovani: Giovanni <strong>Caccamo</strong>. Spesso si dice: “<em>Ma come pensava di avere successo <u>con quel cognome?</u> Se avesse usato un nome d’arte più forte, sarebbe risuonato meglio</em>”.</p>
<p>Immagina insomma gli amici al bar o al pub: lui magari fa anche bella musica, ma te li vedi dire alle tipe che vogliono rimorchiare: “<em>Ah, stasera vado a vedere Caccamo?</em>”.</p>
<p><strong>Non gira!</strong></p>
<p>Devi capire che <u>sei nel mondo della comunicazione</u>.</p>
<p>Una volta questo era il compito dei discografici: c’era una squadra che lavorava anche su questo, ti servivano a 360 gradi.</p>
<p>Oggi lo sai, lo abbiamo detto spesso: <strong>non esiste più quel mondo lì</strong>.</p>
<p><u>Devi riassumere da solo una serie di ruoli:</u></p>
<ul>
<li>Quello del cantautore;</li>
<li>Dell’autore;</li>
<li>Dell’arrangiatore;</li>
<li>Dell’addetto al marketing;</li>
<li>Della casa discografica.</li>
</ul>
<p><strong>Purtroppo, questa è la realtà.</strong></p>
<p>Purtroppo, o per fortuna! Ma è cambiato.</p>
<p>Se prima c’erano delle persone che curavano determinati aspetti, ora spetta a te.</p>
<p>Anche perché prima era una realtà <u>molto più chiusa</u>.</p>
<p>Se ci pensi, oggi questo mondo è molto più democratico.</p>
<p>Se non conosci le leggi, però, resti indietro e non emergi proprio.</p>
<p>Tanti dicono: “<em>Era meglio prima, si riusciva a sfondare!</em>”.</p>
<p>No, non era così. Riuscivi a fare se entravi all’interno di un <u>determinato giro</u>.</p>
<p>Adesso puoi entrarci creandolo da te, impegnandoti a conoscere le regole del gioco.</p>
<p><strong>Oggi non puoi affidarti a nessuno.</strong></p>
<p>Dipende tutto da te perché non hai qualcuno che ti dà una mano per creare qualcosa insieme.</p>
<p>Ciò che può fare la casa discografica è solo <u>ampliare</u> quello che hai costruito <u>da solo</u>.</p>
<p>È impossibile, o molto raro, che oggi una casa discografica pensi al tuo logo.</p>
<p><strong>Ci devi lavorare tu</strong>, o affidarti a qualcuno che ti possa aiutare.</p>
<p>Ma non andare dalla grafica che si occupa dell’aziendale.</p>
<p><u>Devi cambiare mentalità</u>, lo abbiamo detto tante volte, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo e invogliarti a farlo.</p>
<p>Non considerarti una star, guarda sul campo ciò che accade.</p>
<p>Datti molto da fare su certi aspet]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/logo-nome.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/logo-nome.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/141/limportanza-del-logo-e-del-nome-per-il-tuo-progetto-musicale.mp3" length="10789252" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Le agenzie di promozione. Cosa sono e come funzionano</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/le-agenzie-di-promozione-cosa-sono-e-come-funzionano.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:55:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=139</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di come funzionano le agenzie di promozione. Infatti, quando partirai con il tuo progetto musicale, dovrai promuoverlo. Facendo una rapida ricerca su Google, scoprirai che anche nel panorama musicale esistono queste agenzie di promozione. Apriamo quindi l’ennesimo vaso di Pandora: bisogna che tu stia davvero attento a questa cosa. Tra l’altro questi sono argomenti delicati da esporre, speriamo che l’industria non [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di come funzionano le agenzie di promozione. Infatti, quando partirai con il tuo progetto musicale, dovrai promuoverlo. Facendo u]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di <strong>come funzionano le agenzie di promozione</strong>.</p>
<p>Infatti, quando partirai con il tuo progetto musicale, dovrai promuoverlo.</p>
<p>Facendo una rapida ricerca su <em>Google</em>, scoprirai che anche nel panorama musicale esistono queste agenzie di promozione.</p>
<p>Apriamo quindi l’ennesimo vaso di Pandora: bisogna che tu stia <strong>davvero attento</strong> a questa cosa.</p>
<p>Tra l’altro questi sono argomenti delicati da esporre, speriamo che l’industria non ci faccia fuori!</p>
<p>Ti spiegheremo quindi come funzionano queste agenzie nel mondo della radio, del web, su <em>Facebook</em> e nel mondo in generale.</p>
<h2>Che cosa sono queste agenzie?</h2>
<p>Intanto cerchiamo di capire <strong>cos’è un’agenzia di promozione</strong>.</p>
<p>Per far conoscere il tuo progetto musicale, avrai bisogno di diverse strutture.</p>
<p>Magari ce ne sono alcune che offrono il servizio completo, ma noi non ne siamo al corrente.</p>
<p>In generale, ti servirà:</p>
<ul>
<li>Mandare il tuo brano in <u>radio</u>;</li>
<li>Cercare di farlo arrivare in <u>tv</u>;</li>
<li>Farti recensire nei <em><u>web magazine</u></em> o nelle <u>riviste di settore</u>;</li>
<li>Cercare di avere una buona <u>sponsorizzazione</u> sui social;</li>
<li>Cercare di avere una buona <u>visualizzazione</u> su <em>Spotify</em> e su <em>YouTube</em>.</li>
</ul>
<p>Come puoi vedere, è <strong>un processo ampio e articolato</strong>.</p>
<p>La prima distinzione che dovrai fare è tra un’agenzia normale e una di promozione radiofonica.</p>
<h2>Le agenzie di promozione radiofonica</h2>
<p>Ne esistono diverse, puoi fare una rapida ricerca su <em>Google</em> per vederlo.</p>
<p>Come detto già nei precedenti articoli, i network tendono a far passare per lo più gli <strong>artisti conosciuti</strong>.</p>
<p>C’è una seria difficoltà a far andare un brano di un artista emergente perché, basando tutta la <u>potenza commerciale sugli ascolti</u>, mandare una canzone di Vasco Rossi ha sicuramente più possibilità di farli alzare rispetto a quella di un amico.</p>
<p>Poi lo si fa anche per il profilo artistico, è una questione di linea editoriale.</p>
<p><strong>C’è una selezione</strong>. Ovviamente se l’amico è bravissimo magari lo passano pure, ma è molto raro.</p>
<p>È come una scommessa fatta dalla radio.</p>
<p>Ovviamente non significa che sia una regola che non passano artisti emergenti, ma diciamo che la percentuale della musica nuova non conosciuta rispetto a quella di artisti famosi è <strong>estremamente bassa</strong>.</p>
<p>E non arriva dalle agenzie di promozione.</p>
<p>Queste infatti lavorano con le etichette più piccole.</p>
<p>Le agenzie di promozione che trovi su <em>Google</em>, di base:</p>
<ul>
<li>O sono piccole etichette di studi che lavorano un po’ così, alla “<em>Io speriamo che me la cavo</em>”;</li>
<li>Oppure lavorano con i big delle agenzie di promozione che magari però collaborano con agenzie più piccole, che non hanno il loro ufficio di promozione radio e stanno cercando di delegare a qualche specialista quel lavoro lì.</li>
</ul>
<p>Quando però arrivi tu con il tuo brano senza etichetta, <strong>sarai sempre visto come un progetto di serie B</strong>.</p>
<p>È difficile che senza etichetta l’ufficio di promozione ti consideri nella stessa maniera in cui viene considerato un artista di una qualsiasi etichetta, anche piccola.</p>
<p>Per andare in radio l’etichetta è davvero necessaria.</p>
<p>È complessissimo andare con l’autoproduzione senza averne una dietro.</p>
<p>Non prendiamoci in giro, le agenzie che lavorano male ci sono.</p>
<p>Ma se arrivi tu che:</p>
<ul>
<li>Hai fatto un singolo – uno solo! – magari anche fatto benissimo (ti sei servito di produttore, arrangiatore, hai fatto insomma tutto ciò che dovevi fare);</li>
<li>Vai dall’agenzia di promozione radiofonica che ti garantisce che ti farà partire e manda il tuo brano alla radio…</li>
</ul>
<p>… a prescindere da quale agenzia provieni, in automatico la prima cosa che andranno a vedere sarà comunque se è presente un’etichetta discografica alle spalle.</p>
<p>Anche piccola.</p>
<p>È una sorta di <strong>garanzia</strong>!</p>
<p>Quando vai in autoproduzione, spendi i tuoi soldi nella promozione online, non alla ricerca della radio.</p>
<p>Se devi andare in radio ricorda che lo puoi fare solo con l’etichetta dietro.</p>
<p>Serve una vera e propria educazione a questo approccio.</p>
<p>Il ragazzo, l’artista che si pone nei confronti dell’agenzia <strong>non cerca un certo tipo di lavoro ma il successo</strong>.</p>
<p>Magari si aspetta che con quei 2.000/3.000 € che dà all’agenzia di promozione, questa lo porti su <em>Radio Deejay</em>.</p>
<p><u>Non funziona così.</u></p>
<p>Loro prendono il tuo brano, lo mandano alle radio attraverso il sistema di <em>Mediasender </em>di cui abbiamo parlato già negli scorsi articoli, dove in simultanea si mandano delle e-mail a chi cura la programmazione di radio più o meno grandi, facendo magari un <em>recall </em>a qualcuna di queste.</p>
<p>Ma devi essere consapevole che il brano arrivato dall’agenzia piccolina non verrà ascoltato.</p>
<p>Magari succede, ma non hai referenze, <u>non hai un personaggio</u>.</p>
<p>Non sei grande abbastanza o non sei rappresentato da qualcuno grande abbastanza.</p>
<p>Certo, se sei al primo disco ma la tua etichetta è la <em>Universal</em>, <u>la radio non ascolta te, ma la <em>Universal</em>.</u></p>
<p>È come quando ci si consiglia brani tra amici.</p>
<p>È normale che si crei un <strong>rapporto di collaborazione</strong>, di lavoro, tra una radio e l’ufficio promozione di una casa discografica.</p>
<p>Questo, infatti, è colui che fornisce il prodotto a chi poi lo fa ascoltare.</p>
<p>Prima di tutto, quindi, devi uscire dalla confusione mentale che hai.</p>
<p>È dovuta da una parte all’artista, dall’altra alla narrazione che ti fanno le agenzie, che ci giocano parecchio (non quelle serie, ovviamente).</p>
<p>Spesso però queste si fingono delle piccole etichette, dicendoti: “<em>Tu vieni con me, poi proviamo a mandarti su</em>”. Nonostante <u>siano consapevoli</u> che <u>non accadrà</u>.</p>
<p>Magari riescono a farti trasmettere in qualche piccola radio locale, ma rimane difficile.</p>
<p>Ci sono dei circuiti che sono già fatti.</p>
<p><em>Mediasender</em> serve per inviare questi brani, ma deve esserci dall’altra parte un rapporto tra la radio e chi sta mandando il brano.</p>
<p>Ciò che puoi creare è un <strong>legame con le radio piccoline</strong>.</p>
<p>Non stiamo dicendo che queste non servano, anzi.</p>
<p>Magari può risultare molto importante essere trasmessi da una decina di radio piccole.</p>
<p>Però bisogna sempre che sia <u>unito a una strategia</u>.</p>
<p>Ad esempio, puoi rilanciarlo sui social.</p>
<p>Oppure fai un altro tipo di strategia, tipica di altre agenzie di cui ti vogliamo parlare.</p>
<h2>Gli uffici stampa</h2>
<p>Nello stesso modo in cui funziona un’agenzia di promozione radiofonica, anche un <strong>ufficio stampa</strong> crea i comunicati e li diffonde con <u>le nuove notizie del mercato</u>.</p>
<p>Chiaramente se hanno a che fare con la <em>news</em> del nuovo disco di Bocelli, si avrà una risonanza vera, che <u>un artista piccolo non può avere</u>.</p>
<p>Esistono anche queste agenzie che vendono servizi, ma:</p>
<ul>
<li>Se non crei un <em>appeal</em>;</li>
<li>Se non lavori prima sul personaggio;</li>
<li>Se non crei la tua audience prima da solo…</li>
</ul>
<p>… <strong>non sei sufficientemente forte</strong> per essere rilanciato dalle testate, per poter essere trasmesso in radio, per far trasmettere il tuo video in televisione.</p>
<p>A parte che in televisione ormai non ci sono più video musicali da molto, ma magari c’è qualche canale tematico che può rilanciarti.</p>
<p>Però per arrivare a tutto ciò dovrai per prima cosa essere forte tu.</p>
<p>Devi essere indipendente nei live, lavorare bene sulle tue piattaforme, come ad esempio <em>Spotify</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le agenzie che vendono streams falsi</h2>
<p>Questa è un’altra categoria dalla quale devi stare lontano.</p>
<p><strong>È un qualcosa di sbagliato!</strong></p>
<p>Puoi fare una rapida ricerca su internet scrivendo “<em>aumentare streams su Spotify</em>” per scoprire che è vero: alcune agenzie li fanno comprare, potrai avere 200mila <em>streams</em> in mezza giornata, generati da computer.</p>
<p>Non solo fa un po’ ridere, ma <u>ha un grosso rischio</u> dietro.</p>
<p><em>Spotify,</em> infatti, <u>può cancellarti l’account</u> se se ne accorge, dato che la piattaforma paga sugli <em>streams</em>.</p>
<h2>Le agenzie per la promozione su Facebook</h2>
<p>Abbiamo parlato molto di <em>Facebook</em> e di come sia uno strumento <strong>essenziale</strong> grazie al suo sistema di <u>targettizzazione</u>.</p>
<p>Qualcuno ci ha anche scritto dicendoci: “<em>Ragazzi, ma io ho poco tempo, non mi va di fare cose su Facebook e imparare come funzionano le Ads. Mi affiderò a un’agenzia</em>”.</p>
<p>Ci sono.</p>
<p>Ma fondamentalmente sono agenzie che <u>lavorano per aziende</u>.</p>
<p>Hanno perciò target <strong>di budget molto alti</strong> e ragionano in un modo differente da quello musicale.</p>
<p>Noi con <em>Music Caffeina </em>stiamo trattando per la prima volta tutti questi argomenti, regalandoti una consapevolezza di ciò che è il mondo musicale.</p>
<p>Puoi ben capire che se siamo i primi a parlarne, questo vuol dire che <u>non c’era un’agenzia, perché non esisteva la domanda reale di questo tipo di servizio</u>.</p>
<p>Non c’era neanche la possibilità di farlo da soli.</p>
<p>Quindi quando andrai a chiedere tutto ciò a chi fa queste attività per <em>Facebook</em> – che come detto è un esperto per la sponsorizzazione di aziende – troverai un approccio totalmente diverso.</p>
<p>Le agenzie di comunicazione e di marketing esistono, ma non hanno a che fare con la musica e <u>ignorano totalmente i meccanismi di questo mondo</u>.</p>
<p><strong>Non stanno parlando quindi la tua lingua</strong>, pensano al ritorno economico e richiedono un budget molto alto. È difficile che si mettano nei panni di un artista che sta crescendo.</p>
<p>Non esiste una vera e propria agenzia di marketing digitale che sia brava su <em>Facebook</em>, <em>Instagram</em>, etc.</p>
<p>Inoltre, non dimenticare:</p>
<p>Per quanto tu possa avere un’agenzia di comunicazione dietro, il cambio di mentalità spetta a te.</p>
<p><strong>Devi renderti soggetto attivo.</strong></p>
<p>Quell’agenzia ha bisogno di contenuti.</p>
<p>Lei ti può dire: “<em>Anziché pubblicare a mezzanotte o alle otto di sera, lo postiamo a quell’ora lì e in quel modo lì</em>”.</p>
<p>Magari la questione dell’orario la sapevi anche tu, però ti potrà aiutare creando determinati hashtag, cercando di metterti nella condizione di impostare una comunicazione di un certo tipo, ideando delle grafiche per la tua pagina che da solo non saresti in grado di fare.</p>
<p>Ma <u>i contenuti li devi fornire tu.</u></p>
<p>Sei tu che devi <strong>creare</strong> <strong>quel</strong> <strong>personaggio</strong> di cui abbiamo tanto parlato.</p>
<p>Il lavoro grosso è il tuo, non puoi demandarlo a un’agenzia.</p>
<p>L’agenzia può fare quello che tu non hai tempo di fare.</p>
<h2>Stai attento alle “vanity metrics”</h2>
<p>Torniamo a questo concetto di cui abbiamo già parlato.</p>
<p>La “<strong><em>vanity metrics</em></strong>” corrisponde a “<em>quanti stream ho?</em>”.</p>
<p>Di conseguenza potrai essere invogliato a crearti dei <u>numeri falsi</u>.</p>
<p>Rischierai così di essere penalizzato immediatamente, probabilmente con il <em>ban</em> da <em>Spotify</em> e la conseguente fine di tutti i giochi.</p>
<p>Non strafare.</p>
<p>Stai attento.</p>
<p>È ovvio che se hai 100mila seguaci sulla tua pagina, ma per ogni foto che metti ottieni <u>3 likes</u>, di cui uno di tua madre e uno della tua fidanzata, qualcosa non va.</p>
<p>Presta molta attenzione a ciò.</p>
<p>Ricorda che, almeno al momento della stesura di questo articolo (primi del 2019) <u>non esiste</u> un’agenzia di questo tipo.</p>
<p><strong>Non c’è l’offerta </strong>per un servizio così.</p>
<p>Per prima cosa quindi cambia mentalità, poi stai attento agli squali che troverai nel mare.</p>
<p>Non concentrarti troppo su questo bisogno ansiogeno di successo, ma concentrati sulla ricerca di personalità.</p>
<p>Una volta che avrai la personalità, il successo sarà molto più semplice da raggiungere.</p>
<p>Le cose forti ci mettono davvero poco a riuscire.</p>
<p><u>Ma devi avere quell’<em>appeal</em> che altri non hanno.</u></p>
<p>Non dovrai per forza dimostrarti bravissimo a cantare o suonare, però devi essere a fuoco.</p>
<p>E poi devi cercare le persone simili a te.</p>
<p>Concentrati sul lavoro dunque, non sul successo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di <strong>come funzionano le agenzie di promozione</strong>.</p>
<p>Infatti, quando partirai con il tuo progetto musicale, dovrai promuoverlo.</p>
<p>Facendo una rapida ricerca su <em>Google</em>, scoprirai che anche nel panorama musicale esistono queste agenzie di promozione.</p>
<p>Apriamo quindi l’ennesimo vaso di Pandora: bisogna che tu stia <strong>davvero attento</strong> a questa cosa.</p>
<p>Tra l’altro questi sono argomenti delicati da esporre, speriamo che l’industria non ci faccia fuori!</p>
<p>Ti spiegheremo quindi come funzionano queste agenzie nel mondo della radio, del web, su <em>Facebook</em> e nel mondo in generale.</p>
<h2>Che cosa sono queste agenzie?</h2>
<p>Intanto cerchiamo di capire <strong>cos’è un’agenzia di promozione</strong>.</p>
<p>Per far conoscere il tuo progetto musicale, avrai bisogno di diverse strutture.</p>
<p>Magari ce ne sono alcune che offrono il servizio completo, ma noi non ne siamo al corrente.</p>
<p>In generale, ti servirà:</p>
<ul>
<li>Mandare il tuo brano in <u>radio</u>;</li>
<li>Cercare di farlo arrivare in <u>tv</u>;</li>
<li>Farti recensire nei <em><u>web magazine</u></em> o nelle <u>riviste di settore</u>;</li>
<li>Cercare di avere una buona <u>sponsorizzazione</u> sui social;</li>
<li>Cercare di avere una buona <u>visualizzazione</u> su <em>Spotify</em> e su <em>YouTube</em>.</li>
</ul>
<p>Come puoi vedere, è <strong>un processo ampio e articolato</strong>.</p>
<p>La prima distinzione che dovrai fare è tra un’agenzia normale e una di promozione radiofonica.</p>
<h2>Le agenzie di promozione radiofonica</h2>
<p>Ne esistono diverse, puoi fare una rapida ricerca su <em>Google</em> per vederlo.</p>
<p>Come detto già nei precedenti articoli, i network tendono a far passare per lo più gli <strong>artisti conosciuti</strong>.</p>
<p>C’è una seria difficoltà a far andare un brano di un artista emergente perché, basando tutta la <u>potenza commerciale sugli ascolti</u>, mandare una canzone di Vasco Rossi ha sicuramente più possibilità di farli alzare rispetto a quella di un amico.</p>
<p>Poi lo si fa anche per il profilo artistico, è una questione di linea editoriale.</p>
<p><strong>C’è una selezione</strong>. Ovviamente se l’amico è bravissimo magari lo passano pure, ma è molto raro.</p>
<p>È come una scommessa fatta dalla radio.</p>
<p>Ovviamente non significa che sia una regola che non passano artisti emergenti, ma diciamo che la percentuale della musica nuova non conosciuta rispetto a quella di artisti famosi è <strong>estremamente bassa</strong>.</p>
<p>E non arriva dalle agenzie di promozione.</p>
<p>Queste infatti lavorano con le etichette più piccole.</p>
<p>Le agenzie di promozione che trovi su <em>Google</em>, di base:</p>
<ul>
<li>O sono piccole etichette di studi che lavorano un po’ così, alla “<em>Io speriamo che me la cavo</em>”;</li>
<li>Oppure lavorano con i big delle agenzie di promozione che magari però collaborano con agenzie più piccole, che non hanno il loro ufficio di promozione radio e stanno cercando di delegare a qualche specialista quel lavoro lì.</li>
</ul>
<p>Quando però arrivi tu con il tuo brano senza etichetta, <strong>sarai sempre visto come un progetto di serie B</strong>.</p>
<p>È difficile che senza etichetta l’ufficio di promozione ti consideri nella stessa maniera in cui viene considerato un artista di una qualsiasi etichetta, anche piccola.</p>
<p>Per andare in radio l’etichetta è davvero necessaria.</p>
<p>È complessissimo andare con l’autoproduzione senza averne una dietro.</p>
<p>Non prendiamoci in giro, le agenzie che lavorano male ci sono.</p>
<p>Ma se arrivi tu che:</p>
<ul>
<li>Hai fatto un singolo – uno solo! – magari anche fatto benissimo (ti sei servito di produttore, arrangiatore, hai fatto insomma tutto ciò che dovevi fare);</li>
<li>Vai dall’agenzia di promozione radiofonica che ti garantisc]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di <strong>come funzionano le agenzie di promozione</strong>.</p>
<p>Infatti, quando partirai con il tuo progetto musicale, dovrai promuoverlo.</p>
<p>Facendo una rapida ricerca su <em>Google</em>, scoprirai che anche nel panorama musicale esistono queste agenzie di promozione.</p>
<p>Apriamo quindi l’ennesimo vaso di Pandora: bisogna che tu stia <strong>davvero attento</strong> a questa cosa.</p>
<p>Tra l’altro questi sono argomenti delicati da esporre, speriamo che l’industria non ci faccia fuori!</p>
<p>Ti spiegheremo quindi come funzionano queste agenzie nel mondo della radio, del web, su <em>Facebook</em> e nel mondo in generale.</p>
<h2>Che cosa sono queste agenzie?</h2>
<p>Intanto cerchiamo di capire <strong>cos’è un’agenzia di promozione</strong>.</p>
<p>Per far conoscere il tuo progetto musicale, avrai bisogno di diverse strutture.</p>
<p>Magari ce ne sono alcune che offrono il servizio completo, ma noi non ne siamo al corrente.</p>
<p>In generale, ti servirà:</p>
<ul>
<li>Mandare il tuo brano in <u>radio</u>;</li>
<li>Cercare di farlo arrivare in <u>tv</u>;</li>
<li>Farti recensire nei <em><u>web magazine</u></em> o nelle <u>riviste di settore</u>;</li>
<li>Cercare di avere una buona <u>sponsorizzazione</u> sui social;</li>
<li>Cercare di avere una buona <u>visualizzazione</u> su <em>Spotify</em> e su <em>YouTube</em>.</li>
</ul>
<p>Come puoi vedere, è <strong>un processo ampio e articolato</strong>.</p>
<p>La prima distinzione che dovrai fare è tra un’agenzia normale e una di promozione radiofonica.</p>
<h2>Le agenzie di promozione radiofonica</h2>
<p>Ne esistono diverse, puoi fare una rapida ricerca su <em>Google</em> per vederlo.</p>
<p>Come detto già nei precedenti articoli, i network tendono a far passare per lo più gli <strong>artisti conosciuti</strong>.</p>
<p>C’è una seria difficoltà a far andare un brano di un artista emergente perché, basando tutta la <u>potenza commerciale sugli ascolti</u>, mandare una canzone di Vasco Rossi ha sicuramente più possibilità di farli alzare rispetto a quella di un amico.</p>
<p>Poi lo si fa anche per il profilo artistico, è una questione di linea editoriale.</p>
<p><strong>C’è una selezione</strong>. Ovviamente se l’amico è bravissimo magari lo passano pure, ma è molto raro.</p>
<p>È come una scommessa fatta dalla radio.</p>
<p>Ovviamente non significa che sia una regola che non passano artisti emergenti, ma diciamo che la percentuale della musica nuova non conosciuta rispetto a quella di artisti famosi è <strong>estremamente bassa</strong>.</p>
<p>E non arriva dalle agenzie di promozione.</p>
<p>Queste infatti lavorano con le etichette più piccole.</p>
<p>Le agenzie di promozione che trovi su <em>Google</em>, di base:</p>
<ul>
<li>O sono piccole etichette di studi che lavorano un po’ così, alla “<em>Io speriamo che me la cavo</em>”;</li>
<li>Oppure lavorano con i big delle agenzie di promozione che magari però collaborano con agenzie più piccole, che non hanno il loro ufficio di promozione radio e stanno cercando di delegare a qualche specialista quel lavoro lì.</li>
</ul>
<p>Quando però arrivi tu con il tuo brano senza etichetta, <strong>sarai sempre visto come un progetto di serie B</strong>.</p>
<p>È difficile che senza etichetta l’ufficio di promozione ti consideri nella stessa maniera in cui viene considerato un artista di una qualsiasi etichetta, anche piccola.</p>
<p>Per andare in radio l’etichetta è davvero necessaria.</p>
<p>È complessissimo andare con l’autoproduzione senza averne una dietro.</p>
<p>Non prendiamoci in giro, le agenzie che lavorano male ci sono.</p>
<p>Ma se arrivi tu che:</p>
<ul>
<li>Hai fatto un singolo – uno solo! – magari anche fatto benissimo (ti sei servito di produttore, arrangiatore, hai fatto insomma tutto ciò che dovevi fare);</li>
<li>Vai dall’agenzia di promozione radiofonica che ti garantisc]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/agenzia-promozione.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/agenzia-promozione.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/139/le-agenzie-di-promozione-cosa-sono-e-come-funzionano.mp3" length="28656860" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come entrare nel mercato della musica moderna</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/come-entrare-nel-mercato-della-musica-moderna.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:45:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=66</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema veramente importante: l’entrata precisa o, per meglio dire, <strong>l’angolo di attacco che devi avere con il tuo progetto musicale nel mercato della musica moderna</strong>.</p>
<p>Se ci stai seguendo da un po’ e stai leggendo tutti i nostri articoli, avrai notato che c’è <u>un vero e proprio piano</u> che si sta formando nella tua mente, nei tuoi appunti che scrivi mentre leggi.</p>
<p>Ci sono persone che ci scrivono per dirci che hanno letto tutti i nostri articoli dalla A alla Z in un’intera notte: dei grandi eroi!</p>
<p>Ci fa piacere, perché vogliamo portare <u>lo spirito giusto</u> per fare un progetto musicale con dei risultati di successo e senza farvi perdere tempo, <u>evitandovi di incappare nelle trappole</u> e portandovi le nostre esperienze.</p>
<p>Oggi quindi ti parleremo dell’entrata nel mercato della musica moderna, un tema fondamentale in questo mondo.</p>
<p>Naturalmente, te ne parleremo come osservatori di addetti ai lavori.</p>
<p>Per prima cosa, bisogna cercare di capire:</p>
<ul>
<li><strong><em>Cos’è la musica moderna?</em></strong></li>
<li><strong><em>Com’è gestita?</em></strong></li>
<li><strong><em>Com’è organizzato il mondo della musica?</em></strong></li>
</ul>
<p>Abbiamo già parlato di questi due modi di affrontare la musica:</p>
<ol>
<li><u>La discografia</u> – quindi il mercato tradizionale, dove la casa discografica seleziona un artista fra i tanti, lo vende e gli dà una serie di strumenti come il produttore discografico o un produttore musicale (una figura come quella di Lorenzo, insomma, che possa aiutare a migliorare il disco).</li>
</ol>
<p>Poi quindi gestirà il progetto musicale, lo farà crescere, lo distribuirà nel miglior modo possibile, e prenderà i ricavati. In questa modalità, però, <strong>l’artista diventa della casa discografica</strong>;</p>
<ol start="2">
<li><u>La musica liquida</u>. In questa seconda opzione<strong>, ognuno ha libertà di crearsi a suo modo una canzone</strong>, anche da solo, <strong>e produrla in maniera autonoma</strong>.</li>
</ol>
<p>In questo periodo storico, <u>la seconda modalità è facilmente raggiungibile</u>.</p>
<p>Vent’anni fa, sarebbe stato impossibile perché avevi bisogno della distribuzione, di un accordo con la casa discografica, per non parlare delle cifre esuberanti che ti chiedevano gli studi di registrazione.</p>
<p>Oggi compri un computer e tecnicamente <u>puoi farcela</u>, anche se non farai meraviglie.</p>
<p>Però te la puoi cavare tranquillamente, non è più un mondo assurdo.</p>
<p>I due modi sono collegati.</p>
<p>Il primo mondo, <u>la discografia</u>, non va più ad attingere al talento musicale dell’artista, ma <strong>cerca quell’artista che nel mondo della musica liquida riesce a ricavarsi più audience</strong>.</p>
<p>Perciò, partiamo dalla musica liquida, dove si trovano il 99% degli artisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La musica liquida</h2>
<p>Ai tempi di partenza della band di Daniele, gli <em>Humana</em>, dopo aver avuto diverse vendite, erano arrivati a parlare con <u>i manager delle varie <em>major</em></u>, come <em>Warner </em>o <em>Emi</em>.</p>
<p>Il manager della <em>Warner </em>ascoltò l’album già prodotto, per valutare un contratto di licenza, e disse: “<em>Okay, ragazzi. Ma manca un pezzo: dovete fare la gavetta, la musica liquida</em>”.</p>
<p>Giustamente, non si può pensare di passare dal niente all’arrivare alla <em>Warner</em>. Questo perché lei, come le altre case discografiche, <u>non ha più il potere che aveva una volta nell’imporre qualcosa al pubblico</u>.</p>
<p>Non sanno nemmeno loro quale musica possa andare e quale no.</p>
<p>È raro che prendano un artista da zero. Magari lo prendono da un <u>talent</u>, perché all’interno di esso si crea un giro.</p>
<p>L’artista è infatti in televisione per sei mesi, crea un suo pubblico, fa quello che di fatto si crea in maniera autonoma all’interno della musica liquida.</p>
<p>Dopo tre anni di investimento, di gavetta, live e dischi arriva al risultato di avere 3.000, 5.000 persone che lo seguono realmente nei concerti, nei social, etc.</p>
<p><u>A quel punto la casa discografica ti nota</u>, e ti seleziona per farti portare da 10.000 fan a un milione, due milioni. Ti fa da <strong>moltiplicatore</strong>, da acceleratore.</p>
<p>Oggi, quindi, la discografia si serve di <em>Spotify</em>, dei live, dei <strong>numeri reali</strong> – <u>non likes fittizi</u> comprati dai pakistani.</p>
<p>Nel mondo dell’autoproduzione è quindi importante crearsi <strong>una propria <em>audience</em></strong> nel modo migliore possibile.</p>
<p>In un progetto imprenditoriale si parla di angolo d’attacco.</p>
<p><em>Quindi, qual è nella musica l’entrata?</em></p>
<p>L’angolo d’attacco è sicuramente quello di creare <u>un profilo artistico “figo”.</u></p>
<p>Quindi, partiamo dal presupposto che debba esserci questo profilo artistico figo. Conta l’immagine?</p>
<p>Anche. <strong>Conta tutto</strong>.</p>
<p>Contano tutti i vari punti che stiamo toccando con <em>Music Caffeina</em>, un po’ alla volta.</p>
<p>L’entrata vera e propria, però, come dicevamo, è la creazione dell’audience.</p>
<p>Una volta che abbiamo l’album, serve questo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Un ipotetico percorso di un artista al giorno d’oggi</h2>
<p>Come puoi partire quindi per entrare nel mondo della musica moderna?</p>
<ol>
<li>Parti dal mondo liquido;</li>
<li>Fai la gavetta;</li>
<li>Sviluppi il tuo progetto;</li>
<li>Crei il tuo album, i brani, un EP o quant’altro.</li>
</ol>
<p>Ora lo diciamo velocemente, ma per incidere bene un album <u>può volerci anche un anno.</u></p>
<p>Non è qualcosa da ridere, anche perché la differenza tra un dilettante e un professionista è <strong>nei dettagli</strong>: non puoi dire di suonicchiare a casa, registrando malamente nel soggiorno.</p>
<p>Se devi fare il progettino per suonare al bar sottocasa o alla festa del paese una tantum okay, fai come vuoi, <u>ma se stai facendo un progetto professionale con cui vuoi</u>:</p>
<ul>
<li>“Andare fuori”;</li>
<li>Essere presente nei giornali;</li>
<li>Creare un’audience;</li>
<li>Portarti a casa un risultato;</li>
<li>Monetizzarlo con i live e tutto il resto,</li>
</ul>
<p><u>… allora devi passare per forza per questo punto. </u></p>
<p>E ci vuole <strong>tempo</strong>, che siano sei mesi o un anno, ciò che è necessario.</p>
<p>Non esiste che ci impieghi un mese o due settimane. Anche perché <u>per te sarà la prima volta:</u> non sei Jovanotti, sei un artista che però ancora non ha dimostrato di avere un pubblico.</p>
<p>Pensa che a volte gli album una volta non uscivano nemmeno, rimanevi in attesa quattro o cinque anni finché non producevi qualcosa che piaceva interamente a un direttore artistico.</p>
<p><strong>È come creare un prodotto per un’azienda</strong>: si fa ricerca e sviluppo ma finché non è pronto non si va avanti.</p>
<p>Oggi, invece, che c’è questa esigenza di far sentire la propria voce nel mondo della comunicazione moderna bisogna stare attenti a <u>non bruciare troppo in fretta</u>.</p>
<p>Anche perché se ti crei un nome sbagliato, poi è molto faticoso recuperare.</p>
<p>Aggiungiamo anche un’altra cosa, di cui abbiamo già accennato varie volte, ma non guasta mai ripeterlo: fare l’artista non è sesso, droga e <em>rock ‘n’ roll</em>.</p>
<p><u>C’è da lavorare duro.</u></p>
<p>Poi tutto dipende da cosa intendiamo quando parliamo di “successo”.</p>
<p>Devi ricordare che “successo” è <strong>far conoscere le tue cose e creare la tua audience</strong>.</p>
<p>Non deve essere arrivare primi in classifica, no: devi fare le tue cose e farle bene, creando la tua nicchia di mercato e cercando di portarla avanti.</p>
<p>Perciò, una volta che avrai il tuo album, il tuo prossimo passo sarà:</p>
<ol start="5">
<li><u>Farlo conoscere nei live, nei concerti, nei social</u>. In tutti gli angoli della comunicazione moderna. Lì troverai il tuo pubblico e, un po’ alla volta, proverai ad incrementarlo e aumentarlo.</li>
</ol>
<p>In questo modo <strong>puoi partire a suonare nel liquido</strong>, ma potrai tranquillamente trovare poi un’etichetta piccolina seria che potrà offrirti una licenza – o altro, ci sono varie tipologie di contratto, che affronteremo in qualche altro articolo – e poi un giorno magari arriverai anche a un contatto con le <em>major</em>.</p>
<p>Ci arriverai, però, con un un’ottica diversa e potrai giocarti varie carte: lavorare per loro o continuare con la tua individualità e <u>usare la <em>major </em>come moltiplicatore</u>.</p>
<p>Sono i casi più visti poi.</p>
<p>Non esiste l’artista strapagato che rimane lì, fermo; <strong>esiste solo quello che lavora e forma il suo pubblico</strong>, con la <em>major</em> o l’etichetta che gli fanno poi da acceleratore, aiutandolo a correre più velocemente e allargandogli l’audience.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al prossimo articolo!</p>
<p><em>Daniele e Lorenzo</em></p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema veramente importante: l’entrata precisa o, per meglio dire, <strong>l’angolo di attacco che devi avere con il tuo progetto musicale nel mercato della musica moderna</strong>.</p>
<p>Se ci stai seguendo da un po’ e stai leggendo tutti i nostri articoli, avrai notato che c’è <u>un vero e proprio piano</u> che si sta formando nella tua mente, nei tuoi appunti che scrivi mentre leggi.</p>
<p>Ci sono persone che ci scrivono per dirci che hanno letto tutti i nostri articoli dalla A alla Z in un’intera notte: dei grandi eroi!</p>
<p>Ci fa piacere, perché vogliamo portare <u>lo spirito giusto</u> per fare un progetto musicale con dei risultati di successo e senza farvi perdere tempo, <u>evitandovi di incappare nelle trappole</u> e portandovi le nostre esperienze.</p>
<p>Oggi quindi ti parleremo dell’entrata nel mercato della musica moderna, un tema fondamentale in questo mondo.</p>
<p>Naturalmente, te ne parleremo come osservatori di addetti ai lavori.</p>
<p>Per prima cosa, bisogna cercare di capire:</p>
<ul>
<li><strong><em>Cos’è la musica moderna?</em></strong></li>
<li><strong><em>Com’è gestita?</em></strong></li>
<li><strong><em>Com’è organizzato il mondo della musica?</em></strong></li>
</ul>
<p>Abbiamo già parlato di questi due modi di affrontare la musica:</p>
<ol>
<li><u>La discografia</u> – quindi il mercato tradizionale, dove la casa discografica seleziona un artista fra i tanti, lo vende e gli dà una serie di strumenti come il produttore discografico o un produttore musicale (una figura come quella di Lorenzo, insomma, che possa aiutare a migliorare il disco).</li>
</ol>
<p>Poi quindi gestirà il progetto musicale, lo farà crescere, lo distribuirà nel miglior modo possibile, e prenderà i ricavati. In questa modalità, però, <strong>l’artista diventa della casa discografica</strong>;</p>
<ol start="2">
<li><u>La musica liquida</u>. In questa seconda opzione<strong>, ognuno ha libertà di crearsi a suo modo una canzone</strong>, anche da solo, <strong>e produrla in maniera autonoma</strong>.</li>
</ol>
<p>In questo periodo storico, <u>la seconda modalità è facilmente raggiungibile</u>.</p>
<p>Vent’anni fa, sarebbe stato impossibile perché avevi bisogno della distribuzione, di un accordo con la casa discografica, per non parlare delle cifre esuberanti che ti chiedevano gli studi di registrazione.</p>
<p>Oggi compri un computer e tecnicamente <u>puoi farcela</u>, anche se non farai meraviglie.</p>
<p>Però te la puoi cavare tranquillamente, non è più un mondo assurdo.</p>
<p>I due modi sono collegati.</p>
<p>Il primo mondo, <u>la discografia</u>, non va più ad attingere al talento musicale dell’artista, ma <strong>cerca quell’artista che nel mondo della musica liquida riesce a ricavarsi più audience</strong>.</p>
<p>Perciò, partiamo dalla musica liquida, dove si trovano il 99% degli artisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La musica liquida</h2>
<p>Ai tempi di partenza della band di Daniele, gli <em>Humana</em>, dopo aver avuto diverse vendite, erano arrivati a parlare con <u>i manager delle varie <em>major</em></u>, come <em>Warner </em>o <em>Emi</em>.</p>
<p>Il manager della <em>Warner </em>ascoltò l’album già prodotto, per valutare un contratto di licenza, e disse: “<em>Okay, ragazzi. Ma manca un pezzo: dovete fare la gavetta, la musica liquida</em>”.</p>
<p>Giustamente, non si può pensare di passare dal niente all’arrivare alla <em>Warner</em>. Questo perché lei, come le altre case discografiche, <u>non ha più il potere che aveva una volta nell’imporre qualcosa al pubblico</u>.</p>
<p>Non sanno nemmeno loro quale musica possa andare e quale no.</p>
<p>È raro che prendano un artista da zero. Magari lo prendono da un <u>talent</u>, perché all’interno di esso si crea un giro.</p>
<p>L’artista è infatti in televisione per sei mesi, crea un suo pubblico, fa quello che di fatto si crea in m]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema veramente importante: l’entrata precisa o, per meglio dire, <strong>l’angolo di attacco che devi avere con il tuo progetto musicale nel mercato della musica moderna</strong>.</p>
<p>Se ci stai seguendo da un po’ e stai leggendo tutti i nostri articoli, avrai notato che c’è <u>un vero e proprio piano</u> che si sta formando nella tua mente, nei tuoi appunti che scrivi mentre leggi.</p>
<p>Ci sono persone che ci scrivono per dirci che hanno letto tutti i nostri articoli dalla A alla Z in un’intera notte: dei grandi eroi!</p>
<p>Ci fa piacere, perché vogliamo portare <u>lo spirito giusto</u> per fare un progetto musicale con dei risultati di successo e senza farvi perdere tempo, <u>evitandovi di incappare nelle trappole</u> e portandovi le nostre esperienze.</p>
<p>Oggi quindi ti parleremo dell’entrata nel mercato della musica moderna, un tema fondamentale in questo mondo.</p>
<p>Naturalmente, te ne parleremo come osservatori di addetti ai lavori.</p>
<p>Per prima cosa, bisogna cercare di capire:</p>
<ul>
<li><strong><em>Cos’è la musica moderna?</em></strong></li>
<li><strong><em>Com’è gestita?</em></strong></li>
<li><strong><em>Com’è organizzato il mondo della musica?</em></strong></li>
</ul>
<p>Abbiamo già parlato di questi due modi di affrontare la musica:</p>
<ol>
<li><u>La discografia</u> – quindi il mercato tradizionale, dove la casa discografica seleziona un artista fra i tanti, lo vende e gli dà una serie di strumenti come il produttore discografico o un produttore musicale (una figura come quella di Lorenzo, insomma, che possa aiutare a migliorare il disco).</li>
</ol>
<p>Poi quindi gestirà il progetto musicale, lo farà crescere, lo distribuirà nel miglior modo possibile, e prenderà i ricavati. In questa modalità, però, <strong>l’artista diventa della casa discografica</strong>;</p>
<ol start="2">
<li><u>La musica liquida</u>. In questa seconda opzione<strong>, ognuno ha libertà di crearsi a suo modo una canzone</strong>, anche da solo, <strong>e produrla in maniera autonoma</strong>.</li>
</ol>
<p>In questo periodo storico, <u>la seconda modalità è facilmente raggiungibile</u>.</p>
<p>Vent’anni fa, sarebbe stato impossibile perché avevi bisogno della distribuzione, di un accordo con la casa discografica, per non parlare delle cifre esuberanti che ti chiedevano gli studi di registrazione.</p>
<p>Oggi compri un computer e tecnicamente <u>puoi farcela</u>, anche se non farai meraviglie.</p>
<p>Però te la puoi cavare tranquillamente, non è più un mondo assurdo.</p>
<p>I due modi sono collegati.</p>
<p>Il primo mondo, <u>la discografia</u>, non va più ad attingere al talento musicale dell’artista, ma <strong>cerca quell’artista che nel mondo della musica liquida riesce a ricavarsi più audience</strong>.</p>
<p>Perciò, partiamo dalla musica liquida, dove si trovano il 99% degli artisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>La musica liquida</h2>
<p>Ai tempi di partenza della band di Daniele, gli <em>Humana</em>, dopo aver avuto diverse vendite, erano arrivati a parlare con <u>i manager delle varie <em>major</em></u>, come <em>Warner </em>o <em>Emi</em>.</p>
<p>Il manager della <em>Warner </em>ascoltò l’album già prodotto, per valutare un contratto di licenza, e disse: “<em>Okay, ragazzi. Ma manca un pezzo: dovete fare la gavetta, la musica liquida</em>”.</p>
<p>Giustamente, non si può pensare di passare dal niente all’arrivare alla <em>Warner</em>. Questo perché lei, come le altre case discografiche, <u>non ha più il potere che aveva una volta nell’imporre qualcosa al pubblico</u>.</p>
<p>Non sanno nemmeno loro quale musica possa andare e quale no.</p>
<p>È raro che prendano un artista da zero. Magari lo prendono da un <u>talent</u>, perché all’interno di esso si crea un giro.</p>
<p>L’artista è infatti in televisione per sei mesi, crea un suo pubblico, fa quello che di fatto si crea in m]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/musica-moderna.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/musica-moderna.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/66/come-entrare-nel-mercato-della-musica-moderna.mp3" length="20991309" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come creare il personaggio da raccontare ai tuoi fan</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/come-creare-il-tuo-personaggio.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:40:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=63</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani.</p>
<p>Oggi ti parleremo di <strong>come creare il tuo personaggio</strong> da raccontare ai tuoi fan, un tema molto importante che abbiamo tratto dall’articolo precedente.</p>
<p>Se non l’hai letto, dagli uno sguardo, o meglio: studialo, è stato veramente importante. Abbiamo infatti parlato della <u>tua immagine di artista</u> e, davvero, queste cose in Italia sono inedite.</p>
<p><em>Music Caffeina</em> sta letteralmente esponendo al mercato italiano per la prima volta le ricette di quelle persone che riescono a diventare qualcuno nel panorama musicale.</p>
<p>Tra queste, sicuramente curare il personaggio da raccontare ai tuoi fan è davvero fondamentale.</p>
<p>Infatti, come dicevamo nello scorso articolo, è importante presentare un personaggio, <u>una sorta di avatar</u>.</p>
<p>Hai presente quando Clark Kent diventa Superman? Certo, è sempre lui, <u>ma cambia</u> personaggio.</p>
<p>Dovrai essere come Tony Stark e Iron Man.</p>
<p>Sarai sempre tu, ma non devi essere fino in fondo te stesso. Dovrai recitare una parte, un ruolo che ti sei creato.</p>
<p>Credi davvero che Elvis Presley fosse veramente come si presentava? O che Madonna si vestisse sempre in quel modo lì?</p>
<p><strong>Sono dei personaggi.</strong> È un concetto davvero molto importante da comprendere.</p>
<p>Quando vai a suonare, cerca di avere un abbigliamento, un <em>mood</em>, un comportamento un po’ più “da personaggio”.</p>
<h2>Come capire se quel personaggio ti rappresenta fino in fondo?</h2>
<p>Sarà importantissimo analizzare quali saranno poi anche <strong>le reazioni sul palco</strong>.</p>
<p>Se noti che quel tipo di atteggiamento sta andando in una direzione che non ci piace, probabilmente ci sarà qualcosa che dovrai <u>cambiare</u>.</p>
<p>Fare <em>live</em>, che come ti abbiamo sempre detto è davvero fondamentale, sarà quindi <u>un modo di fare <em>check</em></u> non solo per quanto riguarda la tua musica, ma <u>anche per la tua immagine</u>, per il tuo modo di comunicare e di porti.</p>
<p>Dovrai quindi <strong>cercare quelli che sono i tuoi simili</strong>, persone alle quali potrai piacere con il tuo modo di comunicare e di essere, sia musicalmente, sia dal punto di vista personale.</p>
<p>Per farlo, dovrai sicuramente creare <u>un personaggio a 360°</u>. E a questo proposito bisogna sfatare il mito della figura dell’artista mezzo svogliato, mezzo scoglionato…</p>
<p>No.</p>
<p>Anche quello, per carità, è un personaggio, magari amplificato, ma <u>deve avere il suo senso</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da dove partire, quindi?</h2>
<p>Il primo step è fare <strong>una ricerca introspettiva</strong>: devi trovare nel tuo essere artista dei lati, delle sfaccettature del tuo carattere.</p>
<p>È un consiglio che ti diamo a prescindere dalla musica: è importante, non solo nell’arte, ma nella vita, riuscire a raccontare<u> più storie di te stesso</u>.</p>
<p>Tra queste, c’è <strong>la storia di te stesso come artista</strong>, dato che se stai leggendo questo articolo sarai sicuramente nel mondo dell’arte.</p>
<p>Questo lato di te deve essere un <u>personaggio</u>: l’artista può infatti essere il tizio degli Oasis, il cantante dei Green Day, una Laura Pausini, un Eros Ramazzotti, il trapper… un sacco di roba.</p>
<p>Devi decidere <u>ciò che ti piace di più interpretare</u>.</p>
<p>Ricorda però che non devi imitare nessuno.</p>
<p>Tony Stark già c’è, Iron Man già c’è. Se fai un personaggio dei fumetti o del cinema, di certo <u>non puoi essere un clone</u>.</p>
<p>Puoi anche creare nel mondo dei supereroi una sfaccettatura che ancora non c’è.</p>
<p>Puoi certamente trovare dei <strong>punti in comune</strong> con ciò che già è esistente, magari ascoltando o guardando i modi di atteggiarsi di qualcuno puoi trovare degli spunti.</p>
<p>Ma non devi imitare. Non devi essere lui: lui c’è già.</p>
<p>Questo è importante <u>anche quando produci i video</u>: lì rappresenti al massimo quella che è la tua immagine.</p>
<p>È come la rappresentazione per mille di quel personaggio.</p>
<p>Non atteggiarti quindi da star che già esistono, perché poi arrivano i video di Bieber o della Swift che fanno milioni di euro e che ti danno una bella botta.</p>
<p><u>Non fare quindi “il grosso”</u>.</p>
<p><strong>Trova la tua personalità anche nel piccolo.</strong></p>
<p>Se stai iniziando, do per scontato che non hai miliardi da investire. Non sei un personaggio già formato.</p>
<p>E anche se avessi i miliardi, non ti servirebbero a molto.</p>
<p><u>Non è infatti con i soldi che risolveresti il problema</u>.</p>
<p>Tu devi essere per primo <strong>qualcosa che non c’è</strong>. Devi avere una personalità forte.</p>
<p>Anche se hai solo dieci persone che ti seguono, hai la stessa dignità di un artista da milioni di <em>followers</em>.</p>
<p>È essenziale quindi fare <u>un processo di ricerca di personalità</u>, attraverso le esperienze che ha quel personaggio nella vita.</p>
<p>È come se portassi Iron Man in giro con te. Non intendiamo al supermercato, ovviamente, ma <u>ti deve essere accanto nel momento stesso in cui vai a suonare</u>, quando ti presenti sui social, quando canti la canzone con gli amici o pubblichi un brano, nei video, nelle interviste che andrai a fare per qualche radio o per qualcuno.</p>
<p>Se prendi un’agenzia di promozione che ti fa fare qualche intervista, quando ti ci presenti, sì, sei amico di tutti, ma devi ricordarti che in quel momento <strong>stai recitando un ruolo</strong>.</p>
<p>Lo devi capire bene: <u>è uno sforzo in più</u> che deve fare qualunque artista oggi.</p>
<p>È uno dei passaggi fondamentali del fare arte, e si fa per step.</p>
<p>Infatti, tu non hai già creato quel personaggio. Non sei famoso.</p>
<p>Noi ci rivolgiamo con questo blog a ragazzi che stanno iniziando la loro carriera, quindi non sanno ancora come fare.</p>
<p>Dovrai andare per step perché <strong>ti serviranno numerosi tentativi</strong>.</p>
<p>Testerai il tuo personaggio, capendo se ti servirà cambiare qualcosa in corso d’opera.</p>
<p>Non dovrai dire: “Sono questo e basta, qualunque cosa mi dicano”. No, in questa fase dovrai ascoltare le altre persone e cercare di non tentare scorciatoie inutili per arrivare al successo, ma puntando molto sulla ricerca della tua personalità.</p>
<p>Un altro ottimo spunto per te, quello di oggi! Fanne tesoro.</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao! Benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani.</p>
<p>Oggi ti parleremo di <strong>come creare il tuo personaggio</strong> da raccontare ai tuoi fan, un tema molto importante che abbiamo tratto dall’articolo precedente.</p>
<p>Se non l’hai letto, dagli uno sguardo, o meglio: studialo, è stato veramente importante. Abbiamo infatti parlato della <u>tua immagine di artista</u> e, davvero, queste cose in Italia sono inedite.</p>
<p><em>Music Caffeina</em> sta letteralmente esponendo al mercato italiano per la prima volta le ricette di quelle persone che riescono a diventare qualcuno nel panorama musicale.</p>
<p>Tra queste, sicuramente curare il personaggio da raccontare ai tuoi fan è davvero fondamentale.</p>
<p>Infatti, come dicevamo nello scorso articolo, è importante presentare un personaggio, <u>una sorta di avatar</u>.</p>
<p>Hai presente quando Clark Kent diventa Superman? Certo, è sempre lui, <u>ma cambia</u> personaggio.</p>
<p>Dovrai essere come Tony Stark e Iron Man.</p>
<p>Sarai sempre tu, ma non devi essere fino in fondo te stesso. Dovrai recitare una parte, un ruolo che ti sei creato.</p>
<p>Credi davvero che Elvis Presley fosse veramente come si presentava? O che Madonna si vestisse sempre in quel modo lì?</p>
<p><strong>Sono dei personaggi.</strong> È un concetto davvero molto importante da comprendere.</p>
<p>Quando vai a suonare, cerca di avere un abbigliamento, un <em>mood</em>, un comportamento un po’ più “da personaggio”.</p>
<h2>Come capire se quel personaggio ti rappresenta fino in fondo?</h2>
<p>Sarà importantissimo analizzare quali saranno poi anche <strong>le reazioni sul palco</strong>.</p>
<p>Se noti che quel tipo di atteggiamento sta andando in una direzione che non ci piace, probabilmente ci sarà qualcosa che dovrai <u>cambiare</u>.</p>
<p>Fare <em>live</em>, che come ti abbiamo sempre detto è davvero fondamentale, sarà quindi <u>un modo di fare <em>check</em></u> non solo per quanto riguarda la tua musica, ma <u>anche per la tua immagine</u>, per il tuo modo di comunicare e di porti.</p>
<p>Dovrai quindi <strong>cercare quelli che sono i tuoi simili</strong>, persone alle quali potrai piacere con il tuo modo di comunicare e di essere, sia musicalmente, sia dal punto di vista personale.</p>
<p>Per farlo, dovrai sicuramente creare <u>un personaggio a 360°</u>. E a questo proposito bisogna sfatare il mito della figura dell’artista mezzo svogliato, mezzo scoglionato…</p>
<p>No.</p>
<p>Anche quello, per carità, è un personaggio, magari amplificato, ma <u>deve avere il suo senso</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da dove partire, quindi?</h2>
<p>Il primo step è fare <strong>una ricerca introspettiva</strong>: devi trovare nel tuo essere artista dei lati, delle sfaccettature del tuo carattere.</p>
<p>È un consiglio che ti diamo a prescindere dalla musica: è importante, non solo nell’arte, ma nella vita, riuscire a raccontare<u> più storie di te stesso</u>.</p>
<p>Tra queste, c’è <strong>la storia di te stesso come artista</strong>, dato che se stai leggendo questo articolo sarai sicuramente nel mondo dell’arte.</p>
<p>Questo lato di te deve essere un <u>personaggio</u>: l’artista può infatti essere il tizio degli Oasis, il cantante dei Green Day, una Laura Pausini, un Eros Ramazzotti, il trapper… un sacco di roba.</p>
<p>Devi decidere <u>ciò che ti piace di più interpretare</u>.</p>
<p>Ricorda però che non devi imitare nessuno.</p>
<p>Tony Stark già c’è, Iron Man già c’è. Se fai un personaggio dei fumetti o del cinema, di certo <u>non puoi essere un clone</u>.</p>
<p>Puoi anche creare nel mondo dei supereroi una sfaccettatura che ancora non c’è.</p>
<p>Puoi certamente trovare dei <strong>punti in comune</strong> con ciò che già è esistente, magari ascoltando o guardando i modi di atteggiarsi di qualcuno puoi trovare degli spunti.</p>
<p>Ma non devi imitare. Non devi essere lui: lui c’è già.</p>
<p>Questo è importante <u>anche quando produci i vi]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao! Benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani.</p>
<p>Oggi ti parleremo di <strong>come creare il tuo personaggio</strong> da raccontare ai tuoi fan, un tema molto importante che abbiamo tratto dall’articolo precedente.</p>
<p>Se non l’hai letto, dagli uno sguardo, o meglio: studialo, è stato veramente importante. Abbiamo infatti parlato della <u>tua immagine di artista</u> e, davvero, queste cose in Italia sono inedite.</p>
<p><em>Music Caffeina</em> sta letteralmente esponendo al mercato italiano per la prima volta le ricette di quelle persone che riescono a diventare qualcuno nel panorama musicale.</p>
<p>Tra queste, sicuramente curare il personaggio da raccontare ai tuoi fan è davvero fondamentale.</p>
<p>Infatti, come dicevamo nello scorso articolo, è importante presentare un personaggio, <u>una sorta di avatar</u>.</p>
<p>Hai presente quando Clark Kent diventa Superman? Certo, è sempre lui, <u>ma cambia</u> personaggio.</p>
<p>Dovrai essere come Tony Stark e Iron Man.</p>
<p>Sarai sempre tu, ma non devi essere fino in fondo te stesso. Dovrai recitare una parte, un ruolo che ti sei creato.</p>
<p>Credi davvero che Elvis Presley fosse veramente come si presentava? O che Madonna si vestisse sempre in quel modo lì?</p>
<p><strong>Sono dei personaggi.</strong> È un concetto davvero molto importante da comprendere.</p>
<p>Quando vai a suonare, cerca di avere un abbigliamento, un <em>mood</em>, un comportamento un po’ più “da personaggio”.</p>
<h2>Come capire se quel personaggio ti rappresenta fino in fondo?</h2>
<p>Sarà importantissimo analizzare quali saranno poi anche <strong>le reazioni sul palco</strong>.</p>
<p>Se noti che quel tipo di atteggiamento sta andando in una direzione che non ci piace, probabilmente ci sarà qualcosa che dovrai <u>cambiare</u>.</p>
<p>Fare <em>live</em>, che come ti abbiamo sempre detto è davvero fondamentale, sarà quindi <u>un modo di fare <em>check</em></u> non solo per quanto riguarda la tua musica, ma <u>anche per la tua immagine</u>, per il tuo modo di comunicare e di porti.</p>
<p>Dovrai quindi <strong>cercare quelli che sono i tuoi simili</strong>, persone alle quali potrai piacere con il tuo modo di comunicare e di essere, sia musicalmente, sia dal punto di vista personale.</p>
<p>Per farlo, dovrai sicuramente creare <u>un personaggio a 360°</u>. E a questo proposito bisogna sfatare il mito della figura dell’artista mezzo svogliato, mezzo scoglionato…</p>
<p>No.</p>
<p>Anche quello, per carità, è un personaggio, magari amplificato, ma <u>deve avere il suo senso</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da dove partire, quindi?</h2>
<p>Il primo step è fare <strong>una ricerca introspettiva</strong>: devi trovare nel tuo essere artista dei lati, delle sfaccettature del tuo carattere.</p>
<p>È un consiglio che ti diamo a prescindere dalla musica: è importante, non solo nell’arte, ma nella vita, riuscire a raccontare<u> più storie di te stesso</u>.</p>
<p>Tra queste, c’è <strong>la storia di te stesso come artista</strong>, dato che se stai leggendo questo articolo sarai sicuramente nel mondo dell’arte.</p>
<p>Questo lato di te deve essere un <u>personaggio</u>: l’artista può infatti essere il tizio degli Oasis, il cantante dei Green Day, una Laura Pausini, un Eros Ramazzotti, il trapper… un sacco di roba.</p>
<p>Devi decidere <u>ciò che ti piace di più interpretare</u>.</p>
<p>Ricorda però che non devi imitare nessuno.</p>
<p>Tony Stark già c’è, Iron Man già c’è. Se fai un personaggio dei fumetti o del cinema, di certo <u>non puoi essere un clone</u>.</p>
<p>Puoi anche creare nel mondo dei supereroi una sfaccettatura che ancora non c’è.</p>
<p>Puoi certamente trovare dei <strong>punti in comune</strong> con ciò che già è esistente, magari ascoltando o guardando i modi di atteggiarsi di qualcuno puoi trovare degli spunti.</p>
<p>Ma non devi imitare. Non devi essere lui: lui c’è già.</p>
<p>Questo è importante <u>anche quando produci i vi]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/creare-personaggio.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/creare-personaggio.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/63/come-creare-il-tuo-personaggio.mp3" length="14420554" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Il mercato internazionale. Tutte le possibilità per la tua carriera nel mercato globale</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/mercato-internazionale.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:30:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=89</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di <strong>mercato internazionale</strong>, nella fattispecie di quello <u>inglese</u>.</p>
<p>Lorenzo lavora come produttore musicale in vari studi di Londra, dove va mediamente una volta al mese.</p>
<p>Possiamo quindi, grazie alla sua esperienza, farci <u>un’idea ben precisa</u> di quello che è il mercato inglese.</p>
<p>Prima di partire, una piccola precisazione:</p>
<p>Se non ti piace cantare in inglese o non ti va, <strong>non farlo</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando con chi ama e ha una <u>predisposizione naturale</u> nel comporre testi in lingua inglese.</p>
<p>Dobbiamo fare intanto un distinguo importante: sono due tipi di comunicazione musicale <strong>totalmente diversi</strong>.</p>
<p>Non serve a tutti cantare in inglese, ma serve se sei un cantante che ha questo tipo di attitudine.</p>
<p><u>Non c’è un modo preferibile a un altro</u>: serve solo se hai una <strong>personalità</strong> che si esprime meglio attraverso quella lingua e con quel tipo di <u>sound</u>.</p>
<p>Sono infatti due mondi diversi.</p>
<h2>In che modo sono mondi diversi?</h2>
<p>Hai sicuramente già sentito dire che <u>i testi in inglese non sono un granché</u>.</p>
<p>Lo dicono in tanti.</p>
<p>Il mercato anglosassone, ma anche di altre parti del mondo, si concentra più sul <strong>sound</strong>.</p>
<p>In Italia, invece, molto di più sulla <strong>personalità dell’artista espressa in che cosa sta dicendo, come e perché.</strong></p>
<p>La modalità con cui ti esprimi in lingua italiana è la lingua italiana; la modalità con cui ti esprimi in lingua inglese è il sound.</p>
<p>Anche in Italia è importante il <em>sound</em>, ma in realtà <u>cerchiamo sempre altro</u>.</p>
<p>Se tu vai a fare la candidatura per Sanremo, la prima cosa che ti chiedono è: “<em>Di che cosa parla la tua canzone?</em>”.</p>
<p>Questo è il<em> <u>must</u></em> italiano.</p>
<p>In Inghilterra è diverso. Non che non contino i contenuti, ma ci si concentra di più su come hai fatto un determinato suono, che tipo di sonorità è.</p>
<p><strong>C’è la ricerca dell’essere unico e originale dal punto di vista del <em>sound</em>.</strong></p>
<p>Questa, in Inghilterra e in America, è fondamentale.</p>
<p><em>Se non hai quell’attitudine e se pensi che la musica sia invece il testo, è meglio che ti concentri sulla lingua italiana.</em></p>
<p>È fondamentale:</p>
<p>Non ti puoi approcciare al mercato inglese da cantautore italiano.</p>
<p>È meglio in quel caso approcciarsi a un <strong>mercato latino</strong>, cioè dove si comunicano le cose attraverso le parole.</p>
<p>Anche attraverso il suono, ma la rilevanza del testo è più centrale.</p>
<p>Ciò che in Italia funziona è, infatti, <u>la coerenza dell’interpretazione del testo</u>.</p>
<p>Se stai dicendo una cosa in un determinato modo, non ha senso che musicalmente venga espressa in un modo differente.</p>
<p>Si parte dal testo, dalla comunicazione lirica.</p>
<p><u>Siamo un paese di poeti</u>: il significato che per noi ha la parola è unico.</p>
<p><strong>In Inghilterra non c’è la cultura della parola che abbiamo noi.</strong></p>
<p>C’è la cultura del suono, dell’energia nel saper suonare, dello “spaccare tutto” ed essere “fighi”, <em>cool</em>.</p>
<p>È un discorso di <strong>mentalità del suono</strong>: attraverso un giro di basso puoi essere figo.</p>
<p>In Italia funziona meno.</p>
<p>Quindi devi innanzitutto capire se hai questo tipo di attitudine, che <u>non è per tutti</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da una parte il sound, dall’altra il testo<em>.</em></p>
<p>Si dice che pop, rock o trap italiani siano uguali rispetto a quelli inglesi/americani.</p>
<p>Non è così.</p>
<p>C’è una <strong>differenza abissale</strong> nel senso del ritmo.</p>
<p><u>Il <em>sound</em> è anglosassone</u>. <strong>Noi lo copiamo per rappresentare il testo</strong>.</p>
<p>Cosa cambia? È un mercato gigantesco.</p>
<p>Quando canti in inglese infatti parli non solo al mercato inglese, ma anche a quello italiano e di <u>tutto il mondo</u>!</p>
<p>Anche in Giappone ascoltano musica in inglese.</p>
<p>Comunque sia, <u>cantare in italiano</u> ha una sua rilevanza. Ricorda che è una delle lingue più studiate e tra la sesta e la settima lingua parlata al mondo.</p>
<p>Quindi, se stai facendo musica italiana, intanto rivolgiti al mercato italiano, poi qualche ascolto fuori lo porterai.</p>
<p>Può aver senso, quando hai una canzone italiana particolarmente bella, cercare di fare una <u>promozione internazionale</u>.</p>
<p>Però ti consigliamo, in quel caso, di fare magari una canzone con un testo per il mondo latino, ad esempio in <strong>spagnolo</strong>.</p>
<p>Anche grandi cantautori – come la Pausini, Ramazzotti o quelli comunque famosi all’estero – fanno versioni dei loro album in spagnolo.</p>
<p>Facci caso, perché le persone che parlano in spagnolo sono molte di più.</p>
<h2>Le agenzie in Inghilterra</h2>
<p>Il mercato quindi è vasto e si serve molto di <strong>agenzie di comunicazione</strong>.</p>
<p>Lavorano infatti davvero tanto da questo punto di vista: ti curano in toto ciò che abbiamo visto finora, perché è <u>nella loro cultura accompagnare gli esordienti</u>.</p>
<p>Tutto <em>Music Caffeina</em> si basa su ciò che, nel tempo, abbiamo visto mancare al mercato italiano: buchi che non esistono ad esempio in Inghilterra.</p>
<p>Se fossimo lì non ci sarebbe stato il bisogno di fare questi articoli, perché questi concetti sono dati proprio per scontato.</p>
<p>Lì, quando ti poni anche nei confronti di agenzie di comunicazione e di servizi musicali, <u>hai meno diffidenza</u> rispetto al pubblico italiano.</p>
<p>Dai per scontato che non esista un’agenzia che ti può fregare dei soldi, perché ciò che fanno va bene.</p>
<p>Sono artisti indipendenti. Sono musicalmente molto svegli.</p>
<p>Tutto ciò di cui ti stiamo parlando – il soggetto attivo, la ricerca dei “simili”, etc. – loro ce l’hanno <u>da una vita</u>.</p>
<p>In Inghilterra non avremmo mai avuto l’esigenza di fare <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Con gli <em>Humana</em>, se fossimo stati lì, avremmo iniziato insieme e poi Daniele sarebbe andato con l’agenzia e avrebbe pagato i suoi servizi, con ritmo, velocità e coerenza scelti da lui.</p>
<p>Non ci saremmo mai trovati al bar a dire: “<em>Oh, abbiamo fatto il disco. E ora… che si fa?</em>”.</p>
<p>Se ti piace quindi scrivere in inglese, fai tesoro di tutto ciò.</p>
<h2>Come vivere il mercato internazionale?</h2>
<p>Non vivere il mercato come se fossi una star, pensando: <em>“Andiamo a  vedere come va in Inghilterra o in Giappone”</em>, perché lì sono pieni di cantanti e non hanno bisogno di te dall’Italia.</p>
<p>Se vuoi provare a fare quel tentativo lì, <strong>trasferirti non è una cattiva idea</strong>.</p>
<p>Conosciamo una ragazza che, dopo aver prodotto il suo CD, si è trasferita a Londra, ha trovato date, ha costruito il suo circuito e il suo network, ha caricato il suo brano su <em>Spotify</em> e ha avuto più di un milione di <em>streams</em>, entrando in una playlist che magari conosci, “<em>Soft Hits</em>”.</p>
<p>È una playlist con più di tre milioni di ascoltatori e lei personalmente <u>è arrivata a un milione di ascolti</u>. A quel punto l’ha passata la <em>BBC Talent</em> – tutto ciò comunque dopo essere passata per <em>Spotify</em>!<em> – </em>e, tramite la giusta strategia, ha iniziato a lavorare con un network di relazioni importanti.</p>
<p>Alla fine, ha usato <u>tutti gli ingredienti</u> di cui parliamo in questo blog:</p>
<ul>
<li>Ha creato la sua immagine;</li>
<li>È andata su <em>Spotify</em>;</li>
<li>Ha lavorato per essere in una playlist;</li>
<li>Ha suonato dal vivo in diversi locali molte volte;</li>
<li>Ha cercato i suoi “simili”.</li>
</ul>
<p><strong>E ha trovato la sua strada.</strong></p>
<p>Se vuoi quindi usufruire del mercato estero <u>dovresti magari vivere lì</u>.</p>
<p>Fare avanti e indietro potrebbe essere un’alternativa, ma ti assicuriamo che la cosa migliore sarebbe <strong>vivere quel mercato essendoci dentro in prima persona</strong>, da lì.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciao, ci vediamo al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di <strong>mercato internazionale</strong>, nella fattispecie di quello <u>inglese</u>.</p>
<p>Lorenzo lavora come produttore musicale in vari studi di Londra, dove va mediamente una volta al mese.</p>
<p>Possiamo quindi, grazie alla sua esperienza, farci <u>un’idea ben precisa</u> di quello che è il mercato inglese.</p>
<p>Prima di partire, una piccola precisazione:</p>
<p>Se non ti piace cantare in inglese o non ti va, <strong>non farlo</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando con chi ama e ha una <u>predisposizione naturale</u> nel comporre testi in lingua inglese.</p>
<p>Dobbiamo fare intanto un distinguo importante: sono due tipi di comunicazione musicale <strong>totalmente diversi</strong>.</p>
<p>Non serve a tutti cantare in inglese, ma serve se sei un cantante che ha questo tipo di attitudine.</p>
<p><u>Non c’è un modo preferibile a un altro</u>: serve solo se hai una <strong>personalità</strong> che si esprime meglio attraverso quella lingua e con quel tipo di <u>sound</u>.</p>
<p>Sono infatti due mondi diversi.</p>
<h2>In che modo sono mondi diversi?</h2>
<p>Hai sicuramente già sentito dire che <u>i testi in inglese non sono un granché</u>.</p>
<p>Lo dicono in tanti.</p>
<p>Il mercato anglosassone, ma anche di altre parti del mondo, si concentra più sul <strong>sound</strong>.</p>
<p>In Italia, invece, molto di più sulla <strong>personalità dell’artista espressa in che cosa sta dicendo, come e perché.</strong></p>
<p>La modalità con cui ti esprimi in lingua italiana è la lingua italiana; la modalità con cui ti esprimi in lingua inglese è il sound.</p>
<p>Anche in Italia è importante il <em>sound</em>, ma in realtà <u>cerchiamo sempre altro</u>.</p>
<p>Se tu vai a fare la candidatura per Sanremo, la prima cosa che ti chiedono è: “<em>Di che cosa parla la tua canzone?</em>”.</p>
<p>Questo è il<em> <u>must</u></em> italiano.</p>
<p>In Inghilterra è diverso. Non che non contino i contenuti, ma ci si concentra di più su come hai fatto un determinato suono, che tipo di sonorità è.</p>
<p><strong>C’è la ricerca dell’essere unico e originale dal punto di vista del <em>sound</em>.</strong></p>
<p>Questa, in Inghilterra e in America, è fondamentale.</p>
<p><em>Se non hai quell’attitudine e se pensi che la musica sia invece il testo, è meglio che ti concentri sulla lingua italiana.</em></p>
<p>È fondamentale:</p>
<p>Non ti puoi approcciare al mercato inglese da cantautore italiano.</p>
<p>È meglio in quel caso approcciarsi a un <strong>mercato latino</strong>, cioè dove si comunicano le cose attraverso le parole.</p>
<p>Anche attraverso il suono, ma la rilevanza del testo è più centrale.</p>
<p>Ciò che in Italia funziona è, infatti, <u>la coerenza dell’interpretazione del testo</u>.</p>
<p>Se stai dicendo una cosa in un determinato modo, non ha senso che musicalmente venga espressa in un modo differente.</p>
<p>Si parte dal testo, dalla comunicazione lirica.</p>
<p><u>Siamo un paese di poeti</u>: il significato che per noi ha la parola è unico.</p>
<p><strong>In Inghilterra non c’è la cultura della parola che abbiamo noi.</strong></p>
<p>C’è la cultura del suono, dell’energia nel saper suonare, dello “spaccare tutto” ed essere “fighi”, <em>cool</em>.</p>
<p>È un discorso di <strong>mentalità del suono</strong>: attraverso un giro di basso puoi essere figo.</p>
<p>In Italia funziona meno.</p>
<p>Quindi devi innanzitutto capire se hai questo tipo di attitudine, che <u>non è per tutti</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da una parte il sound, dall’altra il testo<em>.</em></p>
<p>Si dice che pop, rock o trap italiani siano uguali rispetto a quelli inglesi/americani.</p>
<p>Non è così.</p>
<p>C’è una <strong>differenza abissale</strong> nel senso del ritmo.</p>
<p><u>Il <em>sound</em> è anglosassone</u>. <strong>Noi lo copiamo per rappresentare il testo</strong>.</p>
<p>Cosa cambia? È un mercato gigantesco.</]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di <strong>mercato internazionale</strong>, nella fattispecie di quello <u>inglese</u>.</p>
<p>Lorenzo lavora come produttore musicale in vari studi di Londra, dove va mediamente una volta al mese.</p>
<p>Possiamo quindi, grazie alla sua esperienza, farci <u>un’idea ben precisa</u> di quello che è il mercato inglese.</p>
<p>Prima di partire, una piccola precisazione:</p>
<p>Se non ti piace cantare in inglese o non ti va, <strong>non farlo</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando con chi ama e ha una <u>predisposizione naturale</u> nel comporre testi in lingua inglese.</p>
<p>Dobbiamo fare intanto un distinguo importante: sono due tipi di comunicazione musicale <strong>totalmente diversi</strong>.</p>
<p>Non serve a tutti cantare in inglese, ma serve se sei un cantante che ha questo tipo di attitudine.</p>
<p><u>Non c’è un modo preferibile a un altro</u>: serve solo se hai una <strong>personalità</strong> che si esprime meglio attraverso quella lingua e con quel tipo di <u>sound</u>.</p>
<p>Sono infatti due mondi diversi.</p>
<h2>In che modo sono mondi diversi?</h2>
<p>Hai sicuramente già sentito dire che <u>i testi in inglese non sono un granché</u>.</p>
<p>Lo dicono in tanti.</p>
<p>Il mercato anglosassone, ma anche di altre parti del mondo, si concentra più sul <strong>sound</strong>.</p>
<p>In Italia, invece, molto di più sulla <strong>personalità dell’artista espressa in che cosa sta dicendo, come e perché.</strong></p>
<p>La modalità con cui ti esprimi in lingua italiana è la lingua italiana; la modalità con cui ti esprimi in lingua inglese è il sound.</p>
<p>Anche in Italia è importante il <em>sound</em>, ma in realtà <u>cerchiamo sempre altro</u>.</p>
<p>Se tu vai a fare la candidatura per Sanremo, la prima cosa che ti chiedono è: “<em>Di che cosa parla la tua canzone?</em>”.</p>
<p>Questo è il<em> <u>must</u></em> italiano.</p>
<p>In Inghilterra è diverso. Non che non contino i contenuti, ma ci si concentra di più su come hai fatto un determinato suono, che tipo di sonorità è.</p>
<p><strong>C’è la ricerca dell’essere unico e originale dal punto di vista del <em>sound</em>.</strong></p>
<p>Questa, in Inghilterra e in America, è fondamentale.</p>
<p><em>Se non hai quell’attitudine e se pensi che la musica sia invece il testo, è meglio che ti concentri sulla lingua italiana.</em></p>
<p>È fondamentale:</p>
<p>Non ti puoi approcciare al mercato inglese da cantautore italiano.</p>
<p>È meglio in quel caso approcciarsi a un <strong>mercato latino</strong>, cioè dove si comunicano le cose attraverso le parole.</p>
<p>Anche attraverso il suono, ma la rilevanza del testo è più centrale.</p>
<p>Ciò che in Italia funziona è, infatti, <u>la coerenza dell’interpretazione del testo</u>.</p>
<p>Se stai dicendo una cosa in un determinato modo, non ha senso che musicalmente venga espressa in un modo differente.</p>
<p>Si parte dal testo, dalla comunicazione lirica.</p>
<p><u>Siamo un paese di poeti</u>: il significato che per noi ha la parola è unico.</p>
<p><strong>In Inghilterra non c’è la cultura della parola che abbiamo noi.</strong></p>
<p>C’è la cultura del suono, dell’energia nel saper suonare, dello “spaccare tutto” ed essere “fighi”, <em>cool</em>.</p>
<p>È un discorso di <strong>mentalità del suono</strong>: attraverso un giro di basso puoi essere figo.</p>
<p>In Italia funziona meno.</p>
<p>Quindi devi innanzitutto capire se hai questo tipo di attitudine, che <u>non è per tutti</u>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da una parte il sound, dall’altra il testo<em>.</em></p>
<p>Si dice che pop, rock o trap italiani siano uguali rispetto a quelli inglesi/americani.</p>
<p>Non è così.</p>
<p>C’è una <strong>differenza abissale</strong> nel senso del ritmo.</p>
<p><u>Il <em>sound</em> è anglosassone</u>. <strong>Noi lo copiamo per rappresentare il testo</strong>.</p>
<p>Cosa cambia? È un mercato gigantesco.</]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/musica-interazionale.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/musica-interazionale.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/89/mercato-internazionale.mp3" length="18693358" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come coinvolgere la tua nicchia di ascoltatori</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/come-coinvolgere-la-nicchia.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:25:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=27</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani!</p>
<p>Oggi continuiamo a parlare di <strong>social</strong> e di <strong>coinvolgimento della nicchia</strong>.</p>
<p>Nell’ultimo articolo, infatti, si parlava di <u>come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</u>. Se non l’hai ancora letto, ti consigliamo di farlo il prima possibile.</p>
<p>Questo articolo nasce proprio da lì, quando ci siamo inoltrati su un punto del discorso che merita uno spazio a parte.</p>
<p>Il coinvolgimento non è altro che l’atteggiamento che abbiamo quando andiamo a comunicare con quelli che sono i nostri ascoltatori.</p>
<p>Un punto fondamentale, che già ti dicevamo, è che <u>non devi creare un rapporto troppo amichevole con i tuoi fan</u>.</p>
<p>Non devi limitare i rapporti umani, sia ben chiaro, il tuo atteggiamento deve essere <em>friendly </em>– quindi comunque aperto, cortese e cordiale – però devi ricordarti che, in quel momento, <strong>stai recitando un ruolo</strong>.</p>
<p><u>È come se fossi a teatro</u>: stai vestendo i panni del cantante, dell’artista, quindi non dovresti andare a farti la sbronza con il fan.</p>
<p>Lo potrai fare se magari è davvero un tuo amico, ma è necessario che tu vada a creare il giusto distinguo tra il palco e il pubblico.</p>
<h2>Gli errori più frequenti durante i live e nelle conversazioni su Facebook</h2>
<p>È importante che analizziamo quelli che sono <strong>gli errori più frequenti</strong> nei rapporti con il proprio pubblico, sia dal vivo, sia sui social.</p>
<p>Partiamo dal fatto che, di base, come abbiamo appena detto, quando sei sul palco stai recitando un ruolo. Allo stesso modo, <u>sui social devi pensarti come se fossi sul palco h24</u>: la tua immagine, i tuoi post, la foto che carichi… rimarrà tutto lì.</p>
<p>Deve dunque <strong>essere coerente</strong> a tutto il discorso, per questo dovrai impegnarti a creare una specie di emulazione da parte del tuo pubblico.</p>
<p>Quando infatti il tuo pubblico ascolta la tua musica, vuole cercare allo stesso tempo di capire chi sei, ciò che fai e via dicendo.</p>
<p>Quindi puoi trovare il modo di comunicare con lui in una miriade di modalità differenti, ma devi stare attento a <u>non stare lì ad elemosinare l’attenzione</u> continuamente, postando ogni due ore… E soprattutto tieni a bada l’ormone!</p>
<p>Sappiamo che fare musica può essere motivo di “coinvolgimento”, ma in quel momento lì stai recitando.</p>
<p>Puoi essere più <em>friendly</em> possibile, ma cerca sempre di farti vedere con la schiena dritta, <strong>sicuro di te</strong>.</p>
<p>È importante che tu dia una <u>sensazione di sicurezza</u>. Riesci a immaginarti il tuo cantante preferito sul palco che si domanda: “<em>Mah, non lo so se devo cantare, che ne dici? Non me la sento…</em>”?</p>
<p>Tutto ciò che hai dentro, nel momento in cui sei davanti a un pubblico, una telecamera o un microfono, devi cercare di <strong>mascherarlo</strong>. Esattamente come se andassi a lavorare in un’azienda: <u>non essere te stesso fino in fondo</u>.</p>
<p>Sfatiamo il mito del “Sii sempre te stesso!”. Non fino in fondo, o almeno, quando lavori non devi esserlo.</p>
<p>Magari potresti dividere le attività e i ruoli.</p>
<p>Se, ad esempio, stai lavorando come impiegato in un’azienda ma hai anche la passione per la musica e stai seguendo un progetto musicale parallelamente, devi renderti conto che <u>stai semplicemente vestendo due panni diversi</u>:</p>
<ul>
<li>Di giorno lavori, e sei l’impiegato dell’area commerciale della tua azienda;</li>
<li>Quando esci e vai a fare musica, diventi un artista e indossi un cappello diverso.</li>
</ul>
<p>Togliendo e mettendo diversi cappelli non fai altro che raccontare <strong>diverse storie di te stesso</strong>. È un concetto davvero importante.</p>
<h2>Come comunicare sui social?</h2>
<p>Un altro punto fondamentale è ragionare su <strong>quali tipi di contenuti mettere sui tuoi social network</strong>.</p>
<p>Il primo consiglio è quello di cercare di mettere sempre dei contenuti <u>originali, nuovi</u>; tentare quindi, ad esempio, di mettersi davanti alla telecamera con il tuo strumento e far sentire qualcosa, magari coinvolgendo chi ti segue.</p>
<p>Può essere infatti molto importante <u>il gioco della domanda</u>: “<em>Ho fatto questo, che ne dite?</em>”.</p>
<p>Non ci sarà bisogno di fare <em>reply </em>a ogni commento: che ci siano dieci, venti o tre risposte <strong>andrà comunque bene</strong>. Magari a qualcuna metti un “mi piace”, ma attento a non creare questo rapporto unico con tutti.</p>
<p>Un gioco che funziona molto in questo momento (lo si vede con i politici) è quello della <u>domanda</u>: pubblichi una cosa e domandi com’è e quale sia l’opinione in proposito.</p>
<p>Così facendo, crei una sorta di <u>atteggiamento attivo</u> dall’altra parte.</p>
<p>L’ascoltatore non ti sta solo ascoltando, ma ti risponderà, perché in qualche modo <strong>sentirà di volerti bene</strong>.</p>
<p>Crei affetto con chi ti segue.</p>
<p>Altro punto fondamentale sono i <strong>contenuti</strong>: posta brani originali, nuovi, anche se non sono già perfezionati. Magari puoi creare una rubrica di <u>contenuti speciali</u> per i social.</p>
<p>In questo senso, torna centrale l’importanza del live per la tua carriera: sarà <u>un bacino continuo per la creazione di contenuti</u> che potrai poi distribuire sui social.</p>
<p>Quando, infatti, vedi una band che riesce a intrattenere, suona bene, e la incontri nuovamente su <em>Facebook</em> e su <em>Instagram</em>, dove vedi foto di ragazzi che si divertono mentre stanno facendo una serata, provi <u>l’impulso di voler partecipare anche tu</u>.</p>
<p>Se crei questi contenuti, crei <strong>interesse</strong>.</p>
<p>Se pubblicizzi qualcosa di divertente o interessante, avrai centomila volte più successo di qualsiasi altro tipo di contenuto.</p>
<p>Quindi, per concludere, ricorda sempre di tenere d’occhio la tua comunicazione su <em>Facebook</em> e su tutti gli altri social.</p>
<p>Usala nella maniera che ti abbiamo descritto in questo articolo.</p>
<p>Ci vediamo alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani!</p>
<p>Oggi continuiamo a parlare di <strong>social</strong> e di <strong>coinvolgimento della nicchia</strong>.</p>
<p>Nell’ultimo articolo, infatti, si parlava di <u>come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</u>. Se non l’hai ancora letto, ti consigliamo di farlo il prima possibile.</p>
<p>Questo articolo nasce proprio da lì, quando ci siamo inoltrati su un punto del discorso che merita uno spazio a parte.</p>
<p>Il coinvolgimento non è altro che l’atteggiamento che abbiamo quando andiamo a comunicare con quelli che sono i nostri ascoltatori.</p>
<p>Un punto fondamentale, che già ti dicevamo, è che <u>non devi creare un rapporto troppo amichevole con i tuoi fan</u>.</p>
<p>Non devi limitare i rapporti umani, sia ben chiaro, il tuo atteggiamento deve essere <em>friendly </em>– quindi comunque aperto, cortese e cordiale – però devi ricordarti che, in quel momento, <strong>stai recitando un ruolo</strong>.</p>
<p><u>È come se fossi a teatro</u>: stai vestendo i panni del cantante, dell’artista, quindi non dovresti andare a farti la sbronza con il fan.</p>
<p>Lo potrai fare se magari è davvero un tuo amico, ma è necessario che tu vada a creare il giusto distinguo tra il palco e il pubblico.</p>
<h2>Gli errori più frequenti durante i live e nelle conversazioni su Facebook</h2>
<p>È importante che analizziamo quelli che sono <strong>gli errori più frequenti</strong> nei rapporti con il proprio pubblico, sia dal vivo, sia sui social.</p>
<p>Partiamo dal fatto che, di base, come abbiamo appena detto, quando sei sul palco stai recitando un ruolo. Allo stesso modo, <u>sui social devi pensarti come se fossi sul palco h24</u>: la tua immagine, i tuoi post, la foto che carichi… rimarrà tutto lì.</p>
<p>Deve dunque <strong>essere coerente</strong> a tutto il discorso, per questo dovrai impegnarti a creare una specie di emulazione da parte del tuo pubblico.</p>
<p>Quando infatti il tuo pubblico ascolta la tua musica, vuole cercare allo stesso tempo di capire chi sei, ciò che fai e via dicendo.</p>
<p>Quindi puoi trovare il modo di comunicare con lui in una miriade di modalità differenti, ma devi stare attento a <u>non stare lì ad elemosinare l’attenzione</u> continuamente, postando ogni due ore… E soprattutto tieni a bada l’ormone!</p>
<p>Sappiamo che fare musica può essere motivo di “coinvolgimento”, ma in quel momento lì stai recitando.</p>
<p>Puoi essere più <em>friendly</em> possibile, ma cerca sempre di farti vedere con la schiena dritta, <strong>sicuro di te</strong>.</p>
<p>È importante che tu dia una <u>sensazione di sicurezza</u>. Riesci a immaginarti il tuo cantante preferito sul palco che si domanda: “<em>Mah, non lo so se devo cantare, che ne dici? Non me la sento…</em>”?</p>
<p>Tutto ciò che hai dentro, nel momento in cui sei davanti a un pubblico, una telecamera o un microfono, devi cercare di <strong>mascherarlo</strong>. Esattamente come se andassi a lavorare in un’azienda: <u>non essere te stesso fino in fondo</u>.</p>
<p>Sfatiamo il mito del “Sii sempre te stesso!”. Non fino in fondo, o almeno, quando lavori non devi esserlo.</p>
<p>Magari potresti dividere le attività e i ruoli.</p>
<p>Se, ad esempio, stai lavorando come impiegato in un’azienda ma hai anche la passione per la musica e stai seguendo un progetto musicale parallelamente, devi renderti conto che <u>stai semplicemente vestendo due panni diversi</u>:</p>
<ul>
<li>Di giorno lavori, e sei l’impiegato dell’area commerciale della tua azienda;</li>
<li>Quando esci e vai a fare musica, diventi un artista e indossi un cappello diverso.</li>
</ul>
<p>Togliendo e mettendo diversi cappelli non fai altro che raccontare <strong>diverse storie di te stesso</strong>. È un concetto davvero importante.</p>
<h2>Come comunicare sui social?</h2>
<p>Un altro punto fondamentale è ragionare su <strong>quali tipi di contenuti mettere sui tuoi social network</stron]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani!</p>
<p>Oggi continuiamo a parlare di <strong>social</strong> e di <strong>coinvolgimento della nicchia</strong>.</p>
<p>Nell’ultimo articolo, infatti, si parlava di <u>come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</u>. Se non l’hai ancora letto, ti consigliamo di farlo il prima possibile.</p>
<p>Questo articolo nasce proprio da lì, quando ci siamo inoltrati su un punto del discorso che merita uno spazio a parte.</p>
<p>Il coinvolgimento non è altro che l’atteggiamento che abbiamo quando andiamo a comunicare con quelli che sono i nostri ascoltatori.</p>
<p>Un punto fondamentale, che già ti dicevamo, è che <u>non devi creare un rapporto troppo amichevole con i tuoi fan</u>.</p>
<p>Non devi limitare i rapporti umani, sia ben chiaro, il tuo atteggiamento deve essere <em>friendly </em>– quindi comunque aperto, cortese e cordiale – però devi ricordarti che, in quel momento, <strong>stai recitando un ruolo</strong>.</p>
<p><u>È come se fossi a teatro</u>: stai vestendo i panni del cantante, dell’artista, quindi non dovresti andare a farti la sbronza con il fan.</p>
<p>Lo potrai fare se magari è davvero un tuo amico, ma è necessario che tu vada a creare il giusto distinguo tra il palco e il pubblico.</p>
<h2>Gli errori più frequenti durante i live e nelle conversazioni su Facebook</h2>
<p>È importante che analizziamo quelli che sono <strong>gli errori più frequenti</strong> nei rapporti con il proprio pubblico, sia dal vivo, sia sui social.</p>
<p>Partiamo dal fatto che, di base, come abbiamo appena detto, quando sei sul palco stai recitando un ruolo. Allo stesso modo, <u>sui social devi pensarti come se fossi sul palco h24</u>: la tua immagine, i tuoi post, la foto che carichi… rimarrà tutto lì.</p>
<p>Deve dunque <strong>essere coerente</strong> a tutto il discorso, per questo dovrai impegnarti a creare una specie di emulazione da parte del tuo pubblico.</p>
<p>Quando infatti il tuo pubblico ascolta la tua musica, vuole cercare allo stesso tempo di capire chi sei, ciò che fai e via dicendo.</p>
<p>Quindi puoi trovare il modo di comunicare con lui in una miriade di modalità differenti, ma devi stare attento a <u>non stare lì ad elemosinare l’attenzione</u> continuamente, postando ogni due ore… E soprattutto tieni a bada l’ormone!</p>
<p>Sappiamo che fare musica può essere motivo di “coinvolgimento”, ma in quel momento lì stai recitando.</p>
<p>Puoi essere più <em>friendly</em> possibile, ma cerca sempre di farti vedere con la schiena dritta, <strong>sicuro di te</strong>.</p>
<p>È importante che tu dia una <u>sensazione di sicurezza</u>. Riesci a immaginarti il tuo cantante preferito sul palco che si domanda: “<em>Mah, non lo so se devo cantare, che ne dici? Non me la sento…</em>”?</p>
<p>Tutto ciò che hai dentro, nel momento in cui sei davanti a un pubblico, una telecamera o un microfono, devi cercare di <strong>mascherarlo</strong>. Esattamente come se andassi a lavorare in un’azienda: <u>non essere te stesso fino in fondo</u>.</p>
<p>Sfatiamo il mito del “Sii sempre te stesso!”. Non fino in fondo, o almeno, quando lavori non devi esserlo.</p>
<p>Magari potresti dividere le attività e i ruoli.</p>
<p>Se, ad esempio, stai lavorando come impiegato in un’azienda ma hai anche la passione per la musica e stai seguendo un progetto musicale parallelamente, devi renderti conto che <u>stai semplicemente vestendo due panni diversi</u>:</p>
<ul>
<li>Di giorno lavori, e sei l’impiegato dell’area commerciale della tua azienda;</li>
<li>Quando esci e vai a fare musica, diventi un artista e indossi un cappello diverso.</li>
</ul>
<p>Togliendo e mettendo diversi cappelli non fai altro che raccontare <strong>diverse storie di te stesso</strong>. È un concetto davvero importante.</p>
<h2>Come comunicare sui social?</h2>
<p>Un altro punto fondamentale è ragionare su <strong>quali tipi di contenuti mettere sui tuoi social network</stron]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/nicchia-ascoltatori-02.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/nicchia-ascoltatori-02.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/27/come-coinvolgere-la-nicchia.mp3" length="12676611" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/come-scegliere-la-tua-nicchia.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:20:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=70</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi parleremo di <strong>come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</strong>.</p>
<p>Con questo progetto stiamo portando delle prospettive innovative. In realtà, a pensarci bene, potrebbero sembrare semplicemente dei <u>concetti di buon senso</u>, scontati, ma nel lavoro di tutti i giorni dell’artista, alla fine, risulta <u>non essere così ovvio</u>.</p>
<p>Ciò di cui parliamo è <strong>la ricerca dei “simili”</strong>: le persone che possono essere <u>interessate alla tua musica</u>, al tuo modo di esporti e di comunicare.</p>
<p>Per fare ciò, finora ti abbiamo descritto una serie di azioni da seguire, che mettono al centro <strong>i <em>social network</em></strong>.</p>
<p>Nello specifico, stiamo parlando di <em>Facebook</em>: tramite <em>Facebook Ads</em>, infatti, hai la possibilità di <u>targettizzare</u> il tuo pubblico.</p>
<p>In questo modo ad esempio, se fai musica elettronica, potrai cercare i fan dei Subsonica, dei Depeche Mode o di altri gruppi che possono essere potenzialmente interessati al tuo tipo di musica.</p>
<p>Ovviamente, ricercare i simili <u>non vuol dire spammare i tuoi link</u> e la tua musica a tutti i poveri cristiani che capitano su <em>Facebook</em>. Non è di certo la modalità che ti porterà al successo!</p>
<p>Bisogna dire che la ricerca dei simili, una volta che sai chi sei e hai – anche nel tuo piccolo – la tua audience, <u>è già più semplice</u>.</p>
<p>Quando sei all’inizio, invece, è una cosa che devi ancora scoprire.</p>
<p>Non è un percorso immediato. Magari richiede qualche anno.</p>
<p>Anche da parte tua dovrai cercare di capire qual è il tuo genere di musica, quale rispecchia di più la tua personalità, ed essere molto a fuoco come tipo di personalità musicale.</p>
<p>Molte volte, infatti, succede che chi è alle prime armi fa una canzone in un modo, la seconda in un altro, la terza in uno ancora diverso e così via.</p>
<p>Ciò può essere positivo a lungo andare, ma <u>all’inizio genera confusione</u>: chi ti ascolta <strong>non capisce chi sei</strong>.</p>
<p>Un’altra cosa importante, che può evitarti un altro errore nel posizionare la tua musica: per far vedere quanto sei bravo a fare il musicista, spesso ti ritrovi a dire “<em>Guarda, so fare il pezzo rock, quello punk, quello là dei Queen…</em>”.</p>
<p><u>Non è una strategia vincente</u>. Devi scegliere <strong>una</strong> categoria, un modo di suonare.</p>
<p>Non hai bisogno di farti vedere come se stessi facendo la gara di <em>X Factor</em> e non sei nemmeno a <em>Italia’s Got Talent</em>, dove devi dimostrare di saper suonare mille cose diverse.</p>
<p>In realtà il successo si raggiunge scegliendo una nicchia ben precisa con una tipologia di musica e continuando con quella, finché la cosa non va in porto.</p>
<h2>La personalità e i propri limiti</h2>
<p>Descrivere la personalità è molto complesso. Spesse volte si cerca di andare <strong>oltre i propri limiti</strong>, convinti che sia quello il problema.</p>
<p>Da una parte sicuramente è vero, ma dall’altra parte <u>i propri limiti vanno compresi</u>.</p>
<p>Riesci a immaginarti Jovanotti senza la zeppola? O Eros Ramazzotti senza la sua voce nasale?</p>
<p>No, perché <u>fanno parte della loro personalità</u>.</p>
<p>È difficile capire quando un limite è “giusto” e quando invece è “sbagliato”.</p>
<p>Molte volte, però, creare la personalità corrisponde a dare un senso ai propri limiti.</p>
<p>Devi quindi essere bravo a cercare la tua personalità e il tuo genere, soprattutto all’inizio.</p>
<p>In un secondo momento potrai anche cambiare stile, sperimentare, ma <u>dopo che ti sarai affermato e avrai già un tuo pubblico</u>. Ma, per il primo periodo di tempo, dovrai puntare molto su ciò che è il tuo stile e cercare di trovare le persone che ti possano apprezzare in quel modo.</p>
<h2>La ricerca dei simili con Facebook</h2>
<p>Dopo che hai trovato il tuo stile, dovrai andare su <em>Facebook</em>. Lì comincerai a <strong>targettizzare le persone che ascoltano gruppi simili a te</strong> – non uguali – ma nella tua categoria.</p>
<p>Dovrai ovviamente imparare ad usare i <em>Facebook Ads </em>per questo.</p>
<p><u>Se fai punk, cercherai i fan dei Green Day</u>, cioè coloro che hanno messo il “Mi piace” alla loro pagina <em>Facebook</em> e usano i loro contenuti, o potrai cercare fan degli Offspring, dei Sum 41 e così via, scegliendo gli artisti che assomigliano alla musica che fai.</p>
<p>Questo lavoro attraverso <em>Facebook</em>, oltre che fattibile, <u>è fondamentale</u>.</p>
<p>Poi dovrai saper leggere i dati, i cosiddetti <em>insights</em> di <em>Facebook</em>: saranno delle tabelle e dei grafici che <strong>monitoreranno in modo analitico la tua promozione</strong>, mostrandoti se c’è abbastanza coinvolgimento nel tuo pubblico.</p>
<p>E, a seconda di come andranno le cose, potrai poi spostarti. Ad esempio, la successiva sponsorizzata la farai sui <em>Rancid</em>.</p>
<h2>“Ma chissà quanto costa!”</h2>
<p>Già ti vediamo a chiedertelo.</p>
<p>Beh, sappi che questa cosa ti costerà intono ai <strong>10 euro per ogni prova</strong> che farai. E per una cifra così bassa sarai esposto a migliaia di persone.</p>
<p>È sicuramente lo <u>strumento migliore</u>, oggi, per creare il tuo pubblico simile.</p>
<p>Questo discorso vale alla stessa maniera per <em>Instagram</em>.</p>
<p>Molte agenzie vanno a seguire i fan – per seguire sempre l’esempio del punk – dei Ramones, cercando di proporsi a quel target lì.</p>
<p>All’inizio è una cosa che dovrai fare, ma attenzione: <u>non è una soluzione assoluta</u>.</p>
<p>È un modo per partire.</p>
<p>Ricordati che tu ancora non sai qual è il tuo pubblico.</p>
<p>Anche perché il gusto umano è <u>molto più complesso</u> di ciò che può prevedere un algoritmo o delle playlist.</p>
<p>All’inizio quindi dovrai fare questa cosa, <u>imponendo</u> sempre la tua personalità.</p>
<p><strong>Non cercare il fan e basta</strong>, ricorda sempre che devi dare <u>un’idea molto precisa</u> di ciò che sei. Questo vale sia per la musica, sia per la tua immagine.</p>
<h2>Il tuo pubblico non è tuo amico!</h2>
<p>Un altro errore, infatti, che commettono spesso i giovani artisti con i primi approcci è considerare il proprio pubblico <u>come se fosse una cerchia di amici</u>.</p>
<p>Questo accade perché il rapporto è molto amichevole, stretto. Si crea proprio un rapporto <strong><em>one to one</em></strong>.</p>
<p>Questa da una parte è una cosa molto bella: mostra un lato forte di umanità e di voler conoscere le persone, ma allo stesso tempo <strong>non ti crea quel profilo da artista</strong>.</p>
<p>Non andare a spammare e mandare messaggi a tutte le tipe perché fai il cantante!</p>
<p>È una cosa che ti può rendere <u>ridicolo</u>!</p>
<p>Devi considerarti già da ora un po’ artista. Non significa che devi cominciare a tirartela come Liam Gallagher, ma è importante <u>creare un rapporto in cui vestiamo</u> – e manteniamo – i panni di un personaggio.</p>
<p>Devi indossare una maschera.</p>
<p>E questo è un concetto figo, perché si ricollega sempre al coinvolgimento della tua nicchia.</p>
<p>È un tema così importante che ci dedicheremo un articolo a parte, perché abbiamo sempre visto situazioni in cui <u>non esisteva una via di mezzo</u>: o c’era l’amicone, che non creava lo status dell’artista e l’immagine di “persona da seguire” – portandosi addirittura dodici persone sul palco! – oppure c’era la mega-star, che non rispondeva a nessuno.</p>
<p>Bisogna trovare la giusta misura.</p>
<p>Ma lo approfondiremo in uno dei prossimi articoli.</p>
<p>Grazie per aver letto, alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi parleremo di <strong>come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</strong>.</p>
<p>Con questo progetto stiamo portando delle prospettive innovative. In realtà, a pensarci bene, potrebbero sembrare semplicemente dei <u>concetti di buon senso</u>, scontati, ma nel lavoro di tutti i giorni dell’artista, alla fine, risulta <u>non essere così ovvio</u>.</p>
<p>Ciò di cui parliamo è <strong>la ricerca dei “simili”</strong>: le persone che possono essere <u>interessate alla tua musica</u>, al tuo modo di esporti e di comunicare.</p>
<p>Per fare ciò, finora ti abbiamo descritto una serie di azioni da seguire, che mettono al centro <strong>i <em>social network</em></strong>.</p>
<p>Nello specifico, stiamo parlando di <em>Facebook</em>: tramite <em>Facebook Ads</em>, infatti, hai la possibilità di <u>targettizzare</u> il tuo pubblico.</p>
<p>In questo modo ad esempio, se fai musica elettronica, potrai cercare i fan dei Subsonica, dei Depeche Mode o di altri gruppi che possono essere potenzialmente interessati al tuo tipo di musica.</p>
<p>Ovviamente, ricercare i simili <u>non vuol dire spammare i tuoi link</u> e la tua musica a tutti i poveri cristiani che capitano su <em>Facebook</em>. Non è di certo la modalità che ti porterà al successo!</p>
<p>Bisogna dire che la ricerca dei simili, una volta che sai chi sei e hai – anche nel tuo piccolo – la tua audience, <u>è già più semplice</u>.</p>
<p>Quando sei all’inizio, invece, è una cosa che devi ancora scoprire.</p>
<p>Non è un percorso immediato. Magari richiede qualche anno.</p>
<p>Anche da parte tua dovrai cercare di capire qual è il tuo genere di musica, quale rispecchia di più la tua personalità, ed essere molto a fuoco come tipo di personalità musicale.</p>
<p>Molte volte, infatti, succede che chi è alle prime armi fa una canzone in un modo, la seconda in un altro, la terza in uno ancora diverso e così via.</p>
<p>Ciò può essere positivo a lungo andare, ma <u>all’inizio genera confusione</u>: chi ti ascolta <strong>non capisce chi sei</strong>.</p>
<p>Un’altra cosa importante, che può evitarti un altro errore nel posizionare la tua musica: per far vedere quanto sei bravo a fare il musicista, spesso ti ritrovi a dire “<em>Guarda, so fare il pezzo rock, quello punk, quello là dei Queen…</em>”.</p>
<p><u>Non è una strategia vincente</u>. Devi scegliere <strong>una</strong> categoria, un modo di suonare.</p>
<p>Non hai bisogno di farti vedere come se stessi facendo la gara di <em>X Factor</em> e non sei nemmeno a <em>Italia’s Got Talent</em>, dove devi dimostrare di saper suonare mille cose diverse.</p>
<p>In realtà il successo si raggiunge scegliendo una nicchia ben precisa con una tipologia di musica e continuando con quella, finché la cosa non va in porto.</p>
<h2>La personalità e i propri limiti</h2>
<p>Descrivere la personalità è molto complesso. Spesse volte si cerca di andare <strong>oltre i propri limiti</strong>, convinti che sia quello il problema.</p>
<p>Da una parte sicuramente è vero, ma dall’altra parte <u>i propri limiti vanno compresi</u>.</p>
<p>Riesci a immaginarti Jovanotti senza la zeppola? O Eros Ramazzotti senza la sua voce nasale?</p>
<p>No, perché <u>fanno parte della loro personalità</u>.</p>
<p>È difficile capire quando un limite è “giusto” e quando invece è “sbagliato”.</p>
<p>Molte volte, però, creare la personalità corrisponde a dare un senso ai propri limiti.</p>
<p>Devi quindi essere bravo a cercare la tua personalità e il tuo genere, soprattutto all’inizio.</p>
<p>In un secondo momento potrai anche cambiare stile, sperimentare, ma <u>dopo che ti sarai affermato e avrai già un tuo pubblico</u>. Ma, per il primo periodo di tempo, dovrai puntare molto su ciò che è il tuo stile e cercare di trovare le persone che ti possano apprezzare in quel modo.</p>
<h2>La ricerca dei simili con Facebook</h2>
<p>Dopo che hai trovato il tuo sti]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi parleremo di <strong>come scegliere la tua nicchia di ascoltatori</strong>.</p>
<p>Con questo progetto stiamo portando delle prospettive innovative. In realtà, a pensarci bene, potrebbero sembrare semplicemente dei <u>concetti di buon senso</u>, scontati, ma nel lavoro di tutti i giorni dell’artista, alla fine, risulta <u>non essere così ovvio</u>.</p>
<p>Ciò di cui parliamo è <strong>la ricerca dei “simili”</strong>: le persone che possono essere <u>interessate alla tua musica</u>, al tuo modo di esporti e di comunicare.</p>
<p>Per fare ciò, finora ti abbiamo descritto una serie di azioni da seguire, che mettono al centro <strong>i <em>social network</em></strong>.</p>
<p>Nello specifico, stiamo parlando di <em>Facebook</em>: tramite <em>Facebook Ads</em>, infatti, hai la possibilità di <u>targettizzare</u> il tuo pubblico.</p>
<p>In questo modo ad esempio, se fai musica elettronica, potrai cercare i fan dei Subsonica, dei Depeche Mode o di altri gruppi che possono essere potenzialmente interessati al tuo tipo di musica.</p>
<p>Ovviamente, ricercare i simili <u>non vuol dire spammare i tuoi link</u> e la tua musica a tutti i poveri cristiani che capitano su <em>Facebook</em>. Non è di certo la modalità che ti porterà al successo!</p>
<p>Bisogna dire che la ricerca dei simili, una volta che sai chi sei e hai – anche nel tuo piccolo – la tua audience, <u>è già più semplice</u>.</p>
<p>Quando sei all’inizio, invece, è una cosa che devi ancora scoprire.</p>
<p>Non è un percorso immediato. Magari richiede qualche anno.</p>
<p>Anche da parte tua dovrai cercare di capire qual è il tuo genere di musica, quale rispecchia di più la tua personalità, ed essere molto a fuoco come tipo di personalità musicale.</p>
<p>Molte volte, infatti, succede che chi è alle prime armi fa una canzone in un modo, la seconda in un altro, la terza in uno ancora diverso e così via.</p>
<p>Ciò può essere positivo a lungo andare, ma <u>all’inizio genera confusione</u>: chi ti ascolta <strong>non capisce chi sei</strong>.</p>
<p>Un’altra cosa importante, che può evitarti un altro errore nel posizionare la tua musica: per far vedere quanto sei bravo a fare il musicista, spesso ti ritrovi a dire “<em>Guarda, so fare il pezzo rock, quello punk, quello là dei Queen…</em>”.</p>
<p><u>Non è una strategia vincente</u>. Devi scegliere <strong>una</strong> categoria, un modo di suonare.</p>
<p>Non hai bisogno di farti vedere come se stessi facendo la gara di <em>X Factor</em> e non sei nemmeno a <em>Italia’s Got Talent</em>, dove devi dimostrare di saper suonare mille cose diverse.</p>
<p>In realtà il successo si raggiunge scegliendo una nicchia ben precisa con una tipologia di musica e continuando con quella, finché la cosa non va in porto.</p>
<h2>La personalità e i propri limiti</h2>
<p>Descrivere la personalità è molto complesso. Spesse volte si cerca di andare <strong>oltre i propri limiti</strong>, convinti che sia quello il problema.</p>
<p>Da una parte sicuramente è vero, ma dall’altra parte <u>i propri limiti vanno compresi</u>.</p>
<p>Riesci a immaginarti Jovanotti senza la zeppola? O Eros Ramazzotti senza la sua voce nasale?</p>
<p>No, perché <u>fanno parte della loro personalità</u>.</p>
<p>È difficile capire quando un limite è “giusto” e quando invece è “sbagliato”.</p>
<p>Molte volte, però, creare la personalità corrisponde a dare un senso ai propri limiti.</p>
<p>Devi quindi essere bravo a cercare la tua personalità e il tuo genere, soprattutto all’inizio.</p>
<p>In un secondo momento potrai anche cambiare stile, sperimentare, ma <u>dopo che ti sarai affermato e avrai già un tuo pubblico</u>. Ma, per il primo periodo di tempo, dovrai puntare molto su ciò che è il tuo stile e cercare di trovare le persone che ti possano apprezzare in quel modo.</p>
<h2>La ricerca dei simili con Facebook</h2>
<p>Dopo che hai trovato il tuo sti]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/nicchia-ascoltatori.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/nicchia-ascoltatori.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/70/come-scegliere-la-tua-nicchia.mp3" length="16407493" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>L’importanza dei live. Dove suonare, come organizzarli e a cosa devi stare attento</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/limportanza-dei-live.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:15:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=83</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi entreremo nel dettaglio <strong>dell’organizzazione dei live</strong>.</p>
<p>I live sono infatti una delle formule principali <u>per la tua monetizzazione</u>.</p>
<p><em>Come farai a usarli come ingrediente principale della tua strategia offline, cioè quella fuori dal mondo virtuale?</em></p>
<p>Ci avete scritto in molti chiedendoci come <u>organizzare i live</u>; da parte nostra, già negli ultimi articoli, abbiamo introdotto lo spunto della creazione dell’album, il CD fisico da consegnare.</p>
<p>Oggi entreremo ancora più nel particolare, cercando di comprimere in pochissime righe quella che può essere <strong>la strategia principale</strong>.</p>
<p>Ricorda innanzitutto che fare live è anche un modo per migliorarti, per aumentare la tua capacità di scrivere delle canzoni che poi abbiano un appeal verso le persone che ti stanno seguendo.</p>
<p>Un conto, infatti, è scrivere canzoni nella cameretta, un conto è vedere <u>le reazioni</u> di chi abbiamo di fronte ai live.</p>
<p>Così facendo puoi misurarti <u>con la realtà del valore della tua musica</u>.</p>
<p>Finché non le presenti dal vivo non puoi avere neanche un’idea precisa su quella che sia l’efficacia delle tue canzoni.</p>
<h2>Come muoverti allora?</h2>
<p>In Italia la cultura live è quella che è. A differenza di altri Paesi, ci sono <u>grosse difficoltà</u> nell’aprire un mercato live nei locali.</p>
<p>È un dato di fatto, quindi non scoraggiarti se cominciano a chiederti:</p>
<ul>
<li><em>Quanta gente porti?</em></li>
<li><em>Quante consumazioni fate?</em></li>
<li><em>Quanto bevono i tuoi amici?</em></li>
</ul>
<p>Sono domande piuttosto normali, perché i locali hanno già <u>abbastanza difficoltà</u> e per loro è anche un <strong>investimento</strong> fare musica dal vivo.</p>
<p>È difficile.</p>
<p>I locali che sono specializzati nei live prendono le loro band <u>da agenzie.</u></p>
<p>Queste però non lavorano con principianti o con persone che ancora devono iniziare, ma con artisti che hanno già al loro attivo pubblico e fan.</p>
<p>Dovrai quindi <u>realizzare il tuo network di relazione</u>, di locali.</p>
<p>Torniamo sempre al discorso della <strong>ricerca dei “simili”</strong>, anche se stavolta non la devi fare <em>online</em> ma <strong><em>offline</em></strong>.</p>
<p>Devi fare <u>un percorso di ricerca</u>: dai già per scontato che è un processo che durerà qualche mese nel quale sai che dovrai fare solo ricerca.</p>
<p>Non sei Noel Gallagher che ha già le sue date.</p>
<p>Dunque, come fare?</p>
<p>Devi presentarti intanto con un EP o un LP.</p>
<p>Quindi devi organizzare <strong>una <em>release</em></strong>, un CD d’uscita con cui ti presenterai. Attraverso ciò, potrai fare un <em>level up </em>nella tua presentazione.</p>
<p>È un discorso che abbiamo già affrontato nei vari articoli: serve una produzione che sia di livello e <u>degna di nota</u>.</p>
<p>Non andare con una registrazione fatta in sala prove, perché un sacco di esercenti si lamentano che la qualità della registrazione è talmente bassa che non si capisce bene come suonano gli artisti.</p>
<p>È normale che poi ti dicano “<em>Se vuoi, vieni gratis</em>”.</p>
<p>Perché già hai trasmesso <u>un’idea poco professionale</u> di te.</p>
<p>Inoltre, è importante consegnare il materiale fisicamente: non presentarti con chiavette USB o spammando link!</p>
<p>Finirai per suonare al bar sottocasa.</p>
<p>Mi raccomando: l’EP dovrà essere il più coerente possibile con ciò che poi andrai a suonare dal vivo.</p>
<p>Se hai un EP fighissimo, ma poi vai dal vivo e ti presenti con solo chitarra e voce dopo aver fatto sentire una registrazione con centocinquantamila strumenti, è chiaro che la gente si chieda: “<em>Ma questo chi è? È un’altra band? È il cugino?</em>”.</p>
<p>Devi cercare di avere <u>coerenza</u> nella presentazione di ciò che sei è di ciò che poi andrai a suonare.</p>
<p>È una coerenza tra live e produzione.</p>
<p>Poi andrai a cercare una lista di locali.</p>
<p>Nel sito di Lorenzo, <a href="http://www.lorenzosebastiani.com">www.lorenzosebastiani.com</a>, nella sezione <em>Link Utili</em> c’è un <em>database</em> di mille locali.</p>
<p>Ti consiglio di andare subito a darci un’occhiata: ha praticamente fatto il lavoro per te!</p>
<p>Dovrai ovviamente <u>verificare se i dati sono corretti</u>, alcuni numeri forse saranno cambiati nel corso del tempo, però l’80% dei presenti in elenco è sicuramente buono.</p>
<p>Poi continua <u>anche per conto tuo</u> la ricerca di altri locali, soprattutto nella tua regione, nella tua area.</p>
<p>Fai conto che stai operando in Lombardia e che ci siano duecento locali. Dovrai cercare di organizzare bene il tuo lavoro.</p>
<p>Ti consigliamo di prendere un foglio Excel e fare un elenco di:</p>
<ul>
<li>Nome del locale;</li>
<li>Indirizzo;</li>
<li>Numero di telefono;</li>
<li>Indirizzo e-mail.</li>
</ul>
<p>Per ogni locale.</p>
<p>Guardare il lavoro dall’esterno, infatti, necessita di <strong>una visione analitica</strong>.</p>
<p>E ti giuriamo che già se hai una resa del 20%, sarà un’ottima resa.</p>
<p>Su 100 locali chiamati trovare anche solo 10 date sarà <u>un ottimo punto di partenza</u>.</p>
<p>Un altro consiglio: se sei soprattutto all’inizio non sparare delle cifre esagerate, perché dovrai fare assaggiare il tuo prodotto live all’esercente e al suo pubblico.</p>
<p>In quel momento è come se avessi due clienti:</p>
<ul>
<li><u>L’esercente</u> che ti ospita e ti paga;</li>
<li><u>Il pubblico del locale</u> – il <em>vero </em>cliente! – che dovrà affezionarsi alla tua musica, magari acquistare album, <em>merchandising</em>, seguirti in altri concerti e, un domani, pagare un biglietto per venire a sentirti.</li>
</ul>
<p>Naturalmente questo pubblico è anche quello che fa le consumazioni al locale, rimanendo ad ascoltarti.</p>
<p>Perciò, se l’esercente vede che hai fatto una buona impressione sui clienti, la volta successiva <u>sarà invogliato</u> non solo a richiamarti, ma <strong>anche a pagarti molto di più</strong>.</p>
<p>Parti piano, vola basso all’inizio. Per alzare il prezzo avrai sempre modo.</p>
<p>Una volta che avrai la lista dei locali, <strong><em>manda delle e-mail</em></strong>.</p>
<p>Ma attenzione: devono essere <u>leggere</u>.</p>
<p>Non farcirle di centocinquanta biografie sui componenti del gruppo, sulla fidanzata che ti ha mollato per il tuo migliore amico, e così via.</p>
<p>Metti il link di ciò che fai e basta.</p>
<p><u>Ma non aspettarti nessun risultato da questo</u>, è solo una comunicazione introduttiva.</p>
<p>Poi dovrai, come già dicevamo, prendere la tua macchina <strong>e fare un tour di questi locali</strong>, cercando di parlare con i responsabili o i proprietari e portando come gadget il tuo CD fisico.</p>
<p>Dategli l’emozione della roba fisica.</p>
<p><u>Nessuno si emoziona per un link</u>. Se vuoi che la tua musica resti, che incida, devi stampare un centinaio di copie del tuo album, dargli una grafica accattivante e lavorare sul tuo marketing.</p>
<p>Dando al proprietario qualcosa di fisico, un po’ ci si aspetta di essere considerati con un’attenzione maggiore, di essere ascoltati e ricevere un feedback se il genere fa il caso del locale oppure no.</p>
<p>Lavorando in questo modo sarà un <u>rapporto più coinvolto</u>: non stai solo chiedendo, ma stai anche dando.</p>
<p>Ovviamente quando andrai lì non dovrai essere ubriaco, perso o vestito come se vivessi sotto un ponte!</p>
<p><u>Datti un tono</u>, trova il tuo modo di presentarti.</p>
<p>Dai una visione di quello che sei poi dal vivo.</p>
<p>Se dal vivo hai un<em> look</em> particolare da artista, però, non significa che ti devi presentare nello stesso modo in questa fase.</p>
<p>Vai tranquillo.</p>
<p>Quando sei sul palco fai il tuo show e avrai un tipo di vestiario, ma quando vai a proporti hai un altro ruolo: <strong>sei il promoter di te stesso</strong>.</p>
<p>Sei come l’agente del tuo gruppo, del tuo progetto. Presentati di conseguenza.</p>
<p>Prendi quindi appuntamento con queste persone e cerca di avere un <em>recall </em>dopo una settimana.</p>
<p>Quando avrai i contatti, infatti, potrai così fissare quelle che sono, in percentuale, <u>una ventina di date.</u></p>
<h2>E online?</h2>
<p>Ciò che consiglio di fare, inoltre, è quello di unire questa strategia a una <u>integrata di marketing online</u>.</p>
<p>Se punti su una zona, <u>cerca di lavorartela anche su <em>Facebook</em></u>. Fai pubblicità all’evento e comunicalo al locale.</p>
<p>Il locale infatti è sempre spaventato che non porterai persone. Se puoi garantirgli che stai facendo all’evento una pubblicità spropositata, di tot euro, sarà molto più tranquillo.</p>
<p><strong>Sarà un investimento di uno o due anni.</strong></p>
<p>Ed è importante che tu abbia il concetto ben chiaro, esattamente come se stessi costruendo un’azienda.</p>
<p><u>Non aspettarti subito di guadagnare dei soldi.</u></p>
<p>Se hai letto gli altri articoli, in un pezzo raccontiamo come funziona la pubblicità online tramite <em>Facebook</em>, dove puoi <u>targettizzare il tuo pubblico</u> in una determinata zona.</p>
<p>Fai lo stesso per l’evento.</p>
<p>Comunicalo al locale, inoltre: garantisci che ti stai muovendo in prima persona per diffondere l’evento.</p>
<p>Sei una sorta di co-investitore di quell’evento.</p>
<p>Ti servirà questo tipo di strategia per <strong>fidelizzare i locali</strong>.</p>
<p>Questo deve essere l’atteggiamento a prescindere.</p>
<p><em>Non fare la vittima: l’artista non è sempre povero.</em></p>
<p>L’artista si deve rendere conto che è a tutti gli effetti un lavoro e deve farlo come tale, dandosi da fare.</p>
<p>Questa è la ricetta giusta da seguire.</p>
<h2>Fai anche un video!</h2>
<p>Ultima cosa: <strong>presentati con un video promozionale</strong>.</p>
<p>Fare un bel video – magari professionale – <u>soprattutto per le prime date</u> che stai cercando di portare a casa, è fondamentale: in due o tre minuti puoi presentarti e inviarlo ai gestori del locale, facendo girare la cosa.</p>
<p>Crea una relazione con loro anche tramite <em>Facebook</em>. Puoi mostrare loro i dati e il tuo numero di <em>stream</em> su <em>Spotify</em> se stai andando bene: <strong>devi vendere la tua attività</strong>.</p>
<p>Il tuo profilo deve garantire al locale che verrà riempito.</p>
<p>Non deve essere un profilo funzionale solo da un punto di vista artistico ma anche <u>economico</u>.</p>
<p><strong>Porta un gran numero di persone con te nei live</strong>: creare una rete di relazioni sui social da portare poi alle serate è molto importante, perché devi ricordare che al centro di tutto ciò c’è sempre il live.</p>
<p>Tramite i live avrai i contenuti da utilizzare nei social.</p>
<p>Mi raccomando: applica tutto ciò che ti stiamo dicendo!</p>
<p>Sono davvero delle pillole importanti per ciò che vuoi fare.</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi entreremo nel dettaglio <strong>dell’organizzazione dei live</strong>.</p>
<p>I live sono infatti una delle formule principali <u>per la tua monetizzazione</u>.</p>
<p><em>Come farai a usarli come ingrediente principale della tua strategia offline, cioè quella fuori dal mondo virtuale?</em></p>
<p>Ci avete scritto in molti chiedendoci come <u>organizzare i live</u>; da parte nostra, già negli ultimi articoli, abbiamo introdotto lo spunto della creazione dell’album, il CD fisico da consegnare.</p>
<p>Oggi entreremo ancora più nel particolare, cercando di comprimere in pochissime righe quella che può essere <strong>la strategia principale</strong>.</p>
<p>Ricorda innanzitutto che fare live è anche un modo per migliorarti, per aumentare la tua capacità di scrivere delle canzoni che poi abbiano un appeal verso le persone che ti stanno seguendo.</p>
<p>Un conto, infatti, è scrivere canzoni nella cameretta, un conto è vedere <u>le reazioni</u> di chi abbiamo di fronte ai live.</p>
<p>Così facendo puoi misurarti <u>con la realtà del valore della tua musica</u>.</p>
<p>Finché non le presenti dal vivo non puoi avere neanche un’idea precisa su quella che sia l’efficacia delle tue canzoni.</p>
<h2>Come muoverti allora?</h2>
<p>In Italia la cultura live è quella che è. A differenza di altri Paesi, ci sono <u>grosse difficoltà</u> nell’aprire un mercato live nei locali.</p>
<p>È un dato di fatto, quindi non scoraggiarti se cominciano a chiederti:</p>
<ul>
<li><em>Quanta gente porti?</em></li>
<li><em>Quante consumazioni fate?</em></li>
<li><em>Quanto bevono i tuoi amici?</em></li>
</ul>
<p>Sono domande piuttosto normali, perché i locali hanno già <u>abbastanza difficoltà</u> e per loro è anche un <strong>investimento</strong> fare musica dal vivo.</p>
<p>È difficile.</p>
<p>I locali che sono specializzati nei live prendono le loro band <u>da agenzie.</u></p>
<p>Queste però non lavorano con principianti o con persone che ancora devono iniziare, ma con artisti che hanno già al loro attivo pubblico e fan.</p>
<p>Dovrai quindi <u>realizzare il tuo network di relazione</u>, di locali.</p>
<p>Torniamo sempre al discorso della <strong>ricerca dei “simili”</strong>, anche se stavolta non la devi fare <em>online</em> ma <strong><em>offline</em></strong>.</p>
<p>Devi fare <u>un percorso di ricerca</u>: dai già per scontato che è un processo che durerà qualche mese nel quale sai che dovrai fare solo ricerca.</p>
<p>Non sei Noel Gallagher che ha già le sue date.</p>
<p>Dunque, come fare?</p>
<p>Devi presentarti intanto con un EP o un LP.</p>
<p>Quindi devi organizzare <strong>una <em>release</em></strong>, un CD d’uscita con cui ti presenterai. Attraverso ciò, potrai fare un <em>level up </em>nella tua presentazione.</p>
<p>È un discorso che abbiamo già affrontato nei vari articoli: serve una produzione che sia di livello e <u>degna di nota</u>.</p>
<p>Non andare con una registrazione fatta in sala prove, perché un sacco di esercenti si lamentano che la qualità della registrazione è talmente bassa che non si capisce bene come suonano gli artisti.</p>
<p>È normale che poi ti dicano “<em>Se vuoi, vieni gratis</em>”.</p>
<p>Perché già hai trasmesso <u>un’idea poco professionale</u> di te.</p>
<p>Inoltre, è importante consegnare il materiale fisicamente: non presentarti con chiavette USB o spammando link!</p>
<p>Finirai per suonare al bar sottocasa.</p>
<p>Mi raccomando: l’EP dovrà essere il più coerente possibile con ciò che poi andrai a suonare dal vivo.</p>
<p>Se hai un EP fighissimo, ma poi vai dal vivo e ti presenti con solo chitarra e voce dopo aver fatto sentire una registrazione con centocinquantamila strumenti, è chiaro che la gente si chieda: “<em>Ma questo chi è? È un’altra band? È il cugino?</em>”.</p>
<p>Devi cercare di avere <u>coerenza</u> nella presentazione di ciò che sei è di ciò che poi andrai a suonare.</p>
<p>È un]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi entreremo nel dettaglio <strong>dell’organizzazione dei live</strong>.</p>
<p>I live sono infatti una delle formule principali <u>per la tua monetizzazione</u>.</p>
<p><em>Come farai a usarli come ingrediente principale della tua strategia offline, cioè quella fuori dal mondo virtuale?</em></p>
<p>Ci avete scritto in molti chiedendoci come <u>organizzare i live</u>; da parte nostra, già negli ultimi articoli, abbiamo introdotto lo spunto della creazione dell’album, il CD fisico da consegnare.</p>
<p>Oggi entreremo ancora più nel particolare, cercando di comprimere in pochissime righe quella che può essere <strong>la strategia principale</strong>.</p>
<p>Ricorda innanzitutto che fare live è anche un modo per migliorarti, per aumentare la tua capacità di scrivere delle canzoni che poi abbiano un appeal verso le persone che ti stanno seguendo.</p>
<p>Un conto, infatti, è scrivere canzoni nella cameretta, un conto è vedere <u>le reazioni</u> di chi abbiamo di fronte ai live.</p>
<p>Così facendo puoi misurarti <u>con la realtà del valore della tua musica</u>.</p>
<p>Finché non le presenti dal vivo non puoi avere neanche un’idea precisa su quella che sia l’efficacia delle tue canzoni.</p>
<h2>Come muoverti allora?</h2>
<p>In Italia la cultura live è quella che è. A differenza di altri Paesi, ci sono <u>grosse difficoltà</u> nell’aprire un mercato live nei locali.</p>
<p>È un dato di fatto, quindi non scoraggiarti se cominciano a chiederti:</p>
<ul>
<li><em>Quanta gente porti?</em></li>
<li><em>Quante consumazioni fate?</em></li>
<li><em>Quanto bevono i tuoi amici?</em></li>
</ul>
<p>Sono domande piuttosto normali, perché i locali hanno già <u>abbastanza difficoltà</u> e per loro è anche un <strong>investimento</strong> fare musica dal vivo.</p>
<p>È difficile.</p>
<p>I locali che sono specializzati nei live prendono le loro band <u>da agenzie.</u></p>
<p>Queste però non lavorano con principianti o con persone che ancora devono iniziare, ma con artisti che hanno già al loro attivo pubblico e fan.</p>
<p>Dovrai quindi <u>realizzare il tuo network di relazione</u>, di locali.</p>
<p>Torniamo sempre al discorso della <strong>ricerca dei “simili”</strong>, anche se stavolta non la devi fare <em>online</em> ma <strong><em>offline</em></strong>.</p>
<p>Devi fare <u>un percorso di ricerca</u>: dai già per scontato che è un processo che durerà qualche mese nel quale sai che dovrai fare solo ricerca.</p>
<p>Non sei Noel Gallagher che ha già le sue date.</p>
<p>Dunque, come fare?</p>
<p>Devi presentarti intanto con un EP o un LP.</p>
<p>Quindi devi organizzare <strong>una <em>release</em></strong>, un CD d’uscita con cui ti presenterai. Attraverso ciò, potrai fare un <em>level up </em>nella tua presentazione.</p>
<p>È un discorso che abbiamo già affrontato nei vari articoli: serve una produzione che sia di livello e <u>degna di nota</u>.</p>
<p>Non andare con una registrazione fatta in sala prove, perché un sacco di esercenti si lamentano che la qualità della registrazione è talmente bassa che non si capisce bene come suonano gli artisti.</p>
<p>È normale che poi ti dicano “<em>Se vuoi, vieni gratis</em>”.</p>
<p>Perché già hai trasmesso <u>un’idea poco professionale</u> di te.</p>
<p>Inoltre, è importante consegnare il materiale fisicamente: non presentarti con chiavette USB o spammando link!</p>
<p>Finirai per suonare al bar sottocasa.</p>
<p>Mi raccomando: l’EP dovrà essere il più coerente possibile con ciò che poi andrai a suonare dal vivo.</p>
<p>Se hai un EP fighissimo, ma poi vai dal vivo e ti presenti con solo chitarra e voce dopo aver fatto sentire una registrazione con centocinquantamila strumenti, è chiaro che la gente si chieda: “<em>Ma questo chi è? È un’altra band? È il cugino?</em>”.</p>
<p>Devi cercare di avere <u>coerenza</u> nella presentazione di ciò che sei è di ciò che poi andrai a suonare.</p>
<p>È un]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/importanza-live.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/importanza-live.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/83/limportanza-dei-live.mp3" length="25250358" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Tutte le “sole” che puoi prendere nel settore musicale. Come evitarle</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/la-sola-per-i-cantanti.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:10:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=81</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Oggi parleremo di un tema un po’ doloroso, ma è nostro compito metterti in allerta dalle <strong>“sòle”</strong>, come diciamo a Roma, che si possono prendere nel settore musicale.</p>
<p>Ovverosia, ti spiegheremo <u>come evitare di rimanere impantanato e demotivato</u>.</p>
<p>C’è da dire che, grazie alla <strong>costellazione di Gatti e Volpi</strong> insinuati nel mercato italiano, è davvero molto dura.</p>
<p><em>Basta un attimo per bruciarsi e non avere quindi poi più voglia di fare progetti.</em></p>
<p>Finisci per cambiare strada, demoralizzato, cercando qualcosa di più semplice, come ad esempio fare l’insegnante di canto alla scuola locale.</p>
<p><em>Come evitarlo?</em></p>
<p>Intanto devi pensare che <strong>nessuna “sola” può farti fallire</strong>. Se sei un artista e hai questa voglia, questo bisogno e hai il <u>“fuoco sacro”</u> di intraprendere questa strada, anche se avrai una fregatura non dovrai mollare.</p>
<p>Potrebbe essere una <u>scusa</u>. Come quello che giocava a calcio, ha avuto un infortunio e ha lasciato (è pieno di questi sportivi!).</p>
<p>A volte è vero, altre volte è una scusa che ci raccontiamo per non ammettere che <u>la colpa è nostra</u>, che magari ci siamo resi conto che non fosse la strada giusta per noi.</p>
<p>D’altronde pensa sempre che ne partono milioni e ne arrivano molti pochi.</p>
<p>Non devi avere quest’ossessione del successo a tutti i costi.</p>
<p>Devi cantare, comporre e fare musica per il gusto di farlo.</p>
<p>Deve essere una <u>tendenza della tua anima</u>. Devi essere vicino al tuo nucleo interno in quel momento, e stare bene.</p>
<p>Se sarà così, facilmente troverai la tua strada, ovviamente stando attento a queste cose che ti stiamo dicendo.</p>
<p>Penso che siamo i primi in Italia che stanno dicendo a muso aperto a cosa devi stare attento là fuori.</p>
<h2>L’importanza dell’indipendenza</h2>
<p>Altra cosa: è importante <strong>essere indipendenti</strong>.</p>
<p>Indipendenti soprattutto nei live – cercando di rappresentare quella che è la tua musica dal vivo – ma <u>anche pubblicando brani e video</u>.</p>
<p>Non hai necessariamente bisogno di rischiare la “sola”. Non devi per forza affidarti a realtà esterne!</p>
<p>Il potere è nella conoscenza e nelle informazioni.</p>
<p>Se sai come muoverti, <u>sei tu che decidi a quale velocità portare il progetto</u>, quanto tempo dedicarci, quanti soldi investirci sopra.</p>
<p>Puoi sempre scegliere di produrre qualcosa <em>spot</em> per il gusto di farlo, non perché è la tua strada. Con gli <em>Humana</em> funziona così: escono dei brani per il semplice gusto di farlo.</p>
<p>Però puoi anche decidere di <u>accelerare il passo</u> e fare qualcosa di diverso.</p>
<p>Sembra assurdo dirlo nel mondo di oggi, ma in questo ambito è tutto <strong>totalmente nelle tue mani</strong>.</p>
<p>A patto che tu sappia come farlo, come muoverti, senza correre dietro al Gatto e la Volpe come Pinocchio e il suo Zecchino.</p>
<h2>Attenzione alle agenzie!</h2>
<p>Invece di trovare i fenomeni da baraccone che ti promettono di portarti in radio e in TV o di farti aprire Jovanotti, sarebbe bello trovare qualcuno che ti dicesse: “<em>Dovresti fare questo e quello; lo faccio io per te</em>”.</p>
<p>Le agenzie musicali inglesi fanno questo.</p>
<p>Fai una ricerca su <em>Google</em> e cerca le agenzie di servizi per i musicisti in Inghilterra, troverai delle strutture dove vieni quasi preso e <u>portato dalla A alla Z in base alla velocità che vuoi seguire</u>.</p>
<p>Inoltre, è ammirevole la <strong>chiarezza</strong> di come in queste agenzie viene presentato il servizio.</p>
<p>Non è una casa discografica, <u>sono società di servizi</u>.</p>
<p>Dunque:</p>
<ul>
<li>Stai alla larga da tutte quelle agenzie che ti ascoltano solo quando è ora di parlare di soldi;</li>
<li>Lascia perdere tutte quelle che parlano solo di successo e così via: il complimento facile non esiste;</li>
<li>Se promettono di portarti in radio, dicendo: “<em>Ho anche portato Caio vent’anni fa, io conosco, io so</em>” … scappa a gambe levate!</li>
</ul>
<p>In radio non ci andrai, se sei un artista all’inizio è impossibile.</p>
<p>È tutto dominato da logiche di mercato! Non esiste che se sei amico di Tizio andrai da qualche parte. Non esiste!</p>
<p>È <u>una leggenda metropolitana</u>, stendici un velo pietoso sopra.</p>
<p>Esiste una logica di prodotto (ciò che suoni) e, come tutti i prodotti del mondo, deve avere un suo percorso di crescita.</p>
<h2>Quindi, come evitare le “sole”?</h2>
<p>Devi essere <u>molto chiaro</u> nel cercare di capire cosa ti danno queste persone.</p>
<p><em>Ogni quanto ti mandano i report del lavoro che fanno?</em></p>
<p>Una volta alla settimana o ogni due <u>devi voler vedere</u> cosa viene fatto.</p>
<p><em>Che referenze hanno queste persone? Con chi lavorano? Che hanno fatto prima?</em></p>
<p><u>Non cercate soltanto i <em>big</em></u>, perché, per le agenzie grosse, è facile fare il figo con un artista top.</p>
<p>Devi vedere se tra gli artisti c’è qualcuno di minore che tramite lui ha intrapreso un percorso di crescita.</p>
<p>Il più delle volte però cerchi quello che ti fa arrivare sulla Luna. E in quel caso,<strong> le sole sono assicurate</strong>.</p>
<h2>Perché in Inghilterra funziona di più?</h2>
<p>Lì <u>c’è molta più musica</u>, molto più attaccamento nei confronti di chi chiede consigli o servizi a queste agenzie.</p>
<p>Ci sono già i live, le esperienze musicali, uno stile e una personalità.</p>
<p>Non gliene frega niente di quello che promette grandi cose.</p>
<p>Sono <u>indipendenti</u>. Niente può fermare il bisogno di fare musica.</p>
<p>La sola arriva quando tu leghi troppo il tuo progetto all’idea di diventare il nuovo Valentino Rossi.</p>
<p>È dura nella musica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fai tesoro anche di questi consigli, al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Oggi parleremo di un tema un po’ doloroso, ma è nostro compito metterti in allerta dalle <strong>“sòle”</strong>, come diciamo a Roma, che si possono prendere nel settore musicale.</p>
<p>Ovverosia, ti spiegheremo <u>come evitare di rimanere impantanato e demotivato</u>.</p>
<p>C’è da dire che, grazie alla <strong>costellazione di Gatti e Volpi</strong> insinuati nel mercato italiano, è davvero molto dura.</p>
<p><em>Basta un attimo per bruciarsi e non avere quindi poi più voglia di fare progetti.</em></p>
<p>Finisci per cambiare strada, demoralizzato, cercando qualcosa di più semplice, come ad esempio fare l’insegnante di canto alla scuola locale.</p>
<p><em>Come evitarlo?</em></p>
<p>Intanto devi pensare che <strong>nessuna “sola” può farti fallire</strong>. Se sei un artista e hai questa voglia, questo bisogno e hai il <u>“fuoco sacro”</u> di intraprendere questa strada, anche se avrai una fregatura non dovrai mollare.</p>
<p>Potrebbe essere una <u>scusa</u>. Come quello che giocava a calcio, ha avuto un infortunio e ha lasciato (è pieno di questi sportivi!).</p>
<p>A volte è vero, altre volte è una scusa che ci raccontiamo per non ammettere che <u>la colpa è nostra</u>, che magari ci siamo resi conto che non fosse la strada giusta per noi.</p>
<p>D’altronde pensa sempre che ne partono milioni e ne arrivano molti pochi.</p>
<p>Non devi avere quest’ossessione del successo a tutti i costi.</p>
<p>Devi cantare, comporre e fare musica per il gusto di farlo.</p>
<p>Deve essere una <u>tendenza della tua anima</u>. Devi essere vicino al tuo nucleo interno in quel momento, e stare bene.</p>
<p>Se sarà così, facilmente troverai la tua strada, ovviamente stando attento a queste cose che ti stiamo dicendo.</p>
<p>Penso che siamo i primi in Italia che stanno dicendo a muso aperto a cosa devi stare attento là fuori.</p>
<h2>L’importanza dell’indipendenza</h2>
<p>Altra cosa: è importante <strong>essere indipendenti</strong>.</p>
<p>Indipendenti soprattutto nei live – cercando di rappresentare quella che è la tua musica dal vivo – ma <u>anche pubblicando brani e video</u>.</p>
<p>Non hai necessariamente bisogno di rischiare la “sola”. Non devi per forza affidarti a realtà esterne!</p>
<p>Il potere è nella conoscenza e nelle informazioni.</p>
<p>Se sai come muoverti, <u>sei tu che decidi a quale velocità portare il progetto</u>, quanto tempo dedicarci, quanti soldi investirci sopra.</p>
<p>Puoi sempre scegliere di produrre qualcosa <em>spot</em> per il gusto di farlo, non perché è la tua strada. Con gli <em>Humana</em> funziona così: escono dei brani per il semplice gusto di farlo.</p>
<p>Però puoi anche decidere di <u>accelerare il passo</u> e fare qualcosa di diverso.</p>
<p>Sembra assurdo dirlo nel mondo di oggi, ma in questo ambito è tutto <strong>totalmente nelle tue mani</strong>.</p>
<p>A patto che tu sappia come farlo, come muoverti, senza correre dietro al Gatto e la Volpe come Pinocchio e il suo Zecchino.</p>
<h2>Attenzione alle agenzie!</h2>
<p>Invece di trovare i fenomeni da baraccone che ti promettono di portarti in radio e in TV o di farti aprire Jovanotti, sarebbe bello trovare qualcuno che ti dicesse: “<em>Dovresti fare questo e quello; lo faccio io per te</em>”.</p>
<p>Le agenzie musicali inglesi fanno questo.</p>
<p>Fai una ricerca su <em>Google</em> e cerca le agenzie di servizi per i musicisti in Inghilterra, troverai delle strutture dove vieni quasi preso e <u>portato dalla A alla Z in base alla velocità che vuoi seguire</u>.</p>
<p>Inoltre, è ammirevole la <strong>chiarezza</strong> di come in queste agenzie viene presentato il servizio.</p>
<p>Non è una casa discografica, <u>sono società di servizi</u>.</p>
<p>Dunque:</p>
<ul>
<li>Stai alla larga da tutte quelle agenzie che ti ascoltano solo quando è ora di parlare di soldi;</li>
<li>Lascia perdere tutte quelle che parlano solo di successo e così via: il complimento facile non esiste;</li>]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Oggi parleremo di un tema un po’ doloroso, ma è nostro compito metterti in allerta dalle <strong>“sòle”</strong>, come diciamo a Roma, che si possono prendere nel settore musicale.</p>
<p>Ovverosia, ti spiegheremo <u>come evitare di rimanere impantanato e demotivato</u>.</p>
<p>C’è da dire che, grazie alla <strong>costellazione di Gatti e Volpi</strong> insinuati nel mercato italiano, è davvero molto dura.</p>
<p><em>Basta un attimo per bruciarsi e non avere quindi poi più voglia di fare progetti.</em></p>
<p>Finisci per cambiare strada, demoralizzato, cercando qualcosa di più semplice, come ad esempio fare l’insegnante di canto alla scuola locale.</p>
<p><em>Come evitarlo?</em></p>
<p>Intanto devi pensare che <strong>nessuna “sola” può farti fallire</strong>. Se sei un artista e hai questa voglia, questo bisogno e hai il <u>“fuoco sacro”</u> di intraprendere questa strada, anche se avrai una fregatura non dovrai mollare.</p>
<p>Potrebbe essere una <u>scusa</u>. Come quello che giocava a calcio, ha avuto un infortunio e ha lasciato (è pieno di questi sportivi!).</p>
<p>A volte è vero, altre volte è una scusa che ci raccontiamo per non ammettere che <u>la colpa è nostra</u>, che magari ci siamo resi conto che non fosse la strada giusta per noi.</p>
<p>D’altronde pensa sempre che ne partono milioni e ne arrivano molti pochi.</p>
<p>Non devi avere quest’ossessione del successo a tutti i costi.</p>
<p>Devi cantare, comporre e fare musica per il gusto di farlo.</p>
<p>Deve essere una <u>tendenza della tua anima</u>. Devi essere vicino al tuo nucleo interno in quel momento, e stare bene.</p>
<p>Se sarà così, facilmente troverai la tua strada, ovviamente stando attento a queste cose che ti stiamo dicendo.</p>
<p>Penso che siamo i primi in Italia che stanno dicendo a muso aperto a cosa devi stare attento là fuori.</p>
<h2>L’importanza dell’indipendenza</h2>
<p>Altra cosa: è importante <strong>essere indipendenti</strong>.</p>
<p>Indipendenti soprattutto nei live – cercando di rappresentare quella che è la tua musica dal vivo – ma <u>anche pubblicando brani e video</u>.</p>
<p>Non hai necessariamente bisogno di rischiare la “sola”. Non devi per forza affidarti a realtà esterne!</p>
<p>Il potere è nella conoscenza e nelle informazioni.</p>
<p>Se sai come muoverti, <u>sei tu che decidi a quale velocità portare il progetto</u>, quanto tempo dedicarci, quanti soldi investirci sopra.</p>
<p>Puoi sempre scegliere di produrre qualcosa <em>spot</em> per il gusto di farlo, non perché è la tua strada. Con gli <em>Humana</em> funziona così: escono dei brani per il semplice gusto di farlo.</p>
<p>Però puoi anche decidere di <u>accelerare il passo</u> e fare qualcosa di diverso.</p>
<p>Sembra assurdo dirlo nel mondo di oggi, ma in questo ambito è tutto <strong>totalmente nelle tue mani</strong>.</p>
<p>A patto che tu sappia come farlo, come muoverti, senza correre dietro al Gatto e la Volpe come Pinocchio e il suo Zecchino.</p>
<h2>Attenzione alle agenzie!</h2>
<p>Invece di trovare i fenomeni da baraccone che ti promettono di portarti in radio e in TV o di farti aprire Jovanotti, sarebbe bello trovare qualcuno che ti dicesse: “<em>Dovresti fare questo e quello; lo faccio io per te</em>”.</p>
<p>Le agenzie musicali inglesi fanno questo.</p>
<p>Fai una ricerca su <em>Google</em> e cerca le agenzie di servizi per i musicisti in Inghilterra, troverai delle strutture dove vieni quasi preso e <u>portato dalla A alla Z in base alla velocità che vuoi seguire</u>.</p>
<p>Inoltre, è ammirevole la <strong>chiarezza</strong> di come in queste agenzie viene presentato il servizio.</p>
<p>Non è una casa discografica, <u>sono società di servizi</u>.</p>
<p>Dunque:</p>
<ul>
<li>Stai alla larga da tutte quelle agenzie che ti ascoltano solo quando è ora di parlare di soldi;</li>
<li>Lascia perdere tutte quelle che parlano solo di successo e così via: il complimento facile non esiste;</li>]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/sole-musica.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/sole-musica.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/81/la-sola-per-i-cantanti.mp3" length="15607922" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>I social come arma principale per la tua promozione pt.2</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/social-media/social-per-i-cantanti-pt-2.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:05:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=96</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi continueremo il discorso iniziato nell’ultimo articolo: <strong>i social come arma fondamentale per la tua strategia di promozione</strong>.</p>
<p><u>Nella fattispecie: come gestire la promozione</u> delle tue pagine social; un argomento che avrebbe bisogno di un’intera <u>enciclopedia</u> dedicata!</p>
<p>Noi ti daremo qualche spunto e delle indicazioni, magari poi troverai informazioni aggiuntive su altri contenuti del blog.</p>
<p>Nel frattempo, però, vogliamo darti un’infarinatura su <u>come devi iniziare a muoverti</u> e, soprattutto, <u>come fare per evitare di fare errori</u>.</p>
<h2>Le pagine social</h2>
<p>Come prima cosa vediamo <strong>cosa sono le pagine social</strong>.</p>
<p><em>YouTube</em> è un social, oltre che essere un media, ma un po’ di sponda.</p>
<p>Quindi consideriamo come social più che altro:</p>
<ul>
<li><em>Facebook</em>;</li>
<li><em>Instagram</em>;</li>
<li><em>Twitter</em>.</li>
</ul>
<p>Sono tre strumenti <u>molto diversi tra loro</u> e hanno di conseguenza tante differenze da tenere in considerazione.</p>
<h2>Facebook</h2>
<p><strong><em>Facebook</em></strong> è avvertito come il <u>social più istituzionale</u>.</p>
<p>Vengono date informazioni e ha un pubblico che si serve più di un desktop o di un <em>iPad</em>: ha una sua <em><u>dashboard</u></em> (bacheca) che risulta più complessa, ad esempio, di <em>Instagram</em>.</p>
<p>Si può anche <u>scrivere molto di più</u>, e permette di dare informazioni più complete.</p>
<p>È un social che quindi viene utilizzato in <u>maniera più ufficiale</u> per comunicare notizie, eventi come date di concerti, etc.</p>
<p>Soprattutto, permette di lavorare sulle campagne e sulle sponsorizzate in maniera più precisa di tutti gli altri social.</p>
<p>Il marketing digitale che si può fare su <em>Facebook</em> è infatti <strong>molto mirato</strong>: si può cercare <u>il target preciso</u>, la zona, e così via.</p>
<p><em>Instagram </em>è un social importante e molto in voga, soprattutto per più i giovani, e questo porta molti a pensare di poter utilizzare solo questo: <strong><u>errore madornale!</u></strong></p>
<p>Devi farti entrambi: Facebook e Instagram.</p>
<p>Con <em>Facebook</em>, una volta fatta la tua pagina, attraverso le sponsorizzate – chiamate <em>Facebook Ads</em>, di cui devi approfondire il discorso – puoi andare a <u>selezionare il pubblico</u> a cui mostrare, anche con pochi soldi, i tuoi contenuti.</p>
<p>Parliamo di budget alla portata di tutti, anche solo 2/3 € al giorno ti portano a pubblico nuovo!</p>
<p>Facciamo un esempio: fai musica elettronica e vuoi entrare in contatto con tutti i fan dei Subsonica, dei Depeche Mode, dei vecchi Bluvertigo, o comunque qualunque altro gruppo che pensi possa essere affine al tuo genere.</p>
<p>Puoi quindi selezionare quel tipo pubblico e <u>specificare anche da quale parte del mondo</u> vuoi esso provenga. Solo Emilia-Romagna? Lazio? Lombardia? O tutta Italia?</p>
<p>Ovviamente sceglierai <u>in base alla tua strategia</u>: se stai cercando di iniziare e di trovare date in cui esibirti, magari parti dall’esporre le tue notizie su base locale.</p>
<p>Con gli <em>Humana</em>, la strategia di lancio di “<em>Voglio stare qua</em>” è volta alla ricerca di una nuova audience, e ha ottenuto <strong>20.000 visualizzazioni</strong> su <em>YouTube</em> in pochissimi giorni.</p>
<p>Con davvero pochissima esposizione cioè, ci sono state 20.000 persone che hanno ascoltato il brano, chi per un minuto, chi per tre, chi per due. Però qualcuno di questi magari si sarà poi collegato direttamente alla pagina.</p>
<p>Se tu hai una dashboard, puoi capire subito come stanno andando le tue promozioni.</p>
<p>Senza entrare troppo nei tecnicismi, sappi che:</p>
<p>Con due lire puoi targettizzare il tuo pubblico, arrivare a esso e portargli a orecchio e vista (se hai un buon video prodotto) la tua musica.</p>
<p>Lo abbiamo detto tante volte ma te lo ricordiamo: anni fa tutto ciò <u>non esisteva</u>.</p>
<p>Ricorda che se sei una band di Bologna e hai bisogno di crearti pubblico per andare a suonare in un locale che sta tra Modena e Rimini, <u>è inutile</u> fare sponsorizzate nel primo anno a Reggio Calabria.</p>
<p>Selezionerai il pubblico anche su base regionale e, un mese prima di uscire con l’album o la campagna del tour, cercherai di pompare il serbatoio di fan solo nella zona in cui vuoi andare a suonare.</p>
<p>Facebook quindi può essere utilizzato per andare a selezionare in maniera molto mirata il tuo target.</p>
<p>È quasi la strategia principale per partire con un nuovo pubblico, nel mondo <em>online</em>.</p>
<p><em>Offline</em> il modello principe rimane sempre il <u>live</u>; ma entrambi devono essere <strong>contemporaneamente sviluppati</strong>.</p>
<p>Ovviamente è vero che i social sono importantissimi, non scordare però che la loro caratteristica è che <u>si nutrono di contenuti continui</u>.</p>
<p>E i live sono serbatoio di questi contenuti.</p>
<p>Se hai la possibilità di avere molte date, puoi creare <em>molti eventi</em> e conseguente materiale da dare a chi ti segue su <em>Facebook</em>.</p>
<p>D’altronde: perché ti seguono su Facebook? Per avere informazioni su di te.</p>
<p>Magari ti ha visto suonare in un locale e cerca di sapere quando tornerai a suonare nella sua zona.</p>
<p>Perciò si aspetta di trovare i tuoi eventi su <em>Facebook</em>.</p>
<p>Anche i locali stessi possono avere la loro pagina e distribuire le informazioni tra i propri fan.</p>
<p>Perciò è importante che nella vita reale, durante i live, <u>tu crei contenuti</u>.</p>
<p>Suoni, anche solo chitarra e voce, e registri con la telecamerina o col telefono: poi, postala.</p>
<p>Anche se sei in sala prove con la band, anche se fai una cover!</p>
<p><strong>Sono tutti contenuti musicali. </strong></p>
<p>Non scrivere solamente post.</p>
<p>Una strategia utile è creare spesso contenuti musicali, scegliere quelli che sono i migliori e usarli per le sponsorizzate per creare nuovo pubblico. A quel punto riuscirai a portare dentro nuove persone e a proporre loro i tuoi contenuti “classici”.</p>
<h2>Instagram</h2>
<p><strong><em>Instagram</em></strong> si basa sulle foto, nasce come album fotografico quasi mondiale.</p>
<p><em>Che senso ha quindi con la musica?</em></p>
<p><u>Molto più</u> di quanto puoi immaginare!</p>
<p>Serve infatti a dare <strong>un profilo della personalità dell’artista</strong>.</p>
<p><em>Perché metti un follow a un artista?</em> Perché pensi di trovare cose <u>interessanti</u>.</p>
<p>Se lo senti suonare, ti piace la musica che fa, il modo in cui canta, i suoi testi e, perché no, magari è pure bello!, a quel punto <em>Instagram </em>può essere un modo per trovare <u>contenuti aggiuntivi</u>.</p>
<p>Anche la <u>scelta</u> che fai delle foto è un dettaglio importante della tua personalità.</p>
<p>Se metti un like su <em>Facebook</em> o segui un profilo su <em>Instagram</em>, è perché pensi che potrai trovare qualcosa di interessante che ti possa piacere.</p>
<p>È il solito discorso di ricerca di simili: per un processo di similitudine, ritrovi in quell’artista qualcuno che in certo modo ti rappresenta.</p>
<p>La vede come te.</p>
<p>Perché ti piace una canzone? <u>Perché dice delle cose che senti anche tu</u>, perché quella musica è affine a te.</p>
<p>Perché segui un artista su <em>Instagram</em>? <u>Perché è affine a te</u>, nel modo di vedere.</p>
<h2>Twitter</h2>
<p>In questa fase, <strong><em>Twitter</em></strong> è un po’ meno importante.</p>
<p>È un po’ più per giornalisti o per grandi artisti.</p>
<p><em>D’altronde, quando pensi a Twitter non ti viene subito in mente Trump?</em></p>
<p>Oppure ci sono artisti importanti, che fanno comunicazione con i milioni di persone che li seguono.</p>
<h2>I social nella “ricerca di simili”</h2>
<p>La ricerca di simili è sempre una delle nostre grandi tematiche, come avrai visto.</p>
<p><em><u>Facebook </u></em><u>ti aiuta molto in questo processo</u>, tramite le sponsorizzate e le targettizzazioni sul pubblico che è a te simile. D’altronde, i simili sono anche coloro che sono appassionati del tuo genere musicale.</p>
<p>Se suoni punk e vuoi entrare in contatto con persone che hanno un’affinità musicale con te, quello è il metodo più rapido.</p>
<p>Un paio di click, due euro ed è fatta.</p>
<p>Attenzione però: <strong>con la stessa facilità può prosciugarti il portafoglio.</strong></p>
<p>Le sponsorizzate fatte male sono deleterie: devi studiarle <u>bene</u>.</p>
<p><u>Non ci sono molte agenzie che ti aiutano in ciò</u>, o almeno non nel mondo della musica.</p>
<p>Ci sono, ma fanno marketing per aziende, e quindi è diverso, hanno un <u>budget molto più alto</u> rispetto a quello che tu potresti investire agli inizi.</p>
<p>Dovresti andare sul mercato internazionale: prendi una compagnia americana, inglese o del Nord Europa e sei a cavallo.</p>
<p>Con le agenzie italiane devi stare attento.</p>
<p>Spesso sentiamo dire: “<em>Ah sì, vado dal web master, ho un brano nuovo</em>”.</p>
<p>L’artista che va nell’agenzia web master del paese si troverà con delle sponsorizzate che <u>non portano a nulla</u>.</p>
<p>Ti troverai in mano con delle <strong><em>vanity matrics</em></strong>: ma sai quanto ti può distruggere la ricerca del numero dei <em>likes</em>?</p>
<p>Gli unici numeri a cui dovrai dar valore sono:</p>
<ul>
<li>I minuti di visualizzazione del tuo video, di fruizione della tua musica;</li>
<li>Quanta gente compra un biglietto;</li>
<li>Quanta gente ti segue se fai un tour;</li>
<li>Quanti locali ti chiamano a suonare.</li>
</ul>
<p>Lo stesso <u>vale per <em>Spotify</em></u>.</p>
<p>Quando carichi un brano attraverso un aggregatore, hai modo anche di vedere la <strong>durata dello streaming</strong>: dove, cioè, il brano <u>perde di interesse</u>.</p>
<p>La qualità non è solo il discorso di quantità di like.</p>
<p>È meglio essere un artista con solo 100 fan, se quei fan ti seguono molto.</p>
<p>Devi creare affetto nell’ascolto della tua musica.</p>
<p>È l’unica chiave che ti differenzia.</p>
<p>Realizzando alcuni video degli <em>Humana</em> ci siamo resi conto anche un’altra cosa è fondamentale: cercare sempre di ragionare sul fatto che <u>la musica è veloce</u> e che l’ascolto sulle piattaforme è nevrotico.</p>
<p>Perciò, almeno la “canzone esca” deve arrivare, creare affetto.</p>
<p>La <strong>canzone esca</strong> deve avere una bella produzione video, per farsi conoscere da un nuovo utente: deve quindi suonare bene, essere d’impatto, come lo è una canzone di Calcutta.</p>
<p>Avrai bisogno di un pezzo che spacca, perché in 30 secondi l’ascoltatore medio se ne va!</p>
<p>Sono passati i tempi dei Pink Floyd, in cui ti mettevi lì tranquillo con il vinile ad ascoltare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie dell’attenzione, al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi continueremo il discorso iniziato nell’ultimo articolo: <strong>i social come arma fondamentale per la tua strategia di promozione</strong>.</p>
<p><u>Nella fattispecie: come gestire la promozione</u> delle tue pagine social; un argomento che avrebbe bisogno di un’intera <u>enciclopedia</u> dedicata!</p>
<p>Noi ti daremo qualche spunto e delle indicazioni, magari poi troverai informazioni aggiuntive su altri contenuti del blog.</p>
<p>Nel frattempo, però, vogliamo darti un’infarinatura su <u>come devi iniziare a muoverti</u> e, soprattutto, <u>come fare per evitare di fare errori</u>.</p>
<h2>Le pagine social</h2>
<p>Come prima cosa vediamo <strong>cosa sono le pagine social</strong>.</p>
<p><em>YouTube</em> è un social, oltre che essere un media, ma un po’ di sponda.</p>
<p>Quindi consideriamo come social più che altro:</p>
<ul>
<li><em>Facebook</em>;</li>
<li><em>Instagram</em>;</li>
<li><em>Twitter</em>.</li>
</ul>
<p>Sono tre strumenti <u>molto diversi tra loro</u> e hanno di conseguenza tante differenze da tenere in considerazione.</p>
<h2>Facebook</h2>
<p><strong><em>Facebook</em></strong> è avvertito come il <u>social più istituzionale</u>.</p>
<p>Vengono date informazioni e ha un pubblico che si serve più di un desktop o di un <em>iPad</em>: ha una sua <em><u>dashboard</u></em> (bacheca) che risulta più complessa, ad esempio, di <em>Instagram</em>.</p>
<p>Si può anche <u>scrivere molto di più</u>, e permette di dare informazioni più complete.</p>
<p>È un social che quindi viene utilizzato in <u>maniera più ufficiale</u> per comunicare notizie, eventi come date di concerti, etc.</p>
<p>Soprattutto, permette di lavorare sulle campagne e sulle sponsorizzate in maniera più precisa di tutti gli altri social.</p>
<p>Il marketing digitale che si può fare su <em>Facebook</em> è infatti <strong>molto mirato</strong>: si può cercare <u>il target preciso</u>, la zona, e così via.</p>
<p><em>Instagram </em>è un social importante e molto in voga, soprattutto per più i giovani, e questo porta molti a pensare di poter utilizzare solo questo: <strong><u>errore madornale!</u></strong></p>
<p>Devi farti entrambi: Facebook e Instagram.</p>
<p>Con <em>Facebook</em>, una volta fatta la tua pagina, attraverso le sponsorizzate – chiamate <em>Facebook Ads</em>, di cui devi approfondire il discorso – puoi andare a <u>selezionare il pubblico</u> a cui mostrare, anche con pochi soldi, i tuoi contenuti.</p>
<p>Parliamo di budget alla portata di tutti, anche solo 2/3 € al giorno ti portano a pubblico nuovo!</p>
<p>Facciamo un esempio: fai musica elettronica e vuoi entrare in contatto con tutti i fan dei Subsonica, dei Depeche Mode, dei vecchi Bluvertigo, o comunque qualunque altro gruppo che pensi possa essere affine al tuo genere.</p>
<p>Puoi quindi selezionare quel tipo pubblico e <u>specificare anche da quale parte del mondo</u> vuoi esso provenga. Solo Emilia-Romagna? Lazio? Lombardia? O tutta Italia?</p>
<p>Ovviamente sceglierai <u>in base alla tua strategia</u>: se stai cercando di iniziare e di trovare date in cui esibirti, magari parti dall’esporre le tue notizie su base locale.</p>
<p>Con gli <em>Humana</em>, la strategia di lancio di “<em>Voglio stare qua</em>” è volta alla ricerca di una nuova audience, e ha ottenuto <strong>20.000 visualizzazioni</strong> su <em>YouTube</em> in pochissimi giorni.</p>
<p>Con davvero pochissima esposizione cioè, ci sono state 20.000 persone che hanno ascoltato il brano, chi per un minuto, chi per tre, chi per due. Però qualcuno di questi magari si sarà poi collegato direttamente alla pagina.</p>
<p>Se tu hai una dashboard, puoi capire subito come stanno andando le tue promozioni.</p>
<p>Senza entrare troppo nei tecnicismi, sappi che:</p>
<p>Con due lire puoi targettizzare il tuo pubblico, arrivare a esso e portargli a orecchio e vista (se hai un buon video prodotto) la tua mu]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi continueremo il discorso iniziato nell’ultimo articolo: <strong>i social come arma fondamentale per la tua strategia di promozione</strong>.</p>
<p><u>Nella fattispecie: come gestire la promozione</u> delle tue pagine social; un argomento che avrebbe bisogno di un’intera <u>enciclopedia</u> dedicata!</p>
<p>Noi ti daremo qualche spunto e delle indicazioni, magari poi troverai informazioni aggiuntive su altri contenuti del blog.</p>
<p>Nel frattempo, però, vogliamo darti un’infarinatura su <u>come devi iniziare a muoverti</u> e, soprattutto, <u>come fare per evitare di fare errori</u>.</p>
<h2>Le pagine social</h2>
<p>Come prima cosa vediamo <strong>cosa sono le pagine social</strong>.</p>
<p><em>YouTube</em> è un social, oltre che essere un media, ma un po’ di sponda.</p>
<p>Quindi consideriamo come social più che altro:</p>
<ul>
<li><em>Facebook</em>;</li>
<li><em>Instagram</em>;</li>
<li><em>Twitter</em>.</li>
</ul>
<p>Sono tre strumenti <u>molto diversi tra loro</u> e hanno di conseguenza tante differenze da tenere in considerazione.</p>
<h2>Facebook</h2>
<p><strong><em>Facebook</em></strong> è avvertito come il <u>social più istituzionale</u>.</p>
<p>Vengono date informazioni e ha un pubblico che si serve più di un desktop o di un <em>iPad</em>: ha una sua <em><u>dashboard</u></em> (bacheca) che risulta più complessa, ad esempio, di <em>Instagram</em>.</p>
<p>Si può anche <u>scrivere molto di più</u>, e permette di dare informazioni più complete.</p>
<p>È un social che quindi viene utilizzato in <u>maniera più ufficiale</u> per comunicare notizie, eventi come date di concerti, etc.</p>
<p>Soprattutto, permette di lavorare sulle campagne e sulle sponsorizzate in maniera più precisa di tutti gli altri social.</p>
<p>Il marketing digitale che si può fare su <em>Facebook</em> è infatti <strong>molto mirato</strong>: si può cercare <u>il target preciso</u>, la zona, e così via.</p>
<p><em>Instagram </em>è un social importante e molto in voga, soprattutto per più i giovani, e questo porta molti a pensare di poter utilizzare solo questo: <strong><u>errore madornale!</u></strong></p>
<p>Devi farti entrambi: Facebook e Instagram.</p>
<p>Con <em>Facebook</em>, una volta fatta la tua pagina, attraverso le sponsorizzate – chiamate <em>Facebook Ads</em>, di cui devi approfondire il discorso – puoi andare a <u>selezionare il pubblico</u> a cui mostrare, anche con pochi soldi, i tuoi contenuti.</p>
<p>Parliamo di budget alla portata di tutti, anche solo 2/3 € al giorno ti portano a pubblico nuovo!</p>
<p>Facciamo un esempio: fai musica elettronica e vuoi entrare in contatto con tutti i fan dei Subsonica, dei Depeche Mode, dei vecchi Bluvertigo, o comunque qualunque altro gruppo che pensi possa essere affine al tuo genere.</p>
<p>Puoi quindi selezionare quel tipo pubblico e <u>specificare anche da quale parte del mondo</u> vuoi esso provenga. Solo Emilia-Romagna? Lazio? Lombardia? O tutta Italia?</p>
<p>Ovviamente sceglierai <u>in base alla tua strategia</u>: se stai cercando di iniziare e di trovare date in cui esibirti, magari parti dall’esporre le tue notizie su base locale.</p>
<p>Con gli <em>Humana</em>, la strategia di lancio di “<em>Voglio stare qua</em>” è volta alla ricerca di una nuova audience, e ha ottenuto <strong>20.000 visualizzazioni</strong> su <em>YouTube</em> in pochissimi giorni.</p>
<p>Con davvero pochissima esposizione cioè, ci sono state 20.000 persone che hanno ascoltato il brano, chi per un minuto, chi per tre, chi per due. Però qualcuno di questi magari si sarà poi collegato direttamente alla pagina.</p>
<p>Se tu hai una dashboard, puoi capire subito come stanno andando le tue promozioni.</p>
<p>Senza entrare troppo nei tecnicismi, sappi che:</p>
<p>Con due lire puoi targettizzare il tuo pubblico, arrivare a esso e portargli a orecchio e vista (se hai un buon video prodotto) la tua mu]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/social-02.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/social-02.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/96/social-per-i-cantanti-pt-2.mp3" length="25438164" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>I social come arma principale per la tua promozione pt.1</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/social-media/social-per-i-cantanti-pt-1.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 06:00:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=93</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo dell’<u>arma di promozione principale</u> dei nostri anni per chi vuole avere un <strong>risultato</strong> importante lanciando il suo progetto musicale, ottenendo:</p>
<ul>
<li>Audience;</li>
<li>Pubblico;</li>
<li>Monetizzazione con i live;</li>
<li>Vendita di <em>merchandising</em>.</li>
</ul>
<p>Insomma: vivere della la propria musica.</p>
<p>In questi articoli, quindi, non poteva mancare l’arma di distruzione di massa del mercato: <strong>i social.</strong></p>
<p>Dieci anni fa tutto ciò <u>non esisteva</u>. Se facevi musica suonavi nel tuo locale e stop.</p>
<p><em>Facebook</em> non esisteva e se quindici anni fa avevi il tuo gruppetto <em>punk</em>, il massimo della tua esposizione mediatica era il localetto dove ti esibivi live, con le persone sedute attorno.</p>
<p>Finiva là: <u>dovevi suonare il più possibile</u> per farti conoscere.</p>
<p>Ed era <u>dura</u> quando avevi solo quello.</p>
<p>Oggi chi parte con un progetto, invece, ha la grandissima arma dei social a sua disposizione.</p>
<p>Prima o avevi solo i live o diventavi una star.</p>
<p>O ti passavano in radio e in tv, oppure andavi solamente ad esibirti.</p>
<p>Oggi i social permettono anche a chi non ha possibilità di andare in radio e diventare Vasco Rossi di poter avere la sua carriera, coltivare la propria nicchia di ascoltatori.</p>
<h2>L’esperienza degli Humana</h2>
<p>Gli <em>Humana </em>ad esempio hanno <u>il loro pubblico</u> che segue i loro live, e riescono a fare tutto ciò <strong>grazie ai social</strong>.</p>
<p>Nella fase iniziale non era così, ma ora hanno integrato tutte le varie strategie, facendo slalom tra i vari casini (agenzie di pakistani su <em>YouTube</em>, su <em>Facebook</em>… non puoi immaginare in quante cose sono incappati!).</p>
<p>Però poi hanno capito <u>come sfruttare bene</u> i social.</p>
<p>Sono partiti da un’operazione <em>Facebook</em>: nel 2011 o 2012 potevi mostrare nella tua pagina un tipo di contenuto diverso a chi metteva <em>like</em> rispetto a quello che facevi vedere a chi non lo metteva.</p>
<p>Se mettevi il <em>like</em> ti regalavamo il file mp3 di <em>Rock’N’Roll Robot</em>!</p>
<p>L’esperienza di Daniele nel <u>marketing</u> ha sicuramente aiutato molto nel capire come muoversi.</p>
<p><em>Sono arrivati ad avere interazioni di 400 o 500 utenti al giorno, fino ad arrivare a 11.500 nel giro di un paio di settimane.</em></p>
<p>Poi hanno tolto la possibilità del doppio contenuto e lì hanno cambiato strategia.</p>
<p>Ma il concetto è che è talmente ampio il mondo dei social che ti dà la possibilità di <strong><u>arrivare velocemente al tuo target di pubblico</u></strong>.</p>
<p>Ci puoi davvero fare un sacco di cose, usalo!</p>
<p>Per social intendiamo:</p>
<ul>
<li><em>YouTube</em> (che, attenzione, non è solo un media!);</li>
<li><em>Facebook</em>;</li>
<li><em>Instagram</em>.</li>
</ul>
<p>Magari in un articolo a parte vedremo come gestire ognuno di questi canali e le loro differenze.</p>
<h2>L’identità reale e quella virtuale</h2>
<p>Quando operi la tua strategia online sui social, devi ricordati che oggi vivi in un mondo che ha una <strong>doppia identità</strong>: quella <u>reale</u> e quella <u>virtuale</u>.</p>
<p>Da una parte c’è quella che racconti sui social, dall’altra c’è la reale.</p>
<p>Più le due realtà sono distinte e più la cosa “puzza di fake”.</p>
<p>Una realtà che non vive nei locali, nei live, nelle radio, e in tutto ciò che è <em>offline</em>, è difficile che rappresenti un mondo dorato nei social.</p>
<p><strong>Ci vuole coerenza fra i due modi di vivere.</strong></p>
<p>Ciò passa spesso da una <u>distorsione</u> che avviene anche in altri ambiti di <em>business</em>: si pensa che, se si ha <u>un prodotto da promuovere</u>, si possa andare su <em>Facebook</em> e finirla lì.</p>
<p>Questo atteggiamento porta alla fine tutti i prodotti. Figurati la musica.</p>
<p>Oggi devi ragionare come un artista che è un <u>libero professionista</u> a tutti gli effetti.</p>
<p>Se non vuoi soltanto fare l’insegnante di canto o simili, se vuoi vivere della tua musica completamente, devi fare tesoro di queste cose e applicarle.</p>
<p>È fondamentale!</p>
<p>Gli stessi social hanno bisogno di <u>contenuti</u> che trai dalla tua vita reale.</p>
<p>Se hai una pagina artista e continui a pubblicare foto in cui mangi gelato, etc., puoi risultare anche simpatico. I tuoi fan però si aspettano che parli di concerti, che metti video, che fai sentire loro qualcosa!</p>
<p>Ci sta anche che parli di carbonara e di zuppa inglese, ma non può essere la tua comunicazione di tutti i giorni: <em>le persone così si annoiano e perdono interesse</em>.</p>
<p>Quando sei sui social, sei sempre un artista. È come se fossi ancora sul palco.</p>
<p><strong>Devi curare al massimo la tua immagine.</strong></p>
<p>Devi essere <u>interessante</u> nel modo in cui scrivi, devi <u>coinvolgere</u> il pubblico, cercare di avere quello <u>stile solo tuo</u>.</p>
<p>Ci sono fenomeni che funzionano sul web ma che nella vita reale andrebbero in tutt’altro modo.</p>
<p>Cerca di creare il tuo modo di interagire e di parlare anche lanciando campagne del tipo: “<em>Che ne pensate di questo?</em>”.</p>
<p>Cerca di rendere <strong>attivo</strong> il tuo pubblico!</p>
<h2>Il mercato inglese</h2>
<p>Facciamo ancora una volta un appunto sul mercato inglese e anglosassone, che dà sempre il <em>la</em> al mondo musicale (ma non solo).</p>
<p>Le famose agenzie di servizi che aiutano l’artista a diventare una piccola impresa, hanno tra le strategie principali <strong>la cura alla pagina <em>Facebook</em></strong>.</p>
<p>Perché lì sono <u>pieni di contenuti</u> che vengono dai live.</p>
<p>Un artista è talmente impegnato a far musica che poi magari gli serve una mano a gestire la propria pagina <em>Facebook</em>, a cui magari non è proprio interessato.</p>
<p>È fondamentale, infatti, curare:</p>
<ul>
<li>Le pagine;</li>
<li>Gli orari;</li>
<li>I contenuti;</li>
<li>La selezione di foto;</li>
<li>Il tipo di fan da seguire o no;</li>
<li>Tutta quella comunicazione che deve essere sponsorizzata oppure no;</li>
<li>Tutto ciò che può incrementare le visualizzazioni…</li>
</ul>
<p>Insomma, in generale, come gestire una pagina è un capitolo che necessita di professionisti, di un’agenzia.</p>
<p>Ne parleremo a parte sicuramente.</p>
<p>L’abbiamo paragonata a un’arma perché è un ingrediente fondamentale della tua strategia che non devi assolutamente ignorare.</p>
<p>Ci vediamo alla prossima, grazie mille!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo dell’<u>arma di promozione principale</u> dei nostri anni per chi vuole avere un <strong>risultato</strong> importante lanciando il suo progetto musicale, ottenendo:</p>
<ul>
<li>Audience;</li>
<li>Pubblico;</li>
<li>Monetizzazione con i live;</li>
<li>Vendita di <em>merchandising</em>.</li>
</ul>
<p>Insomma: vivere della la propria musica.</p>
<p>In questi articoli, quindi, non poteva mancare l’arma di distruzione di massa del mercato: <strong>i social.</strong></p>
<p>Dieci anni fa tutto ciò <u>non esisteva</u>. Se facevi musica suonavi nel tuo locale e stop.</p>
<p><em>Facebook</em> non esisteva e se quindici anni fa avevi il tuo gruppetto <em>punk</em>, il massimo della tua esposizione mediatica era il localetto dove ti esibivi live, con le persone sedute attorno.</p>
<p>Finiva là: <u>dovevi suonare il più possibile</u> per farti conoscere.</p>
<p>Ed era <u>dura</u> quando avevi solo quello.</p>
<p>Oggi chi parte con un progetto, invece, ha la grandissima arma dei social a sua disposizione.</p>
<p>Prima o avevi solo i live o diventavi una star.</p>
<p>O ti passavano in radio e in tv, oppure andavi solamente ad esibirti.</p>
<p>Oggi i social permettono anche a chi non ha possibilità di andare in radio e diventare Vasco Rossi di poter avere la sua carriera, coltivare la propria nicchia di ascoltatori.</p>
<h2>L’esperienza degli Humana</h2>
<p>Gli <em>Humana </em>ad esempio hanno <u>il loro pubblico</u> che segue i loro live, e riescono a fare tutto ciò <strong>grazie ai social</strong>.</p>
<p>Nella fase iniziale non era così, ma ora hanno integrato tutte le varie strategie, facendo slalom tra i vari casini (agenzie di pakistani su <em>YouTube</em>, su <em>Facebook</em>… non puoi immaginare in quante cose sono incappati!).</p>
<p>Però poi hanno capito <u>come sfruttare bene</u> i social.</p>
<p>Sono partiti da un’operazione <em>Facebook</em>: nel 2011 o 2012 potevi mostrare nella tua pagina un tipo di contenuto diverso a chi metteva <em>like</em> rispetto a quello che facevi vedere a chi non lo metteva.</p>
<p>Se mettevi il <em>like</em> ti regalavamo il file mp3 di <em>Rock’N’Roll Robot</em>!</p>
<p>L’esperienza di Daniele nel <u>marketing</u> ha sicuramente aiutato molto nel capire come muoversi.</p>
<p><em>Sono arrivati ad avere interazioni di 400 o 500 utenti al giorno, fino ad arrivare a 11.500 nel giro di un paio di settimane.</em></p>
<p>Poi hanno tolto la possibilità del doppio contenuto e lì hanno cambiato strategia.</p>
<p>Ma il concetto è che è talmente ampio il mondo dei social che ti dà la possibilità di <strong><u>arrivare velocemente al tuo target di pubblico</u></strong>.</p>
<p>Ci puoi davvero fare un sacco di cose, usalo!</p>
<p>Per social intendiamo:</p>
<ul>
<li><em>YouTube</em> (che, attenzione, non è solo un media!);</li>
<li><em>Facebook</em>;</li>
<li><em>Instagram</em>.</li>
</ul>
<p>Magari in un articolo a parte vedremo come gestire ognuno di questi canali e le loro differenze.</p>
<h2>L’identità reale e quella virtuale</h2>
<p>Quando operi la tua strategia online sui social, devi ricordati che oggi vivi in un mondo che ha una <strong>doppia identità</strong>: quella <u>reale</u> e quella <u>virtuale</u>.</p>
<p>Da una parte c’è quella che racconti sui social, dall’altra c’è la reale.</p>
<p>Più le due realtà sono distinte e più la cosa “puzza di fake”.</p>
<p>Una realtà che non vive nei locali, nei live, nelle radio, e in tutto ciò che è <em>offline</em>, è difficile che rappresenti un mondo dorato nei social.</p>
<p><strong>Ci vuole coerenza fra i due modi di vivere.</strong></p>
<p>Ciò passa spesso da una <u>distorsione</u> che avviene anche in altri ambiti di <em>business</em>: si pensa che, se si ha <u>un prodotto da promuovere</u>, si possa andare su <em>Facebook</em> e finirla lì.</p>
<p>Questo atteggiamento porta alla fine tutti i prodotti. Figurati]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo dell’<u>arma di promozione principale</u> dei nostri anni per chi vuole avere un <strong>risultato</strong> importante lanciando il suo progetto musicale, ottenendo:</p>
<ul>
<li>Audience;</li>
<li>Pubblico;</li>
<li>Monetizzazione con i live;</li>
<li>Vendita di <em>merchandising</em>.</li>
</ul>
<p>Insomma: vivere della la propria musica.</p>
<p>In questi articoli, quindi, non poteva mancare l’arma di distruzione di massa del mercato: <strong>i social.</strong></p>
<p>Dieci anni fa tutto ciò <u>non esisteva</u>. Se facevi musica suonavi nel tuo locale e stop.</p>
<p><em>Facebook</em> non esisteva e se quindici anni fa avevi il tuo gruppetto <em>punk</em>, il massimo della tua esposizione mediatica era il localetto dove ti esibivi live, con le persone sedute attorno.</p>
<p>Finiva là: <u>dovevi suonare il più possibile</u> per farti conoscere.</p>
<p>Ed era <u>dura</u> quando avevi solo quello.</p>
<p>Oggi chi parte con un progetto, invece, ha la grandissima arma dei social a sua disposizione.</p>
<p>Prima o avevi solo i live o diventavi una star.</p>
<p>O ti passavano in radio e in tv, oppure andavi solamente ad esibirti.</p>
<p>Oggi i social permettono anche a chi non ha possibilità di andare in radio e diventare Vasco Rossi di poter avere la sua carriera, coltivare la propria nicchia di ascoltatori.</p>
<h2>L’esperienza degli Humana</h2>
<p>Gli <em>Humana </em>ad esempio hanno <u>il loro pubblico</u> che segue i loro live, e riescono a fare tutto ciò <strong>grazie ai social</strong>.</p>
<p>Nella fase iniziale non era così, ma ora hanno integrato tutte le varie strategie, facendo slalom tra i vari casini (agenzie di pakistani su <em>YouTube</em>, su <em>Facebook</em>… non puoi immaginare in quante cose sono incappati!).</p>
<p>Però poi hanno capito <u>come sfruttare bene</u> i social.</p>
<p>Sono partiti da un’operazione <em>Facebook</em>: nel 2011 o 2012 potevi mostrare nella tua pagina un tipo di contenuto diverso a chi metteva <em>like</em> rispetto a quello che facevi vedere a chi non lo metteva.</p>
<p>Se mettevi il <em>like</em> ti regalavamo il file mp3 di <em>Rock’N’Roll Robot</em>!</p>
<p>L’esperienza di Daniele nel <u>marketing</u> ha sicuramente aiutato molto nel capire come muoversi.</p>
<p><em>Sono arrivati ad avere interazioni di 400 o 500 utenti al giorno, fino ad arrivare a 11.500 nel giro di un paio di settimane.</em></p>
<p>Poi hanno tolto la possibilità del doppio contenuto e lì hanno cambiato strategia.</p>
<p>Ma il concetto è che è talmente ampio il mondo dei social che ti dà la possibilità di <strong><u>arrivare velocemente al tuo target di pubblico</u></strong>.</p>
<p>Ci puoi davvero fare un sacco di cose, usalo!</p>
<p>Per social intendiamo:</p>
<ul>
<li><em>YouTube</em> (che, attenzione, non è solo un media!);</li>
<li><em>Facebook</em>;</li>
<li><em>Instagram</em>.</li>
</ul>
<p>Magari in un articolo a parte vedremo come gestire ognuno di questi canali e le loro differenze.</p>
<h2>L’identità reale e quella virtuale</h2>
<p>Quando operi la tua strategia online sui social, devi ricordati che oggi vivi in un mondo che ha una <strong>doppia identità</strong>: quella <u>reale</u> e quella <u>virtuale</u>.</p>
<p>Da una parte c’è quella che racconti sui social, dall’altra c’è la reale.</p>
<p>Più le due realtà sono distinte e più la cosa “puzza di fake”.</p>
<p>Una realtà che non vive nei locali, nei live, nelle radio, e in tutto ciò che è <em>offline</em>, è difficile che rappresenti un mondo dorato nei social.</p>
<p><strong>Ci vuole coerenza fra i due modi di vivere.</strong></p>
<p>Ciò passa spesso da una <u>distorsione</u> che avviene anche in altri ambiti di <em>business</em>: si pensa che, se si ha <u>un prodotto da promuovere</u>, si possa andare su <em>Facebook</em> e finirla lì.</p>
<p>Questo atteggiamento porta alla fine tutti i prodotti. Figurati]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/social-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/social-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/93/social-per-i-cantanti-pt-1.mp3" length="17005534" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>I video per le tue canzoni. Tutto quello che devi sapere prima di investire un solo euro</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/video-e-immagine/video-per-le-canzoni.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:55:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=108</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema importante, già accennato varie volte, cioè la <strong>rappresentazione della tua musica</strong>.</p>
<p>La musica, prima con MTV e ora con <em>YouTube</em>, viene fruita principalmente attraverso il <strong>video</strong>.</p>
<p>Spesso si parte proprio <u>dal video</u> per arrivare poi <u>all’ascolto</u> della canzone.</p>
<p>Ovviamente, ci sono varie tipologie di entrata e conoscenza dell’artista nuovo che ci si trova davanti, ma sicuramente <u>il video è una delle cose più importanti</u>.</p>
<p>Questi, però, hanno dei <strong>pro</strong> e dei <strong>contro</strong>.</p>
<p>L’abbiamo già accennato, ma abbiamo voluto dedicarci un articolo intero perché un video <u>fatto male</u>, anche se accorpato a una canzone fantastica di un talento mostruoso, <em>è deleterio per la tua carriera</em>.</p>
<p>Ci sono video di canzoni bellissime che sembrano girati in pollai, davvero… Pensa a tutte quelle spiagge improbabili che fanno da sfondo ad artisti vestiti in maniera terrificante: hanno distrutto carriere sul nascere.</p>
<p>Video fatti bene, invece – che non significa abbiano avuto grossi investimenti, ma originalità e qualità produttiva – valorizzano e alzano l’esperienza di ascolto della canzone, impattando anche sulla parte visiva.</p>
<p>Soprattutto in un momento come questo, in cui la soglia di accesso alla tecnologia si è abbassata di molto.</p>
<p><u>Luca Bragagnolo</u>, che ha girato il videoclip di “Voglio stare qua” degli <em>Humana,</em> oltre a vantare numerose collaborazioni con artisti di spessore, dice sempre che anni fa fare video che oggi sono a prezzi abbordabili <strong>sarebbe costato dieci volte tanto</strong>.</p>
<p>In quel caso che cosa succede? Hai dovuto fare un investimento sulla produzione del video, ma le attrezzature possono avere dei costi ora <u>molto ridotti</u>.</p>
<p>Pensa sempre però che il tuo video deve avere una <u>qualità molto alta</u>, altrimenti è meglio non farlo.</p>
<h2>Il video deve rappresentarti come le canzoni</h2>
<p>Oltre ad una qualità alta, dall’altra parte serve anche una <strong>grossa originalità creativa</strong>.</p>
<p>Bisogna quindi avere <u>un’idea</u>.</p>
<p>Adesso si vedono molti <u>video in <em>playback</em></u>, probabilmente dovuti a un budget basso di investimento; vengono girati in una giornata, in cui si affitta uno studio o un’esterna, registrando lì il video.</p>
<p>Poi però si prendono dei ragazzi che non hanno mai fatto playback e, essendo magari la prima volta che fanno un video, non viene fuori bene: o perché non si è studiato a dovere il pezzo, o perché il labiale non è ben sincronizzato.</p>
<p>Bisogna fare attenzione a queste cose: <u>devi studiare a casa</u> i video in playback.</p>
<p>Anche il look: non lasciarlo al caso.</p>
<p>Sarà un <u>dettaglio</u> che rimarrà.</p>
<p>Quando qualcuno dirà: “<em>Fammi vedere che canzone ha fatto Tizio</em>”, il tuo look poi rimarrà impresso. E si farà <u>un’idea di te come artista</u> da ciò che vede nel tuo video.</p>
<p>Soprattutto se è il <strong>primo</strong> video.</p>
<p>Se questo non ti rispecchia o è fatto male, sarà difficile in seguito cambiare la percezione di un utente nei tuoi confronti di artista.</p>
<p>È quasi <u>impossibile</u>. Ti skipperanno, passando alle altre migliaia di offerte musicali esistente.</p>
<p>Altra cosa importante: <strong>l’idea</strong>.</p>
<p>Lorenzo ha prodotto per Travis Cold “Life in a Day”: questa canzone è la storia di un robottino che si stacca dal caricatore e cerca il suo padrone in giro per il mondo con l’aereo.</p>
<p>È una canzone che ha avuto anche abbastanza successo, l’hanno trasmessa perfino su <em>Radio Deejay</em>.</p>
<p><u>Si basa su un’idea originale</u>! E per girare il video si è fatto in una settimana il giro di diverse città.</p>
<p>Quel video lì ha fatto fare a Travis il contratto con la <em>Time Records</em>, che l’ha portato poi in radio.</p>
<p>È un artista che è partito su <em>YouTube</em> e ha bruciato le tappe seguendo un buon piano strategico:</p>
<ul>
<li>Si è fatto fare una buona produzione;</li>
<li>Un buon arrangiamento;</li>
<li>Si è preso un ufficio stampa.</li>
</ul>
<p>Quella canzone non sarebbe <strong><u>mai</u></strong> passata in radio se presentata da un’agenzia di promozione.</p>
<p>È passato da <em>YouTube</em> e con un buon video e ha conquistato la <em>Time</em>, che lo ha poi fatto passare su quasi tutte le radio italiane.</p>
<p>È un esempio di successo partito da <em>YouTube</em>, ma ce ne sono davvero moltissimi.</p>
<p>Tra gli ultimi c’è Young Signorino.</p>
<p>Gran parte di questi fenomeni mediatici viene dall’immagine. Dai suoi tatuaggi ad esempio!</p>
<p>Anche quella è un’idea di immagine.</p>
<p>E lo è <u>anche il balletto di Rovazzi</u> in “Andiamo a comandare”! I bambini lo rifacevano.</p>
<p>Può sembrarti una gran cavolata, ma non è così. È un’idea che ha avuto successo e che è stata replicata.</p>
<p>Ha identificato. Ed è più importante questo della telecamera a 28K, di cui non frega niente a nessuno quando ti guardano su <em>YouTube</em>.</p>
<p>Perché, anche usufruendo della telecamera più figa sul mercato, poi arriva comunque il video di <em>Taylor Swift</em> da 1.000.000 € che ti surclassa.</p>
<p>Non fare la gara a chi fa le cose più fighe del mondo! Cerca l’originalità.</p>
<p>Soprattutto <u>non demandare</u> a registi o società di promozione ciò che dovrebbe essere un tuo compito.</p>
<p>Questo non significa che puoi fare tutto da solo. Se vuoi fare <em>Mission Impossible</em> sappi già che non ci riuscirai: è <em>impossible</em>, appunto.</p>
<p><u>Ci vogliono le idee.</u></p>
<p>L’artista deve diventare <strong>soggetto attivo</strong>, muoversi come un libero professionista, lavorando in prima persona, prendendosi tutte le responsabilità e avvalendosi di strutture valide che lo ascoltino e che sviluppino con lui quel determinato progetto.</p>
<p>E questo non è facile.</p>
<p>Il consiglio fondamentale è anche, prima di concordare un video, <u>di controllare</u> se quel regista e quel <em>team</em> di persone abbiano già altri video all’attivo, verificando:</p>
<ul>
<li>Com’è girato;</li>
<li>Com’è la fotografia;</li>
<li>Com’è l’immagine.</li>
</ul>
<p>Rischi altrimenti di fare <u>un’ottima produzione musicale</u>, delle campagne aggressive sui social e nei live per creare l’audience, uscendo però con un video che ha anche una bella idea ma un’immagine e una fotografia <strong>totalmente sbagliata</strong> per il tuo personaggio. <strong><u>E lì è finita</u></strong>.</p>
<p>A quel punto, meglio non fare il video.</p>
<p>Spesso alcuni promoter, sia delle discografiche sia <em>freelance</em>, quando ad esempio portano un album alle radio o ai media per fare conoscere l’artista, dicono: “<em>Se hai il video lo mando, altrimenti facciamo anche senza</em>”.</p>
<p>Un’altra cosa: funzionano molto anche i <strong><em>lyric video</em></strong> oggigiorno.</p>
<p>Ricorda che <em>YouTube</em> è anche un <u>player</u>, spesso si ascolta la musica da lì.</p>
<p>Magari non hai i soldi per fare un video da 10.000 €, ma puoi appunto fare <u>il <em>lyric video</em> con testi</u> e immagini.</p>
<p>Una cosa molto semplice, ma che serve a generare ascolti, sfruttando <em>YouTube </em>come <em>player</em> e non per forza come serbatoio di video.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bene, direi che ti abbiamo fornito delle importanti informazioni anche oggi!</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema importante, già accennato varie volte, cioè la <strong>rappresentazione della tua musica</strong>.</p>
<p>La musica, prima con MTV e ora con <em>YouTube</em>, viene fruita principalmente attraverso il <strong>video</strong>.</p>
<p>Spesso si parte proprio <u>dal video</u> per arrivare poi <u>all’ascolto</u> della canzone.</p>
<p>Ovviamente, ci sono varie tipologie di entrata e conoscenza dell’artista nuovo che ci si trova davanti, ma sicuramente <u>il video è una delle cose più importanti</u>.</p>
<p>Questi, però, hanno dei <strong>pro</strong> e dei <strong>contro</strong>.</p>
<p>L’abbiamo già accennato, ma abbiamo voluto dedicarci un articolo intero perché un video <u>fatto male</u>, anche se accorpato a una canzone fantastica di un talento mostruoso, <em>è deleterio per la tua carriera</em>.</p>
<p>Ci sono video di canzoni bellissime che sembrano girati in pollai, davvero… Pensa a tutte quelle spiagge improbabili che fanno da sfondo ad artisti vestiti in maniera terrificante: hanno distrutto carriere sul nascere.</p>
<p>Video fatti bene, invece – che non significa abbiano avuto grossi investimenti, ma originalità e qualità produttiva – valorizzano e alzano l’esperienza di ascolto della canzone, impattando anche sulla parte visiva.</p>
<p>Soprattutto in un momento come questo, in cui la soglia di accesso alla tecnologia si è abbassata di molto.</p>
<p><u>Luca Bragagnolo</u>, che ha girato il videoclip di “Voglio stare qua” degli <em>Humana,</em> oltre a vantare numerose collaborazioni con artisti di spessore, dice sempre che anni fa fare video che oggi sono a prezzi abbordabili <strong>sarebbe costato dieci volte tanto</strong>.</p>
<p>In quel caso che cosa succede? Hai dovuto fare un investimento sulla produzione del video, ma le attrezzature possono avere dei costi ora <u>molto ridotti</u>.</p>
<p>Pensa sempre però che il tuo video deve avere una <u>qualità molto alta</u>, altrimenti è meglio non farlo.</p>
<h2>Il video deve rappresentarti come le canzoni</h2>
<p>Oltre ad una qualità alta, dall’altra parte serve anche una <strong>grossa originalità creativa</strong>.</p>
<p>Bisogna quindi avere <u>un’idea</u>.</p>
<p>Adesso si vedono molti <u>video in <em>playback</em></u>, probabilmente dovuti a un budget basso di investimento; vengono girati in una giornata, in cui si affitta uno studio o un’esterna, registrando lì il video.</p>
<p>Poi però si prendono dei ragazzi che non hanno mai fatto playback e, essendo magari la prima volta che fanno un video, non viene fuori bene: o perché non si è studiato a dovere il pezzo, o perché il labiale non è ben sincronizzato.</p>
<p>Bisogna fare attenzione a queste cose: <u>devi studiare a casa</u> i video in playback.</p>
<p>Anche il look: non lasciarlo al caso.</p>
<p>Sarà un <u>dettaglio</u> che rimarrà.</p>
<p>Quando qualcuno dirà: “<em>Fammi vedere che canzone ha fatto Tizio</em>”, il tuo look poi rimarrà impresso. E si farà <u>un’idea di te come artista</u> da ciò che vede nel tuo video.</p>
<p>Soprattutto se è il <strong>primo</strong> video.</p>
<p>Se questo non ti rispecchia o è fatto male, sarà difficile in seguito cambiare la percezione di un utente nei tuoi confronti di artista.</p>
<p>È quasi <u>impossibile</u>. Ti skipperanno, passando alle altre migliaia di offerte musicali esistente.</p>
<p>Altra cosa importante: <strong>l’idea</strong>.</p>
<p>Lorenzo ha prodotto per Travis Cold “Life in a Day”: questa canzone è la storia di un robottino che si stacca dal caricatore e cerca il suo padrone in giro per il mondo con l’aereo.</p>
<p>È una canzone che ha avuto anche abbastanza successo, l’hanno trasmessa perfino su <em>Radio Deejay</em>.</p>
<p><u>Si basa su un’idea originale</u>! E per girare il video si è fatto in una settimana il giro di diverse città.</p>
<p>Quel video lì ha fatto fare a Travis il contratto con la <em>]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema importante, già accennato varie volte, cioè la <strong>rappresentazione della tua musica</strong>.</p>
<p>La musica, prima con MTV e ora con <em>YouTube</em>, viene fruita principalmente attraverso il <strong>video</strong>.</p>
<p>Spesso si parte proprio <u>dal video</u> per arrivare poi <u>all’ascolto</u> della canzone.</p>
<p>Ovviamente, ci sono varie tipologie di entrata e conoscenza dell’artista nuovo che ci si trova davanti, ma sicuramente <u>il video è una delle cose più importanti</u>.</p>
<p>Questi, però, hanno dei <strong>pro</strong> e dei <strong>contro</strong>.</p>
<p>L’abbiamo già accennato, ma abbiamo voluto dedicarci un articolo intero perché un video <u>fatto male</u>, anche se accorpato a una canzone fantastica di un talento mostruoso, <em>è deleterio per la tua carriera</em>.</p>
<p>Ci sono video di canzoni bellissime che sembrano girati in pollai, davvero… Pensa a tutte quelle spiagge improbabili che fanno da sfondo ad artisti vestiti in maniera terrificante: hanno distrutto carriere sul nascere.</p>
<p>Video fatti bene, invece – che non significa abbiano avuto grossi investimenti, ma originalità e qualità produttiva – valorizzano e alzano l’esperienza di ascolto della canzone, impattando anche sulla parte visiva.</p>
<p>Soprattutto in un momento come questo, in cui la soglia di accesso alla tecnologia si è abbassata di molto.</p>
<p><u>Luca Bragagnolo</u>, che ha girato il videoclip di “Voglio stare qua” degli <em>Humana,</em> oltre a vantare numerose collaborazioni con artisti di spessore, dice sempre che anni fa fare video che oggi sono a prezzi abbordabili <strong>sarebbe costato dieci volte tanto</strong>.</p>
<p>In quel caso che cosa succede? Hai dovuto fare un investimento sulla produzione del video, ma le attrezzature possono avere dei costi ora <u>molto ridotti</u>.</p>
<p>Pensa sempre però che il tuo video deve avere una <u>qualità molto alta</u>, altrimenti è meglio non farlo.</p>
<h2>Il video deve rappresentarti come le canzoni</h2>
<p>Oltre ad una qualità alta, dall’altra parte serve anche una <strong>grossa originalità creativa</strong>.</p>
<p>Bisogna quindi avere <u>un’idea</u>.</p>
<p>Adesso si vedono molti <u>video in <em>playback</em></u>, probabilmente dovuti a un budget basso di investimento; vengono girati in una giornata, in cui si affitta uno studio o un’esterna, registrando lì il video.</p>
<p>Poi però si prendono dei ragazzi che non hanno mai fatto playback e, essendo magari la prima volta che fanno un video, non viene fuori bene: o perché non si è studiato a dovere il pezzo, o perché il labiale non è ben sincronizzato.</p>
<p>Bisogna fare attenzione a queste cose: <u>devi studiare a casa</u> i video in playback.</p>
<p>Anche il look: non lasciarlo al caso.</p>
<p>Sarà un <u>dettaglio</u> che rimarrà.</p>
<p>Quando qualcuno dirà: “<em>Fammi vedere che canzone ha fatto Tizio</em>”, il tuo look poi rimarrà impresso. E si farà <u>un’idea di te come artista</u> da ciò che vede nel tuo video.</p>
<p>Soprattutto se è il <strong>primo</strong> video.</p>
<p>Se questo non ti rispecchia o è fatto male, sarà difficile in seguito cambiare la percezione di un utente nei tuoi confronti di artista.</p>
<p>È quasi <u>impossibile</u>. Ti skipperanno, passando alle altre migliaia di offerte musicali esistente.</p>
<p>Altra cosa importante: <strong>l’idea</strong>.</p>
<p>Lorenzo ha prodotto per Travis Cold “Life in a Day”: questa canzone è la storia di un robottino che si stacca dal caricatore e cerca il suo padrone in giro per il mondo con l’aereo.</p>
<p>È una canzone che ha avuto anche abbastanza successo, l’hanno trasmessa perfino su <em>Radio Deejay</em>.</p>
<p><u>Si basa su un’idea originale</u>! E per girare il video si è fatto in una settimana il giro di diverse città.</p>
<p>Quel video lì ha fatto fare a Travis il contratto con la <em>]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/video-canzoni.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/video-canzoni.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/108/video-per-le-canzoni.mp3" length="17934712" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>La produzione musicale</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/musica/la-produzione-musicale.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:50:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=78</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto a questo nuovo video di Music Caffeina. Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di produzione musicale, un argomento gigantesco e importante, che vede Lorenzo in cattedra. È importante capire, per chi è utente e consumatore del servizio musicale, che quando si inizia a voler portare il proprio progetto a un livello superiore si passa obbligatoriamente dall’arrangiamento e dalla produzione musicale, che va di pari passo. Di base ci sono alcune regole da parte dell’artista [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto a questo nuovo video di Music Caffeina. Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di produzione musicale, un argomento gigantesco e importante, che vede Lorenzo in cattedra. È importante capire, per chi è utente e c]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo video di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di <strong>produzione musicale</strong>, un argomento gigantesco e importante, che vede Lorenzo in cattedra.</p>
<p>È importante capire, per chi è utente e consumatore del servizio musicale, che quando si inizia a voler portare il proprio progetto a un livello superiore <u>si passa obbligatoriamente dall’arrangiamento e dalla produzione musicale</u>, che va di pari passo.</p>
<p>Di base ci sono alcune regole da parte dell’artista sulla scelta del <u>giusto produttore</u>, che devono seguire alcuni concetti tra cui il <em>feeling</em>.</p>
<p>Vediamo quindi qual è l’esperienza di Lorenzo come produttore musicale, che spazia dagli anni Novanta in poi, con nomi importanti e artisti esordienti.</p>
<h2>L’esperienza di Lorenzo Sebastiani</h2>
<p>Un produttore musicale è, innanzitutto, <strong>a sua volta un artista</strong>, quindi ha una componente tecnica che riguarda il sapere le cose e la conoscenza della materia musicale a cui si aggiunge una componente creativa.</p>
<p>Mettere insieme due artisti, quindi, non è per niente semplice.</p>
<p>Il rapporto tra artista e produttore è, di conseguenza, <u>molto particolare</u>. Da una parte è molto <strong>intenso</strong>, perché hai a che fare con l’arte, con la creatività, e quindi a volte si può litigare.</p>
<p>Non è semplice: sono pur sempre due componenti artistiche che devono incontrarsi e andare d’accordo musicalmente.</p>
<p>Ci vuole prima di tutto una <strong>stima musicale e artistica</strong>, non fatta solo di note, ma anche di <u>come si sentono le cose</u>, di come ci si interfacci musicalmente al proprio mondo.</p>
<p>Io nella mia attività cerco di <u>selezionare</u>, perché non è una vendita di bulloni: è un lavoro che faccio e che mi deve ispirare.</p>
<p>La parte della produzione è da una parte musica, dall’altra si tratta di trovare delle idee che possano <u>valorizzare la tua canzone</u>, migliorarla per portarla a un buon target.</p>
<p>Ti consiglio quindi innanzitutto di <strong>ascoltare</strong>: se inizi oggi, hai un’idea che è <u>un’assimilazione</u> di ciò che ti piace, ma <u>non hai uno storico</u>. Per cui non puoi dire di rendere meglio in un modo piuttosto che in un altro.</p>
<p>Perciò, se vai da un produttore che fa quel mestiere, prima di imporre la tua idea, cerca di ascoltare ciò che ti viene suggerito.</p>
<p>D’altra parte, è importante avere una propria <strong>identità artistica</strong>.</p>
<p>Se arrivi da un produttore avendo solo scritto una canzoncina, un testo, non hai veramente una visione di quello che può essere la tua musica, la tua arte.</p>
<p>In quel caso, dunque, ti potrà andar bene una chitarra, un basso o un <em>synth</em>: è uguale, l’importante è che si senta il tuo testo e che la voce venga rappresentata in maniera ottimale.</p>
<p><u>Invece no!</u></p>
<p>Avere un’idea a priori di ciò che è il tuo stile è importante, ovviamente nei limiti di ciò che poi si deve integrare con il confronto col produttore.</p>
<h2>Prodursi autonomamente?</h2>
<p>Tanti artisti oggi pensano di prodursi da soli, col computer, grazie all’abbassamento di quella che è la soglia tecnologica.</p>
<p>Lorenzo ha tenuto anche un corso a riguardo, sul suo sito.</p>
<p>Dunque, quanta valenza ha questa concezione della produzione musicale fatta da sola in un progetto che <u>non deve rimanere fermo, ma che vuole essere a lunga scadenza per l’artista?</u></p>
<p><em>Meglio farla in coppia, tu e un altro artista con cui coesisti, oppure ha senso farlo da soli?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>La risposta è che gli artisti che riescono a prodursi da soli non esistono.</p>
<p>Sono pochissimi e <u>sono dei geni</u>.</p>
<p>Chi riesce è difficile che produca da solo qualcosa di davvero interessante.</p>
<p>Hai sempre bisogno di una mano, di una <strong>spalla artistica</strong>.</p>
<p>Ma non solo dal punto di vista musicale, anche solo come <u>consiglio</u>.</p>
<p>Perché se scrivi canzoni, <u>per te sono tutte belle</u>.</p>
<p>Come dicono a Napoli, d’altronde: “<em>Ogni scarrafone è bello a mamma sua!</em>”.</p>
<p>Devi riuscire a capire <u>dove sei</u>, <u>cosa fai</u>.</p>
<p>Può essere più o meno giusto, ti possono far notare che in un certo punto magari stai annoiando, o trovare un modo migliore per esprimere una cosa.</p>
<p>Ti cambia molto, perché è un <strong>confronto</strong> su un tema strettamente personale che tu <u>non riesci a guardare oggettivamente</u>, essendo dentro di te.</p>
<p>Hai bisogno di questo.</p>
<p>È come il pugile che ha bisogno del suo <em>coach</em>, o qualsiasi altro sport che necessita del suo allenatore.</p>
<p>Hai bisogno di qualcuno che tiri fuori ciò che sei, a volte anche bastonandoti o dandoti molto lavoro da fare!</p>
<p>Da fuori infatti è molto più semplice vedere tutto oggettivamente.</p>
<p>Tu già fai moltissima fatica a cercare di migliorare quelli che sono i tuoi limiti, non hai modo di vedere come un altro riesce ad ascoltarti.</p>
<p>Anche per quelle che sono le nostre esperienze personali e di molti altri artisti, si può dire che spesso si arriva a un punto in cui è necessario un produttore musicale, in cui non c’è nessun tipo di dubbio a riguardo.</p>
<p>È tutto un altro mondo. Magari la canzone che fai in quel momento ha una valenza e può portare a <u>un’emozione</u>, a un risultato; fatta con un produttore con cui hai un buon feeling ne ottiene <u>totalmente un altro</u>.</p>
<p><em> </em></p>
<p><em><strong>Non sei oggettivo quando fai le cose.</strong></em></p>
<p>È molto raro.</p>
<p>Anche quando hai un’esperienza importante alle spalle, con tanti dischi, è veramente complicato.</p>
<p>Non ce la fai, <u>arrivi fino a un certo punto</u>.</p>
<p>Anche perché non puoi essere bravo a fare tutto.</p>
<p>Magari sei bravo a scrivere, a cantare, e pure ad arrangiare. Ma magari non riesci a mixare bene come può farlo un altro.</p>
<p>Anche solo a livello di <u>attrezzature</u>; puoi avere le tue cose, ma quando vai in uno studio vero e proprio tutto acquista un valore totalmente diverso.</p>
<p>Anche l’approccio che hai avendo delle macchine diverse cambia.</p>
<p>Inoltre, non sottovalutare il fatto che quando fai esperienze diverse di questo tipo ti <strong>arricchisci</strong>, perché ti stai aprendo al mondo.</p>
<p>Quando ti chiudi, invece, non ti stai arricchendo, sei nella tua cameretta e fai tutto da solo.</p>
<p>È importante, inoltre, che <u>ti confronti con i professionisti</u> che fanno di tutto ciò un vero e proprio lavoro.</p>
<h2>Oggi viviamo di generi diversi. Qual è la differenza tra uno e l’altro?</h2>
<p>Nella <strong>creazione</strong> e nella <strong>gestione</strong>.</p>
<p>Se consideri una canzone rap o un brano di Bocelli, hanno due sviluppi <u>completamente diversi</u>.</p>
<p>Da una parte quello di Bocelli pensi sia scritto al pianoforte, con la voce e pensando a una certa atmosfera, dall’altra invece si parte con un <em>beat</em> e con una serie di rime che vengono in mente.</p>
<p>Sono due mondi in cui <u>anche gli strumenti hanno due valenze diverse</u>, pensa come può essere differente la batteria per la ritmica!</p>
<p>È ovvio che il produttore che si ritrova a fare Bocelli <u>ha un’attitudine più classica</u>.</p>
<p>Anche se non è detto, perché potrebbe aver fatto anche del rock.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Esistono produttori e produttori. È importante che uno riesca anche a capire quale scegliere.</p>
<p>Devi avere un buon feeling con il produttore. <u>È sempre un gioco di squadra</u> e non una vendita di bulloni.</p>
<p>Come dicevamo anche negli altri articoli,<em> il processo è una ricerca di “simili”.</em></p>
<p>Stai cercando di trovare delle persone che ti aiutino a creare <strong>un tuo mondo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi la ricerca dei simili vale anche per i collaboratori, per chi progetta e produce con te la musica.</p>
<p>Lorenzo ha conosciuto molti artisti, anche molto famosi, e ti può assicurare che la maggior parte di questi <u>hanno lo stesso team</u> da quando hanno iniziato.</p>
<p>Hanno cambiato pochissime persone.</p>
<p>Perché alla fine non è facile trovare le persone che ragionano, sentono, e vedono le cose come te.</p>
<p>Non in simbiosi, non ti devono dar ragione: gli <em>yes men</em> non servono a niente.</p>
<p>Però devono essere sulla <strong>tua stessa lunghezza d’onda</strong>.</p>
<p>E questo non è affatto scontato.</p>
<h2>Il consiglio di oggi</h2>
<p>Possiamo quindi solo darti ancora una volta un consiglio fondamentale per la tua carriera:</p>
<p>Investi tempo nella creazione della tua squadra e nel rapporto con il produttore. Non sottovalutare questo aspetto.</p>
<p>Ovviamente un conto è che tu voglia suonare tanto per, facendo qualche comparsata nei locali cittadini, ma è tutt’altra cosa se tu vuoi intraprendere un progetto che ti permetta di fare della musica <strong>la tua professione</strong>.</p>
<p>In quel caso hai bisogno di investire tempo per trovare e creare il giusto team.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo video di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di <strong>produzione musicale</strong>, un argomento gigantesco e importante, che vede Lorenzo in cattedra.</p>
<p>È importante capire, per chi è utente e consumatore del servizio musicale, che quando si inizia a voler portare il proprio progetto a un livello superiore <u>si passa obbligatoriamente dall’arrangiamento e dalla produzione musicale</u>, che va di pari passo.</p>
<p>Di base ci sono alcune regole da parte dell’artista sulla scelta del <u>giusto produttore</u>, che devono seguire alcuni concetti tra cui il <em>feeling</em>.</p>
<p>Vediamo quindi qual è l’esperienza di Lorenzo come produttore musicale, che spazia dagli anni Novanta in poi, con nomi importanti e artisti esordienti.</p>
<h2>L’esperienza di Lorenzo Sebastiani</h2>
<p>Un produttore musicale è, innanzitutto, <strong>a sua volta un artista</strong>, quindi ha una componente tecnica che riguarda il sapere le cose e la conoscenza della materia musicale a cui si aggiunge una componente creativa.</p>
<p>Mettere insieme due artisti, quindi, non è per niente semplice.</p>
<p>Il rapporto tra artista e produttore è, di conseguenza, <u>molto particolare</u>. Da una parte è molto <strong>intenso</strong>, perché hai a che fare con l’arte, con la creatività, e quindi a volte si può litigare.</p>
<p>Non è semplice: sono pur sempre due componenti artistiche che devono incontrarsi e andare d’accordo musicalmente.</p>
<p>Ci vuole prima di tutto una <strong>stima musicale e artistica</strong>, non fatta solo di note, ma anche di <u>come si sentono le cose</u>, di come ci si interfacci musicalmente al proprio mondo.</p>
<p>Io nella mia attività cerco di <u>selezionare</u>, perché non è una vendita di bulloni: è un lavoro che faccio e che mi deve ispirare.</p>
<p>La parte della produzione è da una parte musica, dall’altra si tratta di trovare delle idee che possano <u>valorizzare la tua canzone</u>, migliorarla per portarla a un buon target.</p>
<p>Ti consiglio quindi innanzitutto di <strong>ascoltare</strong>: se inizi oggi, hai un’idea che è <u>un’assimilazione</u> di ciò che ti piace, ma <u>non hai uno storico</u>. Per cui non puoi dire di rendere meglio in un modo piuttosto che in un altro.</p>
<p>Perciò, se vai da un produttore che fa quel mestiere, prima di imporre la tua idea, cerca di ascoltare ciò che ti viene suggerito.</p>
<p>D’altra parte, è importante avere una propria <strong>identità artistica</strong>.</p>
<p>Se arrivi da un produttore avendo solo scritto una canzoncina, un testo, non hai veramente una visione di quello che può essere la tua musica, la tua arte.</p>
<p>In quel caso, dunque, ti potrà andar bene una chitarra, un basso o un <em>synth</em>: è uguale, l’importante è che si senta il tuo testo e che la voce venga rappresentata in maniera ottimale.</p>
<p><u>Invece no!</u></p>
<p>Avere un’idea a priori di ciò che è il tuo stile è importante, ovviamente nei limiti di ciò che poi si deve integrare con il confronto col produttore.</p>
<h2>Prodursi autonomamente?</h2>
<p>Tanti artisti oggi pensano di prodursi da soli, col computer, grazie all’abbassamento di quella che è la soglia tecnologica.</p>
<p>Lorenzo ha tenuto anche un corso a riguardo, sul suo sito.</p>
<p>Dunque, quanta valenza ha questa concezione della produzione musicale fatta da sola in un progetto che <u>non deve rimanere fermo, ma che vuole essere a lunga scadenza per l’artista?</u></p>
<p><em>Meglio farla in coppia, tu e un altro artista con cui coesisti, oppure ha senso farlo da soli?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>La risposta è che gli artisti che riescono a prodursi da soli non esistono.</p>
<p>Sono pochissimi e <u>sono dei geni</u>.</p>
<p>Chi riesce è difficile che produca da solo qualcosa di davvero interessante.</p>
<p>Hai sempre bisogno di una mano, di una <strong>spalla artistica</strong>.</p>
<p>Ma non solo dal punto di vista musicale, anc]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo video di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di <strong>produzione musicale</strong>, un argomento gigantesco e importante, che vede Lorenzo in cattedra.</p>
<p>È importante capire, per chi è utente e consumatore del servizio musicale, che quando si inizia a voler portare il proprio progetto a un livello superiore <u>si passa obbligatoriamente dall’arrangiamento e dalla produzione musicale</u>, che va di pari passo.</p>
<p>Di base ci sono alcune regole da parte dell’artista sulla scelta del <u>giusto produttore</u>, che devono seguire alcuni concetti tra cui il <em>feeling</em>.</p>
<p>Vediamo quindi qual è l’esperienza di Lorenzo come produttore musicale, che spazia dagli anni Novanta in poi, con nomi importanti e artisti esordienti.</p>
<h2>L’esperienza di Lorenzo Sebastiani</h2>
<p>Un produttore musicale è, innanzitutto, <strong>a sua volta un artista</strong>, quindi ha una componente tecnica che riguarda il sapere le cose e la conoscenza della materia musicale a cui si aggiunge una componente creativa.</p>
<p>Mettere insieme due artisti, quindi, non è per niente semplice.</p>
<p>Il rapporto tra artista e produttore è, di conseguenza, <u>molto particolare</u>. Da una parte è molto <strong>intenso</strong>, perché hai a che fare con l’arte, con la creatività, e quindi a volte si può litigare.</p>
<p>Non è semplice: sono pur sempre due componenti artistiche che devono incontrarsi e andare d’accordo musicalmente.</p>
<p>Ci vuole prima di tutto una <strong>stima musicale e artistica</strong>, non fatta solo di note, ma anche di <u>come si sentono le cose</u>, di come ci si interfacci musicalmente al proprio mondo.</p>
<p>Io nella mia attività cerco di <u>selezionare</u>, perché non è una vendita di bulloni: è un lavoro che faccio e che mi deve ispirare.</p>
<p>La parte della produzione è da una parte musica, dall’altra si tratta di trovare delle idee che possano <u>valorizzare la tua canzone</u>, migliorarla per portarla a un buon target.</p>
<p>Ti consiglio quindi innanzitutto di <strong>ascoltare</strong>: se inizi oggi, hai un’idea che è <u>un’assimilazione</u> di ciò che ti piace, ma <u>non hai uno storico</u>. Per cui non puoi dire di rendere meglio in un modo piuttosto che in un altro.</p>
<p>Perciò, se vai da un produttore che fa quel mestiere, prima di imporre la tua idea, cerca di ascoltare ciò che ti viene suggerito.</p>
<p>D’altra parte, è importante avere una propria <strong>identità artistica</strong>.</p>
<p>Se arrivi da un produttore avendo solo scritto una canzoncina, un testo, non hai veramente una visione di quello che può essere la tua musica, la tua arte.</p>
<p>In quel caso, dunque, ti potrà andar bene una chitarra, un basso o un <em>synth</em>: è uguale, l’importante è che si senta il tuo testo e che la voce venga rappresentata in maniera ottimale.</p>
<p><u>Invece no!</u></p>
<p>Avere un’idea a priori di ciò che è il tuo stile è importante, ovviamente nei limiti di ciò che poi si deve integrare con il confronto col produttore.</p>
<h2>Prodursi autonomamente?</h2>
<p>Tanti artisti oggi pensano di prodursi da soli, col computer, grazie all’abbassamento di quella che è la soglia tecnologica.</p>
<p>Lorenzo ha tenuto anche un corso a riguardo, sul suo sito.</p>
<p>Dunque, quanta valenza ha questa concezione della produzione musicale fatta da sola in un progetto che <u>non deve rimanere fermo, ma che vuole essere a lunga scadenza per l’artista?</u></p>
<p><em>Meglio farla in coppia, tu e un altro artista con cui coesisti, oppure ha senso farlo da soli?</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>La risposta è che gli artisti che riescono a prodursi da soli non esistono.</p>
<p>Sono pochissimi e <u>sono dei geni</u>.</p>
<p>Chi riesce è difficile che produca da solo qualcosa di davvero interessante.</p>
<p>Hai sempre bisogno di una mano, di una <strong>spalla artistica</strong>.</p>
<p>Ma non solo dal punto di vista musicale, anc]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/produzione-musicale-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/produzione-musicale-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/78/la-produzione-musicale.mp3" length="21369388" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>L’importanza di un buon arrangiamento musicale</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/musica/limportanza-dellarrangiamento.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:45:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=85</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi proseguiremo il discorso dell’articolo precedente, perché parleremo <strong>dell’importanza di avere un buon arrangiamento</strong>.</p>
<p>Abbiamo parlato della valorizzazione del progetto musicale, quindi è importante comprendere ora, dopo aver capito la differenza tra arrangiamento e produzione:</p>
<p>Quanto è importante l’arrangiamento oggi?</p>
<p>Soprattutto capire <u>qual è la differenza con il mondo musicale di ieri</u>, per comprendere quanto effettivamente sia importante avere un brano con un arrangiamento che <u>si distingua </u>dal punto di vista <u>qualitativo</u>.</p>
<p>È davvero essenziale.</p>
<p>Prima però devi capire <strong>che cos’è un “buon arrangiamento”</strong>.</p>
<p>Un arrangiamento è buono quando riesce ad esaltare il brano e l’artista, dandogli un’identità.</p>
<p>È una parte della produzione, <u>la parte musicale di essa</u>. Potrai avere un buon arrangiamento ma una scarsissima produzione per com’è suonato, registrato o mixato.</p>
<p>La parte della produzione più <u>tecnica</u> è quella relativa al <u>suono</u>.</p>
<p>La parte <u>musicale</u> (ciò che fanno chitarra e basso in quel determinato punto, quale parte stai cantando e quali note, con quale intervallo) è invece <u>l’arrangiamento</u>.</p>
<p>Come Lorenzo spiega anche nel suo sito, l’arrangiamento ha <strong>tre valori fondamentali</strong>:</p>
<ul>
<li>La stesura;</li>
<li>La tonalità;</li>
<li>La velocità.</li>
</ul>
<p>Se prendi lo stesso brano e lo suoni a <u>un’altra velocità</u>, hai una resa <u>totalmente diversa</u>.</p>
<p>La stessa cosa capita se canti in un’altra tonalità, che magari ti è scomoda sia come voci sia come strumenti.</p>
<p>Ma anche la stesura può far diventare “noioso” il brano.</p>
<p>L’arrangiamento, quindi, ha bisogno di tutte queste piccole accortezze.</p>
<p>Prima di andare a lavorare nello specifico sul discorso musicale di batteria, basso e dei vari strumenti, è però importante ragionare bene su questi tre fattori:<strong> stesura, tonalità, velocità</strong>.</p>
<p>Dovete diventare dei maniaci di queste tre cose!</p>
<p>Finché il brano non suona bene in queste tre componenti, non potrai mettere nemmeno una nota di ciò che serve dopo.</p>
<p>Già il brano con solo chitarra/pianoforte e voce deve suonare bene.</p>
<h2>Ma come funziona?</h2>
<p><em>Tu magari hai iniziato, hai le tue canzoni pronte, come puoi migliorarle anche di dieci volte?</em></p>
<p><em>Devi scegliere un arrangiatore?</em></p>
<p>Un po’ è importante che <strong>vada avanti anche tu.</strong> Sia che tu abbia materiale da costruire, carta bianca, o che ci sia già una tua identità formata.</p>
<p>Ma puoi avere un’identità anche nella scrittura, che magari ti porta in automatico a quella che è <u>la tua natura</u>.</p>
<p>Molte volte non è nemmeno questione di tematiche affrontate: spesso <u>anche le modalità di canto</u> possono ispirare particolarmente un arrangiatore.</p>
<p>Poi ci sono diverse tecniche, perché il mondo della produzione e dell’arrangiamento è cambiato molto.</p>
<p>Una volta funzionava così: scrivevi pianoforte e voce, e l’arrangiatore, che aveva un serbatoio di suoni dell’orchestra classica, scriveva per gli altri strumenti.</p>
<p><strong>Oggi gli strumenti elettronici ci hanno portato a una realizzazione dell’arrangiamento al contrario.</strong></p>
<p>Ad esempio, nella trap o nel rap, si crea <u>prima l’arrangiamento</u> e poi la struttura.</p>
<p>Molto spesso <u>si parte da una base</u> – ciò che è considerato il <em>beat</em> – o da un mondo musicale che ti può ispirare, ma le due cose possono anche nascere insieme.</p>
<p>Tuttavia, <strong>non c’è uno schema preciso</strong>. Non si parte dalla musica per finire al suono. Si parte prima dal suono, e poi si arriva al testo.</p>
<p>Quindi: crea il tuo brano nel modo più accurato possibile, poi non proseguire finché un arrangiatore di un certo livello non possa metterci le mani sopra, indicandoti e indirizzandoti, con una consulenza.</p>
<h2>Come scegliere l’arrangiatore?</h2>
<p>Non farti prendere in giro da quelle che possono essere scelte di vanità.</p>
<p>Non scegliere l’arrangiatore perché ha curato le canzoni di un qualche artista famoso che ti piace.</p>
<p><strong>Devi sentire un feeling di base.</strong></p>
<p>Non è tanto l’approccio musicale che ti cambia, ma quello delle scelte che puoi fare in tanti altri aspetti.</p>
<p>L’arrangiamento è anche <u>un modo per conoscersi</u>.</p>
<p>Noi due siamo diventati amici lavorando insieme.</p>
<p>Sentendo un feeling, abbiamo iniziato a proseguire nei nostri progetti.</p>
<p>Tutto questo è nato perché Daniele cercava un arrangiatore.</p>
<p>Cerca quindi di capire anche fra le righe, quando scegli l’arrangiatore:</p>
<ul>
<li><em>Chi è?</em></li>
<li><em>Cosa vuole da te?</em></li>
<li><em>È interessato solo ai soldi?</em></li>
</ul>
<p>In questo contesto subentra nuovamente <u>il concetto di squadra</u> di cui ti abbiamo già parlato in altri articoli.</p>
<p>La musica è sempre e comunque un gioco di squadra.</p>
<p>Non esiste il “<em>one man show”</em>, non c’è nessun artista che può farlo. Anche i Beatles collaboravano con George Martin!</p>
<p>Perciò fidati: serve l’arrangiatore, come tutte le altre figure di cui ti stiamo piano piano parlando.</p>
<p>È un ruolo fondamentale.</p>
<p>Il feeling che puoi creare con un arrangiatore è davvero importante: da una parte potrai migliorarti il più possibile, dall’altra il tuo arrangiamento sarà coerente con la scrittura.</p>
<p>Deve esaltare e non snaturare ciò che sei.</p>
<p>Spesso molti artisti <u>hanno paura di snaturare</u> ciò che hanno in testa.</p>
<p>Magari hanno una sensazione di ciò che deve comunicare il suono, anche se non sanno dirlo esplicitamente con “<em>Lì serve questo giro di basso, questo riff di batteria</em>”.</p>
<p>In questi casi devi <u>sentirti in sintonia</u> con l’arrangiatore, sentire l’empatia con l’altro.</p>
<p>Un approccio come: “<em>Vado dall’arrangiatore super figo che ha fatto il disco di Cristiano Ronaldo</em>” non è detto che sia produttivo.</p>
<p><em>Chi ti dice che ti tratterà come ha trattato Cristiano Ronaldo?</em></p>
<p>Ricordati poi anche che con lo <em>streaming</em> – <em>Spotify</em>, come tutte le altre piattaforme di questo tipo – se sei in una playlist in cui prima di te c’è Justin Timberlake, è necessario che il tuo prodotto suoni in un certo modo!</p>
<p><em>Sei in riferimento con altri artisti che sono molto più avanti di te, su un livello diverso.</em></p>
<p>Per l’ascoltatore, però, in quel momento <u>è uguale</u>!</p>
<p>Non farà la differenza tra la canzone prima e quella dopo.</p>
<p>Se sei in un locale e stai parlando con un’altra persona – con in sottofondo una playlist – sentendo che passa un brano di un artista famoso e poi quello di uno meno famoso, comunque <strong>li percepirai su uno stesso piano</strong>.</p>
<p>Devi fare in modo che il campionato in cui giocate sia lo stesso!</p>
<p>Ciò <u>vale anche per le radio</u>, dove sei in mezzo ad altri artisti e devi perciò reggere un certo standard.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie per aver seguito con noi questa bella lezione sull’arrangiamento!</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi proseguiremo il discorso dell’articolo precedente, perché parleremo <strong>dell’importanza di avere un buon arrangiamento</strong>.</p>
<p>Abbiamo parlato della valorizzazione del progetto musicale, quindi è importante comprendere ora, dopo aver capito la differenza tra arrangiamento e produzione:</p>
<p>Quanto è importante l’arrangiamento oggi?</p>
<p>Soprattutto capire <u>qual è la differenza con il mondo musicale di ieri</u>, per comprendere quanto effettivamente sia importante avere un brano con un arrangiamento che <u>si distingua </u>dal punto di vista <u>qualitativo</u>.</p>
<p>È davvero essenziale.</p>
<p>Prima però devi capire <strong>che cos’è un “buon arrangiamento”</strong>.</p>
<p>Un arrangiamento è buono quando riesce ad esaltare il brano e l’artista, dandogli un’identità.</p>
<p>È una parte della produzione, <u>la parte musicale di essa</u>. Potrai avere un buon arrangiamento ma una scarsissima produzione per com’è suonato, registrato o mixato.</p>
<p>La parte della produzione più <u>tecnica</u> è quella relativa al <u>suono</u>.</p>
<p>La parte <u>musicale</u> (ciò che fanno chitarra e basso in quel determinato punto, quale parte stai cantando e quali note, con quale intervallo) è invece <u>l’arrangiamento</u>.</p>
<p>Come Lorenzo spiega anche nel suo sito, l’arrangiamento ha <strong>tre valori fondamentali</strong>:</p>
<ul>
<li>La stesura;</li>
<li>La tonalità;</li>
<li>La velocità.</li>
</ul>
<p>Se prendi lo stesso brano e lo suoni a <u>un’altra velocità</u>, hai una resa <u>totalmente diversa</u>.</p>
<p>La stessa cosa capita se canti in un’altra tonalità, che magari ti è scomoda sia come voci sia come strumenti.</p>
<p>Ma anche la stesura può far diventare “noioso” il brano.</p>
<p>L’arrangiamento, quindi, ha bisogno di tutte queste piccole accortezze.</p>
<p>Prima di andare a lavorare nello specifico sul discorso musicale di batteria, basso e dei vari strumenti, è però importante ragionare bene su questi tre fattori:<strong> stesura, tonalità, velocità</strong>.</p>
<p>Dovete diventare dei maniaci di queste tre cose!</p>
<p>Finché il brano non suona bene in queste tre componenti, non potrai mettere nemmeno una nota di ciò che serve dopo.</p>
<p>Già il brano con solo chitarra/pianoforte e voce deve suonare bene.</p>
<h2>Ma come funziona?</h2>
<p><em>Tu magari hai iniziato, hai le tue canzoni pronte, come puoi migliorarle anche di dieci volte?</em></p>
<p><em>Devi scegliere un arrangiatore?</em></p>
<p>Un po’ è importante che <strong>vada avanti anche tu.</strong> Sia che tu abbia materiale da costruire, carta bianca, o che ci sia già una tua identità formata.</p>
<p>Ma puoi avere un’identità anche nella scrittura, che magari ti porta in automatico a quella che è <u>la tua natura</u>.</p>
<p>Molte volte non è nemmeno questione di tematiche affrontate: spesso <u>anche le modalità di canto</u> possono ispirare particolarmente un arrangiatore.</p>
<p>Poi ci sono diverse tecniche, perché il mondo della produzione e dell’arrangiamento è cambiato molto.</p>
<p>Una volta funzionava così: scrivevi pianoforte e voce, e l’arrangiatore, che aveva un serbatoio di suoni dell’orchestra classica, scriveva per gli altri strumenti.</p>
<p><strong>Oggi gli strumenti elettronici ci hanno portato a una realizzazione dell’arrangiamento al contrario.</strong></p>
<p>Ad esempio, nella trap o nel rap, si crea <u>prima l’arrangiamento</u> e poi la struttura.</p>
<p>Molto spesso <u>si parte da una base</u> – ciò che è considerato il <em>beat</em> – o da un mondo musicale che ti può ispirare, ma le due cose possono anche nascere insieme.</p>
<p>Tuttavia, <strong>non c’è uno schema preciso</strong>. Non si parte dalla musica per finire al suono. Si parte prima dal suono, e poi si arriva al testo.</p>
<p>Quindi: crea il tuo brano nel modo più accurato possibile, poi non proseguire finché un arrangiatore di ]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi proseguiremo il discorso dell’articolo precedente, perché parleremo <strong>dell’importanza di avere un buon arrangiamento</strong>.</p>
<p>Abbiamo parlato della valorizzazione del progetto musicale, quindi è importante comprendere ora, dopo aver capito la differenza tra arrangiamento e produzione:</p>
<p>Quanto è importante l’arrangiamento oggi?</p>
<p>Soprattutto capire <u>qual è la differenza con il mondo musicale di ieri</u>, per comprendere quanto effettivamente sia importante avere un brano con un arrangiamento che <u>si distingua </u>dal punto di vista <u>qualitativo</u>.</p>
<p>È davvero essenziale.</p>
<p>Prima però devi capire <strong>che cos’è un “buon arrangiamento”</strong>.</p>
<p>Un arrangiamento è buono quando riesce ad esaltare il brano e l’artista, dandogli un’identità.</p>
<p>È una parte della produzione, <u>la parte musicale di essa</u>. Potrai avere un buon arrangiamento ma una scarsissima produzione per com’è suonato, registrato o mixato.</p>
<p>La parte della produzione più <u>tecnica</u> è quella relativa al <u>suono</u>.</p>
<p>La parte <u>musicale</u> (ciò che fanno chitarra e basso in quel determinato punto, quale parte stai cantando e quali note, con quale intervallo) è invece <u>l’arrangiamento</u>.</p>
<p>Come Lorenzo spiega anche nel suo sito, l’arrangiamento ha <strong>tre valori fondamentali</strong>:</p>
<ul>
<li>La stesura;</li>
<li>La tonalità;</li>
<li>La velocità.</li>
</ul>
<p>Se prendi lo stesso brano e lo suoni a <u>un’altra velocità</u>, hai una resa <u>totalmente diversa</u>.</p>
<p>La stessa cosa capita se canti in un’altra tonalità, che magari ti è scomoda sia come voci sia come strumenti.</p>
<p>Ma anche la stesura può far diventare “noioso” il brano.</p>
<p>L’arrangiamento, quindi, ha bisogno di tutte queste piccole accortezze.</p>
<p>Prima di andare a lavorare nello specifico sul discorso musicale di batteria, basso e dei vari strumenti, è però importante ragionare bene su questi tre fattori:<strong> stesura, tonalità, velocità</strong>.</p>
<p>Dovete diventare dei maniaci di queste tre cose!</p>
<p>Finché il brano non suona bene in queste tre componenti, non potrai mettere nemmeno una nota di ciò che serve dopo.</p>
<p>Già il brano con solo chitarra/pianoforte e voce deve suonare bene.</p>
<h2>Ma come funziona?</h2>
<p><em>Tu magari hai iniziato, hai le tue canzoni pronte, come puoi migliorarle anche di dieci volte?</em></p>
<p><em>Devi scegliere un arrangiatore?</em></p>
<p>Un po’ è importante che <strong>vada avanti anche tu.</strong> Sia che tu abbia materiale da costruire, carta bianca, o che ci sia già una tua identità formata.</p>
<p>Ma puoi avere un’identità anche nella scrittura, che magari ti porta in automatico a quella che è <u>la tua natura</u>.</p>
<p>Molte volte non è nemmeno questione di tematiche affrontate: spesso <u>anche le modalità di canto</u> possono ispirare particolarmente un arrangiatore.</p>
<p>Poi ci sono diverse tecniche, perché il mondo della produzione e dell’arrangiamento è cambiato molto.</p>
<p>Una volta funzionava così: scrivevi pianoforte e voce, e l’arrangiatore, che aveva un serbatoio di suoni dell’orchestra classica, scriveva per gli altri strumenti.</p>
<p><strong>Oggi gli strumenti elettronici ci hanno portato a una realizzazione dell’arrangiamento al contrario.</strong></p>
<p>Ad esempio, nella trap o nel rap, si crea <u>prima l’arrangiamento</u> e poi la struttura.</p>
<p>Molto spesso <u>si parte da una base</u> – ciò che è considerato il <em>beat</em> – o da un mondo musicale che ti può ispirare, ma le due cose possono anche nascere insieme.</p>
<p>Tuttavia, <strong>non c’è uno schema preciso</strong>. Non si parte dalla musica per finire al suono. Si parte prima dal suono, e poi si arriva al testo.</p>
<p>Quindi: crea il tuo brano nel modo più accurato possibile, poi non proseguire finché un arrangiatore di ]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/importanza-arrangiamento.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/importanza-arrangiamento.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/85/limportanza-dellarrangiamento.mp3" length="18059141" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come valorizzare il tuo progetto musicale</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/musica/valorizzare-il-tuo-progetto-musicale.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:40:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=106</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo ancora di più con le mani in pasta, per parlare di <strong>come valorizzare il tuo progetto musicale</strong>.</p>
<p>Parliamo quindi con chi ha nello specifico <u>già avviato i suoi progetti</u>, è a buon punto e magari ha già scritto e arrangiato i suoi brani o se li deve far produrre e via dicendo.</p>
<p>Quindi saranno consigli utili a chi non parte proprio da zero, anche se ti potranno in ogni caso servire per partire col piede giusto.</p>
<p>È una grande questione la valorizzazione del tuo progetto musicale.</p>
<p>Abbiamo parlato tante volte in questi articoli dei vari parametri, delle varie modalità, però addenseremo meglio in questo articolo.</p>
<p><em>Quindi: che fare? Quali sono i vari passi?</em></p>
<p>Una veloce carrellata sui punti da seguire, così avrai <u>una mappa operativa</u> per muoverti.</p>
<h2>L’importanza di non demandare e di migliorare</h2>
<p>Lorenzo Sebastiani è produttore musicale, e il suo cliente tipo è di conseguenza un cantautore o qualcuno che scrive canzoni e si rivolge a lui per <u>migliorare il suo percorso musicale</u>.</p>
<p>La sua esperienza è utile per notare soprattutto una cosa: c’è la tendenza a demandare l’aspetto del sound al produttore o all’arrangiatore.</p>
<p>Non è più come anni fa che c’era il cantautore alla Guccini e, <u>con chitarra e voce</u>, solo per il fatto di aver scritto un bel testo, la sua diventava <u>automaticamente</u> una canzone “<u>forte</u>”.</p>
<p><em>Il fatto di aver scritto una canzone con un testo particolare, pur considerando la grande valenza che esso ha in Italia, non ti garantisce il successo.</em></p>
<p>Il cantautore di oggi non è più solo con la chitarra in mano e basta.</p>
<p>Ti basti pensare al nuovo fenomeno della trap.</p>
<p>Chi fa musica oggi è sempre più vicino a una figura come quella di un <strong>produttore musicale</strong>.</p>
<p>Il messaggio musicale non viene dato solo da ciò che racconti a livello di testo, ma anche da come lo esprimi, da come suoni, da quanto sei musicalmente coerente rispetto al testo che stai facendo.</p>
<p>Perciò, come primo punto, <strong>è fondamentale che migliori la tua capacità artistica e musicale</strong>.</p>
<p>In questo modo, quando ti troverai anche dal vivo a suonare, se sarai bravo, avrai anche <u>più facilità a trovare una data</u> o a relazionarti con altri musicisti (come il batterista o il bassista).</p>
<p>Devi migliorare il più possibile il tuo linguaggio musicale.</p>
<p>Non significa che devi essere Jacob Collier o Ed Sheeran.</p>
<p>L’unica cosa che serve è la <strong>coerenza</strong>.</p>
<p>Non è solo un discorso di bravura tecnica, ma anche <u>di ricerca di simili</u>.</p>
<p>Devi trovare ciò che funziona nel mercato musicale odierno.</p>
<p>Ma cosa funziona? Il trovarsi vicino a persone che <u>la pensano come te</u>.</p>
<p>Hai mai visto un rap suonare una chitarra come chi fa cantautorato?</p>
<p>Sono due mondi totalmente diversi.</p>
<p><strong>La musica non è una.</strong></p>
<p>Ognuno sviluppa un talento in una direzione che sente sua.</p>
<p>Per semplificare:</p>
<p>Devi fare musica, devi specializzarti in un genere e diventare bravo in ciò che stai facendo.</p>
<p><u>Senza focalizzarti</u> su mille cose diverse.</p>
<p>Ovviamente è sempre bene avere una <u>buona infarinatura musicale</u>, anche perché a livello di canto, che sia rap, sinfonica o indie, il tempo è quello e le note sono quelle.</p>
<p>L’attitudine musicale deve esserci, non è che sei un cantante perché hai scritto una canzone.</p>
<p>È importante migliorare il tuo aspetto musicale, non copiare nessuno e trovare la tua strada.</p>
<p>Inoltre – forse ancora più fondamentale di andare a scuola di canto: bisogna <strong>ascoltarsi</strong>.</p>
<p><u>Registrati.</u></p>
<p>Togliti dalla testa che se hai scritto una canzone con la chitarra sei a posto.</p>
<p>Devi avere una tua <em>work station</em> a casa.</p>
<p>Un computer con cui registrare, riascoltarti e fare i primi arrangiamenti.</p>
<p>Serve davvero poco: un computer, un programma (internet ne è pieno zeppo, anche di gratuiti), un microfono, uno strumento (che sia chitarra o tastiera) e poi imparare bene a gestire la produzione musicale.</p>
<p>Ciò che è anche importante è il <strong>passaparola</strong>.</p>
<p>Se senti in un locale uno che canta e suona bene, da paura, questo avrà senza dubbio poche difficoltà a trovare date.</p>
<p>Non tanto perché ha il suo pubblico, ma perché <u>di fronte alla bravura c’è poco da dire</u>.</p>
<p>Di fronte al testo bello, invece, tutto è ancora opinabile.</p>
<p>Una cosa particolare può piacere o non piacere, ma se vai a sentire uno che suona e canta molto bene riconosci la sua bravura.</p>
<h2>I video vanno fatti BENE</h2>
<p>Stai inoltre molto attento a questo: quando metti in video la tua musica (perché ha bisogno di essere rappresentata anche in immagini) <u>non fare un video incoerente, scadente o fatto male</u>.</p>
<p>A quel punto è meglio non farlo.</p>
<p>Valorizzare significa anche mettere sul piatto un supporto grafico che abbia senso e sia ben curato.</p>
<p>Anche il CD fisico ha necessità di una <strong>curatela grafica</strong>. Un <em>packaging </em>carino è ciò che ci vuole, non portare in giro CD masterizzati della <em>TDK</em> con scritto a pennarello il nome del gruppo!</p>
<p>Mettici attenzione, con pochi soldi puoi fare le cose bene.</p>
<p>La valorizzazione passa anche attraverso ciò.</p>
<p>Ricordati che le persone ragionano molto per assimilazione. Se fai il CD masterizzato TDK come i ragazzini di 12 anni, le persone penseranno che tu per primo non stai dando importanza a ciò che stai facendo.</p>
<ul>
<li><em>Perciò, perché ti dovrebbero ascoltare?</em></li>
<li><em>Se a te non frega niente, perché dovrei darti attenzione? </em></li>
<li><em>Perché dovrei perdere tempo?</em></li>
</ul>
<p>Tutto ciò che fai dà valore.</p>
<p>Spesso le persone che vedono il sito di Lorenzo credono che lui sia la casa discografica, leggendo “produttore musicale”.</p>
<p>Lui lavora – pensa di farlo anche più o meno bene – e per quel lavoro deve essere retribuito (com’è normale che sia!).</p>
<p>Ma sembra che sia davvero impossibile per alcuni tirare fuori quelle centinaia di euro che servono a produrre una canzone.</p>
<p>E non è sempre perché non li hai, quei soldi. Spesso è perché <strong>non stai dando la giusta importanza a ciò che vuoi fare</strong>.</p>
<p>Se non hai voglia di comprarti la macchina, come fai ad avere voglia di guidare?</p>
<h2>La musica non è uno status</h2>
<p>Un consiglio molto importante: <strong>la musica non è più uno status</strong>.</p>
<p>Non fa più così tanto figo dire di fare il musicista per conquistare le ragazzine.</p>
<p>La musica <u>era così negli anni Settanta</u>.</p>
<p>Oggi è importante avere qualcosa da dire, farlo perché se ne sente il bisogno e perché piace.</p>
<p>Quindi cercare di arrivare e preoccuparsi solo di dire “<em>Io miglioro se mi serve quella cosa lì</em>” <u>non è l’atteggiamento giusto</u>.</p>
<p>Devi avere l’istinto di volerti misurare anche artisticamente.</p>
<p>Quando vai dall’arrangiatore, perciò, <strong>ascoltalo</strong>. Abbi l’umiltà di <u>metterti alla prova</u> su territori nuovi.</p>
<h2>Arrangiatore e produttore</h2>
<p>Facciamo una distinzione tra <strong>produttore e arrangiatore</strong>, perché spesso c’è qualche confusione.</p>
<p>L’arrangiatore cura <u>la parte musicale</u>. Nel termine più classico del termine corrisponde alla persona con un’orchestra davanti (oggigiorno è basso, chitarra, batteria, <em>synth</em> e così via).</p>
<p>Una volta scriveva la parte per violini, viole, violoncelli e poi dirigeva l’orchestra.</p>
<p>È una parte musicale: tu come artista arrivi con la tua canzoncina abbozzata e l’arrangiatore <u>ti aiuta a crearci il mondo attorno</u>, scrive i pezzi per i musicisti.</p>
<p>Chi invece si preoccupa di <strong>come</strong> sia giusto farlo (es. se jazz o blues), che pensa a come registrare la batteria, come andare sul <em>charleston</em>, oppure se tagliare un pezzo poiché troppo lungo, è il <u>produttore</u>.</p>
<p>È una figura che sta su un altro piano.</p>
<p>Oggi il termine <em>music producer</em> ha una valenza ancora diversa però: non ci sono praticamente più le canzoni suonate solo da archi.</p>
<p>Al 99% dei casi oggigiorno la musica è <u>elettronica</u>.</p>
<p>Quindi oggi il produttore musicale è anche l’artista.</p>
<p>Tu puoi trovare produttori importanti come Mark Ronson o Max Martin che a volte sono più di rilievo degli artisti stessi.</p>
<p>Spesso – prevalentemente in Inghilterra e in America – questi scrivono, e poi trovano l’artista a cui dare il brano.</p>
<p>È più un approccio da <em>dj</em> questo, ma comunque molto figo, in quanto ti trovi a creare un mondo.</p>
<p>Il progetto lo si migliora quando gli si dà un’impronta, un’immagine, una <strong>personalità musicale a livello di sound</strong>.</p>
<p>E per questa parte <u>non puoi demandare</u> a un produttore o a un arrangiatore: devi sentirla tu.</p>
<p>Prendiamo sempre come esempio Calcutta: <u>non avrebbe avuto successo con arrangiamenti diversi</u>.</p>
<p>Ma così come per tutti gli artisti, da Jovanotti a Vasco Rossi!</p>
<p>C’è un legame stretto tra scrittura e mondo musicale.</p>
<p>È importante per chi scrive conoscere quale potrebbe essere il proprio mondo musicale e cercare di migliorarsi in tale direzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono un sacco di spunti, perciò rileggiti questo distillato di informazioni fondamentali sulla valorizzazione del tuo progetto musicale.</p>
<p>Ti diamo appuntamento al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo ancora di più con le mani in pasta, per parlare di <strong>come valorizzare il tuo progetto musicale</strong>.</p>
<p>Parliamo quindi con chi ha nello specifico <u>già avviato i suoi progetti</u>, è a buon punto e magari ha già scritto e arrangiato i suoi brani o se li deve far produrre e via dicendo.</p>
<p>Quindi saranno consigli utili a chi non parte proprio da zero, anche se ti potranno in ogni caso servire per partire col piede giusto.</p>
<p>È una grande questione la valorizzazione del tuo progetto musicale.</p>
<p>Abbiamo parlato tante volte in questi articoli dei vari parametri, delle varie modalità, però addenseremo meglio in questo articolo.</p>
<p><em>Quindi: che fare? Quali sono i vari passi?</em></p>
<p>Una veloce carrellata sui punti da seguire, così avrai <u>una mappa operativa</u> per muoverti.</p>
<h2>L’importanza di non demandare e di migliorare</h2>
<p>Lorenzo Sebastiani è produttore musicale, e il suo cliente tipo è di conseguenza un cantautore o qualcuno che scrive canzoni e si rivolge a lui per <u>migliorare il suo percorso musicale</u>.</p>
<p>La sua esperienza è utile per notare soprattutto una cosa: c’è la tendenza a demandare l’aspetto del sound al produttore o all’arrangiatore.</p>
<p>Non è più come anni fa che c’era il cantautore alla Guccini e, <u>con chitarra e voce</u>, solo per il fatto di aver scritto un bel testo, la sua diventava <u>automaticamente</u> una canzone “<u>forte</u>”.</p>
<p><em>Il fatto di aver scritto una canzone con un testo particolare, pur considerando la grande valenza che esso ha in Italia, non ti garantisce il successo.</em></p>
<p>Il cantautore di oggi non è più solo con la chitarra in mano e basta.</p>
<p>Ti basti pensare al nuovo fenomeno della trap.</p>
<p>Chi fa musica oggi è sempre più vicino a una figura come quella di un <strong>produttore musicale</strong>.</p>
<p>Il messaggio musicale non viene dato solo da ciò che racconti a livello di testo, ma anche da come lo esprimi, da come suoni, da quanto sei musicalmente coerente rispetto al testo che stai facendo.</p>
<p>Perciò, come primo punto, <strong>è fondamentale che migliori la tua capacità artistica e musicale</strong>.</p>
<p>In questo modo, quando ti troverai anche dal vivo a suonare, se sarai bravo, avrai anche <u>più facilità a trovare una data</u> o a relazionarti con altri musicisti (come il batterista o il bassista).</p>
<p>Devi migliorare il più possibile il tuo linguaggio musicale.</p>
<p>Non significa che devi essere Jacob Collier o Ed Sheeran.</p>
<p>L’unica cosa che serve è la <strong>coerenza</strong>.</p>
<p>Non è solo un discorso di bravura tecnica, ma anche <u>di ricerca di simili</u>.</p>
<p>Devi trovare ciò che funziona nel mercato musicale odierno.</p>
<p>Ma cosa funziona? Il trovarsi vicino a persone che <u>la pensano come te</u>.</p>
<p>Hai mai visto un rap suonare una chitarra come chi fa cantautorato?</p>
<p>Sono due mondi totalmente diversi.</p>
<p><strong>La musica non è una.</strong></p>
<p>Ognuno sviluppa un talento in una direzione che sente sua.</p>
<p>Per semplificare:</p>
<p>Devi fare musica, devi specializzarti in un genere e diventare bravo in ciò che stai facendo.</p>
<p><u>Senza focalizzarti</u> su mille cose diverse.</p>
<p>Ovviamente è sempre bene avere una <u>buona infarinatura musicale</u>, anche perché a livello di canto, che sia rap, sinfonica o indie, il tempo è quello e le note sono quelle.</p>
<p>L’attitudine musicale deve esserci, non è che sei un cantante perché hai scritto una canzone.</p>
<p>È importante migliorare il tuo aspetto musicale, non copiare nessuno e trovare la tua strada.</p>
<p>Inoltre – forse ancora più fondamentale di andare a scuola di canto: bisogna <strong>ascoltarsi</strong>.</p>
<p><u>Registrati.</u></p>
<p>Togliti dalla testa che se hai scritto una canzone con la chitarra sei a posto.</p>
<p>Devi avere un]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo ancora di più con le mani in pasta, per parlare di <strong>come valorizzare il tuo progetto musicale</strong>.</p>
<p>Parliamo quindi con chi ha nello specifico <u>già avviato i suoi progetti</u>, è a buon punto e magari ha già scritto e arrangiato i suoi brani o se li deve far produrre e via dicendo.</p>
<p>Quindi saranno consigli utili a chi non parte proprio da zero, anche se ti potranno in ogni caso servire per partire col piede giusto.</p>
<p>È una grande questione la valorizzazione del tuo progetto musicale.</p>
<p>Abbiamo parlato tante volte in questi articoli dei vari parametri, delle varie modalità, però addenseremo meglio in questo articolo.</p>
<p><em>Quindi: che fare? Quali sono i vari passi?</em></p>
<p>Una veloce carrellata sui punti da seguire, così avrai <u>una mappa operativa</u> per muoverti.</p>
<h2>L’importanza di non demandare e di migliorare</h2>
<p>Lorenzo Sebastiani è produttore musicale, e il suo cliente tipo è di conseguenza un cantautore o qualcuno che scrive canzoni e si rivolge a lui per <u>migliorare il suo percorso musicale</u>.</p>
<p>La sua esperienza è utile per notare soprattutto una cosa: c’è la tendenza a demandare l’aspetto del sound al produttore o all’arrangiatore.</p>
<p>Non è più come anni fa che c’era il cantautore alla Guccini e, <u>con chitarra e voce</u>, solo per il fatto di aver scritto un bel testo, la sua diventava <u>automaticamente</u> una canzone “<u>forte</u>”.</p>
<p><em>Il fatto di aver scritto una canzone con un testo particolare, pur considerando la grande valenza che esso ha in Italia, non ti garantisce il successo.</em></p>
<p>Il cantautore di oggi non è più solo con la chitarra in mano e basta.</p>
<p>Ti basti pensare al nuovo fenomeno della trap.</p>
<p>Chi fa musica oggi è sempre più vicino a una figura come quella di un <strong>produttore musicale</strong>.</p>
<p>Il messaggio musicale non viene dato solo da ciò che racconti a livello di testo, ma anche da come lo esprimi, da come suoni, da quanto sei musicalmente coerente rispetto al testo che stai facendo.</p>
<p>Perciò, come primo punto, <strong>è fondamentale che migliori la tua capacità artistica e musicale</strong>.</p>
<p>In questo modo, quando ti troverai anche dal vivo a suonare, se sarai bravo, avrai anche <u>più facilità a trovare una data</u> o a relazionarti con altri musicisti (come il batterista o il bassista).</p>
<p>Devi migliorare il più possibile il tuo linguaggio musicale.</p>
<p>Non significa che devi essere Jacob Collier o Ed Sheeran.</p>
<p>L’unica cosa che serve è la <strong>coerenza</strong>.</p>
<p>Non è solo un discorso di bravura tecnica, ma anche <u>di ricerca di simili</u>.</p>
<p>Devi trovare ciò che funziona nel mercato musicale odierno.</p>
<p>Ma cosa funziona? Il trovarsi vicino a persone che <u>la pensano come te</u>.</p>
<p>Hai mai visto un rap suonare una chitarra come chi fa cantautorato?</p>
<p>Sono due mondi totalmente diversi.</p>
<p><strong>La musica non è una.</strong></p>
<p>Ognuno sviluppa un talento in una direzione che sente sua.</p>
<p>Per semplificare:</p>
<p>Devi fare musica, devi specializzarti in un genere e diventare bravo in ciò che stai facendo.</p>
<p><u>Senza focalizzarti</u> su mille cose diverse.</p>
<p>Ovviamente è sempre bene avere una <u>buona infarinatura musicale</u>, anche perché a livello di canto, che sia rap, sinfonica o indie, il tempo è quello e le note sono quelle.</p>
<p>L’attitudine musicale deve esserci, non è che sei un cantante perché hai scritto una canzone.</p>
<p>È importante migliorare il tuo aspetto musicale, non copiare nessuno e trovare la tua strada.</p>
<p>Inoltre – forse ancora più fondamentale di andare a scuola di canto: bisogna <strong>ascoltarsi</strong>.</p>
<p><u>Registrati.</u></p>
<p>Togliti dalla testa che se hai scritto una canzone con la chitarra sei a posto.</p>
<p>Devi avere un]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/valore-progetto-musicale.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/valore-progetto-musicale.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/106/valorizzare-il-tuo-progetto-musicale.mp3" length="25552009" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Il ritorno del vinile. Come sfruttarlo per la tua carriera</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/supporti-e-diffusione/supporto-per-vinile.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:35:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=102</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele e Lorenzo e oggi ti parleremo di un tema molto particolare: <strong>il ritorno del vinile</strong>.</p>
<p>È una di quelle cose che ti lascia un po’ sorpreso, perché ti domandi come mai, come viene sfruttato e se interessa ai piccoli artisti che stanno emergendo.</p>
<p><em>Che senso ha il vinile in una strategia?</em></p>
<p>In un momento storico in cui tutto è su internet, tutto <em>streaming</em> e digitale, <strong>“mordi e fuggi”,</strong> in cui ci si annoia se il ritornello non arriva dopo 20 secondi, appare sicuramente strano che <u>ricompaia il vinile</u>.</p>
<p>Quello è un mondo che per i ritmi che abbiamo oggi è allucinante.</p>
<p>In realtà c’è un ritorno, anche se si parla di numeri molto bassi.</p>
<p>Rappresenta oggi <u>dal 10 al 15%</u> del mercato fisico.</p>
<p>Poi questo è in realtà molto basso di suo, quindi si tratta di una fetta di mercato <u>davvero piccola</u>.</p>
<p><em>Ed è legata solo ai super big.</em></p>
<p>Questo perché:</p>
<ul>
<li>Ha dei <u>costi di masterizzazione molto elevati</u>, che non ha niente a che fare con quella del CD. Sono procedure più complesse: i bassi vanno masterizzati in un certo modo, c’è un processo totalmente diverso rispetto al <em>mastering</em> che hai per <em>Spotify</em> o per il CD. Inoltre, costa molto la copia che fai del <em>glass</em> <em>master</em>;</li>
<li><u>Richiede un numero di copie minime</u> che deve essere adeguato con il costo e le prospettive di vendita.</li>
</ul>
<p>Se la vedi da un punto di vista economico, non ha senso per un giovane artista fare un vinile.</p>
<p>Se la vedi dal punto di vista affettivo, come il discorso che facevamo nell’articolo precedente sul legame che si crea con un CD, questo è ancora maggiore.</p>
<p>Magari se regali un vinile nessuno lo ascolterà, ma farai sicuramente un figurone.</p>
<h2>Quanto vengono venduti i vinili oggi?</h2>
<p>Variano, possono andare dai 35/40 € ai 60 €.</p>
<p>Dipende anche da <u>come è fatta la scatola, la <em>cover</em></u>.</p>
<p>Non è una bustina, è un materiale a livello grafico e di <em>packaging</em> molto <strong>elaborato</strong>.</p>
<p>È come quando è uscito l’e-book: chi avrebbe mai detto che l’editoria tradizionale non sparisse totalmente con l’avvento degli <em>e</em>&#8211;<em>reader</em> e dei vari <em>tablet</em>, <em>iPad</em>?</p>
<p>Invece il cartaceo esiste ancora. E va di brutto.</p>
<p>C’è anche la voglia di <u>ritagliarsi il tempo per sé</u> e ascoltare la musica come una volta.</p>
<p>E ti diremo di più: non c’è solo il ritorno del vinile, ma anche il ritorno del <u>nastro</u>!</p>
<p>Sia del <em>tape</em>, sia del nastro!</p>
<p>Forse non ti ricordi il “<strong>quarto di pollice</strong>”, ma un’azienda molto importante che oggi ristampa copie di “Back in Black”, “Made in Japan” e altri dischi mitici sul quarto di pollice, che è una bobina.</p>
<p>Qualcuno può pensare che siano tutte cose da fanatici impazziti, perché tanto si sente uguale su Spotify, ma ti assicuriamo che non è così: il suono ha un calore diverso.</p>
<p>Ma più che la qualità del suono, è interessante il fatto che <strong>non puoi cambiare canzone</strong>. Ti stai ritagliando del tempo.</p>
<p>Su <em>Spotify </em>l’ascolto è nevrotico, <u>non ti affezioni a nulla</u>.</p>
<p>In macchina, quando ascoltavi la cassetta, prima che arrivasse quel brano che volevi sentire, che magari era pure sull’altro lato, <u>dovevi sentirla tutta</u>!</p>
<p>Perdevi la voglia di “<em>skippare”</em>. Avevi tempo di affezionarti ai brani e all’artista, di ascoltarli ed entrarci in empatia.</p>
<p>Il vero cambio della musica digitale è questo:</p>
<p>Non solo ha portato sul mercato miliardi di canzoni in più, inflazionando il valore singolo della canzone, ma ha reso nevrotico l’ascolto.</p>
<p><em>Spotify</em> sta dettando le <u>linee guida</u> sulle introduzioni delle canzoni in modo tale da comporla per avere successo sulla piattaforma. Le puoi trovare sui loro siti.</p>
<p>Ma pensa ai Pink Floyd. Introduzioni di due minuti, canzoni lunghissime, successi che duravano sette minuti o più. Si sarebbero trovati in difficoltà oggi!</p>
<p>È un mondo che per alcuni <u>non esiste più</u>, nel 99,9% dei casi.</p>
<p>Però uno può avere voglia di tornare a casa dopo una giornata di lavoro, mettersi con il proprio giradischi (anche di quelli economici a 50 € su Amazon), sedersi sul divano con il proprio bicchiere di vino e <strong>vivere la musica in modo totalmente diverso</strong>.</p>
<p>Non ha nessun senso quindi a livello economico, ma solo <u>in termini affettivi</u>.</p>
<p>È una sorta di legame ancora più profondo.</p>
<p>Non escludere quindi la stampa di un vinile del tuo album.</p>
<p>Questo <u>non significa che devi farlo subito</u>, non è una necessità dei primi passi, ma a un certo punto per creare un’affezione diversa può essere importante.</p>
<p>Una persona che ama il vinile, dopo 15 ore fuori per lavoro, sbattuto tra le metro e i colleghi insopportabili, può evadere da quel mondo la sera con un bicchiere di vino, magari un amico, e un bel disco.</p>
<p>In quel caso se ci sei tu e la tua musica a fargli compagnia hai fatto centro.</p>
<h2>E il suono è totalmente diverso!</h2>
<p>Ovviamente non abbiamo parlato <u>la differenza dal punto tecnico del suono</u>.</p>
<p>Il vinile ha una <strong>resa sonora</strong> veramente notevole.</p>
<p>Se sei abituato ad ascoltare la musica con le cuffiette da <em>Spotify</em> sul telefono, e ti metti un 33 o un 45 giri il tuo mondo verrà <u>completamente rivoltato</u>.</p>
<p>Da un punto di vista sonoro è davvero rilevante.</p>
<p>C’è una <strong>concretezza</strong> sonora che su <em>Spotify</em> e nello <em>streaming</em> non c’è più (per non parlare di <em>YouTube</em>, dove la qualità è ancora più scarsa).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie dell’attenzione!</p>
<p>Se non sei ancora iscritto, fallo, in modo da seguire i nostri consigli su <u>come portare il tuo progetto musicale da zero a cento</u>.</p>
<p>Hai tante armi e ne avrai ancora di più.</p>
<p>Alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele e Lorenzo e oggi ti parleremo di un tema molto particolare: <strong>il ritorno del vinile</strong>.</p>
<p>È una di quelle cose che ti lascia un po’ sorpreso, perché ti domandi come mai, come viene sfruttato e se interessa ai piccoli artisti che stanno emergendo.</p>
<p><em>Che senso ha il vinile in una strategia?</em></p>
<p>In un momento storico in cui tutto è su internet, tutto <em>streaming</em> e digitale, <strong>“mordi e fuggi”,</strong> in cui ci si annoia se il ritornello non arriva dopo 20 secondi, appare sicuramente strano che <u>ricompaia il vinile</u>.</p>
<p>Quello è un mondo che per i ritmi che abbiamo oggi è allucinante.</p>
<p>In realtà c’è un ritorno, anche se si parla di numeri molto bassi.</p>
<p>Rappresenta oggi <u>dal 10 al 15%</u> del mercato fisico.</p>
<p>Poi questo è in realtà molto basso di suo, quindi si tratta di una fetta di mercato <u>davvero piccola</u>.</p>
<p><em>Ed è legata solo ai super big.</em></p>
<p>Questo perché:</p>
<ul>
<li>Ha dei <u>costi di masterizzazione molto elevati</u>, che non ha niente a che fare con quella del CD. Sono procedure più complesse: i bassi vanno masterizzati in un certo modo, c’è un processo totalmente diverso rispetto al <em>mastering</em> che hai per <em>Spotify</em> o per il CD. Inoltre, costa molto la copia che fai del <em>glass</em> <em>master</em>;</li>
<li><u>Richiede un numero di copie minime</u> che deve essere adeguato con il costo e le prospettive di vendita.</li>
</ul>
<p>Se la vedi da un punto di vista economico, non ha senso per un giovane artista fare un vinile.</p>
<p>Se la vedi dal punto di vista affettivo, come il discorso che facevamo nell’articolo precedente sul legame che si crea con un CD, questo è ancora maggiore.</p>
<p>Magari se regali un vinile nessuno lo ascolterà, ma farai sicuramente un figurone.</p>
<h2>Quanto vengono venduti i vinili oggi?</h2>
<p>Variano, possono andare dai 35/40 € ai 60 €.</p>
<p>Dipende anche da <u>come è fatta la scatola, la <em>cover</em></u>.</p>
<p>Non è una bustina, è un materiale a livello grafico e di <em>packaging</em> molto <strong>elaborato</strong>.</p>
<p>È come quando è uscito l’e-book: chi avrebbe mai detto che l’editoria tradizionale non sparisse totalmente con l’avvento degli <em>e</em>&#8211;<em>reader</em> e dei vari <em>tablet</em>, <em>iPad</em>?</p>
<p>Invece il cartaceo esiste ancora. E va di brutto.</p>
<p>C’è anche la voglia di <u>ritagliarsi il tempo per sé</u> e ascoltare la musica come una volta.</p>
<p>E ti diremo di più: non c’è solo il ritorno del vinile, ma anche il ritorno del <u>nastro</u>!</p>
<p>Sia del <em>tape</em>, sia del nastro!</p>
<p>Forse non ti ricordi il “<strong>quarto di pollice</strong>”, ma un’azienda molto importante che oggi ristampa copie di “Back in Black”, “Made in Japan” e altri dischi mitici sul quarto di pollice, che è una bobina.</p>
<p>Qualcuno può pensare che siano tutte cose da fanatici impazziti, perché tanto si sente uguale su Spotify, ma ti assicuriamo che non è così: il suono ha un calore diverso.</p>
<p>Ma più che la qualità del suono, è interessante il fatto che <strong>non puoi cambiare canzone</strong>. Ti stai ritagliando del tempo.</p>
<p>Su <em>Spotify </em>l’ascolto è nevrotico, <u>non ti affezioni a nulla</u>.</p>
<p>In macchina, quando ascoltavi la cassetta, prima che arrivasse quel brano che volevi sentire, che magari era pure sull’altro lato, <u>dovevi sentirla tutta</u>!</p>
<p>Perdevi la voglia di “<em>skippare”</em>. Avevi tempo di affezionarti ai brani e all’artista, di ascoltarli ed entrarci in empatia.</p>
<p>Il vero cambio della musica digitale è questo:</p>
<p>Non solo ha portato sul mercato miliardi di canzoni in più, inflazionando il valore singolo della canzone, ma ha reso nevrotico l’ascolto.</p>
<p><em>Spotify</em> sta dettando le <u>linee guida</u> sulle introduzioni delle canzoni in modo tale da comporla per avere successo sulla p]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele e Lorenzo e oggi ti parleremo di un tema molto particolare: <strong>il ritorno del vinile</strong>.</p>
<p>È una di quelle cose che ti lascia un po’ sorpreso, perché ti domandi come mai, come viene sfruttato e se interessa ai piccoli artisti che stanno emergendo.</p>
<p><em>Che senso ha il vinile in una strategia?</em></p>
<p>In un momento storico in cui tutto è su internet, tutto <em>streaming</em> e digitale, <strong>“mordi e fuggi”,</strong> in cui ci si annoia se il ritornello non arriva dopo 20 secondi, appare sicuramente strano che <u>ricompaia il vinile</u>.</p>
<p>Quello è un mondo che per i ritmi che abbiamo oggi è allucinante.</p>
<p>In realtà c’è un ritorno, anche se si parla di numeri molto bassi.</p>
<p>Rappresenta oggi <u>dal 10 al 15%</u> del mercato fisico.</p>
<p>Poi questo è in realtà molto basso di suo, quindi si tratta di una fetta di mercato <u>davvero piccola</u>.</p>
<p><em>Ed è legata solo ai super big.</em></p>
<p>Questo perché:</p>
<ul>
<li>Ha dei <u>costi di masterizzazione molto elevati</u>, che non ha niente a che fare con quella del CD. Sono procedure più complesse: i bassi vanno masterizzati in un certo modo, c’è un processo totalmente diverso rispetto al <em>mastering</em> che hai per <em>Spotify</em> o per il CD. Inoltre, costa molto la copia che fai del <em>glass</em> <em>master</em>;</li>
<li><u>Richiede un numero di copie minime</u> che deve essere adeguato con il costo e le prospettive di vendita.</li>
</ul>
<p>Se la vedi da un punto di vista economico, non ha senso per un giovane artista fare un vinile.</p>
<p>Se la vedi dal punto di vista affettivo, come il discorso che facevamo nell’articolo precedente sul legame che si crea con un CD, questo è ancora maggiore.</p>
<p>Magari se regali un vinile nessuno lo ascolterà, ma farai sicuramente un figurone.</p>
<h2>Quanto vengono venduti i vinili oggi?</h2>
<p>Variano, possono andare dai 35/40 € ai 60 €.</p>
<p>Dipende anche da <u>come è fatta la scatola, la <em>cover</em></u>.</p>
<p>Non è una bustina, è un materiale a livello grafico e di <em>packaging</em> molto <strong>elaborato</strong>.</p>
<p>È come quando è uscito l’e-book: chi avrebbe mai detto che l’editoria tradizionale non sparisse totalmente con l’avvento degli <em>e</em>&#8211;<em>reader</em> e dei vari <em>tablet</em>, <em>iPad</em>?</p>
<p>Invece il cartaceo esiste ancora. E va di brutto.</p>
<p>C’è anche la voglia di <u>ritagliarsi il tempo per sé</u> e ascoltare la musica come una volta.</p>
<p>E ti diremo di più: non c’è solo il ritorno del vinile, ma anche il ritorno del <u>nastro</u>!</p>
<p>Sia del <em>tape</em>, sia del nastro!</p>
<p>Forse non ti ricordi il “<strong>quarto di pollice</strong>”, ma un’azienda molto importante che oggi ristampa copie di “Back in Black”, “Made in Japan” e altri dischi mitici sul quarto di pollice, che è una bobina.</p>
<p>Qualcuno può pensare che siano tutte cose da fanatici impazziti, perché tanto si sente uguale su Spotify, ma ti assicuriamo che non è così: il suono ha un calore diverso.</p>
<p>Ma più che la qualità del suono, è interessante il fatto che <strong>non puoi cambiare canzone</strong>. Ti stai ritagliando del tempo.</p>
<p>Su <em>Spotify </em>l’ascolto è nevrotico, <u>non ti affezioni a nulla</u>.</p>
<p>In macchina, quando ascoltavi la cassetta, prima che arrivasse quel brano che volevi sentire, che magari era pure sull’altro lato, <u>dovevi sentirla tutta</u>!</p>
<p>Perdevi la voglia di “<em>skippare”</em>. Avevi tempo di affezionarti ai brani e all’artista, di ascoltarli ed entrarci in empatia.</p>
<p>Il vero cambio della musica digitale è questo:</p>
<p>Non solo ha portato sul mercato miliardi di canzoni in più, inflazionando il valore singolo della canzone, ma ha reso nevrotico l’ascolto.</p>
<p><em>Spotify</em> sta dettando le <u>linee guida</u> sulle introduzioni delle canzoni in modo tale da comporla per avere successo sulla p]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/supporto-vinile.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/supporto-vinile.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/102/supporto-per-vinile.mp3" length="15690831" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Serve ancora il CD?</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/supporti-e-diffusione/supporto-cd.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:30:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=100</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti parleremo di una cosa che ti abbiamo già accennato negli articoli precedenti: <strong>l’importanza del CD</strong>, della musica cioè sul supporto fisico, rispetto a quella online.</p>
<p>Siamo <u>nell’epoca liquida</u>, dei social, di internet, anche sui telefoni.</p>
<p>Totalmente diversa rispetto a quella di sei o sette anni fa.</p>
<p>Tanti perciò dicono: “<em>Il CD non serve più. Faccio un brano, metto il link e lo faccio ascoltare</em>”.</p>
<p>Ma secondo te si è mai eccitato qualcuno per un link da scaricare?</p>
<p><u>No</u>! C’è bisogno di qualcosa di <strong>fisico</strong>, sia da portare al locale, sia per tante altre cose.</p>
<p>Vediamo quindi quali sono le <u>tendenze</u> e le scelte dei nuovi artisti rispetto al CD e all’online in questo mondo liquido.</p>
<h2>Si ascolta tutto in streaming</h2>
<p>Viviamo in un mondo <strong>totalmente in streaming oggi</strong>, e la tendenza è quella di ascoltare musica nei <em>player</em> come <em>Spotify </em>o <em>YouTube</em>.</p>
<p>È cambiato anche il modo di ascoltare: si sente sul <u>telefonino</u>.</p>
<p>Sono spariti gli iPod (e purtroppo anche i bassi negli ascolti!).</p>
<p>Da fine 2018, <em>Apple </em>non ha più in produzione quello che era il suo gioiellino.</p>
<p>Questo deve farti capire molto.</p>
<p>È tutto da remoto, tutto in streaming.</p>
<p>Nelle nuove automobili non ci sono più i lettori CD, e nemmeno nei computer.</p>
<p>Sembra che ormai sia quasi una cosa vintage, se non di <u>antiquariato</u>!</p>
<p>In realtà in parte è vero: <u>non devi puntare molto sulla produzione fisica</u>. Non devi stampare 10.000 copie del tuo CD, saresti matto.</p>
<p>A meno che tu non abbia 10.000 amici a cui vuoi fare un regalo!</p>
<p><em>L’utilizzo che puoi avere oggi del CD infatti è quello di gadget, di regalo. </em></p>
<p>Negli articoli scorsi ti abbiamo parlato dell’importanza di <u>andare di persona nei locali</u>, di creare un rapporto diretto con i gestori; in tal caso è una buona idea <strong>portare un CD come regalo</strong>.</p>
<p>Come lo è portare CD <u>nelle esibizioni live</u>, o farli mandare dall’agenzia PR insieme ai comunicati stampa.</p>
<p>Il CD è il tuo biglietto da visita.</p>
<p>Anche una <u>grafica</u> carina, un semplice fronte-retro magari, può essere d’impatto. Non serve il libretto enciclopedico con tutte le biografie.</p>
<p>Però anche l’idea dei testi è buona.</p>
<p>Una volta andavi sempre a vedere chi aveva suonato e chi no in un determinato brano. È un’idea che crea una forma di <strong>legame maggiore</strong> con chi suona.</p>
<p>Da esperto di marketing, Daniele ti può garantire che devi essere sì presente su tutti i player in <em>streaming</em>, perché devi poter essere ascoltato in qualunque momento da chi ti cerca, ma l’emozione del supporto fisico, del prodotto da tenere in mano, è veramente altissima.</p>
<p>Nel mondo dell’arte questo è un elemento davvero importante.</p>
<p>Ultimamente anche le band più famose fanno dei <strong>cofanetti deluxe</strong>: le stesse case discografiche hanno capito l’importanza dell’operazione.</p>
<p>Qualche tempo fa, ad esempio, è uscito “Otto”, l’ultimo album dei Subsonica. Daniele l’ha acquistato in prevendita su <em>Amazon</em>, proprio in formato deluxe!</p>
<p>Gli è arrivata a casa questa <u>scatola enorme</u> con la maglietta, il pass per il tour, le foto e persino l’audiocassetta registrata con la firma del batterista!</p>
<p>Pensa <u>il senso di affettività</u> che hanno creato con i loro fan con tutto questo pacchetto.</p>
<p><em>Lo vedi, lo senti, lo tocchi: non sono emozioni da poco.</em></p>
<p>E poi va in contrapposizione con lo streaming.</p>
<h2>E il vinile?</h2>
<p>Il ritorno del vinile merita uno spazio a parte.</p>
<p>Però è assurdo che nel 2019 possa esserci il vinile, se ci pensi. Anche se <strong>va tutto in contrapposizione</strong>: da una parte si eccede col vinile, dall’altra con lo <em>streaming</em>.</p>
<p>È un discorso diverso però: il vinile è legato all’ascolto, il CD invece è più una <u>forma di riconoscimento</u> per una bella serata che il pubblico, dopo aver ascoltato la band, può dare all’artista con 10 €.</p>
<p>E quando torna a casa, quella band lì ha <strong>un valore totalmente diverso</strong> rispetto a quello che aveva con lo <em>streaming</em>.</p>
<p>Ogni volta che si guarderà quel CD ci si ricorderà di quel determinato gruppo.</p>
<h2>Ha senso dire che parte del tuo business sarà la vendita dei CD?</h2>
<p>Possiamo dirti che guadagnerai dalla vendita di CD?</p>
<p><u>No, non molto</u>: anche quelli che si vendono dal vivo, non è un numero pazzesco.</p>
<p>Alcuni ne vendono parecchi, ma <u>è finita quella fase lì</u> ormai cinque o sei anni fa.</p>
<p>Ora l’ascolto è nelle piattaforme <em>streaming</em>.</p>
<p><strong><u>Avere un CD è bello comunque.</u></strong> Anche se non lo ascolti, anche se è solo marketing che sfrutti per avere scuse per richiamare delle persone o dei locali.</p>
<p>Oppure ne parli, lo fai sentire a un amico, lo regali, mostri grafica e <em>packaging</em>.</p>
<p>È anche un modo oggi per distinguersi dagli altri.</p>
<p>Tante realtà, infatti, veicolano <u>solo in <em>streaming</em></u> oggigiorno.</p>
<p>Tuttavia, se vuoi creare e alimentare il tuo pubblico, la tua audience, questa del supporto fisico è una modalità per <strong>generare affetto</strong>.</p>
<p>Inoltre, c’è un aspetto grafico: copertina, testi da poter leggere, foto.</p>
<p>Tutte cose che a livello digitale si fanno in maniera diversa, nei social, ma risultano più effimere.</p>
<p>Una bella stampa, un CD, un librettino rendono meglio l’idea di ciò che sei, del tuo valore.</p>
<p>Dà concretezza.</p>
<p>Ricordati inoltre che oggi stampare 200 o 300 copie di CD <u>non ti costa nulla</u>.</p>
<p>È un prezzo abbordabile per avere qualcosa da regalare a qualcuno. Ovviamente lo puoi vendere, ma non sottovalutare il <strong>suo valore come gadget</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie dell’attenzione, al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti parleremo di una cosa che ti abbiamo già accennato negli articoli precedenti: <strong>l’importanza del CD</strong>, della musica cioè sul supporto fisico, rispetto a quella online.</p>
<p>Siamo <u>nell’epoca liquida</u>, dei social, di internet, anche sui telefoni.</p>
<p>Totalmente diversa rispetto a quella di sei o sette anni fa.</p>
<p>Tanti perciò dicono: “<em>Il CD non serve più. Faccio un brano, metto il link e lo faccio ascoltare</em>”.</p>
<p>Ma secondo te si è mai eccitato qualcuno per un link da scaricare?</p>
<p><u>No</u>! C’è bisogno di qualcosa di <strong>fisico</strong>, sia da portare al locale, sia per tante altre cose.</p>
<p>Vediamo quindi quali sono le <u>tendenze</u> e le scelte dei nuovi artisti rispetto al CD e all’online in questo mondo liquido.</p>
<h2>Si ascolta tutto in streaming</h2>
<p>Viviamo in un mondo <strong>totalmente in streaming oggi</strong>, e la tendenza è quella di ascoltare musica nei <em>player</em> come <em>Spotify </em>o <em>YouTube</em>.</p>
<p>È cambiato anche il modo di ascoltare: si sente sul <u>telefonino</u>.</p>
<p>Sono spariti gli iPod (e purtroppo anche i bassi negli ascolti!).</p>
<p>Da fine 2018, <em>Apple </em>non ha più in produzione quello che era il suo gioiellino.</p>
<p>Questo deve farti capire molto.</p>
<p>È tutto da remoto, tutto in streaming.</p>
<p>Nelle nuove automobili non ci sono più i lettori CD, e nemmeno nei computer.</p>
<p>Sembra che ormai sia quasi una cosa vintage, se non di <u>antiquariato</u>!</p>
<p>In realtà in parte è vero: <u>non devi puntare molto sulla produzione fisica</u>. Non devi stampare 10.000 copie del tuo CD, saresti matto.</p>
<p>A meno che tu non abbia 10.000 amici a cui vuoi fare un regalo!</p>
<p><em>L’utilizzo che puoi avere oggi del CD infatti è quello di gadget, di regalo. </em></p>
<p>Negli articoli scorsi ti abbiamo parlato dell’importanza di <u>andare di persona nei locali</u>, di creare un rapporto diretto con i gestori; in tal caso è una buona idea <strong>portare un CD come regalo</strong>.</p>
<p>Come lo è portare CD <u>nelle esibizioni live</u>, o farli mandare dall’agenzia PR insieme ai comunicati stampa.</p>
<p>Il CD è il tuo biglietto da visita.</p>
<p>Anche una <u>grafica</u> carina, un semplice fronte-retro magari, può essere d’impatto. Non serve il libretto enciclopedico con tutte le biografie.</p>
<p>Però anche l’idea dei testi è buona.</p>
<p>Una volta andavi sempre a vedere chi aveva suonato e chi no in un determinato brano. È un’idea che crea una forma di <strong>legame maggiore</strong> con chi suona.</p>
<p>Da esperto di marketing, Daniele ti può garantire che devi essere sì presente su tutti i player in <em>streaming</em>, perché devi poter essere ascoltato in qualunque momento da chi ti cerca, ma l’emozione del supporto fisico, del prodotto da tenere in mano, è veramente altissima.</p>
<p>Nel mondo dell’arte questo è un elemento davvero importante.</p>
<p>Ultimamente anche le band più famose fanno dei <strong>cofanetti deluxe</strong>: le stesse case discografiche hanno capito l’importanza dell’operazione.</p>
<p>Qualche tempo fa, ad esempio, è uscito “Otto”, l’ultimo album dei Subsonica. Daniele l’ha acquistato in prevendita su <em>Amazon</em>, proprio in formato deluxe!</p>
<p>Gli è arrivata a casa questa <u>scatola enorme</u> con la maglietta, il pass per il tour, le foto e persino l’audiocassetta registrata con la firma del batterista!</p>
<p>Pensa <u>il senso di affettività</u> che hanno creato con i loro fan con tutto questo pacchetto.</p>
<p><em>Lo vedi, lo senti, lo tocchi: non sono emozioni da poco.</em></p>
<p>E poi va in contrapposizione con lo streaming.</p>
<h2>E il vinile?</h2>
<p>Il ritorno del vinile merita uno spazio a parte.</p>
<p>Però è assurdo che nel 2019 possa esserci il vinile, se ci pensi. Anche se <strong>va tutto in contrapposizione</strong>: da una part]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti parleremo di una cosa che ti abbiamo già accennato negli articoli precedenti: <strong>l’importanza del CD</strong>, della musica cioè sul supporto fisico, rispetto a quella online.</p>
<p>Siamo <u>nell’epoca liquida</u>, dei social, di internet, anche sui telefoni.</p>
<p>Totalmente diversa rispetto a quella di sei o sette anni fa.</p>
<p>Tanti perciò dicono: “<em>Il CD non serve più. Faccio un brano, metto il link e lo faccio ascoltare</em>”.</p>
<p>Ma secondo te si è mai eccitato qualcuno per un link da scaricare?</p>
<p><u>No</u>! C’è bisogno di qualcosa di <strong>fisico</strong>, sia da portare al locale, sia per tante altre cose.</p>
<p>Vediamo quindi quali sono le <u>tendenze</u> e le scelte dei nuovi artisti rispetto al CD e all’online in questo mondo liquido.</p>
<h2>Si ascolta tutto in streaming</h2>
<p>Viviamo in un mondo <strong>totalmente in streaming oggi</strong>, e la tendenza è quella di ascoltare musica nei <em>player</em> come <em>Spotify </em>o <em>YouTube</em>.</p>
<p>È cambiato anche il modo di ascoltare: si sente sul <u>telefonino</u>.</p>
<p>Sono spariti gli iPod (e purtroppo anche i bassi negli ascolti!).</p>
<p>Da fine 2018, <em>Apple </em>non ha più in produzione quello che era il suo gioiellino.</p>
<p>Questo deve farti capire molto.</p>
<p>È tutto da remoto, tutto in streaming.</p>
<p>Nelle nuove automobili non ci sono più i lettori CD, e nemmeno nei computer.</p>
<p>Sembra che ormai sia quasi una cosa vintage, se non di <u>antiquariato</u>!</p>
<p>In realtà in parte è vero: <u>non devi puntare molto sulla produzione fisica</u>. Non devi stampare 10.000 copie del tuo CD, saresti matto.</p>
<p>A meno che tu non abbia 10.000 amici a cui vuoi fare un regalo!</p>
<p><em>L’utilizzo che puoi avere oggi del CD infatti è quello di gadget, di regalo. </em></p>
<p>Negli articoli scorsi ti abbiamo parlato dell’importanza di <u>andare di persona nei locali</u>, di creare un rapporto diretto con i gestori; in tal caso è una buona idea <strong>portare un CD come regalo</strong>.</p>
<p>Come lo è portare CD <u>nelle esibizioni live</u>, o farli mandare dall’agenzia PR insieme ai comunicati stampa.</p>
<p>Il CD è il tuo biglietto da visita.</p>
<p>Anche una <u>grafica</u> carina, un semplice fronte-retro magari, può essere d’impatto. Non serve il libretto enciclopedico con tutte le biografie.</p>
<p>Però anche l’idea dei testi è buona.</p>
<p>Una volta andavi sempre a vedere chi aveva suonato e chi no in un determinato brano. È un’idea che crea una forma di <strong>legame maggiore</strong> con chi suona.</p>
<p>Da esperto di marketing, Daniele ti può garantire che devi essere sì presente su tutti i player in <em>streaming</em>, perché devi poter essere ascoltato in qualunque momento da chi ti cerca, ma l’emozione del supporto fisico, del prodotto da tenere in mano, è veramente altissima.</p>
<p>Nel mondo dell’arte questo è un elemento davvero importante.</p>
<p>Ultimamente anche le band più famose fanno dei <strong>cofanetti deluxe</strong>: le stesse case discografiche hanno capito l’importanza dell’operazione.</p>
<p>Qualche tempo fa, ad esempio, è uscito “Otto”, l’ultimo album dei Subsonica. Daniele l’ha acquistato in prevendita su <em>Amazon</em>, proprio in formato deluxe!</p>
<p>Gli è arrivata a casa questa <u>scatola enorme</u> con la maglietta, il pass per il tour, le foto e persino l’audiocassetta registrata con la firma del batterista!</p>
<p>Pensa <u>il senso di affettività</u> che hanno creato con i loro fan con tutto questo pacchetto.</p>
<p><em>Lo vedi, lo senti, lo tocchi: non sono emozioni da poco.</em></p>
<p>E poi va in contrapposizione con lo streaming.</p>
<h2>E il vinile?</h2>
<p>Il ritorno del vinile merita uno spazio a parte.</p>
<p>Però è assurdo che nel 2019 possa esserci il vinile, se ci pensi. Anche se <strong>va tutto in contrapposizione</strong>: da una part]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/supporto-cd.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/supporto-cd.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/100/supporto-cd.mp3" length="18817759" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>L&#8217;importanza di un buon piano di Public Relations (PR)</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/limportanza-di-un-buon-piano-di-pr.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:25:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=87</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi continueremo a parlarti di ciò che abbiamo accennato nell’articolo precedente: <strong>PR.</strong></p>
<p><em>Public Relations.</em></p>
<p>Quindi l’importanza di avere <u>un buon piano</u> per uscire su stampa, <em>webzine</em>, <em>fanzine</em> o essere intervistati dalla radio… Tutti punti fondamentali che hanno bisogno di una <u>strategia</u> alla base.</p>
<p>Vediamo quindi di approfondire un po’ la tematica.</p>
<p>Prima di tutto vorremmo iniziare con una <u>piccola indicazione</u>.</p>
<p><u>Uscire su un giornale o una <em>webzine</em></u> – anche minore – all’interno di una strategia ampia come quella che ti stiamo descrivendo con questo progetto è <strong>molto importante.</strong></p>
<p>Non lasciarla quindi lì, ma <u>rilanciala attraverso i tuoi canali di comunicazione</u>.</p>
<p>Fai capire ai tuoi fan, a chi ti segue e si identifica con te e con la tua musica, che ciò che fate ha una rilevanza tale che anche gli operatori di settore ne cominciano a parlare.</p>
<p>Questo si ricollega <u>all’importanza di creare e allargare la nicchia </u>dei tuoi ascoltatori.</p>
<p>Vivi in un mondo in cui la musica si è <strong>frammentata</strong> in tante piccole parti.</p>
<p>La figura dell’artista con milioni e milioni di fan è ancora presente, ma ha meno rilevanza.</p>
<p>Invece ci sono milioni e milioni di artisti per migliaia di fan.</p>
<p><u>Tantissime micro-realtà.</u></p>
<p>Non pensare che le pubbliche relazioni siano qualcosa di mastodontico: si tratta <u>semplicemente di comunicare</u>, farsi conoscere e alimentare la risonanza tua e della tua musica.</p>
<p>Puoi essere anche John Lennon, ma se nessuno ti conosce rimani a scrivere canzoni in cameretta e basta.</p>
<h2>Quindi, in che modo puoi farti conoscere?</h2>
<p>Come dicevamo già negli scorsi articoli, i punti fondamentali sono:</p>
<ul>
<li><u>Fare molti live</u>;</li>
<li><u>Curare molto i social</u>, dove devi pubblicare i contenuti tratti dai live e condividere la tua musica attraverso <em>Spotify</em>;</li>
<li><u>Approfittare di agenzie come uffici stampa e promozionali</u>.</li>
</ul>
<p><em>Per quale motivo, quindi, è importante gestire le pubbliche relazioni?</em></p>
<p>Perché puoi <strong>allargare il tuo bacino di utenza</strong>.</p>
<p>Gestisci i tuoi 100/500 fan su <em>Facebook</em> ad esempio chiedendo cosa pensa il pubblico di una canzone.</p>
<p>Non creando necessariamente un rapporto <em>one to one</em>, molto amichevole, ma lanciando ad esempio <u>qualche domanda sui social</u>: “<em>Cosa ne pensate di questo argomento?</em>”.</p>
<p>Non per forza deve essere un rapporto uno a uno, ma può estendersi a tutta la nicchia di pubblico che hai.</p>
<p>Molti pensano subito ad arrivare a un milione di ascoltatori.</p>
<p><em>Ma per arrivare a un milione ne devi fare prima dieci, poi cento, poi mille e così via.</em></p>
<p><strong>È un percorso a tappe</strong>. <em>Se non piaci a dieci persone, non piacerai mai a un milione</em>.</p>
<p>È importante perciò che impari bene a comunicare ciò che fai.</p>
<p>È difficile per un artista, perché di base <u>non ha per forza l’animo del comunicatore</u>.</p>
<p>Magari vuoi solo scrivere le tue canzoni, sei scorbutico di carattere, non hai voglia di dedicarti a questo aspetto; tuttavia <strong>devi imparare</strong> a farlo.</p>
<p>E devi imparare a farlo <u>bene</u>.</p>
<p>In realtà, i veri artisti, anche quelli famosi, sono dei grandi comunicatori.</p>
<p>Bisogna sfatare il mito dell’artista egoico pieno di successo: è molto anni Ottanta.</p>
<p>L’artista di oggi <u>comunica con la sua gente</u>, si mette a nudo, coinvolge, parla, racconta, è presente “sul campo”.</p>
<p>Una volta la casa discografica prendeva il talento e lo faceva crescere; poi lo portava improvvisamente a Sanremo e diventava famoso.</p>
<p>Il mercato di oggi, invece, è fatto di <strong><em>level up</em> continui</strong>.</p>
<p>Inizi, hai 100 persone che ti seguono, alcuni vengono ai concerti, portano degli amici e diventano 200, con le sponsorizzate diventano 1.000, e poi 2.000, i live li incrementano ancora di più, poi arriva <em>Spotify </em>e con il singolo nuovo aumentano, e con <em>YouTube </em>vai a 25.000…</p>
<p>Non è poca roba.</p>
<p><u>Tutto ciò va raccontato.</u> I social sono un mezzo fondamentale per creare storie su <em>Instagram</em>, per cercare nuovi fan.</p>
<p>Non per arrivare a un milione, ma per passare da 1.000 a 1.200, 1.500, 2.000.</p>
<p><u>Piccoli passi realistici</u>. Ti daranno un percorso continuo con la tua musica.</p>
<p>Non diventi famoso domani perché vai in radio o perché passi su <em>MTV</em>. Quello è il mondo delle <strong>favole</strong>.</p>
<p>È un percorso che va gestito, aiutato e comunicato volta per volta.</p>
<p>Il ruolo che può avere la comunicazione in tal senso viene da una parte gestito tramite i social, dall’altra parte invece i media tradizionali: carta stampata, recensioni di album, articoli.</p>
<p>Faranno parlare di te.</p>
<h2>Il metodo più efficace?</h2>
<p>Il metodo senza dubbio più efficace nelle pubbliche relazioni è il <strong>passaparola</strong>.</p>
<p>Tizio dice a Caio: “<em>Ma sai che ho sentito un gruppo che mi piace un casino, l’ho sentito live l’altra sera</em>”.</p>
<p>Questo funziona alla grande.</p>
<p><u>Se sei bravo, avrai la metà dei problemi.</u></p>
<h2>Il video e l’importanza del rilancio</h2>
<p>Prima abbiamo accennato al video che passa su <em>MTV</em>.</p>
<p>Anche qui bisogna sfatare un mito: negli anni ’90 se finivi lì avevi fatto centro, ti apriva un milione di porte.</p>
<p><strong>Oggi no</strong>. Oggi è sparita la grande tv generalista dal punto di vista musicale, e anche se andassi lì dovresti comunque integrare la cosa all’interno di una strategia precisa.</p>
<p>Un contenuto acquisisce potenza e ti dà ritorno <u>se lo rilanci</u>.</p>
<p>Con gli <em>Humana</em> nel 2013, il video del singolo “Perso” con la regia di Cosimo Alemà, una firma importante nel panorama dei videoclip italiani, andò molto in rotazione su <em>Rai Music </em>e <em>Match Music</em>.</p>
<p>Ma tutto ciò <u>non ha cambiato il successo della band</u>. Forse avveniva negli anni Ottanta/Novanta.</p>
<p>Ha cambiato di più il fatto che Daniele e la sua band <strong>lo raccontassero sui social</strong> e con il <em>tour</em>.</p>
<p>Ha migliorato la comunicazione con chi già li ascoltava. <u>Ha dato autorità, importanza, con chi era già “a casa loro”.</u></p>
<p>Esistono tantissime realtà molto famose nella propria nicchia e totalmente sconosciuti nell’orticello affianco.</p>
<p>Ci sono gruppi che sono conosciuti per dieci persone e altre dieci non hanno nemmeno idea di chi siano. Ma stanno <u>comunque in piedi</u>!</p>
<p>Travis Cold ad esempio andò su <em>Deejay TV</em> con un’intervista e fece un pezzo live, ma ebbe più risonanza il fatto che lui l’avesse condiviso nella sua pagina rispetto alla diretta.</p>
<p>Insomma, le persone alle sei di pomeriggio non stavano a vedere l’intervista.</p>
<p>Vivi in un mondo in cui si dimentica.</p>
<p>Sei bombardato da talmente tante cose, e-mail, telefono, chat, informazioni social, etc., che l’arrivo di una persona che canta fa solo dire: “<em>Ah, eccone un altro</em>”. Il giorno dopo ce ne sono altre cento.</p>
<p>Se fai sentire però una canzone a chi già ti conosce, <u>il rapporto avrà più valore</u>.</p>
<p>Il segreto sta nella <u>familiarità</u> che crei con quell’artista.</p>
<p>È come se dovessi <strong>coltivare</strong> le tue persone.</p>
<p>Smetti di cercare numeri da favola.</p>
<p>Essere trasmessi in una radio, anche grossa, per due volte – ammesso che sia fattibile – non ti cambierà <u>nulla</u>.</p>
<p>Raccontare ai tuoi fan, a chi ti segue, è invece fondamentale.</p>
<p>Perché loro attivano il passaparola e diventano un <strong>pubblico attivo</strong>, che verrà ai concerti e conoscerà le tue canzoni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi quindi abbiamo parlato di PR declinato in modo intelligente e, soprattutto, a largo raggio.</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao! Benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi continueremo a parlarti di ciò che abbiamo accennato nell’articolo precedente: <strong>PR.</strong></p>
<p><em>Public Relations.</em></p>
<p>Quindi l’importanza di avere <u>un buon piano</u> per uscire su stampa, <em>webzine</em>, <em>fanzine</em> o essere intervistati dalla radio… Tutti punti fondamentali che hanno bisogno di una <u>strategia</u> alla base.</p>
<p>Vediamo quindi di approfondire un po’ la tematica.</p>
<p>Prima di tutto vorremmo iniziare con una <u>piccola indicazione</u>.</p>
<p><u>Uscire su un giornale o una <em>webzine</em></u> – anche minore – all’interno di una strategia ampia come quella che ti stiamo descrivendo con questo progetto è <strong>molto importante.</strong></p>
<p>Non lasciarla quindi lì, ma <u>rilanciala attraverso i tuoi canali di comunicazione</u>.</p>
<p>Fai capire ai tuoi fan, a chi ti segue e si identifica con te e con la tua musica, che ciò che fate ha una rilevanza tale che anche gli operatori di settore ne cominciano a parlare.</p>
<p>Questo si ricollega <u>all’importanza di creare e allargare la nicchia </u>dei tuoi ascoltatori.</p>
<p>Vivi in un mondo in cui la musica si è <strong>frammentata</strong> in tante piccole parti.</p>
<p>La figura dell’artista con milioni e milioni di fan è ancora presente, ma ha meno rilevanza.</p>
<p>Invece ci sono milioni e milioni di artisti per migliaia di fan.</p>
<p><u>Tantissime micro-realtà.</u></p>
<p>Non pensare che le pubbliche relazioni siano qualcosa di mastodontico: si tratta <u>semplicemente di comunicare</u>, farsi conoscere e alimentare la risonanza tua e della tua musica.</p>
<p>Puoi essere anche John Lennon, ma se nessuno ti conosce rimani a scrivere canzoni in cameretta e basta.</p>
<h2>Quindi, in che modo puoi farti conoscere?</h2>
<p>Come dicevamo già negli scorsi articoli, i punti fondamentali sono:</p>
<ul>
<li><u>Fare molti live</u>;</li>
<li><u>Curare molto i social</u>, dove devi pubblicare i contenuti tratti dai live e condividere la tua musica attraverso <em>Spotify</em>;</li>
<li><u>Approfittare di agenzie come uffici stampa e promozionali</u>.</li>
</ul>
<p><em>Per quale motivo, quindi, è importante gestire le pubbliche relazioni?</em></p>
<p>Perché puoi <strong>allargare il tuo bacino di utenza</strong>.</p>
<p>Gestisci i tuoi 100/500 fan su <em>Facebook</em> ad esempio chiedendo cosa pensa il pubblico di una canzone.</p>
<p>Non creando necessariamente un rapporto <em>one to one</em>, molto amichevole, ma lanciando ad esempio <u>qualche domanda sui social</u>: “<em>Cosa ne pensate di questo argomento?</em>”.</p>
<p>Non per forza deve essere un rapporto uno a uno, ma può estendersi a tutta la nicchia di pubblico che hai.</p>
<p>Molti pensano subito ad arrivare a un milione di ascoltatori.</p>
<p><em>Ma per arrivare a un milione ne devi fare prima dieci, poi cento, poi mille e così via.</em></p>
<p><strong>È un percorso a tappe</strong>. <em>Se non piaci a dieci persone, non piacerai mai a un milione</em>.</p>
<p>È importante perciò che impari bene a comunicare ciò che fai.</p>
<p>È difficile per un artista, perché di base <u>non ha per forza l’animo del comunicatore</u>.</p>
<p>Magari vuoi solo scrivere le tue canzoni, sei scorbutico di carattere, non hai voglia di dedicarti a questo aspetto; tuttavia <strong>devi imparare</strong> a farlo.</p>
<p>E devi imparare a farlo <u>bene</u>.</p>
<p>In realtà, i veri artisti, anche quelli famosi, sono dei grandi comunicatori.</p>
<p>Bisogna sfatare il mito dell’artista egoico pieno di successo: è molto anni Ottanta.</p>
<p>L’artista di oggi <u>comunica con la sua gente</u>, si mette a nudo, coinvolge, parla, racconta, è presente “sul campo”.</p>
<p>Una volta la casa discografica prendeva il talento e lo faceva crescere; poi lo portava improvvisamente a Sanremo e diventava famoso.</p>
<p>Il mercato di oggi, invece, è fatto di <strong><em>level up</em> c]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao! Benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi continueremo a parlarti di ciò che abbiamo accennato nell’articolo precedente: <strong>PR.</strong></p>
<p><em>Public Relations.</em></p>
<p>Quindi l’importanza di avere <u>un buon piano</u> per uscire su stampa, <em>webzine</em>, <em>fanzine</em> o essere intervistati dalla radio… Tutti punti fondamentali che hanno bisogno di una <u>strategia</u> alla base.</p>
<p>Vediamo quindi di approfondire un po’ la tematica.</p>
<p>Prima di tutto vorremmo iniziare con una <u>piccola indicazione</u>.</p>
<p><u>Uscire su un giornale o una <em>webzine</em></u> – anche minore – all’interno di una strategia ampia come quella che ti stiamo descrivendo con questo progetto è <strong>molto importante.</strong></p>
<p>Non lasciarla quindi lì, ma <u>rilanciala attraverso i tuoi canali di comunicazione</u>.</p>
<p>Fai capire ai tuoi fan, a chi ti segue e si identifica con te e con la tua musica, che ciò che fate ha una rilevanza tale che anche gli operatori di settore ne cominciano a parlare.</p>
<p>Questo si ricollega <u>all’importanza di creare e allargare la nicchia </u>dei tuoi ascoltatori.</p>
<p>Vivi in un mondo in cui la musica si è <strong>frammentata</strong> in tante piccole parti.</p>
<p>La figura dell’artista con milioni e milioni di fan è ancora presente, ma ha meno rilevanza.</p>
<p>Invece ci sono milioni e milioni di artisti per migliaia di fan.</p>
<p><u>Tantissime micro-realtà.</u></p>
<p>Non pensare che le pubbliche relazioni siano qualcosa di mastodontico: si tratta <u>semplicemente di comunicare</u>, farsi conoscere e alimentare la risonanza tua e della tua musica.</p>
<p>Puoi essere anche John Lennon, ma se nessuno ti conosce rimani a scrivere canzoni in cameretta e basta.</p>
<h2>Quindi, in che modo puoi farti conoscere?</h2>
<p>Come dicevamo già negli scorsi articoli, i punti fondamentali sono:</p>
<ul>
<li><u>Fare molti live</u>;</li>
<li><u>Curare molto i social</u>, dove devi pubblicare i contenuti tratti dai live e condividere la tua musica attraverso <em>Spotify</em>;</li>
<li><u>Approfittare di agenzie come uffici stampa e promozionali</u>.</li>
</ul>
<p><em>Per quale motivo, quindi, è importante gestire le pubbliche relazioni?</em></p>
<p>Perché puoi <strong>allargare il tuo bacino di utenza</strong>.</p>
<p>Gestisci i tuoi 100/500 fan su <em>Facebook</em> ad esempio chiedendo cosa pensa il pubblico di una canzone.</p>
<p>Non creando necessariamente un rapporto <em>one to one</em>, molto amichevole, ma lanciando ad esempio <u>qualche domanda sui social</u>: “<em>Cosa ne pensate di questo argomento?</em>”.</p>
<p>Non per forza deve essere un rapporto uno a uno, ma può estendersi a tutta la nicchia di pubblico che hai.</p>
<p>Molti pensano subito ad arrivare a un milione di ascoltatori.</p>
<p><em>Ma per arrivare a un milione ne devi fare prima dieci, poi cento, poi mille e così via.</em></p>
<p><strong>È un percorso a tappe</strong>. <em>Se non piaci a dieci persone, non piacerai mai a un milione</em>.</p>
<p>È importante perciò che impari bene a comunicare ciò che fai.</p>
<p>È difficile per un artista, perché di base <u>non ha per forza l’animo del comunicatore</u>.</p>
<p>Magari vuoi solo scrivere le tue canzoni, sei scorbutico di carattere, non hai voglia di dedicarti a questo aspetto; tuttavia <strong>devi imparare</strong> a farlo.</p>
<p>E devi imparare a farlo <u>bene</u>.</p>
<p>In realtà, i veri artisti, anche quelli famosi, sono dei grandi comunicatori.</p>
<p>Bisogna sfatare il mito dell’artista egoico pieno di successo: è molto anni Ottanta.</p>
<p>L’artista di oggi <u>comunica con la sua gente</u>, si mette a nudo, coinvolge, parla, racconta, è presente “sul campo”.</p>
<p>Una volta la casa discografica prendeva il talento e lo faceva crescere; poi lo portava improvvisamente a Sanremo e diventava famoso.</p>
<p>Il mercato di oggi, invece, è fatto di <strong><em>level up</em> c]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/Public-Relation-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/Public-Relation-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/87/limportanza-di-un-buon-piano-di-pr.mp3" length="18320062" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Il ruolo della stampa nella carriera di un artista</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/il-ruolo-dei-giornali-per-un-cantante.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:20:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=76</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo come sempre Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo del <strong>ruolo dei giornali per un cantante</strong>, cosa di cui non avevamo ancora parlato.</p>
<p>Per giornale intendiamo <u>la carta stampata</u>, ma ovviamente anche:</p>
<ul>
<li>Media online;</li>
<li>Blog;</li>
<li><em>Fanzine</em>;</li>
<li><em>Webzine</em>;</li>
<li>E così via.</li>
</ul>
<p>Sappiamo che c’è <u>un’importanza fondamentale</u> di questi mezzi per l’artista e per chi sta presentando il suo progetto.</p>
<p>Se stai leggendo per la prima volta uno dei nostri articoli, ti suggeriamo di andare a vedere anche i precedenti. Iscriviti alla newsletter e al canale <em>YouTube</em>: ti stiamo fornendo un vero e proprio <strong>piano di attacco</strong> per il mercato!</p>
<h2>Quanto sono importanti, dunque, i giornali, i blog e quant’altro?</h2>
<p>Sono importanti se inseriti <strong>all’interno di una strategia</strong>. Vanno a comunicare quello che stai facendo.</p>
<p>Le riviste di settore, i blog, i web magazine e, in generale, tutto ciò che è carta stampata o digitale <u>porta alla lettura molte persone</u> e artisti, soprattutto in alcuni mondi come quello dell’indie, del metal o del rap.</p>
<p><u>Le recensioni sono molte</u>, è perciò importante farsene fare da questi giornalisti, che poi a loro volta possono creare contenuti all’interno dei loro spazi.</p>
<p>Questo tipo di collaborazione, quindi, <strong>aiuta entrambi</strong>.</p>
<p>È importante, una volta che si esce, dare la possibilità a qualcuno di <u>recensirti l’album</u>. Non si può recensire un singolo, si baserebbe sul vuoto.</p>
<p>Quando hai un album, un EP o qualcosa di concreto da farti recensire, proponilo.</p>
<p><em>Come?</em></p>
<p>Attraverso <strong>un comunicato stampa</strong>.</p>
<p>Puoi farlo da solo, ma sarebbe l’ideale sfruttare <u>un ufficio stampa</u>, che dovrebbe lavorare a livello professionale sul tuo progetto. Deve essere abbastanza appetibile, con notizie un po’ stuzzicanti.</p>
<p>Quando Lorenzo nel 2013 lavorò con Travis Cold ci fu la notizia delle 2 milioni di visualizzazioni su <em>YouTube</em>, che venne rilanciata su diverse testate.</p>
<p>Quindi non hai bisogno di un fattore o di un ingrediente in questo caso, ma di una <em>strategia integrata di marketing</em>.</p>
<p>Infatti, la notizia non viene scoperta dal giornalista: <u>qualcuno gliela porta</u> attraverso un comunicato stampa.</p>
<p>La cosa importante è generare notizia.</p>
<p>Se vai ad aprire il tour di un artista famoso, quella è una notizia. Se è una semplice uscita di un album, nonostante sia una notizia anche quella, <u>si confonde</u> in mezzo a tante altre.</p>
<p>Avrai perciò bisogno di <strong>creare contenuti</strong>.</p>
<p>Negli uffici stampa ti diranno anche che dovrai portare molte cose da dire.</p>
<p>I giornali e i <em>web magazine</em>, dunque, sono importanti, ma nella strategia che andrai ad adottare arriveranno in seconda o terza battuta, forse anche dopo le radio.</p>
<p><u>È l’ultima cosa che dovrai fare.</u></p>
<p>Rispetto a quella che può essere l’uscita su <em>Spotify</em>, infatti, non è così semplice andare a farsi leggere.</p>
<p>Avviene dopo che hai creato.</p>
<p>Dopo un anno, ad esempio, in cui hai fatto molte date, creato un circuito e hai qualcosa di appetibile da poter dire, allora avrai <u>un fenomeno che potrà essere raccontato</u>.</p>
<p>Se all’inizio ancora non hai un album ma solo qualche canzone nel cassetto, non troverai mai il <em>Corriere della Sera</em> che in prima pagina aprirà con “<em>Tizio ha fatto cinque canzoni</em>”.</p>
<p>In questo ramo si annidano delle potenziali fregature, quindi fai attenzione.</p>
<p>Stiamo cominciando ad aprire il vaso di Pandora del mercato discografico e dei suoi servizi.</p>
<p>Queste strutture, infatti, lavorano <u>prevalentemente con grossi artisti</u>. Non sono strutturate per gestire capillarmente il mercato più piccolo, quindi molti le vedono come <strong>marchette</strong>.</p>
<p>Ciò che va detto è che il mondo dell’arte ospita una bella quantità di matti che non immagini.</p>
<p>Dovrai affrontare questo lavoro mettendo da parte il più possibile l’ego, nonostante il fascino che ha lo stare sul palco.</p>
<p>Devi considerarlo un <strong>mestiere</strong> e usare il <u>raziocinio</u>.</p>
<p>Sarai così molto meno dipendente dall’esterno e dall’idea di successo.</p>
<p>Quando arriva qualcuno che ti dice: “<em>Con me andrai sul Corriere della Sera e ti porterò su Marte</em>”, <u>vai via</u>.</p>
<p>Ricordati che per finire su grandi testate come <em>Il Corriere </em>o <em>La Stampa</em> dovrai avere una grande notizia.</p>
<p>Se ti arriva un sedicente PR che ti promette l’uscita sul giornale per 2.500 €, ricordati che se non hai una notizia non andrai sul giornale. Mai.</p>
<p>(Parleremo in un altro articolo del mondo dei PR, così ti metterai ancor di più le mani nei capelli.)</p>
<p>Ricordati che sui giornali non possono parlare delle tue magliette o dei tuoi tatuaggi!</p>
<p>È molto più semplice puntare sulle recensioni dei <em>web magazine</em> o delle riviste di settore e di nicchia.</p>
<p>Andrai quindi a fare recensire il tuo album da queste persone, che a tutti gli effetti <u>saranno i tuoi critici</u>.</p>
<p>Nel 2013, con gli <em>Humana</em>, cercammo di cavalcare la notizia di <em>Rock’N’Roll Robot</em>. Ne parlò Alberto Camerini sulle sue pagine <em>Facebook</em>, in un’intervista, ci chiamò anche una radio locale di Roma. Fu un evento <u>richiamato da un sacco di testate</u>.</p>
<p>La notizia era questa: c’era un brano di Camerini rivisitato che aveva fatto <strong>300mila ascolti in una settimana</strong>.</p>
<p>E a Camerini era piaciuto molto.</p>
<p>Da lì venne facile l’apertura sull’<em>AudioCoop</em>, in quanto andammo anche al meeting di Faenza a suonare dal vivo, quando la musica indipendente era ancora più di nicchia.</p>
<p>Anche vincere un contest o un premio è una notizia.</p>
<p>Aprire un tour di artisti famosi è una notizia, così come un attore che fa uno spettacolo e poi esce con un album.</p>
<p>Dovrai trovare <u>un aggancio che renda la vita facile all’ufficio stampa</u>, il quale scrive comunicati e li distribuisce alle testate, poi ovviamente la percentuale di queste che pubblicherà la notizia o creerà interviste su quel determinato contenuto sarà maggiore quando si avranno notizie un po’ più appetibili, alle quali il pubblico potrà essere interessato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Visto che stiamo parlando degli uffici stampa sia come entità sia quanto a piano strategico, magari nel prossimo articolo tratteremo dell’importanza di un buon piano di <em>public relation</em>.</p>
<p>Alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo come sempre Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo del <strong>ruolo dei giornali per un cantante</strong>, cosa di cui non avevamo ancora parlato.</p>
<p>Per giornale intendiamo <u>la carta stampata</u>, ma ovviamente anche:</p>
<ul>
<li>Media online;</li>
<li>Blog;</li>
<li><em>Fanzine</em>;</li>
<li><em>Webzine</em>;</li>
<li>E così via.</li>
</ul>
<p>Sappiamo che c’è <u>un’importanza fondamentale</u> di questi mezzi per l’artista e per chi sta presentando il suo progetto.</p>
<p>Se stai leggendo per la prima volta uno dei nostri articoli, ti suggeriamo di andare a vedere anche i precedenti. Iscriviti alla newsletter e al canale <em>YouTube</em>: ti stiamo fornendo un vero e proprio <strong>piano di attacco</strong> per il mercato!</p>
<h2>Quanto sono importanti, dunque, i giornali, i blog e quant’altro?</h2>
<p>Sono importanti se inseriti <strong>all’interno di una strategia</strong>. Vanno a comunicare quello che stai facendo.</p>
<p>Le riviste di settore, i blog, i web magazine e, in generale, tutto ciò che è carta stampata o digitale <u>porta alla lettura molte persone</u> e artisti, soprattutto in alcuni mondi come quello dell’indie, del metal o del rap.</p>
<p><u>Le recensioni sono molte</u>, è perciò importante farsene fare da questi giornalisti, che poi a loro volta possono creare contenuti all’interno dei loro spazi.</p>
<p>Questo tipo di collaborazione, quindi, <strong>aiuta entrambi</strong>.</p>
<p>È importante, una volta che si esce, dare la possibilità a qualcuno di <u>recensirti l’album</u>. Non si può recensire un singolo, si baserebbe sul vuoto.</p>
<p>Quando hai un album, un EP o qualcosa di concreto da farti recensire, proponilo.</p>
<p><em>Come?</em></p>
<p>Attraverso <strong>un comunicato stampa</strong>.</p>
<p>Puoi farlo da solo, ma sarebbe l’ideale sfruttare <u>un ufficio stampa</u>, che dovrebbe lavorare a livello professionale sul tuo progetto. Deve essere abbastanza appetibile, con notizie un po’ stuzzicanti.</p>
<p>Quando Lorenzo nel 2013 lavorò con Travis Cold ci fu la notizia delle 2 milioni di visualizzazioni su <em>YouTube</em>, che venne rilanciata su diverse testate.</p>
<p>Quindi non hai bisogno di un fattore o di un ingrediente in questo caso, ma di una <em>strategia integrata di marketing</em>.</p>
<p>Infatti, la notizia non viene scoperta dal giornalista: <u>qualcuno gliela porta</u> attraverso un comunicato stampa.</p>
<p>La cosa importante è generare notizia.</p>
<p>Se vai ad aprire il tour di un artista famoso, quella è una notizia. Se è una semplice uscita di un album, nonostante sia una notizia anche quella, <u>si confonde</u> in mezzo a tante altre.</p>
<p>Avrai perciò bisogno di <strong>creare contenuti</strong>.</p>
<p>Negli uffici stampa ti diranno anche che dovrai portare molte cose da dire.</p>
<p>I giornali e i <em>web magazine</em>, dunque, sono importanti, ma nella strategia che andrai ad adottare arriveranno in seconda o terza battuta, forse anche dopo le radio.</p>
<p><u>È l’ultima cosa che dovrai fare.</u></p>
<p>Rispetto a quella che può essere l’uscita su <em>Spotify</em>, infatti, non è così semplice andare a farsi leggere.</p>
<p>Avviene dopo che hai creato.</p>
<p>Dopo un anno, ad esempio, in cui hai fatto molte date, creato un circuito e hai qualcosa di appetibile da poter dire, allora avrai <u>un fenomeno che potrà essere raccontato</u>.</p>
<p>Se all’inizio ancora non hai un album ma solo qualche canzone nel cassetto, non troverai mai il <em>Corriere della Sera</em> che in prima pagina aprirà con “<em>Tizio ha fatto cinque canzoni</em>”.</p>
<p>In questo ramo si annidano delle potenziali fregature, quindi fai attenzione.</p>
<p>Stiamo cominciando ad aprire il vaso di Pandora del mercato discografico e dei suoi servizi.</p>
<p>Queste strutture, infatti, lavorano <u>prevalentemente con grossi artisti</u>. Non sono strutturate per gestire capillarmente il mercat]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo come sempre Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo del <strong>ruolo dei giornali per un cantante</strong>, cosa di cui non avevamo ancora parlato.</p>
<p>Per giornale intendiamo <u>la carta stampata</u>, ma ovviamente anche:</p>
<ul>
<li>Media online;</li>
<li>Blog;</li>
<li><em>Fanzine</em>;</li>
<li><em>Webzine</em>;</li>
<li>E così via.</li>
</ul>
<p>Sappiamo che c’è <u>un’importanza fondamentale</u> di questi mezzi per l’artista e per chi sta presentando il suo progetto.</p>
<p>Se stai leggendo per la prima volta uno dei nostri articoli, ti suggeriamo di andare a vedere anche i precedenti. Iscriviti alla newsletter e al canale <em>YouTube</em>: ti stiamo fornendo un vero e proprio <strong>piano di attacco</strong> per il mercato!</p>
<h2>Quanto sono importanti, dunque, i giornali, i blog e quant’altro?</h2>
<p>Sono importanti se inseriti <strong>all’interno di una strategia</strong>. Vanno a comunicare quello che stai facendo.</p>
<p>Le riviste di settore, i blog, i web magazine e, in generale, tutto ciò che è carta stampata o digitale <u>porta alla lettura molte persone</u> e artisti, soprattutto in alcuni mondi come quello dell’indie, del metal o del rap.</p>
<p><u>Le recensioni sono molte</u>, è perciò importante farsene fare da questi giornalisti, che poi a loro volta possono creare contenuti all’interno dei loro spazi.</p>
<p>Questo tipo di collaborazione, quindi, <strong>aiuta entrambi</strong>.</p>
<p>È importante, una volta che si esce, dare la possibilità a qualcuno di <u>recensirti l’album</u>. Non si può recensire un singolo, si baserebbe sul vuoto.</p>
<p>Quando hai un album, un EP o qualcosa di concreto da farti recensire, proponilo.</p>
<p><em>Come?</em></p>
<p>Attraverso <strong>un comunicato stampa</strong>.</p>
<p>Puoi farlo da solo, ma sarebbe l’ideale sfruttare <u>un ufficio stampa</u>, che dovrebbe lavorare a livello professionale sul tuo progetto. Deve essere abbastanza appetibile, con notizie un po’ stuzzicanti.</p>
<p>Quando Lorenzo nel 2013 lavorò con Travis Cold ci fu la notizia delle 2 milioni di visualizzazioni su <em>YouTube</em>, che venne rilanciata su diverse testate.</p>
<p>Quindi non hai bisogno di un fattore o di un ingrediente in questo caso, ma di una <em>strategia integrata di marketing</em>.</p>
<p>Infatti, la notizia non viene scoperta dal giornalista: <u>qualcuno gliela porta</u> attraverso un comunicato stampa.</p>
<p>La cosa importante è generare notizia.</p>
<p>Se vai ad aprire il tour di un artista famoso, quella è una notizia. Se è una semplice uscita di un album, nonostante sia una notizia anche quella, <u>si confonde</u> in mezzo a tante altre.</p>
<p>Avrai perciò bisogno di <strong>creare contenuti</strong>.</p>
<p>Negli uffici stampa ti diranno anche che dovrai portare molte cose da dire.</p>
<p>I giornali e i <em>web magazine</em>, dunque, sono importanti, ma nella strategia che andrai ad adottare arriveranno in seconda o terza battuta, forse anche dopo le radio.</p>
<p><u>È l’ultima cosa che dovrai fare.</u></p>
<p>Rispetto a quella che può essere l’uscita su <em>Spotify</em>, infatti, non è così semplice andare a farsi leggere.</p>
<p>Avviene dopo che hai creato.</p>
<p>Dopo un anno, ad esempio, in cui hai fatto molte date, creato un circuito e hai qualcosa di appetibile da poter dire, allora avrai <u>un fenomeno che potrà essere raccontato</u>.</p>
<p>Se all’inizio ancora non hai un album ma solo qualche canzone nel cassetto, non troverai mai il <em>Corriere della Sera</em> che in prima pagina aprirà con “<em>Tizio ha fatto cinque canzoni</em>”.</p>
<p>In questo ramo si annidano delle potenziali fregature, quindi fai attenzione.</p>
<p>Stiamo cominciando ad aprire il vaso di Pandora del mercato discografico e dei suoi servizi.</p>
<p>Queste strutture, infatti, lavorano <u>prevalentemente con grossi artisti</u>. Non sono strutturate per gestire capillarmente il mercat]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/stampa-oggi.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/stampa-oggi.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/76/il-ruolo-dei-giornali-per-un-cantante.mp3" length="19803291" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>L’importanza delle radio oggi</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/radio-per-artisti.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:15:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=91</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema fondamentale: il ruolo delle tanto demonizzate radio. Le abbiamo abbastanza demolite in alcuni degli articoli scorsi, ma cerchiamo di capire quanto siano ancora importanti e se abbiano ancora un senso. Lorenzo è un produttore musicale, e non puoi davvero immaginare quante volte gli chiedano: “Ma mi porti in radio?”. Quindi: la radio serve o no? Serve moltissimo. Serve [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema fondamentale: il ruolo delle tanto demonizzate radio. Le abbiamo abbastanza demolite in alcuni degli articoli scorsi, m]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema fondamentale: <strong>il ruolo delle tanto demonizzate radio</strong>.</p>
<p>Le abbiamo abbastanza demolite in alcuni degli articoli scorsi, ma cerchiamo di capire <u>quanto siano ancora importanti</u> e se abbiano ancora un <u>senso</u>.</p>
<p>Lorenzo è un produttore musicale, e non puoi davvero immaginare quante volte gli chiedano: “<em>Ma mi porti in radio?</em>”.</p>
<p>Quindi: la radio serve o no?</p>
<p><strong>Serve moltissimo.</strong></p>
<p>Serve a <u>consacrare un progetto</u>, ma è <strong>molto difficile</strong> andarci.</p>
<p>Su quelle piccole magari è più semplice, però i network sono quasi <u>irraggiungibili</u>.</p>
<p>Ogni radio aveva un indicatore fornito da quella che una volta si chiamava <em>Audiradio</em>. Da questo si vede <u>l’andamento degli ascolti</u> del pubblico di una radio.</p>
<p>Se in quel momento stanno trasmettendo un brano di Vasco Rossi o di Jovanotti, avranno sicuramente <u>un rendimento maggiore</u> rispetto alla canzone di uno sconosciuto.</p>
<p>Una radio che basa la propria potenza commerciale sui dati dell’ascolto, quindi, avrà seria difficoltà a far passare un brano di un emergente: è un rischio.</p>
<p>E molte di queste radio <u>non prendono questo rischio</u> finché l’artista non ha una propria audience, un proprio pubblico.</p>
<p>Gli artisti dei talent, ad esempio, hanno un pubblico: vengono di conseguenza trasmessi, perché fanno ascolti.</p>
<p>Inutile perciò pensare che un network voglia passare il tuo brano perché è bello.</p>
<p><u>Non ha nessuna rilevanza</u>, non c’è connessione!</p>
<p>Potresti anche aver prodotto Yesterday, ma le radio non te lo trasmetteranno mai: non hai la possibilità di garantire gli ascolti del tuo pubblico.</p>
<p><strong>Non c’è</strong>, il tuo pubblico.</p>
<p><u>Le radio non passano le canzoni belle</u>. L’1% forse lo fa, perché si assume questo rischio, se ha una linea editoriale volta ad aiutare di più gli emergenti.</p>
<p>Ci sono ad esempio quelle che trasmettono solo musica italiana, solo musica rock; c’è la radio che può essere più o meno aperta alla novità.</p>
<p>Ma è una novità che è <u>già inserita</u> da qualche parte.</p>
<p>È difficile che arrivi <u>un artista da zero</u> con un mega-pezzo e che esploda così, dal nulla.</p>
<p>Magari negli anni Novanta poteva accadere, oggi non più.</p>
<p>E sai perché prima succedeva?</p>
<p>Perché <strong>solo per te</strong> che ascoltavi la radio questo artista era un “da zero”. Magari era stato portato lì dalla <em>Universal</em> e aveva un progetto dietro.</p>
<p>Se la <em>Universal</em> sta lavorando da anni a un progetto con un artista, parla con il capo-struttura di radio <em>Deejay</em> e se piace ha più possibilità.</p>
<h2>Se tu paghi la radio, passerà il tuo brano?</h2>
<p>Sappiamo che hai in testa questa domanda.</p>
<p><strong>È una leggenda mostruosa.</strong></p>
<p>Ci sono stati dei casi in passato di <u>qualche truffatore</u> interno alle radio.</p>
<p>Ma non è la radio che ha preso i soldi. C’è qualcuno che l’ha fatto.</p>
<p>Non c’è <u>nessun listino segreto</u>: è una teoria del complotto!</p>
<p>Qualcuno che lavorava in radio si prendeva <u>di nascosto</u> soldi, ed è stato cazziato per questo.</p>
<p>Ci sono radio che ti chiedono i soldi, ma sono quelle più piccoline, per gli <strong>spot pubblicitari</strong>.</p>
<p>Infatti, <u>l’unico spazio che puoi acquistare</u> è quello <u>pubblicitario</u>.</p>
<p>E se lo fai, mica è detto che in allegato ti passino un pezzo del brano, eh!</p>
<p>Per non parlare del fatto che è <strong>super costoso</strong>.</p>
<p>Si parla di decine di migliaia di euro al mese, per radio importanti.</p>
<p>E il risultato sarebbe quasi nullo, se hai solo la radio; varrebbe solo all’interno di una strategia più ampia.</p>
<h2>E le radio locali?</h2>
<p>Abbiamo parlato di network, ma molte persone passano sulle <strong>radio locali</strong> o fanno interviste.</p>
<p><em>Ha senso che l’artista si muova in tal senso, per poi magari riproporre i contenuti sui propri canali social al fine di aumentare la sua visibilità, o potrebbe essere inutile perché, alla fine, è stato passato solo in una radio “sfigatella”?</em></p>
<p>Anche qui, come sempre, la cosa ha senso se inserita all’interno di una <strong>strategia più ampia</strong>.</p>
<p>Nel momento in cui hai solo quello su cui puntare in quanto:</p>
<ul>
<li>Non ti esibisci dal vivo;</li>
<li>Non hai <em>streams</em> su <em>Spotify</em>.</li>
</ul>
<p>Però passi su <em>Radio 1, 2, 3</em> di Reggio Calabria… be’, <u>non è che sei messo bene</u>.</p>
<p>Ha senso andare su venti radio locali se stai facendo qualcosa.</p>
<p>Ma fino a un certo punto.</p>
<p>La radio è di certo ancora uno strumento molto importante, ma all’interno di una strategia totale.</p>
<h2>Le agenzie</h2>
<p>Abbiamo raccontato di agenzie e di esperienze dirette e indirette di chi le ha pagate per poter essere trasmesso in radio.</p>
<p>Probabilmente starai iniziando già a costruire <u>la tua strategia di attacco</u> del mercato e della tua nicchia, se stai seguendo regolarmente i nostri articoli.</p>
<p>Quindi: come puoi evitare quelle agenzie che ti fanno perdere 2.000/3.000 €, oltre a farti perdere tempo e a bruciarti?</p>
<p>Per prima cosa, se qualcuno ti promette di farti passare da qualche radio, <strong>inizia a correre</strong>.</p>
<p>Vai, e di corsa!</p>
<p>Se arriva uno che ti giura che conosce il tizio che ti trasmetterà su <em>Radio X, Y, Z</em>, sappi che è <u>una cagata pazzesca</u>.</p>
<p>Nessuno sa se passerai in radio a priori.</p>
<p>Allora, sia chiaro: i network hanno <u>rapporti di collaborazione</u> con le <em>major</em>. Alcuni anche con le etichette più piccole, perché magari hanno una grande stima del loro mondo.</p>
<p><em>Radio Deejay</em> che passa Calcutta si è avvalso di un artista che fino a qualche anno fa non era parte delle <em>major</em>.</p>
<p>Ci sono molte etichette piccole che vanno in radio, anche se è una percentuale bassa. Siamo attorno al 10-20%, nelle prime 20/30 posizioni delle radio.</p>
<p>Ma facciamo un passo indietro.</p>
<h2>Come si mandano i brani in radio?</h2>
<p>La casa discografica si serve di uno strumento chiamato <strong><em>Mediasender</em></strong> che è fondamentalmente una piattaforma.</p>
<p>Forse oggi è aperta anche a chi si autoproduce, e puoi averla anche come privato: verifica all’indirizzo: <a href="https://mediasender.it/">https://mediasender.it/</a></p>
<p>Il programma è un anti-spamming e-mail. È più o meno come quello che utilizzano le aziende che mandano le newsletter, una sorta di autorisponditore.</p>
<p>Ci sono diverse piattaforme, ma questa è <u>la più conosciuta</u>.</p>
<p><em>Mediasender</em> ti permette di mandare <u>in simultanea</u> a una mailing list (che deve essere in tuo possesso) di 200/300 persone <u>la tua canzone</u>.</p>
<p>Quelle e-mail sono associate a chi fa la programmazione delle radio.</p>
<p>Nei casi di radio piccole magari sono collegate al proprietario stesso o allo speaker; in quelle più grandi invece sono associate ai responsabili della programmazione.</p>
<p>Una volta inviate queste e-mail, vengono fatte le cosiddette <strong><em>recall</em>:</strong> prendi il telefono e inizi a chiamare queste radio.</p>
<p>Tante non daranno molte informazioni: immagina quante persone chiamano le radio tutti i giorni, d’altronde!</p>
<p><em>Molte agenzie di produzione si servono di MediaSender per inviare il tuo brano.</em></p>
<p>Non sanno quindi se dall’altra parte verrà poi preso in considerazione o meno!</p>
<p>Ciò che possono garantirti è un buon lavoro di distribuzione e di informazione.</p>
<p>Però ti garantiamo che i network al 99% <u>non ti prenderanno</u> il brano in questo modo.</p>
<p>Se comunque decidi di avvalerti di un’agenzia, ti consigliamo di fare un accordo prima in cui chiedi di farti vedere i <strong>report</strong> sia di ciò che hanno inviato, sia delle persone fisiche con cui hanno parlato.</p>
<p>Se paghi, fallo. Altrimenti, come è successo a noi, ma anche a molta altra gente, non verrai trasmesso da nessuna parte.</p>
<p>Il tuo brano verrà mandato al massimo alle dieci radio con cui l’agenzia ha un accordo per farti passare e finisce lì.</p>
<p>Fatti dare i report!</p>
<p>Spesso, infatti, le agenzie hanno <u>un certo giro di radio</u> con cui hanno rapporti, perciò sanno che comunque vadano le cose il brano verrà trasmesso almeno da queste realtà <u>super locali</u> e piccolissime, sentendosi col cuore in pace perché possono farti vedere che qualcosa hanno fatto.</p>
<p>Creano così un giro di clienti anche per giustificare ciò che prendono.</p>
<p>Sanno già che finirai a fare quelle dieci cose contate, ma <u>ti promettono tutt’altro</u>, parlandoti di <em>Radio Deejay</em>.</p>
<p>Ma non succederà.</p>
<p>Succede <u>solo</u> se <em>Universal</em> o <em>Sony</em> garantiscono per te.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie dell’attenzione, fai tesoro di ciò che ti abbiamo detto in questo articolo.</p>
<p>Ci vediamo alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema fondamentale: <strong>il ruolo delle tanto demonizzate radio</strong>.</p>
<p>Le abbiamo abbastanza demolite in alcuni degli articoli scorsi, ma cerchiamo di capire <u>quanto siano ancora importanti</u> e se abbiano ancora un <u>senso</u>.</p>
<p>Lorenzo è un produttore musicale, e non puoi davvero immaginare quante volte gli chiedano: “<em>Ma mi porti in radio?</em>”.</p>
<p>Quindi: la radio serve o no?</p>
<p><strong>Serve moltissimo.</strong></p>
<p>Serve a <u>consacrare un progetto</u>, ma è <strong>molto difficile</strong> andarci.</p>
<p>Su quelle piccole magari è più semplice, però i network sono quasi <u>irraggiungibili</u>.</p>
<p>Ogni radio aveva un indicatore fornito da quella che una volta si chiamava <em>Audiradio</em>. Da questo si vede <u>l’andamento degli ascolti</u> del pubblico di una radio.</p>
<p>Se in quel momento stanno trasmettendo un brano di Vasco Rossi o di Jovanotti, avranno sicuramente <u>un rendimento maggiore</u> rispetto alla canzone di uno sconosciuto.</p>
<p>Una radio che basa la propria potenza commerciale sui dati dell’ascolto, quindi, avrà seria difficoltà a far passare un brano di un emergente: è un rischio.</p>
<p>E molte di queste radio <u>non prendono questo rischio</u> finché l’artista non ha una propria audience, un proprio pubblico.</p>
<p>Gli artisti dei talent, ad esempio, hanno un pubblico: vengono di conseguenza trasmessi, perché fanno ascolti.</p>
<p>Inutile perciò pensare che un network voglia passare il tuo brano perché è bello.</p>
<p><u>Non ha nessuna rilevanza</u>, non c’è connessione!</p>
<p>Potresti anche aver prodotto Yesterday, ma le radio non te lo trasmetteranno mai: non hai la possibilità di garantire gli ascolti del tuo pubblico.</p>
<p><strong>Non c’è</strong>, il tuo pubblico.</p>
<p><u>Le radio non passano le canzoni belle</u>. L’1% forse lo fa, perché si assume questo rischio, se ha una linea editoriale volta ad aiutare di più gli emergenti.</p>
<p>Ci sono ad esempio quelle che trasmettono solo musica italiana, solo musica rock; c’è la radio che può essere più o meno aperta alla novità.</p>
<p>Ma è una novità che è <u>già inserita</u> da qualche parte.</p>
<p>È difficile che arrivi <u>un artista da zero</u> con un mega-pezzo e che esploda così, dal nulla.</p>
<p>Magari negli anni Novanta poteva accadere, oggi non più.</p>
<p>E sai perché prima succedeva?</p>
<p>Perché <strong>solo per te</strong> che ascoltavi la radio questo artista era un “da zero”. Magari era stato portato lì dalla <em>Universal</em> e aveva un progetto dietro.</p>
<p>Se la <em>Universal</em> sta lavorando da anni a un progetto con un artista, parla con il capo-struttura di radio <em>Deejay</em> e se piace ha più possibilità.</p>
<h2>Se tu paghi la radio, passerà il tuo brano?</h2>
<p>Sappiamo che hai in testa questa domanda.</p>
<p><strong>È una leggenda mostruosa.</strong></p>
<p>Ci sono stati dei casi in passato di <u>qualche truffatore</u> interno alle radio.</p>
<p>Ma non è la radio che ha preso i soldi. C’è qualcuno che l’ha fatto.</p>
<p>Non c’è <u>nessun listino segreto</u>: è una teoria del complotto!</p>
<p>Qualcuno che lavorava in radio si prendeva <u>di nascosto</u> soldi, ed è stato cazziato per questo.</p>
<p>Ci sono radio che ti chiedono i soldi, ma sono quelle più piccoline, per gli <strong>spot pubblicitari</strong>.</p>
<p>Infatti, <u>l’unico spazio che puoi acquistare</u> è quello <u>pubblicitario</u>.</p>
<p>E se lo fai, mica è detto che in allegato ti passino un pezzo del brano, eh!</p>
<p>Per non parlare del fatto che è <strong>super costoso</strong>.</p>
<p>Si parla di decine di migliaia di euro al mese, per radio importanti.</p>
<p>E il risultato sarebbe quasi nullo, se hai solo la radio; varrebbe solo all’interno di una strategia più ampia.</p>
<h2>E le radio locali?</h2>
<p>Abbiamo parlato di network, ma molte perso]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di un tema fondamentale: <strong>il ruolo delle tanto demonizzate radio</strong>.</p>
<p>Le abbiamo abbastanza demolite in alcuni degli articoli scorsi, ma cerchiamo di capire <u>quanto siano ancora importanti</u> e se abbiano ancora un <u>senso</u>.</p>
<p>Lorenzo è un produttore musicale, e non puoi davvero immaginare quante volte gli chiedano: “<em>Ma mi porti in radio?</em>”.</p>
<p>Quindi: la radio serve o no?</p>
<p><strong>Serve moltissimo.</strong></p>
<p>Serve a <u>consacrare un progetto</u>, ma è <strong>molto difficile</strong> andarci.</p>
<p>Su quelle piccole magari è più semplice, però i network sono quasi <u>irraggiungibili</u>.</p>
<p>Ogni radio aveva un indicatore fornito da quella che una volta si chiamava <em>Audiradio</em>. Da questo si vede <u>l’andamento degli ascolti</u> del pubblico di una radio.</p>
<p>Se in quel momento stanno trasmettendo un brano di Vasco Rossi o di Jovanotti, avranno sicuramente <u>un rendimento maggiore</u> rispetto alla canzone di uno sconosciuto.</p>
<p>Una radio che basa la propria potenza commerciale sui dati dell’ascolto, quindi, avrà seria difficoltà a far passare un brano di un emergente: è un rischio.</p>
<p>E molte di queste radio <u>non prendono questo rischio</u> finché l’artista non ha una propria audience, un proprio pubblico.</p>
<p>Gli artisti dei talent, ad esempio, hanno un pubblico: vengono di conseguenza trasmessi, perché fanno ascolti.</p>
<p>Inutile perciò pensare che un network voglia passare il tuo brano perché è bello.</p>
<p><u>Non ha nessuna rilevanza</u>, non c’è connessione!</p>
<p>Potresti anche aver prodotto Yesterday, ma le radio non te lo trasmetteranno mai: non hai la possibilità di garantire gli ascolti del tuo pubblico.</p>
<p><strong>Non c’è</strong>, il tuo pubblico.</p>
<p><u>Le radio non passano le canzoni belle</u>. L’1% forse lo fa, perché si assume questo rischio, se ha una linea editoriale volta ad aiutare di più gli emergenti.</p>
<p>Ci sono ad esempio quelle che trasmettono solo musica italiana, solo musica rock; c’è la radio che può essere più o meno aperta alla novità.</p>
<p>Ma è una novità che è <u>già inserita</u> da qualche parte.</p>
<p>È difficile che arrivi <u>un artista da zero</u> con un mega-pezzo e che esploda così, dal nulla.</p>
<p>Magari negli anni Novanta poteva accadere, oggi non più.</p>
<p>E sai perché prima succedeva?</p>
<p>Perché <strong>solo per te</strong> che ascoltavi la radio questo artista era un “da zero”. Magari era stato portato lì dalla <em>Universal</em> e aveva un progetto dietro.</p>
<p>Se la <em>Universal</em> sta lavorando da anni a un progetto con un artista, parla con il capo-struttura di radio <em>Deejay</em> e se piace ha più possibilità.</p>
<h2>Se tu paghi la radio, passerà il tuo brano?</h2>
<p>Sappiamo che hai in testa questa domanda.</p>
<p><strong>È una leggenda mostruosa.</strong></p>
<p>Ci sono stati dei casi in passato di <u>qualche truffatore</u> interno alle radio.</p>
<p>Ma non è la radio che ha preso i soldi. C’è qualcuno che l’ha fatto.</p>
<p>Non c’è <u>nessun listino segreto</u>: è una teoria del complotto!</p>
<p>Qualcuno che lavorava in radio si prendeva <u>di nascosto</u> soldi, ed è stato cazziato per questo.</p>
<p>Ci sono radio che ti chiedono i soldi, ma sono quelle più piccoline, per gli <strong>spot pubblicitari</strong>.</p>
<p>Infatti, <u>l’unico spazio che puoi acquistare</u> è quello <u>pubblicitario</u>.</p>
<p>E se lo fai, mica è detto che in allegato ti passino un pezzo del brano, eh!</p>
<p>Per non parlare del fatto che è <strong>super costoso</strong>.</p>
<p>Si parla di decine di migliaia di euro al mese, per radio importanti.</p>
<p>E il risultato sarebbe quasi nullo, se hai solo la radio; varrebbe solo all’interno di una strategia più ampia.</p>
<h2>E le radio locali?</h2>
<p>Abbiamo parlato di network, ma molte perso]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/radio-oggi.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/radio-oggi.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/91/radio-per-artisti.mp3" length="22073446" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Il ruolo di Youtube nella carriera di un cantante</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/social-media/youtube-per-un-artista.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:10:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=110</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo <u>di altri <em>media</em> per farti conoscere</u> e arrivare al tuo pubblico.</p>
<p>Nello specifico, ci dedicheremo all’utilizzo di <strong><em>YouTube</em> per un artista</strong>.</p>
<p>Entriamo subito nel vivo: di cose da dire ce ne sarebbero tantissime, quindi cercheremo di sintetizzare al massimo.</p>
<p><em><u>YouTube</u></em><u> ha un ruolo fondamentale</u>: è un <em>media</em> che, fin dal 2010, ha preso sempre più l’attenzione del grande pubblico, anche nella musica.</p>
<p>Già ai tempi della vecchia <em>MTV</em>, infatti, c’era l’esigenza di <strong>tradurre in video la musica</strong>.</p>
<p>YouTube ha da un lato demolito alcuni parametri della discografia, dall’altro democratizzato la possibilità di ognuno di farsi conoscere attraverso un buon videoclip, seguendo con attenzione alcuni passaggi.</p>
<h2>La nostra esperienza</h2>
<p>Ti raccontiamo anche la nostra esperienza: all’inizio del progetto con gli <em>Humana</em> abbiamo fatto “Rock’N’Roll Robot”, <u>una cover rivisitata in chiave rock elettronica</u> di Camerini.</p>
<p>Ci è piaciuta talmente tanto in studio, che decidemmo di rappresentarla poi in stile <strong>cartone animato</strong>, rappresentando un po’ il mondo degli <em>Humana</em> – quindi con l’aiuto di un amico esperto di animazione.</p>
<p><u>Con una promozione davvero bassissima, il video ha ricevuto quasi 300.000 visualizzazioni nel giro di sette o otto giorni.</u> All’epoca, nel 2011, era una cosa mostruosa.</p>
<p>Con quel biglietto da visita ci siamo poi mossi cercando le case discografiche, contattando personalmente le radio e riuscendo a venire trasmessi da alcune di loro, portando poi a casa un contratto di licenza con una casa discografica per il primo album.</p>
<p>Alla fine però non è andata come volevamo, a causa di quelle trappole discografiche di cui ti abbiamo già parlato, <u>ma il brano ha fatto il suo successo</u> e ha realizzato ciò che cercavamo.</p>
<h2>Il grande “contro” di YouTube</h2>
<p>Come tutto, però, <em>YouTube</em> ha alcuni pro e alcuni contro.</p>
<p>Il primo contro è che ha demolito in maniera pesante la discografia.</p>
<p>Da quando c’è <em>YouTube</em>, infatti, c’è il <strong>concetto della musica gratis</strong>.</p>
<p>Se una volta si pensava di <u>sostenere la musica con l’acquisto del CD</u>, ora non più.</p>
<p>Si era cominciato in realtà prima, con i download illegali su <em>Napster</em>… La pirateria c’è sempre stata.</p>
<p>Era un fenomeno normale doppiare le cassette, i CD… C’era anche <em>eMule</em>!</p>
<p>Ma si parla di percentuali totalmente diverse: con <em>YouTube </em>c’è stato un vero e proprio cambio di sistema.</p>
<p>Lì è stata cambiata la <strong>mentalità dell’ascoltatore</strong>, rendendo <u>legittimo l’ascolto gratuito</u>. Non che sia sbagliato: se la canzone è disponibile in quel modo, non è responsabilità dell’ascoltatore.</p>
<p>D’altronde, se domani decidessero di regalare dei maglioni in qualche posto, non credo rifiuteresti.</p>
<p>Se è legale, lo puoi fare.</p>
<p>E in tal senso la piattaforma ha giocato molto sullo scaricare la responsabilità legale su chi caricava il video.</p>
<p><em>YouTube</em> non è un soggetto che ha responsabilità.</p>
<p>Il responsabile è l’utente privato che mette il video dell’artista, rendendolo disponibile a tutti.</p>
<p>Quindi, mentre prima pagavi per ascoltare un brano, <u>oggi vai a sentirlo gratuitamente</u>.</p>
<p>Dagli anni 2000 in poi è così.</p>
<p>Per non parlare del cambio radicale che si generò con l’uscita dei <strong><em>converter</em></strong>! Fu un altro colpo allucinante per la discografia.</p>
<p>Non serviva nemmeno più che guardassi il video in <em>streaming</em>, <u>lo copiavi e lo trasformavi in mp3</u>: la botta definitiva.</p>
<p>Ascoltare la musica su <em>YouTube </em>voleva dire tenere lo schermo acceso, e questo scaricava la batteria; con il <em>converter</em> lo mettevi nell’mp3 e finiva lì.</p>
<p>Da questo punto di vista, <strong>la discografia ha avuto la sua colpa</strong>.</p>
<p>Guarda infatti <u>com’è diverso per la tv</u>: su <em>YouTube </em>non trovi una puntata integrale di <em>Uomini e Donne</em>, o un film. E, se li trovi, dopo pochissimo tempo vengono tolti.</p>
<p>La musica ha visto in YouTube la possibilità di farsi conoscere, ma non ha capito che il sistema la stava demolendo dall’interno.</p>
<p><em>YouTube </em><u>massimizzava i profitti con le pubblicità,</u> e aveva un sacco di introiti su contenuti che non gli appartenevano.</p>
<p>La discografia creava dei prodotti che pagava e <em>YouTube</em> ne usufruiva <u>gratuitamente</u>, facendosi bello con quei contenuti. Un po’ come le radio, con la differenza che queste pagano la SIAE, etc.</p>
<p>Poi verso il 2009/2010 è stato fatto un accordo con le società di <em>collecting, </em>come la SIAE e le case discografiche, dove però <u>la piattaforma online se l’è cavata con poco</u>.</p>
<p>Ancora oggi c’è una causa europea chiamata <strong>v<em>alue gap</em></strong> dove stanno valutando il fatto che questa dovrebbe dare più soldi.</p>
<p><em>YouTube</em>, come puoi ben capire, ha quindi cambiato il modo di usufruire della musica. L’ha resa <u>accessibile a tutti</u>, e ha dato la possibilità a <u>tanti piccoli artisti</u> – nella musica liquida ancora di più – di crearsi il proprio progetto musicale e una fetta di mercato tramite la propria forma espressiva.</p>
<p>Tu puoi fare un video e metterlo su <em>YouTube</em>, come chiunque altro. Sei sicuramente al corrente di tutte quelle persone diventate famose proprio da lì!</p>
<p>Forse anche per questo le case discografiche si sono ingolosite: hanno pensato di utilizzare la piattaforma come rampa di lancio di nuovi potenziali fenomeni.</p>
<p>Noi, con gli <em>Humana</em>, avevamo basato tutta la strategia su quel video che aveva fatto molte visualizzazioni e che era diventato il nostro biglietto da visita.</p>
<p>Lorenzo anni fa ha prodotto Travis Cold, che in seguito è venuto a contatto con la famosa casa discografica <em>Time Record</em> e andando su <em>RTL</em>, <em>Radio Deejay</em> e altre, con la sua “Life in a day” che era partita proprio da <em>YouTube</em>!</p>
<p>È finito su <em>La Stampa</em> e su diversi altri giornali, perché aveva fatto <u>due milioni di visualizzazioni</u> nel 2012/2013! Ed è stato proprio il video a farlo risaltare agli occhi della casa discografica.</p>
<p>Anche in questo caso, però, devi pensare che il video era <strong>bello</strong>.</p>
<p><u>Aveva un’idea originale</u>. Parlava di questo robottino che si staccava dal caricatore della corrente e girava tutto il mondo alla ricerca del suo padrone, e il video rappresentava il tutto benissimo, sia il tema, sia la canzone stessa.</p>
<h2>Un contenuto di qualità e coerente</h2>
<p>Quindi puoi sfruttare <em>YouTube</em> per promuoverti come artista e farti conoscere, a patto di creare però un<strong> contenuto di qualità</strong>.</p>
<p><u>E coerente!</u></p>
<p>Il video di Travis era fatto bene, quello di Rock’N’Roll Robot pure.</p>
<p>E oggigiorno invece è pieno di belle canzoni con video pessimi.</p>
<p>Perché ormai si crede che basti avere l’iPhone per girare un video, con i conseguenti risultati allucinanti: <u>qualità molto bassa</u> rispetto all’aspettativa quasi cinematografica di chi invece ti ascolta.</p>
<p>Anche se, volendo dirla tutta, non è tanto importante una qualità cinematografica quanto avere una persona brava che ti indichi la strada.</p>
<p>Perché tu puoi anche fare un capolavoro con l’iPhone, ma solo se hai una persona dietro che ha occhio.</p>
<p>Magari Spike Lee fa un lavoro grandioso anche con un telefono, ma il discorso non si limita alla qualità nel senso freddo del termine.</p>
<p>È un discorso di <strong>coerenza emotiva</strong> con quel brano.</p>
<p>Se tu ascolti la canzone di Travis e guardi il video, capisci che sono ben collegati.</p>
<p>Sono la <u>stessa cosa</u>.</p>
<p>Spesso per questioni di <em>budget</em> e di sistematizzazione del lavoro, trovi dei video che sono <u>tutti uguali</u>.</p>
<p>Fai una canzone, la metti su <em>YouTube</em> ed è uguale ad altre mille così. Non ha nessuna idea.</p>
<p>Magari invece poi arriva Salmo che fa il video in cameretta sua, mettendo la macchina da presa sul giradischi che girava, in bianco e nero, e ha un successo strepitoso perché è nuovo.</p>
<p>L’idea era <strong>originale</strong>.</p>
<p>Non entrando nello specifico della bravura, della bellezza o della non bellezza, sappi solo che ci sono video come quello di Young Signorino che hanno creato tutto il successo della canzone.</p>
<p>In quel video lui è coerente con essa: sembra un matto! Sembra fuori di testa.</p>
<p><u>Ma è forte, come il brano</u>. Non bella, non artisticamente eccelsa, ma <strong>forte</strong>.</p>
<p>ti metti a ridere, lo prendi in giro, non ti piace, ma intanto stai lì a guardarlo.</p>
<p>Il video da questo punto di vista ha quel tocco in più: dona l’immagine dell’artista.</p>
<p>In un mondo dominato da <em>Spotify</em>, <em>YouTube</em> eleva su un altro campionato.</p>
<p>Spotify serve perché fa sentire la canzone; il video è fondamentale perché fa vedere come sei fatto, che tipo di comunicazione vuoi dare.</p>
<p>Anche un cartone animato può dire qualcosa di te.</p>
<p>Anche un’animazione. Il video è fondamentale perché dà un altro <strong>indicatore della tua attività musicale</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quindi, anche qui, occhio all’originalità del tuo prodotto.</p>
<p>Usa con testa e con strategia il tuo video.</p>
<p>Ciao, alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo <u>di altri <em>media</em> per farti conoscere</u> e arrivare al tuo pubblico.</p>
<p>Nello specifico, ci dedicheremo all’utilizzo di <strong><em>YouTube</em> per un artista</strong>.</p>
<p>Entriamo subito nel vivo: di cose da dire ce ne sarebbero tantissime, quindi cercheremo di sintetizzare al massimo.</p>
<p><em><u>YouTube</u></em><u> ha un ruolo fondamentale</u>: è un <em>media</em> che, fin dal 2010, ha preso sempre più l’attenzione del grande pubblico, anche nella musica.</p>
<p>Già ai tempi della vecchia <em>MTV</em>, infatti, c’era l’esigenza di <strong>tradurre in video la musica</strong>.</p>
<p>YouTube ha da un lato demolito alcuni parametri della discografia, dall’altro democratizzato la possibilità di ognuno di farsi conoscere attraverso un buon videoclip, seguendo con attenzione alcuni passaggi.</p>
<h2>La nostra esperienza</h2>
<p>Ti raccontiamo anche la nostra esperienza: all’inizio del progetto con gli <em>Humana</em> abbiamo fatto “Rock’N’Roll Robot”, <u>una cover rivisitata in chiave rock elettronica</u> di Camerini.</p>
<p>Ci è piaciuta talmente tanto in studio, che decidemmo di rappresentarla poi in stile <strong>cartone animato</strong>, rappresentando un po’ il mondo degli <em>Humana</em> – quindi con l’aiuto di un amico esperto di animazione.</p>
<p><u>Con una promozione davvero bassissima, il video ha ricevuto quasi 300.000 visualizzazioni nel giro di sette o otto giorni.</u> All’epoca, nel 2011, era una cosa mostruosa.</p>
<p>Con quel biglietto da visita ci siamo poi mossi cercando le case discografiche, contattando personalmente le radio e riuscendo a venire trasmessi da alcune di loro, portando poi a casa un contratto di licenza con una casa discografica per il primo album.</p>
<p>Alla fine però non è andata come volevamo, a causa di quelle trappole discografiche di cui ti abbiamo già parlato, <u>ma il brano ha fatto il suo successo</u> e ha realizzato ciò che cercavamo.</p>
<h2>Il grande “contro” di YouTube</h2>
<p>Come tutto, però, <em>YouTube</em> ha alcuni pro e alcuni contro.</p>
<p>Il primo contro è che ha demolito in maniera pesante la discografia.</p>
<p>Da quando c’è <em>YouTube</em>, infatti, c’è il <strong>concetto della musica gratis</strong>.</p>
<p>Se una volta si pensava di <u>sostenere la musica con l’acquisto del CD</u>, ora non più.</p>
<p>Si era cominciato in realtà prima, con i download illegali su <em>Napster</em>… La pirateria c’è sempre stata.</p>
<p>Era un fenomeno normale doppiare le cassette, i CD… C’era anche <em>eMule</em>!</p>
<p>Ma si parla di percentuali totalmente diverse: con <em>YouTube </em>c’è stato un vero e proprio cambio di sistema.</p>
<p>Lì è stata cambiata la <strong>mentalità dell’ascoltatore</strong>, rendendo <u>legittimo l’ascolto gratuito</u>. Non che sia sbagliato: se la canzone è disponibile in quel modo, non è responsabilità dell’ascoltatore.</p>
<p>D’altronde, se domani decidessero di regalare dei maglioni in qualche posto, non credo rifiuteresti.</p>
<p>Se è legale, lo puoi fare.</p>
<p>E in tal senso la piattaforma ha giocato molto sullo scaricare la responsabilità legale su chi caricava il video.</p>
<p><em>YouTube</em> non è un soggetto che ha responsabilità.</p>
<p>Il responsabile è l’utente privato che mette il video dell’artista, rendendolo disponibile a tutti.</p>
<p>Quindi, mentre prima pagavi per ascoltare un brano, <u>oggi vai a sentirlo gratuitamente</u>.</p>
<p>Dagli anni 2000 in poi è così.</p>
<p>Per non parlare del cambio radicale che si generò con l’uscita dei <strong><em>converter</em></strong>! Fu un altro colpo allucinante per la discografia.</p>
<p>Non serviva nemmeno più che guardassi il video in <em>streaming</em>, <u>lo copiavi e lo trasformavi in mp3</u>: la botta definitiva.</p>
<p>Ascoltare la musica su <em>YouTube </em>voleva dire tenere lo schermo acceso, e questo scaricava la b]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo <u>di altri <em>media</em> per farti conoscere</u> e arrivare al tuo pubblico.</p>
<p>Nello specifico, ci dedicheremo all’utilizzo di <strong><em>YouTube</em> per un artista</strong>.</p>
<p>Entriamo subito nel vivo: di cose da dire ce ne sarebbero tantissime, quindi cercheremo di sintetizzare al massimo.</p>
<p><em><u>YouTube</u></em><u> ha un ruolo fondamentale</u>: è un <em>media</em> che, fin dal 2010, ha preso sempre più l’attenzione del grande pubblico, anche nella musica.</p>
<p>Già ai tempi della vecchia <em>MTV</em>, infatti, c’era l’esigenza di <strong>tradurre in video la musica</strong>.</p>
<p>YouTube ha da un lato demolito alcuni parametri della discografia, dall’altro democratizzato la possibilità di ognuno di farsi conoscere attraverso un buon videoclip, seguendo con attenzione alcuni passaggi.</p>
<h2>La nostra esperienza</h2>
<p>Ti raccontiamo anche la nostra esperienza: all’inizio del progetto con gli <em>Humana</em> abbiamo fatto “Rock’N’Roll Robot”, <u>una cover rivisitata in chiave rock elettronica</u> di Camerini.</p>
<p>Ci è piaciuta talmente tanto in studio, che decidemmo di rappresentarla poi in stile <strong>cartone animato</strong>, rappresentando un po’ il mondo degli <em>Humana</em> – quindi con l’aiuto di un amico esperto di animazione.</p>
<p><u>Con una promozione davvero bassissima, il video ha ricevuto quasi 300.000 visualizzazioni nel giro di sette o otto giorni.</u> All’epoca, nel 2011, era una cosa mostruosa.</p>
<p>Con quel biglietto da visita ci siamo poi mossi cercando le case discografiche, contattando personalmente le radio e riuscendo a venire trasmessi da alcune di loro, portando poi a casa un contratto di licenza con una casa discografica per il primo album.</p>
<p>Alla fine però non è andata come volevamo, a causa di quelle trappole discografiche di cui ti abbiamo già parlato, <u>ma il brano ha fatto il suo successo</u> e ha realizzato ciò che cercavamo.</p>
<h2>Il grande “contro” di YouTube</h2>
<p>Come tutto, però, <em>YouTube</em> ha alcuni pro e alcuni contro.</p>
<p>Il primo contro è che ha demolito in maniera pesante la discografia.</p>
<p>Da quando c’è <em>YouTube</em>, infatti, c’è il <strong>concetto della musica gratis</strong>.</p>
<p>Se una volta si pensava di <u>sostenere la musica con l’acquisto del CD</u>, ora non più.</p>
<p>Si era cominciato in realtà prima, con i download illegali su <em>Napster</em>… La pirateria c’è sempre stata.</p>
<p>Era un fenomeno normale doppiare le cassette, i CD… C’era anche <em>eMule</em>!</p>
<p>Ma si parla di percentuali totalmente diverse: con <em>YouTube </em>c’è stato un vero e proprio cambio di sistema.</p>
<p>Lì è stata cambiata la <strong>mentalità dell’ascoltatore</strong>, rendendo <u>legittimo l’ascolto gratuito</u>. Non che sia sbagliato: se la canzone è disponibile in quel modo, non è responsabilità dell’ascoltatore.</p>
<p>D’altronde, se domani decidessero di regalare dei maglioni in qualche posto, non credo rifiuteresti.</p>
<p>Se è legale, lo puoi fare.</p>
<p>E in tal senso la piattaforma ha giocato molto sullo scaricare la responsabilità legale su chi caricava il video.</p>
<p><em>YouTube</em> non è un soggetto che ha responsabilità.</p>
<p>Il responsabile è l’utente privato che mette il video dell’artista, rendendolo disponibile a tutti.</p>
<p>Quindi, mentre prima pagavi per ascoltare un brano, <u>oggi vai a sentirlo gratuitamente</u>.</p>
<p>Dagli anni 2000 in poi è così.</p>
<p>Per non parlare del cambio radicale che si generò con l’uscita dei <strong><em>converter</em></strong>! Fu un altro colpo allucinante per la discografia.</p>
<p>Non serviva nemmeno più che guardassi il video in <em>streaming</em>, <u>lo copiavi e lo trasformavi in mp3</u>: la botta definitiva.</p>
<p>Ascoltare la musica su <em>YouTube </em>voleva dire tenere lo schermo acceso, e questo scaricava la b]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/youtube-artist-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/youtube-artist-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/110/youtube-per-un-artista.mp3" length="22742735" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Il ruolo di Spotify nella carriera di un artista</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/social-media/spotify-per-un-artista.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:05:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=98</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo del ruolo di Spotify nella tua carriera di artista, nello specifico come cantante di inediti, seguendo il mood di questo blog. Ti daremo dei consigli per scoprire i retroscena del mondo discografico, capendo come evitare le “sole” e ottenere un buon risultato come musicista. Spotify negli ultimi anni si è affermato in maniera dirompente nel mercato mondiale, ma anche e soprattutto [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo del ruolo di Spotify nella tua carriera di artista, nello specifico come cantante di inediti, seguendo il mood di questo blog. Ti]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo del <strong>ruolo di <em>Spotify</em></strong> nella tua carriera di artista, nello specifico come cantante di inediti, seguendo il <em>mood</em> di questo blog.</p>
<p>Ti daremo dei consigli per scoprire i <u>retroscena del mondo discografico</u>, capendo come evitare le “sole” e ottenere un buon risultato come musicista.</p>
<p><em>Spotify</em> negli ultimi anni si è affermato in maniera <u>dirompente</u> nel mercato mondiale, ma anche e soprattutto nel mercato italiano.</p>
<p>Quindi, vogliamo spiegare bene qual è il ruolo di <em>Spotify</em> e <u>come lo puoi sfruttare</u> al meglio.</p>
<p>Ovviamente parliamo di <em>Spotify</em>, ma ci riferiamo a <strong>tutte le piattaforme</strong> di <em>streaming</em> a pagamento, come <em>Tidal</em>, <em>Deezer</em> o <em>Apple Music</em>.</p>
<p>La grande differenza di Spotify è che è anche un social: puoi creare delle playlist e seguire quelle create dai tuoi amici.</p>
<p>Questa possibilità è <u>più chiusa</u> nelle altre piattaforme, come <em>Apple Music</em>. Lo puoi fare, ma non è così immediato come con <em>Spotify</em>.</p>
<p>Anche la struttura sistemica è più semplice.</p>
<p><em>Spotify</em> è partito per primo a livello di successo globale, nonostante <em>Tidal</em> fosse nato precedentemente.</p>
<p>Ma la vera rivoluzione è che <em>Spotify</em> ha <strong>personalizzato il flusso musicale</strong>.</p>
<p>Non è una radio che impone brani a uno spettatore passivo, ma porta a un ascolto attivo.</p>
<p>Vai a cercare all’interno di una <u>gigantesca libreria</u> con tutti i brani esistenti al mondo, più o meno famosi, e crei la tua <u>personalizzazione</u>.</p>
<p>Nasce con questo scopo, anche se non è proprio così, dato che non è semplice capire i gusti musicali personali.</p>
<p>Però ci sono dei sistemi all’interno, come il <strong><em>release radar</em></strong> o la <strong><em>discovery weekly</em></strong>, che ti permettono di ascoltare <u>nuova musica personalizzata</u> a seconda del tuo gusto musicale.</p>
<p>Quindi <u>indotta</u> attraverso i <em>like</em> e i tuoi ascolti.</p>
<p>È <strong>rivoluzionario</strong>, perché dà la possibilità a piccole realtà di trovare un pubblico.</p>
<p>Puoi essere un cantante blues, e da qualche parte del mondo ti potranno ascoltare se sarai associato a una playlist.</p>
<h2>La rivoluzione di Spotify</h2>
<p>Su alcuni libri si parlava del concetto della <strong>musica liquida</strong>, e ancora non esisteva <em>Spotify</em>, ma già c’era questa cosa a livello filosofico e poi è diventata realtà.</p>
<p>Per le nuove generazioni e i nuovi generi – come la trap – questo strumento va forte. Per le realtà più vecchie?</p>
<p><em>Qual è la differenza tra un 17enne di adesso che sta facendo musica nato già con Spotify e chi invece l’ha scoperto solo dopo?</em></p>
<p>La <u>differenza è massiccia</u>.</p>
<p>Pensa che Sfera Ebbasta è l’artista che nel 2018 ha avuto più successo, e in radio non passa come Cremonini, Jovanotti o tanti altri.</p>
<p>Una volta la radio aveva una coerenza molto più stretta tra quello che era il disco più venduto dell’anno e ciò che trasmetteva.</p>
<p><strong><em>Spotify</em> ora influisce moltissimo</strong> su ciò che va di moda. Ci sono dei veri e propri artisti o generi che nascono lì, vedi l’indie.</p>
<p>È come quando emergevi da <em>YouTube</em>, o come <em>AdWords </em>per Google: dà possibilità al sistema meno <em>mainstream</em> e mediatico di venire fuori.</p>
<p>Ovviamente non è del tutto vero, perché anche <em>Spotify</em> ha delle <u>logiche di sistema</u>.</p>
<p>Questa piattaforma ha, infatti, delle percentuali molto alte di proprietà di <em>Sony</em>, <em>Warner</em> e <em>Universal</em>, quindi non è così imparziale e democratico.</p>
<p>Però nasce <u>con questo scopo</u> e per alcuni funziona davvero molto bene.</p>
<h2>Spotify for artist</h2>
<p>Puoi entrare in <em>Spotify</em> <u>anche se non hai la casa discografica</u>, attraverso un <strong>aggregatore</strong>.</p>
<p>È una terza parte: sono società come la <em>Believe</em> o tante altre.</p>
<p>Ti iscrivi a questo aggregatore, paghi una quota annuale che può essere di 20 € o giù di lì e puoi andare<u> su <em>Spotify</em> e su tutte le distribuzioni digitali</u> (quindi anche <em>Apple Music</em>, <em>Deezer</em> e così via).</p>
<p><strong><em>Spotify for artist</em></strong> è il nuovo sistema della piattaforma, ancora in versione beta in Italia, ma che si sta sviluppando in Inghilterra e Stati Uniti.</p>
<p>È molto utile: una ragazza a Londra attraverso questo sistema ha raggiunto <u>un milione di <em>streams</em></u>, arrivando a far trasmettere il suo brano dalla BBC, e sta ora pubblicando il suo secondo disco.</p>
<p>Considera che un milione di <em>streams</em> è pari a circa 4.000/5.000 €. Forse in Inghilterra anche un po’ di più.</p>
<p>Spotify ti paga. Non solo divulga la tua musica, ma ti paga a seconda dei tuoi streams.</p>
<p>Questa ragazza, che è di Ferrara e si è trasferita a Londra, è entrata in una playlist gestita – dicono – da Paul McCartney, con qualche milione di follower, che si chiama “<em>Soft Hits</em>”, dopodiché è passata su una rubrica della <em>BBC</em> sui nuovi talenti e ora è in produzione il suo secondo album.</p>
<p><u>Non è che lei ha progettato tutto ciò.</u></p>
<p>Probabilmente c’è un <strong>team</strong> che cura <em>Spotify for artist</em> e decide quali canzoni sono opportune per le varie playlist, che si nutrono <u>continuamente di musica nuova.</u></p>
<p>È quindi fondamentale entrare in una playlist.</p>
<p><em>Spotify</em>, infatti, funziona per ricerca diretta, come quando vuoi ascoltare l’album dei Linkin Park e cerchi quello, oppure per playlist.</p>
<p>Calcola che la piattaforma<em> free</em> ragiona molto in questa maniera (più di quella <em>premium</em>), perché hai un ascolto <em>shuffle</em>, una limitazione nell’ascolto diretto.</p>
<p>Ecco perché diventa fondamentale essere inseriti in una di queste selezioni.</p>
<p>Non sappiamo se il sistema per sottoporre direttamente i vostri brani alle playlist di <em>Spotify</em> mentre stai leggendo questo articolo è già attivo in Italia, ma <strong>ricordalo</strong>.</p>
<p>È un pezzo importante della tua strategia.</p>
<p><em>Considera che molte major guardano quanti streams fanno gli artisti.</em></p>
<p>Sono <strong>indicatori di mercato</strong>, che mostrano se il tuo brano piace o no alle persone.</p>
<p>L’inserimento della tua canzone in una playlist da parte di un utente privato può essere un <u>indicatore di successo</u>.</p>
<p>Quindi la casa discografica ha l’interesse di vedere qual è l’artista più suonato su Spotify, ma non solo: <u>lo stesso locale dove vuoi esibirti</u> può cercarti per vedere se hai o meno un pubblico e capire quale musica fai, per sapere se vuole sentirti.</p>
<p><em>Spotify</em> è un indicatore.</p>
<p>Ha però delle logiche che devi gestire bene soprattutto dal punto di vista artistico, perché tende a omologare un po’.</p>
<p>Non entrare nell’omologazione esagerata quindi: per entrare nella playlist devi essere più o meno simile a quell’artista lì, ma non essere un clone.</p>
<p>Prendi la playlist indie: ma quanti cloni di Calcutta ci sono?!</p>
<p>Così anche nella trap.</p>
<p>Quando un musicista crea un prodotto che va forte <u>arrivano subito i cloni</u>, è una legge di mercato.</p>
<p>Quindi se un giorno sarai clonato sarà un grande indicatore di risultato.</p>
<p>D’altra parte, <strong>attento a non diventare tu un clone</strong>. Altrimenti diventerai solo un <em>fake</em>, una brutta copia dell’artista.</p>
<p>Bisogna che tu mantenga elementi di familiarità con i tuoi brani.</p>
<p><em>Spotify</em> manda delle <u>linee guida ai produttori</u>, dove dice quanto deve durare l’introduzione, quanto il brano.</p>
<p>C’è questa tendenza a fare un’introduzione molto breve. Pensa a Calcutta, che inizia tutti i brani col ritornello!</p>
<p>È un’esigenza dettata molto dal mondo dello <em>streaming</em>.</p>
<p>È cambiata la forma musicale.</p>
<p>Attenzione quindi, anche <u>durante la composizione</u>. Su internet puoi trovare delle linee guida.</p>
<p>Per non parlare dei <strong>corsi</strong> su <em>Spotify</em>! Ci sono studi della piattaforma, anche se per ora solo all’estero.</p>
<p>Ma arriveranno anche in Italia, stanne certo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Grazie dell’attenzione, ci vediamo alla prossima!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo del <strong>ruolo di <em>Spotify</em></strong> nella tua carriera di artista, nello specifico come cantante di inediti, seguendo il <em>mood</em> di questo blog.</p>
<p>Ti daremo dei consigli per scoprire i <u>retroscena del mondo discografico</u>, capendo come evitare le “sole” e ottenere un buon risultato come musicista.</p>
<p><em>Spotify</em> negli ultimi anni si è affermato in maniera <u>dirompente</u> nel mercato mondiale, ma anche e soprattutto nel mercato italiano.</p>
<p>Quindi, vogliamo spiegare bene qual è il ruolo di <em>Spotify</em> e <u>come lo puoi sfruttare</u> al meglio.</p>
<p>Ovviamente parliamo di <em>Spotify</em>, ma ci riferiamo a <strong>tutte le piattaforme</strong> di <em>streaming</em> a pagamento, come <em>Tidal</em>, <em>Deezer</em> o <em>Apple Music</em>.</p>
<p>La grande differenza di Spotify è che è anche un social: puoi creare delle playlist e seguire quelle create dai tuoi amici.</p>
<p>Questa possibilità è <u>più chiusa</u> nelle altre piattaforme, come <em>Apple Music</em>. Lo puoi fare, ma non è così immediato come con <em>Spotify</em>.</p>
<p>Anche la struttura sistemica è più semplice.</p>
<p><em>Spotify</em> è partito per primo a livello di successo globale, nonostante <em>Tidal</em> fosse nato precedentemente.</p>
<p>Ma la vera rivoluzione è che <em>Spotify</em> ha <strong>personalizzato il flusso musicale</strong>.</p>
<p>Non è una radio che impone brani a uno spettatore passivo, ma porta a un ascolto attivo.</p>
<p>Vai a cercare all’interno di una <u>gigantesca libreria</u> con tutti i brani esistenti al mondo, più o meno famosi, e crei la tua <u>personalizzazione</u>.</p>
<p>Nasce con questo scopo, anche se non è proprio così, dato che non è semplice capire i gusti musicali personali.</p>
<p>Però ci sono dei sistemi all’interno, come il <strong><em>release radar</em></strong> o la <strong><em>discovery weekly</em></strong>, che ti permettono di ascoltare <u>nuova musica personalizzata</u> a seconda del tuo gusto musicale.</p>
<p>Quindi <u>indotta</u> attraverso i <em>like</em> e i tuoi ascolti.</p>
<p>È <strong>rivoluzionario</strong>, perché dà la possibilità a piccole realtà di trovare un pubblico.</p>
<p>Puoi essere un cantante blues, e da qualche parte del mondo ti potranno ascoltare se sarai associato a una playlist.</p>
<h2>La rivoluzione di Spotify</h2>
<p>Su alcuni libri si parlava del concetto della <strong>musica liquida</strong>, e ancora non esisteva <em>Spotify</em>, ma già c’era questa cosa a livello filosofico e poi è diventata realtà.</p>
<p>Per le nuove generazioni e i nuovi generi – come la trap – questo strumento va forte. Per le realtà più vecchie?</p>
<p><em>Qual è la differenza tra un 17enne di adesso che sta facendo musica nato già con Spotify e chi invece l’ha scoperto solo dopo?</em></p>
<p>La <u>differenza è massiccia</u>.</p>
<p>Pensa che Sfera Ebbasta è l’artista che nel 2018 ha avuto più successo, e in radio non passa come Cremonini, Jovanotti o tanti altri.</p>
<p>Una volta la radio aveva una coerenza molto più stretta tra quello che era il disco più venduto dell’anno e ciò che trasmetteva.</p>
<p><strong><em>Spotify</em> ora influisce moltissimo</strong> su ciò che va di moda. Ci sono dei veri e propri artisti o generi che nascono lì, vedi l’indie.</p>
<p>È come quando emergevi da <em>YouTube</em>, o come <em>AdWords </em>per Google: dà possibilità al sistema meno <em>mainstream</em> e mediatico di venire fuori.</p>
<p>Ovviamente non è del tutto vero, perché anche <em>Spotify</em> ha delle <u>logiche di sistema</u>.</p>
<p>Questa piattaforma ha, infatti, delle percentuali molto alte di proprietà di <em>Sony</em>, <em>Warner</em> e <em>Universal</em>, quindi non è così imparziale e democratico.</p>
<p>Però nasce <u>con questo scopo</u> e per alcuni funziona davvero molto bene.</p>
<h2>Spotify for artist</h2>
<p>P]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo del <strong>ruolo di <em>Spotify</em></strong> nella tua carriera di artista, nello specifico come cantante di inediti, seguendo il <em>mood</em> di questo blog.</p>
<p>Ti daremo dei consigli per scoprire i <u>retroscena del mondo discografico</u>, capendo come evitare le “sole” e ottenere un buon risultato come musicista.</p>
<p><em>Spotify</em> negli ultimi anni si è affermato in maniera <u>dirompente</u> nel mercato mondiale, ma anche e soprattutto nel mercato italiano.</p>
<p>Quindi, vogliamo spiegare bene qual è il ruolo di <em>Spotify</em> e <u>come lo puoi sfruttare</u> al meglio.</p>
<p>Ovviamente parliamo di <em>Spotify</em>, ma ci riferiamo a <strong>tutte le piattaforme</strong> di <em>streaming</em> a pagamento, come <em>Tidal</em>, <em>Deezer</em> o <em>Apple Music</em>.</p>
<p>La grande differenza di Spotify è che è anche un social: puoi creare delle playlist e seguire quelle create dai tuoi amici.</p>
<p>Questa possibilità è <u>più chiusa</u> nelle altre piattaforme, come <em>Apple Music</em>. Lo puoi fare, ma non è così immediato come con <em>Spotify</em>.</p>
<p>Anche la struttura sistemica è più semplice.</p>
<p><em>Spotify</em> è partito per primo a livello di successo globale, nonostante <em>Tidal</em> fosse nato precedentemente.</p>
<p>Ma la vera rivoluzione è che <em>Spotify</em> ha <strong>personalizzato il flusso musicale</strong>.</p>
<p>Non è una radio che impone brani a uno spettatore passivo, ma porta a un ascolto attivo.</p>
<p>Vai a cercare all’interno di una <u>gigantesca libreria</u> con tutti i brani esistenti al mondo, più o meno famosi, e crei la tua <u>personalizzazione</u>.</p>
<p>Nasce con questo scopo, anche se non è proprio così, dato che non è semplice capire i gusti musicali personali.</p>
<p>Però ci sono dei sistemi all’interno, come il <strong><em>release radar</em></strong> o la <strong><em>discovery weekly</em></strong>, che ti permettono di ascoltare <u>nuova musica personalizzata</u> a seconda del tuo gusto musicale.</p>
<p>Quindi <u>indotta</u> attraverso i <em>like</em> e i tuoi ascolti.</p>
<p>È <strong>rivoluzionario</strong>, perché dà la possibilità a piccole realtà di trovare un pubblico.</p>
<p>Puoi essere un cantante blues, e da qualche parte del mondo ti potranno ascoltare se sarai associato a una playlist.</p>
<h2>La rivoluzione di Spotify</h2>
<p>Su alcuni libri si parlava del concetto della <strong>musica liquida</strong>, e ancora non esisteva <em>Spotify</em>, ma già c’era questa cosa a livello filosofico e poi è diventata realtà.</p>
<p>Per le nuove generazioni e i nuovi generi – come la trap – questo strumento va forte. Per le realtà più vecchie?</p>
<p><em>Qual è la differenza tra un 17enne di adesso che sta facendo musica nato già con Spotify e chi invece l’ha scoperto solo dopo?</em></p>
<p>La <u>differenza è massiccia</u>.</p>
<p>Pensa che Sfera Ebbasta è l’artista che nel 2018 ha avuto più successo, e in radio non passa come Cremonini, Jovanotti o tanti altri.</p>
<p>Una volta la radio aveva una coerenza molto più stretta tra quello che era il disco più venduto dell’anno e ciò che trasmetteva.</p>
<p><strong><em>Spotify</em> ora influisce moltissimo</strong> su ciò che va di moda. Ci sono dei veri e propri artisti o generi che nascono lì, vedi l’indie.</p>
<p>È come quando emergevi da <em>YouTube</em>, o come <em>AdWords </em>per Google: dà possibilità al sistema meno <em>mainstream</em> e mediatico di venire fuori.</p>
<p>Ovviamente non è del tutto vero, perché anche <em>Spotify</em> ha delle <u>logiche di sistema</u>.</p>
<p>Questa piattaforma ha, infatti, delle percentuali molto alte di proprietà di <em>Sony</em>, <em>Warner</em> e <em>Universal</em>, quindi non è così imparziale e democratico.</p>
<p>Però nasce <u>con questo scopo</u> e per alcuni funziona davvero molto bene.</p>
<h2>Spotify for artist</h2>
<p>P]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/spotify-artist-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/spotify-artist-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/98/spotify-per-un-artista.mp3" length="23051274" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>La trappola delle case discografiche moderne</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/trappola-delle-case-discografiche-moderne.html</link>
					<pubDate>Tue, 30 Apr 2019 05:00:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=104</guid>
					<description><![CDATA[ ]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[ ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di un tema particolarmente scottante: <strong>le trappole delle case discografiche moderne</strong>.</p>
<p>Ci andremo quindi un po’ giù pesante, ma è nostro compito raccontarvi cosa accade <u>dietro le quinte</u>.</p>
<h2>Il mondo della musica oggi</h2>
<p>Iniziamo dal riflettere su come sta andando oggigiorno il mondo della musica in generale. Fondamentalmente, dall’avvento dello <em>streaming</em> e dal digitale in poi, è cambiato <u>in modo radicale</u>.</p>
<p>Si sono creati, infatti, due modi di fare musica:</p>
<ul>
<li>Uno tradizionale della <strong>discografia</strong>, in cui la casa discografica prende l’artista (l’<em>X Factor</em> di turno), lo mette sotto contratto, paga gli studi di registrazione, il produttore e così via, creandone un prodotto da cui ottenere ricavi. Una volta era tutto così, oggi invece la metà, anzi, solo <u>un terzo di questo mondo va così</u>;</li>
<li>L’altro filone è quello <u>dell’autoproduzione</u> o meglio, la <strong>musica liquida</strong>.</li>
</ul>
<p>Liquida in quanto, rispetto agli anni passati, in cui c’era comunque la musica underground e indie, è una forma di <u>espressione sia culturale che musicale</u>: ci sono milioni e milioni di ragazzi nel mondo che fanno la propria musica e hanno la loro fetta di mercato.</p>
<p>Una propria nicchia.</p>
<p><em>Quindi cosa fa la discografia oggi?</em></p>
<p>Non ha più il talent scout che va nel locale e sceglie chi farà diventare famoso, come accadeva nei tempi dei Beatles e fino agli anni Ottanta.</p>
<p><em>LA CASA DISCOGRAFICA GUARDA INVECE cosa succede nell’altro mondo.</em></p>
<p>Questo mondo è come la giungla: ci sono tutti, e <u>si valuta</u> chi ha più capacità di un altro attraverso <strong>la legge del più forte</strong>.</p>
<p>Non perché sia più bravo. Ma magari perché ha più pubblico e sa gestirlo meglio, insieme alla sua attività.</p>
<p>La discografia oggi attinge da lì il talento e <u>poi lo rende più grande</u>.</p>
<p>“<em>Tu da solo sei riuscito a creare una nicchia di 2.000 persone. Io provo a portarti a farne 10.000.</em>”</p>
<p>La parte dell’autoproduzione quindi è importante tanto quella della discografia. Anzi: <strong>di più</strong>.</p>
<h2>Perché allora parliamo di “trappole delle case discografiche”?</h2>
<p>In questo grande mondo della musica liquida e delle autoproduzioni, non esistono vere strutture in grado di aiutarti.</p>
<p>Esistono piuttosto tante strutture che ti possono <u>illudere di diventare la discografia</u>.</p>
<p>Ma qual è la differenza tra la discografia e l’agenzia che ti fa pagare?</p>
<p>La discografia non vuole i tuoi soldi, te li dà.</p>
<p><u>Investe sui progetti che sceglie</u> e ci mette dei soldi, come faceva la <em>Sony, </em>come fa la <em>Universal</em>, a volte come contratto di licenza e a volte come produzione vera e propria.</p>
<p>Oggi è una percentuale <u>molto più bassa</u> di quella di anni fa.</p>
<p>Quindi le trappole delle “nuove case discografiche” sono dovute al fatto essenziale che queste <u>non sono case discografiche</u>.</p>
<p>Sono agenzie che si fanno pagare per dei lavori che dicono di fare.</p>
<p>E che, molte volte, nemmeno fanno.</p>
<h2>Le trappole con gli Humana</h2>
<p>Ad esempio, gli <em>Humana</em>, dopo il primo album e la pubblicazione del primo singolo, che su <em>YouTube</em> era stato abbastanza spinto nel giro di pochissimi giorni, hanno cavalcato l’onda muovendosi su alcune case discografiche.</p>
<p>Ne trovarono una piccolina, senza fare il nome – ma facilmente ricavabile documentandosi – e stipularono un contratto di licenza.</p>
<p>Il disco fu prodotto nello studio di Lorenzo, con tutti i crismi e le regole che abbiamo elencato, dopodiché l’album uscì nei negozi, ma alla fine… <u>non fummo pagati</u>.</p>
<p>E questa è solo una delle mirabolanti esperienze che abbiamo avuto!</p>
<p>Bisogna dire però che anche l’artista ha una mentalità da artista e non da cliente.</p>
<p>Se andassi a fare un sito internet, infatti, sarebbe normale che tu ti rivolgessi a chi è in grado di fartelo.</p>
<p>Se vai da un dentista, non è che ti presenti dicendo: “<em>Vai, investi sul mio dente, è davvero figo!</em>”.</p>
<p>Nella tua testa è normale che devi pagare un dentista.</p>
<p>Ma nella testa dell’artista, allo stesso tempo, non è normale che si debba pagare un servizio.</p>
<p>Perché <strong>si associa al successo</strong>. E loro <u>ci giocano</u>.</p>
<p>Non è che ti dicono: “<em>Devi pagare il lavoro che faccio</em>”.</p>
<p>Non ti presentano rendiconti, ti fanno vedere tutto in modo molto fumoso.</p>
<p><strong>Tu sei l’artista e loro ti fanno credere di essere i discografici, ma non lo sono, sono agenzie.</strong></p>
<p>Hanno uno studio di registrazione e dicono di mandarti in radio.</p>
<p>Ma quale? Ma mica le radio vanno a prendere i pezzi da quelli lì!</p>
<p><u>Bisogna sfatare i miti del settore</u> e le cose controverse che nessuno dice.</p>
<p>Noi lo stiamo facendo a scopo divulgativo, perciò ti diciamo semplicemente come stanno davvero le cose.</p>
<p>Quando vai da quello che ti dice: “<em>Dammi X, ti produco il brano o, meglio, te lo co-produco, lo invio e ti faccio passare in radio</em>”, dai già per scontato che rimarrai fregato.</p>
<p>Per non parlare di quelli che ti dicono: “<em>Io costerei 10.000 €, ma facciamo che me ne dai 5.000. Gli altri li metto io</em>”.</p>
<p><u>In realtà ha solo venduto una cosa</u>, e i soldi gli sono più che bastati a coprire le spese.</p>
<p>È come con i <strong>saldi</strong>, quando vai a comprarti una camicia super scontata: in realtà hanno solo aumentato il cartellino, per farti apparire più appetibile l’acquisto a un prezzo normale.</p>
<p>È un <em>bluff</em>. Non ti dicono: “<em>Io faccio questa cosa qua, voglio essere pagato per questa cosa qua e farò questa cosa qua</em>”.</p>
<p>Però è ciò che dovrebbero fare, esattamente come il dentista ti promette di toglierti la carie.</p>
<p>E tu dovresti aspettarti questo tipo di trattamento.</p>
<p>Ci sono un paio di fattori diversi su queste fantomatiche case discografiche:</p>
<ol>
<li>Quello di cui ti stiamo parlando ora, dove tu arrivi col disco pronto e loro <u>ti rifiutano perché te lo dovevano produrre loro</u> (e in realtà vogliono solo spillarti i soldi sulla produzione del disco per poi mandarlo chissà dove);</li>
<li>Quello che accetta il tuo disco e <u>ti promette di fare la parte del <em>management</em></u>, diventando il tuo manager. A quel punto sarà colpa tua se il disco non va. Ricordiamo alcuni manager di case discografiche a pagamento ubriachi, che dormivano in macchina alla fine della serata. Davvero: abbiamo avuto esperienze di questo tipo! E si trattano di esperienze terra terra, senza collegamenti, in cui non si capisce che lavoro fai.</li>
</ol>
<h2>Il grande equivoco è la parola successo.</h2>
<p>Toglila dalla tua testa e <strong>sostituiscila con “lavoro da fare”.</strong></p>
<p>Nessuno può garantirti di portarti in radio e farti trasmettere. Ti si può assicurare di fare la telefonata che, forse, potrebbe portarti lì.</p>
<p>Ti si può promettere di divulgare il tuo brano tra le radio.</p>
<p>Cioè: può esserti garantito il lavoro di diffusione del brano, non la trasmissione.</p>
<p>Bisogna saperlo fare questo lavoro, non bisogna affidarsi a qualcuno che si è bruciato e, dopo anni e anni in cui ha portato di tutto e di più alle radio, ora non è più voluto da nessuno.</p>
<p>Occorre in un certo senso avere delle credenziali, delle <u>referenze</u>.</p>
<p><em>Non legare quindi il lavoro che demandi a un’agenzia al successo.</em></p>
<p>Il successo non c’entra niente in questa fase.</p>
<p><strong>Non paghi per avere successo.</strong></p>
<p>Fai finta che debba farle tu queste cose.</p>
<p>Per il pezzo “Rock’N’Roll Robot” degli <em>Humana</em>, il lavoro di questo tipo è stato fatto tutto da Daniele e dal suo collega Fabio.</p>
<p>Loro si sono messi da soli, facendo una lista di tutte le radio e chiamandole una ad una.</p>
<p>Hanno avuto <u>più successo loro</u> rispetto alle agenzie di promozione.</p>
<p>Successivamente sono riusciti a far trasmettere in radio cinque o sei pezzi, uno completamente da zero, gli altri pagando un’agenzia senza avere però niente in cambio.</p>
<p>Fai conto che se ci sono 200 radio in Italia, facendo il lavoro da soli avevano fatto trasmettere il brano a una cinquantina di radio.</p>
<p>Poi pagarono qualche migliaio di euro un’agenzia per farlo passare in radio ma <u>da 50 emittenti passarono a 10</u>.</p>
<p>Guarda caso, Lorenzo produceva un altro artista e gli consigliò quell’agenzia che si pensava stesse lavorando bene.</p>
<p>Il ragazzo fa quindi la sua strategia di promozione e alla fine veniamo a scoprire che le e-mail che l’agenzia mandava agli <em>Humana</em> erano <u>un copia-incolla</u> inviato anche a quest’altro ragazzo!</p>
<p>Stesse cose ma un altro genere musicale e un periodo storico diverso!</p>
<p>Morale della favola: il brano passava solo in 10, 15, 20 radio convenzionate in qualche modo. Ma era solo un gioco a perdere: il lavoro non veniva fatto!</p>
<p>Il contratto stipulato con quest’agenzia comprendeva tre brani. Dal secondo brano però, siamo tornati a chiamare noi le radio una ad una, accorgendoci che la metà o più non aveva mai ricevuto il nostro pezzo.</p>
<p>Abbiamo cercato di estrometterli quindi per la produzione del pezzo successivo, scoprendo che non inviavano nemmeno il video.</p>
<p>Infatti, per inviare il materiale alla radio, si usa <em>Mediasender</em>, attraverso cui si manda una cartolina in cui viene attaccata la canzone con il video di presentazione.</p>
<p>Con gli <em>Humana</em> si è sempre lavorato con una produzione al top, anche dal punto di vista dei video: andammo da Cosimo Alemà, a Bertelli, a Bragagni.</p>
<p>Creavamo insomma dei prodotti di livello.</p>
<p><strong>E avevamo speso dei soldi per non vederli nemmeno inviati!</strong></p>
<p>Quando dicevamo al promoter: “<em>Scusa, ma a questi della radio… mandiamo l’album che abbiamo stampato!</em>”, lui rispondeva: “<em>Ma no, ma dai, mica loro si mettono ad ascoltare le cose</em>”.</p>
<p><u>Neanche l’ABC del marketing era chiara a queste persone qua.</u></p>
<p>Ci siamo ritrovati noi a spedirlo, chiedendo solo a chi stessero mandando la cartolina per poi spedire con il corriere a nostre spese.</p>
<p>Purtroppo, accade che un sacco di gente venga fagocitata da questa trappola, e ciò porta alla morte dell’artista. <strong>Si demotiva, si butta giù</strong>.</p>
<p>È un mondo di squali.</p>
<p>È un mondo popolato da un sacco di gente, da <u>gatti e da volpi che lavorano sull’ego</u> dei poveri artisti.</p>
<p>Più della metà di questi personaggi magari lavorava in case discografiche e mantiene il <em>mood</em> di chi investiva sull’artista.</p>
<p>Ma non ha contenuto.</p>
<p>Dovrebbe essere: “<em>Stai buono, ci penso io a te perché ho messo dei soldi in quel progetto</em>”, ma in realtà <u>è l’artista che sta pagando</u> per quel lavoro.</p>
<p>Non diciamo ovviamente che questo capiti per tutte le agenzie, però ce ne sono molte.</p>
<p>Nove su dieci forse, purtroppo.</p>
<p>Quindi stai attento quando vuoi produrre le cose e portarle in radio. Ragiona in modo distaccato: se ad esempio devi produrre un album, vai direttamente dal produttore che te lo produce, e così per ogni passaggio.</p>
<p>Abbi il <strong>concetto di strategia</strong> che invece manca a tutte le agenzie.</p>
<p>Nel mondo discografico è infatti fondamentale la strategia <u>personalizzata da progetto a progetto</u>.</p>
<p>Ora si tende a generalizzare la modalità.</p>
<p>Si invia la cartolina <em>Mediasender</em> però non ci si preoccupa se l’artista abbia il video fuori, se ha fan nei live, etc.</p>
<p>Trattano tutti gli artisti <u>allo stesso modo</u>.</p>
<p>Ma non tutti sono allo stesso livello.</p>
<p>Uscire in radio con un artista che non è pronto con la propria canzone o con il proprio pubblico, <u>non serve a niente</u>.</p>
<p>Stai solo buttando via dei soldi così.</p>
<p><strong>Ogni progetto ha una sua strada</strong>.</p>
<p>Ci può essere quello da far vedere e quello che invece non bisogna mostrare.</p>
<p>Magari qualche artista non è comunicativo nell’immagine, e quindi si cercherà una figura più misteriosa.</p>
<p>Per la band, invece, magari si punterà più sul live, associando del marketing online.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In uno dei prossimi articoli affronteremo questi spunti in maniera più approfondita.</p>
<p>Attento quindi alle fregature dietro l’angolo!</p>
<p>Al prossimo video!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di un tema particolarmente scottante: <strong>le trappole delle case discografiche moderne</strong>.</p>
<p>Ci andremo quindi un po’ giù pesante, ma è nostro compito raccontarvi cosa accade <u>dietro le quinte</u>.</p>
<h2>Il mondo della musica oggi</h2>
<p>Iniziamo dal riflettere su come sta andando oggigiorno il mondo della musica in generale. Fondamentalmente, dall’avvento dello <em>streaming</em> e dal digitale in poi, è cambiato <u>in modo radicale</u>.</p>
<p>Si sono creati, infatti, due modi di fare musica:</p>
<ul>
<li>Uno tradizionale della <strong>discografia</strong>, in cui la casa discografica prende l’artista (l’<em>X Factor</em> di turno), lo mette sotto contratto, paga gli studi di registrazione, il produttore e così via, creandone un prodotto da cui ottenere ricavi. Una volta era tutto così, oggi invece la metà, anzi, solo <u>un terzo di questo mondo va così</u>;</li>
<li>L’altro filone è quello <u>dell’autoproduzione</u> o meglio, la <strong>musica liquida</strong>.</li>
</ul>
<p>Liquida in quanto, rispetto agli anni passati, in cui c’era comunque la musica underground e indie, è una forma di <u>espressione sia culturale che musicale</u>: ci sono milioni e milioni di ragazzi nel mondo che fanno la propria musica e hanno la loro fetta di mercato.</p>
<p>Una propria nicchia.</p>
<p><em>Quindi cosa fa la discografia oggi?</em></p>
<p>Non ha più il talent scout che va nel locale e sceglie chi farà diventare famoso, come accadeva nei tempi dei Beatles e fino agli anni Ottanta.</p>
<p><em>LA CASA DISCOGRAFICA GUARDA INVECE cosa succede nell’altro mondo.</em></p>
<p>Questo mondo è come la giungla: ci sono tutti, e <u>si valuta</u> chi ha più capacità di un altro attraverso <strong>la legge del più forte</strong>.</p>
<p>Non perché sia più bravo. Ma magari perché ha più pubblico e sa gestirlo meglio, insieme alla sua attività.</p>
<p>La discografia oggi attinge da lì il talento e <u>poi lo rende più grande</u>.</p>
<p>“<em>Tu da solo sei riuscito a creare una nicchia di 2.000 persone. Io provo a portarti a farne 10.000.</em>”</p>
<p>La parte dell’autoproduzione quindi è importante tanto quella della discografia. Anzi: <strong>di più</strong>.</p>
<h2>Perché allora parliamo di “trappole delle case discografiche”?</h2>
<p>In questo grande mondo della musica liquida e delle autoproduzioni, non esistono vere strutture in grado di aiutarti.</p>
<p>Esistono piuttosto tante strutture che ti possono <u>illudere di diventare la discografia</u>.</p>
<p>Ma qual è la differenza tra la discografia e l’agenzia che ti fa pagare?</p>
<p>La discografia non vuole i tuoi soldi, te li dà.</p>
<p><u>Investe sui progetti che sceglie</u> e ci mette dei soldi, come faceva la <em>Sony, </em>come fa la <em>Universal</em>, a volte come contratto di licenza e a volte come produzione vera e propria.</p>
<p>Oggi è una percentuale <u>molto più bassa</u> di quella di anni fa.</p>
<p>Quindi le trappole delle “nuove case discografiche” sono dovute al fatto essenziale che queste <u>non sono case discografiche</u>.</p>
<p>Sono agenzie che si fanno pagare per dei lavori che dicono di fare.</p>
<p>E che, molte volte, nemmeno fanno.</p>
<h2>Le trappole con gli Humana</h2>
<p>Ad esempio, gli <em>Humana</em>, dopo il primo album e la pubblicazione del primo singolo, che su <em>YouTube</em> era stato abbastanza spinto nel giro di pochissimi giorni, hanno cavalcato l’onda muovendosi su alcune case discografiche.</p>
<p>Ne trovarono una piccolina, senza fare il nome – ma facilmente ricavabile documentandosi – e stipularono un contratto di licenza.</p>
<p>Il disco fu prodotto nello studio di Lorenzo, con tutti i crismi e le regole che abbiamo elencato, dopodiché l’album uscì nei negozi, ma alla fine… <u>non fummo pagati</u>.</p>
<p>E questa è solo una delle mirabolanti esperienze che abbiamo avuto!</p>
<p>Bisogna dire ]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi ti parleremo di un tema particolarmente scottante: <strong>le trappole delle case discografiche moderne</strong>.</p>
<p>Ci andremo quindi un po’ giù pesante, ma è nostro compito raccontarvi cosa accade <u>dietro le quinte</u>.</p>
<h2>Il mondo della musica oggi</h2>
<p>Iniziamo dal riflettere su come sta andando oggigiorno il mondo della musica in generale. Fondamentalmente, dall’avvento dello <em>streaming</em> e dal digitale in poi, è cambiato <u>in modo radicale</u>.</p>
<p>Si sono creati, infatti, due modi di fare musica:</p>
<ul>
<li>Uno tradizionale della <strong>discografia</strong>, in cui la casa discografica prende l’artista (l’<em>X Factor</em> di turno), lo mette sotto contratto, paga gli studi di registrazione, il produttore e così via, creandone un prodotto da cui ottenere ricavi. Una volta era tutto così, oggi invece la metà, anzi, solo <u>un terzo di questo mondo va così</u>;</li>
<li>L’altro filone è quello <u>dell’autoproduzione</u> o meglio, la <strong>musica liquida</strong>.</li>
</ul>
<p>Liquida in quanto, rispetto agli anni passati, in cui c’era comunque la musica underground e indie, è una forma di <u>espressione sia culturale che musicale</u>: ci sono milioni e milioni di ragazzi nel mondo che fanno la propria musica e hanno la loro fetta di mercato.</p>
<p>Una propria nicchia.</p>
<p><em>Quindi cosa fa la discografia oggi?</em></p>
<p>Non ha più il talent scout che va nel locale e sceglie chi farà diventare famoso, come accadeva nei tempi dei Beatles e fino agli anni Ottanta.</p>
<p><em>LA CASA DISCOGRAFICA GUARDA INVECE cosa succede nell’altro mondo.</em></p>
<p>Questo mondo è come la giungla: ci sono tutti, e <u>si valuta</u> chi ha più capacità di un altro attraverso <strong>la legge del più forte</strong>.</p>
<p>Non perché sia più bravo. Ma magari perché ha più pubblico e sa gestirlo meglio, insieme alla sua attività.</p>
<p>La discografia oggi attinge da lì il talento e <u>poi lo rende più grande</u>.</p>
<p>“<em>Tu da solo sei riuscito a creare una nicchia di 2.000 persone. Io provo a portarti a farne 10.000.</em>”</p>
<p>La parte dell’autoproduzione quindi è importante tanto quella della discografia. Anzi: <strong>di più</strong>.</p>
<h2>Perché allora parliamo di “trappole delle case discografiche”?</h2>
<p>In questo grande mondo della musica liquida e delle autoproduzioni, non esistono vere strutture in grado di aiutarti.</p>
<p>Esistono piuttosto tante strutture che ti possono <u>illudere di diventare la discografia</u>.</p>
<p>Ma qual è la differenza tra la discografia e l’agenzia che ti fa pagare?</p>
<p>La discografia non vuole i tuoi soldi, te li dà.</p>
<p><u>Investe sui progetti che sceglie</u> e ci mette dei soldi, come faceva la <em>Sony, </em>come fa la <em>Universal</em>, a volte come contratto di licenza e a volte come produzione vera e propria.</p>
<p>Oggi è una percentuale <u>molto più bassa</u> di quella di anni fa.</p>
<p>Quindi le trappole delle “nuove case discografiche” sono dovute al fatto essenziale che queste <u>non sono case discografiche</u>.</p>
<p>Sono agenzie che si fanno pagare per dei lavori che dicono di fare.</p>
<p>E che, molte volte, nemmeno fanno.</p>
<h2>Le trappole con gli Humana</h2>
<p>Ad esempio, gli <em>Humana</em>, dopo il primo album e la pubblicazione del primo singolo, che su <em>YouTube</em> era stato abbastanza spinto nel giro di pochissimi giorni, hanno cavalcato l’onda muovendosi su alcune case discografiche.</p>
<p>Ne trovarono una piccolina, senza fare il nome – ma facilmente ricavabile documentandosi – e stipularono un contratto di licenza.</p>
<p>Il disco fu prodotto nello studio di Lorenzo, con tutti i crismi e le regole che abbiamo elencato, dopodiché l’album uscì nei negozi, ma alla fine… <u>non fummo pagati</u>.</p>
<p>E questa è solo una delle mirabolanti esperienze che abbiamo avuto!</p>
<p>Bisogna dire ]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/case-discografiche-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/case-discografiche-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/104/trappola-delle-case-discografiche-moderne.mp3" length="29955037" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come portare il mio progetto musicale al successo</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/come-portare-il-mio-progetto-musicale-al-successo.html</link>
					<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 08:15:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=68</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di come portare il tuo progetto musicale al successo, concentrandoci sugli ingredienti principali. Entriamo quindi un po’ più nel dettaglio. Abbiamo parlato di molte cose negli scorsi articoli, e da tutto ciò è emerso che hai bisogno di avere in mano un progetto che sia: Forte; Originale; Con un suo senso; Che si riferisca a un target; Che si inserisca all’interno [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di come portare il tuo progetto musicale al successo, concentrandoci sugli ingredienti principali. Entriamo quindi un po’ più nel ]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di <strong>come portare il tuo progetto musicale al successo</strong>, concentrandoci sugli ingredienti principali.</p>
<p>Entriamo quindi un po’ più nel dettaglio.</p>
<p>Abbiamo parlato di molte cose negli scorsi articoli, e da tutto ciò è emerso che hai bisogno di avere in mano un progetto che sia:</p>
<ul>
<li>Forte;</li>
<li>Originale;</li>
<li>Con un suo senso;</li>
<li>Che si riferisca a un target;</li>
<li>Che si inserisca all’interno di una strategia;</li>
<li>Che venga comunicato in modo unico.</li>
</ul>
<p>Abbiamo insomma parlato di diverse cose.</p>
<p>Se sei arrivato qui senza leggere gli altri articoli, ti suggeriamo vivamente di andare a leggere <u>anche tutto ciò di cui abbiamo parlato in precedenza</u>: ti raccontiamo quali sono le nostre esperienze, e soprattutto quelle che ti possono essere utili a non commettere errori mentre stai costruendo il tuo progetto musicale.</p>
<p>Partiamo quindi a vedere tutte queste cose!</p>
<h2>Cosa significa “un progetto forte e originale”?</h2>
<p>Prima di tutto, bisogna ricordarsi che è essenziale <strong>essere</strong> qualcosa di <strong>originale</strong>, ancor prima di avere qualcosa che lo sia.</p>
<p>Partirai dalle canzoni che ti piacciono, che hanno delle caratteristiche che percepisci forti. Ovviamente, sempre tenendo conto del giudizio degli altri: puoi credere di essere Elton John, ma potresti scoprire di non essere proprio così…</p>
<p>È necessaria in questa fase una grande <strong>umiltà</strong>, che ti porti ad ascoltare i pareri degli altri.</p>
<p>Certo, ci sono stati casi in cui all’inizio sembrava difficile ma poi le persone sono riuscite a sfondare.</p>
<p>Tuttavia, sono casi, si parla sempre di quei due esempi lì, senza voler accettare il fatto che, molte volte, <em>se uno è una “sòla” è una “sòla”!</em></p>
<p>Spesso, quando è in contatto con persone che hanno bisogno di produrre un disco, Lorenzo ascolta alcune loro alcune canzoni come base da cui partire.</p>
<p>Infatti, <strong>ognuno ha una propria personalità</strong>, è necessario iniziare da lì.</p>
<p>Quando si parla di bravura dell’artista, questa può avere diverse connotazioni.</p>
<p>Può voler dire:</p>
<ul>
<li>Essere personali;</li>
<li>Avere un <em>grip </em>con dei simili.</li>
</ul>
<p><em>Cosa significa questo?</em></p>
<p>Oggi, avere successo non esiste più, almeno non se intendiamo il successo <em>massive</em>.</p>
<p>Ci sono dischi che hanno venduto molto o artisti famosissimi per certe persone che però sono totalmente <strong>sconosciuti per altre</strong>.</p>
<p>Il mondo dello streaming e della musica, oggi, è diventato liquido, orizzontale: non c’è più il messaggio che arriva dall’alto.</p>
<p>Una volta la <em>Warner </em>diceva: “<em>Quest’anno vanno Micheal Jackson e Madonna</em>” e di conseguenza anche le nostre madri conoscevano Michael Jackson e Madonna e i loro erano i dischi più venduti.</p>
<p>Se oggi dicessimo alle nostre madri che quest’anno il disco più venduto è stato di Drake, non avrebbero idea di chi stiamo parlando. Tantomeno saprebbero chi sia Taylor Swift! (In Italia, negli Stati Uniti ovviamente è super famosa.)</p>
<p>Però questo ti fa capire che esistono delle separazioni di mercato.</p>
<p>Non esiste un mercato unico, ma delle nicchie.</p>
<p>Quello che dovrai fare, quindi, è cercare la tua nicchia.</p>
<p>Potrà anche essere di dieci persone, di venti o di venti milioni.</p>
<p>All’inizio non lo saprai. Ma devi comunque cancellare dal tuo cervello l’idea che esista un mercato.</p>
<p>Questo esisteva negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta; oggi <strong>non c’è più</strong>.</p>
<p>Oggi il mercato è la somma di un milione di mercati, e dovrai cercare quale sia il tuo pubblico in mezzo a questi.</p>
<p>Prima di tutto, quindi, dovrai partire da una musica che ti rappresenti in pieno.</p>
<p>Non copiare nessuno.</p>
<p><strong>Non essere il <em>fake</em> di nessuno.</strong></p>
<p>Al mondo è fondamentale cercare di avere dei riferimenti, di ascoltare le persone, però dovrai essere il più personale possibile.</p>
<p>Il processo che dovrai fare è quello di cercare millimetro per millimetro, centimetro per centimetro, i tuoi fan.</p>
<p>Anche se, a dirla tutta, chiamarli “fan” è errato: questi erano più tipici degli anni Settanta e Ottanta, oggi possiamo parlare più che altro di qualcuno a cui puoi piacere, che ha voglia di ascoltarti.</p>
<p>Il messaggio è molto più delicato.</p>
<p>Il rapporto odierno con la musica non è più quello dello strapparsi i capelli perché si incontra l’artista famoso, come succedeva con i Beatles!</p>
<p><u>Non c’è più</u> quel mondo lì.</p>
<p>Anche chi è primo in classifica non suscita lo stesso effetto che forse era tipico negli anni Novanta.</p>
<p>Oggi la gente non va fuori di testa, è più nel suo mondo: <em>WhatsApp</em>, i social… Perciò, se un artista funziona, va bene, <strong>altrimenti non cambia nulla all’ascoltatore</strong>.</p>
<p>Il primo in classifica non è quindi più uno status, come era una volta, è più effimero.</p>
<p>L’ascesa è sempre abbastanza lenta, ma <u>la caduta è facilissima</u>. Non c’è più l’artista che rimane venti o trent’anni sulla cresta dell’onda, tranne casi rarissimi.</p>
<p><strong>Devi piacere</strong>, ma soprattutto <strong>devi lasciare qualcosa</strong>. Anche in questo discorso, comunque, dipende da caso a caso.</p>
<h2>Come professionalizzare un progetto inedito?</h2>
<p>Ormai, nel mondo della musica,<strong> il musicista è un libero professionista che rientra nelle regole del mercato</strong>, così come succede ai liberi professionisti di ogni settore, ai piccoli-medi imprenditori e così via.</p>
<p>C’è quindi bisogno di <u>un target</u>, una nicchia; <strong>non esiste il “tutto per tutti”</strong>, la massa, ma ci sono regole precise a cui sottostare (comunicazione, prodotto, <em>front-end</em>…).</p>
<p>Lo scoglio principale, tuttavia, continua a essere quello della mentalità: quelli che si approcciano a questo mondo iniziano subito <u>pensando di dover produrre una canzone che dovrà diventare il successo dell’anno</u>.</p>
<p>Ma quello <strong>non esiste più</strong>!</p>
<p>Nemmeno chi produce il successo dell’anno fa il successo dell’anno!</p>
<p>Non è più così importante. A parte tre o quattro canzoni, degli altri brani che occupano le posizioni in classifica dalla quinta in giù, nessuno ricorda nulla.</p>
<p>È tutto molto più soffice.</p>
<p><u>Ciò che rimane, quindi, è avere un pubblico</u>.</p>
<p>Avere quelle mille, duemila o diecimila persone che invece ti ricordano, ricordano ciò che hai fatto tre anni fa, che comprano i biglietti dei tuoi concerti, vengono a vederti quando ti esibisci e comprano il tuo <em>merchandising</em>.</p>
<p>Quando hai tutto ciò, hai creato un <strong>indotto completo</strong>.</p>
<p>Il processo che va fatto oggi, quindi, è quello di <strong>trovare la tua audience</strong>.</p>
<p>Ci sono diversi mezzi attraverso cui lo puoi fare:</p>
<ol>
<li>Il <u>live</u>, che ancora oggi risulta fondamentale;</li>
<li>I <em><u>social</u></em>;</li>
<li>La <u>promozione online</u> – fatta su <em>Facebook</em>, <em>Instagram</em>, ma anche <em>Spotify</em>. Si parla quindi anche dell’inserimento in certe playlist, di cui ti parleremo più avanti;</li>
<li>La <u>promozione offline</u>.</li>
</ol>
<p>Sappiamo che a questo punto avrai solo una domanda in mente: “<em>Ma come faccio? Come posso mettere insieme tutta questa roba? Esistono delle strutture?</em>”.</p>
<p>Abbiamo già parlato in un articolo precedente di com’è diversa la <strong>mentalità inglese</strong>, proseguiamo con questo esempio.</p>
<p>A dicembre, Lorenzo era lì per lavoro, e il batterista che lavora assieme a lui, Alex Reeves, gli ha proposto di andare a vedere un concerto di alcuni suoi amici.</p>
<p>È andato e ha trovato una situazione pazzesca! C’erano 300 persone lì ad ascoltarli.</p>
<p>Poi però siamo andati a cercarli su <em>Spotify</em> e… beh, <u>lì non esistono</u>. Hanno circa 7.000 streaming a brano, ma dal vivo sembravano aver molto più seguito.</p>
<p>Ma se andiamo a vedere un altro gruppo, ha una realtà a sé.</p>
<p>E scegliendo un’altra band ancora, non è detto che sia in una maniera o in un’altra. <u>Ognuna ha la sua strada</u>.</p>
<p>Questo accade perché c’è molta personalità musicale.</p>
<p>Dove c’è personalità musicale, c’è <strong>il riconoscersi in un filone</strong>. Dove la cosa rimane vaga, perché l’unico obiettivo è andare in radio o diventare famosi, non c’è quel <em>grip</em> musicale, non c’è verità.</p>
<p><em>Non parli a nessuno.</em></p>
<p>Sembra una cosa semplice, ma sappi che avere una verità musicale serve moltissimo, anche per il marketing.</p>
<p>Noi proveniamo da due realtà diverse: Lorenzo è un vero produttore musicale, mentre Daniele è più un esperto di marketing e comunicazione in senso stretto.</p>
<p>Tuttavia, ormai <u>questi due mondi sono connessi</u>.</p>
<p>Se non hai personalità e originalità non puoi parlare, non hai uno spazio di comunicazione.</p>
<p>Quando hai un prodotto buono ci metti un secondo.</p>
<p>Infatti, parlando di marketing, ti può stupire pensare che esistano, ad esempio in Inghilterra, a Londra, delle agenzie.</p>
<p>O meglio, <u>ti stupisce l’idea che l’artista non abbia paura di sentirsi cliente</u>.</p>
<p>È una mentalità totalmente diversa.</p>
<p>Molti si lamentano perché per portarti in radio richiedono dei soldi, ma è la <strong>normalità</strong>.</p>
<p>Il problema è se non lo fanno. <u>Il problema non è pagare una certa somma per fare qualcosa</u>.</p>
<p>Se vai dall’avvocato, paghi la parcella. Qualsiasi lavoro funziona così.</p>
<p>Perché ti deve stupire quindi di dover pagare nella musica?</p>
<p>In Inghilterra, appunto, ci sono delle agenzie che ti aiutano dalla A alla Z a fare questo lavoro.</p>
<p>Poi ci sono quelle che lo fanno meglio e quelle che lo fanno peggio – come in tutti i campi, del resto – però diciamo che esistono queste realtà, queste strutture, un po’ in tutto il Nord Europa (e negli Stati Uniti da molti più anni), che <u>ti aiutano a collegare tutti i punti</u>: vanno dalla produzione a molto altro, ti seguono quasi come una casa discografica dal punto di vista di aiuto e di esperienza.</p>
<p>In Italia ci sono più che altro studi di registrazione che, pur di lavorare, ti promettono di portarti su Marte.</p>
<p>Ti chiedono non solo il compenso per la registrazione del brano, ma anche altro per cose correlate, come la radio.</p>
<p><u>Non si tratta, però, di strutture organizzate</u>.</p>
<p>Ne riparleremo, perché ti garantisco che noi due ne abbiamo davvero viste tante.</p>
<h2>Qual è l’ordine per il successo?</h2>
<p>Prima di concludere questo articolo, vediamo quindi qual è l’ordine degli step da seguire per portare il tuo progetto musicale al successo.</p>
<ol>
<li><strong>Cercare di migliorarti il più possibile</strong>;</li>
</ol>
<p>Perché quando poi vai a suonare dal vivo, se sei un fenomeno, è difficile che non ti diano poi una data.</p>
<p>Pensaci: secondo te Ed Sheeran fa fatica a trovare date? Lui suona da paura e non ha problemi.</p>
<p>Questo non significa che devi diventare Ed Sheeran, ma che <u>devi essere bravo</u>.</p>
<p>Devi avere una tua <u>capacità espressiva</u>, creare dei brani che possano piacerti e piacere al pubblico.</p>
<p>Il tuo prodotto deve essere fatto bene, e non solo dal punto di vista tecnico, ma proprio come<u> prodotto pensato e ragionato</u> bene, all’interno di una strategia.</p>
<p>Oggigiorno con il computer è difficile fare una cosa che si senta male. Devi proprio essere un cane!</p>
<p>Il produttore, però, ti può dire di non mettere quella nota perché stona, di non inserire quella frase perché è fuori tempo, farti notare se sei stonato.</p>
<p>Un produttore è una spalla artistica che ti può sempre servire.</p>
<ol start="2">
<li><strong>Farti conoscere: devi cercare i tuoi simili</strong>.</li>
</ol>
<p>È un concetto focale: <u>il successo oggi è una caccia di simili</u>, le persone che vedono e sentono le cose come te, perché non esiste più il successo <em>massive</em> che c’era una volta.</p>
<p>Devi cercare una tua nicchia, quelli che sentono la musica come te.</p>
<p>Non potrai saperlo prima chi sarà il tuo pubblico.</p>
<p><u>Devi partire, sparare e testare</u>. Fare dei live e cercare di seguire la tua strada poi nella promozione che può arrivare in un secondo tempo.</p>
<p>Le radio sono l’ultima cosa che ti può servire in questo processo.</p>
<p>Per prima cosa quindi dovrai avere una <strong>verità artistica</strong>, in secondo luogo avrai da <u>gestire la tua audience</u> (analizzeremo questo aspetto più in là).</p>
<p>Dovrai, insomma, cercare la tua strada, non quella del primo in classifica.</p>
<p>Nel prossimo articolo ti parleremo un po’ di marketing, dato che è molto più della classica “comunicazione” come si pensa: <u>è una vera e propria strategia</u> che deve partire da un concetto di <strong>originalità</strong> e di <strong>punti di differenza</strong> rispetto al resto degli artisti.</p>
<p>Grazie per essere arrivato fino a qui, ci vediamo al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di <strong>come portare il tuo progetto musicale al successo</strong>, concentrandoci sugli ingredienti principali.</p>
<p>Entriamo quindi un po’ più nel dettaglio.</p>
<p>Abbiamo parlato di molte cose negli scorsi articoli, e da tutto ciò è emerso che hai bisogno di avere in mano un progetto che sia:</p>
<ul>
<li>Forte;</li>
<li>Originale;</li>
<li>Con un suo senso;</li>
<li>Che si riferisca a un target;</li>
<li>Che si inserisca all’interno di una strategia;</li>
<li>Che venga comunicato in modo unico.</li>
</ul>
<p>Abbiamo insomma parlato di diverse cose.</p>
<p>Se sei arrivato qui senza leggere gli altri articoli, ti suggeriamo vivamente di andare a leggere <u>anche tutto ciò di cui abbiamo parlato in precedenza</u>: ti raccontiamo quali sono le nostre esperienze, e soprattutto quelle che ti possono essere utili a non commettere errori mentre stai costruendo il tuo progetto musicale.</p>
<p>Partiamo quindi a vedere tutte queste cose!</p>
<h2>Cosa significa “un progetto forte e originale”?</h2>
<p>Prima di tutto, bisogna ricordarsi che è essenziale <strong>essere</strong> qualcosa di <strong>originale</strong>, ancor prima di avere qualcosa che lo sia.</p>
<p>Partirai dalle canzoni che ti piacciono, che hanno delle caratteristiche che percepisci forti. Ovviamente, sempre tenendo conto del giudizio degli altri: puoi credere di essere Elton John, ma potresti scoprire di non essere proprio così…</p>
<p>È necessaria in questa fase una grande <strong>umiltà</strong>, che ti porti ad ascoltare i pareri degli altri.</p>
<p>Certo, ci sono stati casi in cui all’inizio sembrava difficile ma poi le persone sono riuscite a sfondare.</p>
<p>Tuttavia, sono casi, si parla sempre di quei due esempi lì, senza voler accettare il fatto che, molte volte, <em>se uno è una “sòla” è una “sòla”!</em></p>
<p>Spesso, quando è in contatto con persone che hanno bisogno di produrre un disco, Lorenzo ascolta alcune loro alcune canzoni come base da cui partire.</p>
<p>Infatti, <strong>ognuno ha una propria personalità</strong>, è necessario iniziare da lì.</p>
<p>Quando si parla di bravura dell’artista, questa può avere diverse connotazioni.</p>
<p>Può voler dire:</p>
<ul>
<li>Essere personali;</li>
<li>Avere un <em>grip </em>con dei simili.</li>
</ul>
<p><em>Cosa significa questo?</em></p>
<p>Oggi, avere successo non esiste più, almeno non se intendiamo il successo <em>massive</em>.</p>
<p>Ci sono dischi che hanno venduto molto o artisti famosissimi per certe persone che però sono totalmente <strong>sconosciuti per altre</strong>.</p>
<p>Il mondo dello streaming e della musica, oggi, è diventato liquido, orizzontale: non c’è più il messaggio che arriva dall’alto.</p>
<p>Una volta la <em>Warner </em>diceva: “<em>Quest’anno vanno Micheal Jackson e Madonna</em>” e di conseguenza anche le nostre madri conoscevano Michael Jackson e Madonna e i loro erano i dischi più venduti.</p>
<p>Se oggi dicessimo alle nostre madri che quest’anno il disco più venduto è stato di Drake, non avrebbero idea di chi stiamo parlando. Tantomeno saprebbero chi sia Taylor Swift! (In Italia, negli Stati Uniti ovviamente è super famosa.)</p>
<p>Però questo ti fa capire che esistono delle separazioni di mercato.</p>
<p>Non esiste un mercato unico, ma delle nicchie.</p>
<p>Quello che dovrai fare, quindi, è cercare la tua nicchia.</p>
<p>Potrà anche essere di dieci persone, di venti o di venti milioni.</p>
<p>All’inizio non lo saprai. Ma devi comunque cancellare dal tuo cervello l’idea che esista un mercato.</p>
<p>Questo esisteva negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta; oggi <strong>non c’è più</strong>.</p>
<p>Oggi il mercato è la somma di un milione di mercati, e dovrai cercare quale sia il tuo pubblico in mezzo a questi.</p>
<p>Prima di tutto, quindi, dovrai partire da una musica che ti rappresenti in pieno.</p>
<p>Non copiare nessuno.</p>
<p]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani e oggi ti parleremo di <strong>come portare il tuo progetto musicale al successo</strong>, concentrandoci sugli ingredienti principali.</p>
<p>Entriamo quindi un po’ più nel dettaglio.</p>
<p>Abbiamo parlato di molte cose negli scorsi articoli, e da tutto ciò è emerso che hai bisogno di avere in mano un progetto che sia:</p>
<ul>
<li>Forte;</li>
<li>Originale;</li>
<li>Con un suo senso;</li>
<li>Che si riferisca a un target;</li>
<li>Che si inserisca all’interno di una strategia;</li>
<li>Che venga comunicato in modo unico.</li>
</ul>
<p>Abbiamo insomma parlato di diverse cose.</p>
<p>Se sei arrivato qui senza leggere gli altri articoli, ti suggeriamo vivamente di andare a leggere <u>anche tutto ciò di cui abbiamo parlato in precedenza</u>: ti raccontiamo quali sono le nostre esperienze, e soprattutto quelle che ti possono essere utili a non commettere errori mentre stai costruendo il tuo progetto musicale.</p>
<p>Partiamo quindi a vedere tutte queste cose!</p>
<h2>Cosa significa “un progetto forte e originale”?</h2>
<p>Prima di tutto, bisogna ricordarsi che è essenziale <strong>essere</strong> qualcosa di <strong>originale</strong>, ancor prima di avere qualcosa che lo sia.</p>
<p>Partirai dalle canzoni che ti piacciono, che hanno delle caratteristiche che percepisci forti. Ovviamente, sempre tenendo conto del giudizio degli altri: puoi credere di essere Elton John, ma potresti scoprire di non essere proprio così…</p>
<p>È necessaria in questa fase una grande <strong>umiltà</strong>, che ti porti ad ascoltare i pareri degli altri.</p>
<p>Certo, ci sono stati casi in cui all’inizio sembrava difficile ma poi le persone sono riuscite a sfondare.</p>
<p>Tuttavia, sono casi, si parla sempre di quei due esempi lì, senza voler accettare il fatto che, molte volte, <em>se uno è una “sòla” è una “sòla”!</em></p>
<p>Spesso, quando è in contatto con persone che hanno bisogno di produrre un disco, Lorenzo ascolta alcune loro alcune canzoni come base da cui partire.</p>
<p>Infatti, <strong>ognuno ha una propria personalità</strong>, è necessario iniziare da lì.</p>
<p>Quando si parla di bravura dell’artista, questa può avere diverse connotazioni.</p>
<p>Può voler dire:</p>
<ul>
<li>Essere personali;</li>
<li>Avere un <em>grip </em>con dei simili.</li>
</ul>
<p><em>Cosa significa questo?</em></p>
<p>Oggi, avere successo non esiste più, almeno non se intendiamo il successo <em>massive</em>.</p>
<p>Ci sono dischi che hanno venduto molto o artisti famosissimi per certe persone che però sono totalmente <strong>sconosciuti per altre</strong>.</p>
<p>Il mondo dello streaming e della musica, oggi, è diventato liquido, orizzontale: non c’è più il messaggio che arriva dall’alto.</p>
<p>Una volta la <em>Warner </em>diceva: “<em>Quest’anno vanno Micheal Jackson e Madonna</em>” e di conseguenza anche le nostre madri conoscevano Michael Jackson e Madonna e i loro erano i dischi più venduti.</p>
<p>Se oggi dicessimo alle nostre madri che quest’anno il disco più venduto è stato di Drake, non avrebbero idea di chi stiamo parlando. Tantomeno saprebbero chi sia Taylor Swift! (In Italia, negli Stati Uniti ovviamente è super famosa.)</p>
<p>Però questo ti fa capire che esistono delle separazioni di mercato.</p>
<p>Non esiste un mercato unico, ma delle nicchie.</p>
<p>Quello che dovrai fare, quindi, è cercare la tua nicchia.</p>
<p>Potrà anche essere di dieci persone, di venti o di venti milioni.</p>
<p>All’inizio non lo saprai. Ma devi comunque cancellare dal tuo cervello l’idea che esista un mercato.</p>
<p>Questo esisteva negli anni Sessanta, Settanta, Ottanta; oggi <strong>non c’è più</strong>.</p>
<p>Oggi il mercato è la somma di un milione di mercati, e dovrai cercare quale sia il tuo pubblico in mezzo a questi.</p>
<p>Prima di tutto, quindi, dovrai partire da una musica che ti rappresenti in pieno.</p>
<p>Non copiare nessuno.</p>
<p]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/progetto-successo.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/progetto-successo.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/68/come-portare-il-mio-progetto-musicale-al-successo.mp3" length="28248680" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Il cantante come &#8220;imprenditore&#8221;</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/cantante-come-imprenditore.html</link>
					<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 08:00:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=39</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti diamo il benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina, nel quale parleremo del “cantante come imprenditore”. Questa è la tematica che vogliamo affrontare dal momento che, a partire dagli articoli precedenti (se è la prima volta che ne leggi uno), stiamo dispensando grandi pillole per tutti quanti gli attuali e futuri addetti ai lavori, in modo tale da farti capire se questa è la strada giusta per te oppure no. [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti diamo il benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina, nel quale parleremo del “cantante come imprenditore”. Questa è la tematica che vogliamo affrontare dal momento che, a partire dagli art]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti diamo il benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, nel quale parleremo del “<strong>cantante come imprenditore</strong>”.</p>
<p>Questa è la tematica che vogliamo affrontare dal momento che, a partire dagli articoli precedenti (se è la prima volta che ne leggi uno), stiamo dispensando <u>grandi pillole</u> per tutti quanti gli attuali e futuri addetti ai lavori, in modo tale da farti capire se questa <strong>è la strada giusta per te oppure no</strong>.</p>
<p>Il primo punto su cui ci siamo soffermati è il cambio di un paradigma; dal concetto di mentalità, abbiamo poi parlato di:</p>
<ul>
<li>“<u>Cantante come <strong>imprenditore</strong></u>”;</li>
<li>“<u>Cantante come <strong>professionista</strong></u>”.</li>
</ul>
<p>Le due figure sono in larga parte simili.</p>
<p>Tuttavia, tra le due denominazioni, è preferibile parlare di “<strong>professionista</strong>”, poiché, nell’immaginario comune, l’imprenditore richiama alla necessità di grandi somme di denaro e a numerosi rischi; mentre il libero professionista mette più che altro in gioco il proprio tempo e le proprie capacità.</p>
<p>Durante gli ultimi anni abbiamo avuto a che fare con <u>centinaia di artisti</u> che, arrivati con una determinata visione, hanno cambiato il proprio paradigma grazie al nostro contributo.</p>
<p>La cosa importante non è tanto vederti come artista-imprenditore, ma piuttosto considerare il tuo <strong>un bisogno di far musica</strong>.</p>
<p>Infatti, si inizia dalla scrittura di una canzone o dal cantare e <u>non dall’ottica di voler diventare famoso</u> per far esclamare alla tipa che ti piace: “<em>Sei su YouTube!</em>”.</p>
<p>Sono molte le strade che puoi intraprendere.</p>
<p>Partendo da qualcosa che vuoi comunicare, che sia scrivere canzoni o suonare come musicista, intraprendi <strong>un percorso naturale</strong>.</p>
<p>È questo primo step che ti porterà poi alla conoscenza di altre persone.</p>
<p>In questo senso <u>la musica è un po’ cambiata</u>!</p>
<p>Infatti, se prima c’era la casa discografica che ti aiutava, fornendoti un contratto e facendoti seguire da veri professionisti del mestiere (consulenti, produttori in vari studi di registrazione che investivano su di te), <strong>oggi non è più così</strong>.</p>
<p><u>Devi in qualche modo aiutarti da solo</u>: l’idea è comunque quella di diventare un <strong>soggetto attivo</strong>.</p>
<p>Chiaramente, però, il tuo percorso sarà leggermente differente da quello che intraprende un aspirante avvocato.</p>
<p>Questo infatti ha un suo iter ben preciso:</p>
<ul>
<li>Studia all’università;</li>
<li>Fa il praticantato;</li>
<li>Poi apre il suo studio o si associa a uno di quelli già esistenti per iniziare a vendere i suoi servizi.</li>
</ul>
<p>È un ordine che spesso invece <u>nella musica manca</u>.</p>
<p>Se canti ma non hai come scopo finale quello di insegnare canto, bensì produrre la tua musica, poiché senti dentro la tua anima questa forza di scrivere ed esprimere qualcosa perché ti fa bene… Ti chiederai:</p>
<h2>“Qual è l’ordine – se c’è – che bisogna seguire per fare un progetto dal punto di vista professionale?”.</h2>
<p>Dipende.</p>
<p>In linea di massima, per farti conoscere, <strong>devi avere qualcosa da far ascoltare</strong>.</p>
<p>Come prima cosa, dunque, è necessario <u>avere dei brani</u>.</p>
<p>È però importante fare una distinzione:</p>
<p>Se vuoi presentarti come una “band”, la prima fase è chiaramente quella di metterne in piedi una e fare delle prove buttando giù delle idee. Successivamente, occorrerà andare a suonare nei locali per farvi conoscere.</p>
<p>Questo presuppone che tu e la tua band abbiate già qualcosa da far sentire, come un album o un EP: è importante, infatti, <strong>registrare BENE ciò che fai</strong>, senza la necessità di una maxi-produzione, ma andando in un buono studio e facendo il massimo per rendere coerente il prodotto che verrà poi presentato nei live.</p>
<p>Capita molto spesso che gli artisti arrivino a far sentire un buon disco, risultino molto bravi, ma poi <u>dal vivo suonino tutta un’altra musica</u>!</p>
<p>Il problema quindi è anche riuscire a creare qualcosa di <strong>coerente</strong>.</p>
<p>Se vado a sentire <em>live</em> un artista che mi piace, mi aspetto di ascoltarlo su <em>Spotify</em> <u>nella stessa misura in cui l’ho ascoltato dal vivo</u>.</p>
<p>Mi raccomando quindi: non presentare qualcosa di troppo distante dal disco!</p>
<p>Molti lo danno per scontato ma ti assicuro che è <u>fondamentale</u>.</p>
<p>Perché ti puoi far conoscere solo con le canzoni o, a volte, con i testi.</p>
<p>Ricorda che chi ti vede per la prima volta non ha idea di come sarà il tuo suono in generale; si è, in questo senso, dei soggetti passivi.</p>
<p>Diventando un soggetto attivo non ti scriverai soltanto la canzone suonando la chitarra, ma dovrai aiutarti con un computer, creando un tuo sound, le strofe o il ritornello (così hai modo di vedere come funzionano le cose).</p>
<p>Successivamente, finito il progetto nello studio di registrazione, dovrai cercare dei <strong>locali</strong> per cominciare a esibirti dal vivo.</p>
<p>Tutti sappiamo benissimo che è molto difficile trovare dei locali che ti prendano: è un vero casino perché c’è scarsa mentalità “<em>live</em>”, questo è poco ma sicuro.</p>
<p>È come se il gestore del locale demandasse la capacità di portare gente nel suo locale all’artista, eppure, magari, è un ristorante che fa un <em>live</em> all’anno!</p>
<h2>Ma le cover, invece?</h2>
<p>Capita che quando vai a chiedere di esibirti in un locale, il proprietario richieda le <strong>cover</strong>.</p>
<p>Questo, però, si sta superando: ci sono tipologie di locali che vogliono le cover e tipologie che invece preferiscono che tu esprima la tua musica personale.</p>
<p>Lorenzo, ad esempio, viene da un paesino, Santarcangelo di Romagna, aperti due nuovi locali dove non vogliono le cover!</p>
<p>Anche nella zona di Ravenna e di Bologna ci si sta muovendo verso questa direzione.</p>
<p><u>Non sto dicendo che sia una figata pazzesca</u>, anzi: ci sono <strong>molte difficoltà</strong>, però è fattibile e c’è gente che lo fa.</p>
<p>Esistono molte realtà di questo tipo, così come molti cantautori.</p>
<p>Ma se sei nuovo nel settore e ti dovessi trovare in una città in cui tutti vogliono soltanto le cover band, cosa devi fare? Dove puoi trovare informazioni?</p>
<p>Devi sapere che ci sono percentuali di locali differenti e questo è un tema molto importante che vorrei approfondire prossimamente.</p>
<p><strong>Crea una tua lista di locali</strong> e recati di persona dai proprietari: è davvero importantissimo.</p>
<p>Per esempio, per suscitare interesse, <u>potresti regalare un tuo CD</u> e cercare di fare marketing proprio in questo senso.</p>
<p>Manda delle e-mail e, anche se su dieci locali ti ricontatta solo uno, vorrà dire che<strong> se ne contatti cento avrai trovato dieci date.</strong></p>
<p>A questo punto è fondamentale che ti giochi bene le date che hai: <u>è inutile avere venti date all’anno e quello successivo non averne nessuna</u> perché non sei piaciuto o non hai dato il massimo.</p>
<p>Un suggerimento che posso darti è:</p>
<p>Vai a vedere altri gruppi per cercare di capire come suonano e magari, proprio lì, trova e conosci persone.</p>
<p>Da solo dovrai infatti <strong>trovare il tuo network</strong> di relazioni tra le persone di quell’ambiente.</p>
<p>Non si sa mai: se ti rechi in un locale dove suona una band, potresti conoscere uno dei componenti e ricevere informazioni o consigli che ti saranno d’aiuto.</p>
<p><u>Devi darti da fare</u> e proprio per questa ragione dedicheremo degli articoli riguardo all’importanza di recarti nei locali e ai live di altre band per trarne vantaggio.</p>
<h2>Ma è necessario, oggi, il cd fisico?</h2>
<p>Questo strumento può essere utilizzato come regalo o una forma di biglietto da visita (in vista di un live).</p>
<p>Parlando di imprenditorialità, quando vendi un prodotto, è molto utilizzato lo strumento del <strong><em>front-end</em></strong>, ovvero quella cosa che rappresenta una parte del tuo prodotto.</p>
<p>In questo caso, se il tuo intento è monetizzare facendo i <em>live</em>, <u>il CD rappresenta il tuo <em>front-end</em></u>, magari anche da regalare a chi ti accoglie.</p>
<p>Regalare un buon prodotto non potrà che esserti utile.</p>
<p>Oltre a regalarlo ai proprietari dei locali puoi anche decidere di vendere i CD ai tuoi concerti! Una persona che si reca al tuo <em>live</em>, anche se non ti ascolterà in futuro, potrà comprare il tuo CD come forma di riconoscimento e di apprezzamento.</p>
<p>Tutto questo streaming, poi, ha portato <strong>la voglia di avere qualcosa di fisico</strong>, che si contrapponga (come il vinile o il CD, per l’appunto).</p>
<p>È vero, siamo nel mondo del liquido, <u>ma la cosa più bella</u>, per chiunque, <u>è tenere in mano qualcosa di solido</u>.</p>
<p>Avere qualcosa di materiale dà a quell’oggetto un valore superiore. Quando eravamo ragazzini, a 13 o 14 anni, il regalo che più si desiderava ricevere era il CD o la musicassetta.</p>
<p>Era un’emozione fantastica!</p>
<p>Le generazioni di adesso non conoscono queste cose!</p>
<p>Però, naturalmente, a tutti gli interlocutori (che siano i padroni dei locali o le persone che vengono ad ascoltarti ai live) fa piacere ricevere il tuo disco, essendo spesso di <u>un’altra generazione</u>: i padroni del locale di certo non avranno 15 anni!</p>
<p>Comunque sia, ricorda:</p>
<p>Avere un qualcosa di fisico in mano fa acquisire un valore aggiuntivo al prodotto.</p>
<p>Per oggi questo può bastare: ti abbiamo riempito di informazioni, e torneremo presto per darti ancora tanti altri consigli!</p>
<p>Alla prossima, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti diamo il benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, nel quale parleremo del “<strong>cantante come imprenditore</strong>”.</p>
<p>Questa è la tematica che vogliamo affrontare dal momento che, a partire dagli articoli precedenti (se è la prima volta che ne leggi uno), stiamo dispensando <u>grandi pillole</u> per tutti quanti gli attuali e futuri addetti ai lavori, in modo tale da farti capire se questa <strong>è la strada giusta per te oppure no</strong>.</p>
<p>Il primo punto su cui ci siamo soffermati è il cambio di un paradigma; dal concetto di mentalità, abbiamo poi parlato di:</p>
<ul>
<li>“<u>Cantante come <strong>imprenditore</strong></u>”;</li>
<li>“<u>Cantante come <strong>professionista</strong></u>”.</li>
</ul>
<p>Le due figure sono in larga parte simili.</p>
<p>Tuttavia, tra le due denominazioni, è preferibile parlare di “<strong>professionista</strong>”, poiché, nell’immaginario comune, l’imprenditore richiama alla necessità di grandi somme di denaro e a numerosi rischi; mentre il libero professionista mette più che altro in gioco il proprio tempo e le proprie capacità.</p>
<p>Durante gli ultimi anni abbiamo avuto a che fare con <u>centinaia di artisti</u> che, arrivati con una determinata visione, hanno cambiato il proprio paradigma grazie al nostro contributo.</p>
<p>La cosa importante non è tanto vederti come artista-imprenditore, ma piuttosto considerare il tuo <strong>un bisogno di far musica</strong>.</p>
<p>Infatti, si inizia dalla scrittura di una canzone o dal cantare e <u>non dall’ottica di voler diventare famoso</u> per far esclamare alla tipa che ti piace: “<em>Sei su YouTube!</em>”.</p>
<p>Sono molte le strade che puoi intraprendere.</p>
<p>Partendo da qualcosa che vuoi comunicare, che sia scrivere canzoni o suonare come musicista, intraprendi <strong>un percorso naturale</strong>.</p>
<p>È questo primo step che ti porterà poi alla conoscenza di altre persone.</p>
<p>In questo senso <u>la musica è un po’ cambiata</u>!</p>
<p>Infatti, se prima c’era la casa discografica che ti aiutava, fornendoti un contratto e facendoti seguire da veri professionisti del mestiere (consulenti, produttori in vari studi di registrazione che investivano su di te), <strong>oggi non è più così</strong>.</p>
<p><u>Devi in qualche modo aiutarti da solo</u>: l’idea è comunque quella di diventare un <strong>soggetto attivo</strong>.</p>
<p>Chiaramente, però, il tuo percorso sarà leggermente differente da quello che intraprende un aspirante avvocato.</p>
<p>Questo infatti ha un suo iter ben preciso:</p>
<ul>
<li>Studia all’università;</li>
<li>Fa il praticantato;</li>
<li>Poi apre il suo studio o si associa a uno di quelli già esistenti per iniziare a vendere i suoi servizi.</li>
</ul>
<p>È un ordine che spesso invece <u>nella musica manca</u>.</p>
<p>Se canti ma non hai come scopo finale quello di insegnare canto, bensì produrre la tua musica, poiché senti dentro la tua anima questa forza di scrivere ed esprimere qualcosa perché ti fa bene… Ti chiederai:</p>
<h2>“Qual è l’ordine – se c’è – che bisogna seguire per fare un progetto dal punto di vista professionale?”.</h2>
<p>Dipende.</p>
<p>In linea di massima, per farti conoscere, <strong>devi avere qualcosa da far ascoltare</strong>.</p>
<p>Come prima cosa, dunque, è necessario <u>avere dei brani</u>.</p>
<p>È però importante fare una distinzione:</p>
<p>Se vuoi presentarti come una “band”, la prima fase è chiaramente quella di metterne in piedi una e fare delle prove buttando giù delle idee. Successivamente, occorrerà andare a suonare nei locali per farvi conoscere.</p>
<p>Questo presuppone che tu e la tua band abbiate già qualcosa da far sentire, come un album o un EP: è importante, infatti, <strong>registrare BENE ciò che fai</strong>, senza la necessità di una maxi-produzione, ma andando in un buono studio e facendo il massimo per rendere coerente il prodotto che verrà poi presentato nei live.</p]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e ti diamo il benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, nel quale parleremo del “<strong>cantante come imprenditore</strong>”.</p>
<p>Questa è la tematica che vogliamo affrontare dal momento che, a partire dagli articoli precedenti (se è la prima volta che ne leggi uno), stiamo dispensando <u>grandi pillole</u> per tutti quanti gli attuali e futuri addetti ai lavori, in modo tale da farti capire se questa <strong>è la strada giusta per te oppure no</strong>.</p>
<p>Il primo punto su cui ci siamo soffermati è il cambio di un paradigma; dal concetto di mentalità, abbiamo poi parlato di:</p>
<ul>
<li>“<u>Cantante come <strong>imprenditore</strong></u>”;</li>
<li>“<u>Cantante come <strong>professionista</strong></u>”.</li>
</ul>
<p>Le due figure sono in larga parte simili.</p>
<p>Tuttavia, tra le due denominazioni, è preferibile parlare di “<strong>professionista</strong>”, poiché, nell’immaginario comune, l’imprenditore richiama alla necessità di grandi somme di denaro e a numerosi rischi; mentre il libero professionista mette più che altro in gioco il proprio tempo e le proprie capacità.</p>
<p>Durante gli ultimi anni abbiamo avuto a che fare con <u>centinaia di artisti</u> che, arrivati con una determinata visione, hanno cambiato il proprio paradigma grazie al nostro contributo.</p>
<p>La cosa importante non è tanto vederti come artista-imprenditore, ma piuttosto considerare il tuo <strong>un bisogno di far musica</strong>.</p>
<p>Infatti, si inizia dalla scrittura di una canzone o dal cantare e <u>non dall’ottica di voler diventare famoso</u> per far esclamare alla tipa che ti piace: “<em>Sei su YouTube!</em>”.</p>
<p>Sono molte le strade che puoi intraprendere.</p>
<p>Partendo da qualcosa che vuoi comunicare, che sia scrivere canzoni o suonare come musicista, intraprendi <strong>un percorso naturale</strong>.</p>
<p>È questo primo step che ti porterà poi alla conoscenza di altre persone.</p>
<p>In questo senso <u>la musica è un po’ cambiata</u>!</p>
<p>Infatti, se prima c’era la casa discografica che ti aiutava, fornendoti un contratto e facendoti seguire da veri professionisti del mestiere (consulenti, produttori in vari studi di registrazione che investivano su di te), <strong>oggi non è più così</strong>.</p>
<p><u>Devi in qualche modo aiutarti da solo</u>: l’idea è comunque quella di diventare un <strong>soggetto attivo</strong>.</p>
<p>Chiaramente, però, il tuo percorso sarà leggermente differente da quello che intraprende un aspirante avvocato.</p>
<p>Questo infatti ha un suo iter ben preciso:</p>
<ul>
<li>Studia all’università;</li>
<li>Fa il praticantato;</li>
<li>Poi apre il suo studio o si associa a uno di quelli già esistenti per iniziare a vendere i suoi servizi.</li>
</ul>
<p>È un ordine che spesso invece <u>nella musica manca</u>.</p>
<p>Se canti ma non hai come scopo finale quello di insegnare canto, bensì produrre la tua musica, poiché senti dentro la tua anima questa forza di scrivere ed esprimere qualcosa perché ti fa bene… Ti chiederai:</p>
<h2>“Qual è l’ordine – se c’è – che bisogna seguire per fare un progetto dal punto di vista professionale?”.</h2>
<p>Dipende.</p>
<p>In linea di massima, per farti conoscere, <strong>devi avere qualcosa da far ascoltare</strong>.</p>
<p>Come prima cosa, dunque, è necessario <u>avere dei brani</u>.</p>
<p>È però importante fare una distinzione:</p>
<p>Se vuoi presentarti come una “band”, la prima fase è chiaramente quella di metterne in piedi una e fare delle prove buttando giù delle idee. Successivamente, occorrerà andare a suonare nei locali per farvi conoscere.</p>
<p>Questo presuppone che tu e la tua band abbiate già qualcosa da far sentire, come un album o un EP: è importante, infatti, <strong>registrare BENE ciò che fai</strong>, senza la necessità di una maxi-produzione, ma andando in un buono studio e facendo il massimo per rendere coerente il prodotto che verrà poi presentato nei live.</p]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/cantante-imprenditore-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/cantante-imprenditore-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/39/cantante-come-imprenditore.mp3" length="22800400" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Come iniziare una carriera da cantante da zero</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/carriera-da-cantante-partendo-da-0.html</link>
					<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 07:45:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=23</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, benvenuto a questo nuovo articolo di Music Caffeina! Oggi vogliamo parlare di un punto fondamentale: da dove bisogna partire per iniziare la carriera da cantante? Risponderemo quindi ad alcuni quesiti che possono interessarti. Sicuramente ti sarai già domandato da dove devi partire per iniziare la tua carriera. Abbiamo iniziato a ragionare sui vari ingredienti necessari al successo del cantante – dove per cantante intendiamo, come sempre, una persona che possiede dei brani inediti. [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, benvenuto a questo nuovo articolo di Music Caffeina! Oggi vogliamo parlare di un punto fondamentale: da dove bisogna partire per iniziare la carriera da cantante? Risponderemo quindi ad alcuni quesiti ch]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina!</em></p>
<p>Oggi vogliamo parlare di un punto fondamentale: <strong>da dove bisogna partire per iniziare la carriera da cantante?</strong></p>
<p>Risponderemo quindi ad alcuni quesiti che possono interessarti.</p>
<p>Sicuramente ti sarai già domandato <strong>da dove devi partire</strong> per iniziare la tua carriera.</p>
<p>Abbiamo iniziato a ragionare sui vari ingredienti necessari al successo del cantante – dove per cantante intendiamo, come sempre, una persona che possiede dei<u> brani inediti</u>.</p>
<p>Quindi nella fattispecie:</p>
<ul>
<li><u>La figura del cantautore</u>;</li>
<li><u>Chi ha una propria attività musicale</u>, e perciò ha già iniziato la sua attività suonando in giro e sta incontrando una serie di difficoltà.</li>
</ul>
<p>Negli articoli precedenti abbiamo definito diverse considerazioni. Ad esempio, abbiamo visto come considerarlo un lavoro, cambiando quindi la <strong>mentalità</strong>.</p>
<p>Non devi pensare più di essere un artista degli anni Settanta, Ottanta, aspettandoti la casa discografica sotto casa con la limousine, pronta per portarti con la tua pelliccia a creare uno stuolo di donne ai tuoi piedi.</p>
<p>E ne abbiamo viste, noi, di situazioni simili! (Magari non così tante pellicce, però…)</p>
<p>Per partire, abbiamo quindi bisogno del <strong>prodotto</strong>: dovrai ragionare sulla tua musica pensando a <u>ciò che vuoi produrre</u>.</p>
<p><strong>È un vero e proprio mestiere</strong>: ti devi approcciare ad esso come a una qualsiasi altra professione.</p>
<p>Se vuoi fare l’avvocato, vai all’università, studi cinque anni, diventi bravo e poi inizi a fare degli stage. È un percorso che ha un costo e che necessita della mentalità di imparare, perché a 15 o a 18 anni non sei il più bravo del mondo. C’è un processo che deve essere seguito.</p>
<p>Pensaci: qual è lo scopo di un avvocato? Vendere la propria consulenza legale.</p>
<p>Qual è invece lo scopo di un musicista che ha un progetto inedito? Farsi conoscere.</p>
<p>Ma deve vendere un album, un disco?</p>
<p>No, non deve vendere un album perché non c’è più la necessità di una discografia che c’era una volta.</p>
<p>Se vuoi sapere da dove arriva <u>l’introito dell’artista</u>, piccolo o grande che sia, la risposta è: <strong>i live</strong>.</p>
<p>Potremmo dirti che ci sono <u>introiti dal digitale</u>, da <em>Spotify</em> o <em>YouTube</em>, ma diremmo delle stupidaggini, <u>perché si tratta davvero di poca roba</u>.</p>
<h2>Quanto è importante Spotify per la tua carriera?</h2>
<p>Si è parlato spesso di <em>Spotify</em> negli articoli scorsi e ti chiederai se è una piattaforma importante da cui partire e che senso ha oggi.</p>
<p>Devi sapere che <em><u>Spotify</u></em><u> è fondamentale</u>. Al momento in Italia un po’ meno, forse, ma neanche troppo: ti basti pensare a fenomeni come Sfera Ebbasta che sono nati proprio lì.</p>
<p>Moltissimi artisti dell’<em>indie</em> sono partiti da lì.</p>
<p>Oggi <em>Spotify</em> è quindi diventato <strong>un indicatore di successo</strong>. Tanti iniziano lì la propria attività, postando i loro brani, usufruendo anche dei nuovi stratagemmi che la piattaforma mette a disposizione, ad esempio caricando il brano in anteprima per essere inseriti nelle playlist.</p>
<p>Se non sai come funziona <em>Spotify</em>, devi sapere che questo è nato come <em>player</em>, ma è diventato <u>fondamentalmente un <em>media</em></u>.</p>
<p>Di conseguenza, ha anche le sue preferenze di stile. Non ti basterà ora andare a caricare le tue creazioni: <u>non tutti hanno le stesse capacità e possibilità nella piattaforma</u>.</p>
<p><em>Spotify</em> sceglie quelli che secondo lui possono essere i brani o i generi che in qualche modo potrebbero risultare <strong>più interessanti per gli abbonati</strong> che usufruiscono del suo servizio.</p>
<p>Possiamo dire che attraverso Spotify puoi fare ascoltare la tua musica per poi monetizzare con le persone che verranno ad ascoltarti dal vivo durante i live.</p>
<p>Lorenzo monetizza anche tramite <em>Spotify</em>, diciamo, ma parliamo di cifre attorno ai 0,004 centesimi di euro! Un milione di <em>streams</em> porta a quattro o cinque mila euro.</p>
<p>E se pensi che sia poco, conta che <em>YouTube</em> paga ancora di meno. Poi parleremo meglio di ciò in un altro articolo.</p>
<p><u>Ci sono comunque altri player oltre a <em>Spotify</em></u>. Ad esempio, <em>Tidal</em> dà molto di più: si parla di 12.000 € circa per ogni milione di <em>streams</em> fatto, <em>Apple Music</em> dà attorno ai 7/8.000 € per ogni milione di <em>streams</em> fatto.</p>
<p><em>Spotify </em>è quello che paga un po’ meno, però sappi che dipende anche da Stato a Stato, dalla durata dello <em>stream </em>– deve infatti avere una durata minima – ma sono cose che andremo a vedere poi punto per punto per quanto riguarda i player.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ma quindi per farti conoscere che cosa devi fare?</h2>
<p>Devi comprare servizi che aumentano la tua visibilità, su social come Instagram o Facebook?</p>
<p>Secondo noi <strong>no</strong>.</p>
<p>Con <em>Humana Band</em> l’esperienza di Daniele è stata un po’ traumatica da questo punto di vista.</p>
<p>Certo, era anche il periodo delle prime agenzie, circa otto anni fa, e non si capiva bene.</p>
<p>Ora le cose sono un po’ cambiate, sono un po’ più strutturate. Ma fondamentalmente suggeriamo di non farsi illusioni su questioni come ad esempio il numero dei like o dei fan.</p>
<p>Ci sono aziende che vendono online con pochissimo seguito e, allo stesso tempo, pagine con 40/50.000 fan che però hanno post con tre, quattro like, <u>privi di interazione</u>.</p>
<p>Devi stare attento a questa cosa.</p>
<p>Avere i like fa gola, fa figo. <strong>È una <em>vanity metric</em></strong>, uno dei cosiddetti “<strong>indici di vanità</strong>”: quella roba non monetizza nulla, ma <u>alimenta il proprio ego</u>.</p>
<p>Però ormai lo sappiamo che è un parametro <em>fake</em>.</p>
<p>Non ci serve, perché non ci dà un indice preciso di dove siamo.</p>
<p>È come se andassi in macchina e il cruscotto segnasse 300 km/h quando in realtà non riesci a superare gli 80. Non ti serve a molto!</p>
<p>Oggi fa un po’ ridere vedere profili con 20/30.000 likes e poi vedere che <u>nessuno conosce la canzone di punta dell’artista,</u> che al massimo raggiunge poi solo 50 <em>streams</em> su <em>Spotify</em>.</p>
<p>Non ha davvero senso.</p>
<p>Devi quindi evitare di focalizzarti su quel numero, o meglio: devi utilizzarlo bene. Ci sono, infatti, anche altri metodi.</p>
<p>Ad esempio, su <em>Instagram</em> molti utilizzano <strong>sistemi automatizzati di <em>follow </em>e <em>unfollow</em></strong>.</p>
<p>Te lo spieghiamo brevemente, nel caso tu non sia un addetto ai lavori: esistono aziende che vendono questo tipo di servizi ad abbonamento dove tu prima <u>inizi a seguire i <em>follower</em> di un determinato artista che potrebbero essere anche tuoi fan e far parte del tuo target </u>(siano quelli di Vasco Rossi, Jovanotti o Cremonini).</p>
<p>Quindi, tramite queste aziende, dopo il <em>follow</em>, <u>passati cinque giorni, ci sarà un automatico <em>unfollow</em></u>.</p>
<p>È un po’ una gara, e può farti ridere il pensarci. Però può avere un’utilità nel momento in cui lo unisci ad un’informazione.</p>
<p>Ad esempio, a queste nuove persone che seguirai, potresti mandare un messaggio con scritto: “<em>Ho fatto questa canzone, ti può piacere?</em>”.</p>
<p>Certo, rischierai di fare spam e di essere visto come un soggetto di Serie B. Se non addirittura uno stalker!</p>
<p>Personalmente, <strong>non è una cosa che consiglieremmo molto di fare</strong>.</p>
<p>Noi ti suggeriamo un’opera più sul campo: partire con un po’ più di umiltà.</p>
<p>Forse è meglio che tu inizi a partire <u>dall’identificazione del tuo progetto artistico</u>, e solo successivamente dedicarti ai social.</p>
<h2>Il prodotto di genere</h2>
<p>Tempo fa ne parlavamo: <em>Spotify </em>crea meglio l’idea del genere.</p>
<p>Infatti, quando crei un prodotto a livello imprenditoriale, la prima regola che devi tenere a mente è che <u>non devi generare un prodotto che sia per tutti</u>.</p>
<p>Devi avere la tua nicchia, ben precisa, e <strong>puntare sul tuo target</strong>.</p>
<p>Se tu fai <em>indie</em> e vuoi parlare a un target ben preciso, puoi generare una musica per quei ragazzi che ascoltano indie.</p>
<p><em>Spotify</em>, in tal senso, <u>ragiona a catalogo</u>.</p>
<p>Da una parte aiuta, dall’altra meno: ad esempio, per andare in certe playlist devi <u>essere simile musicalmente agli artisti del tuo genere musicale</u>. Allo stesso tempo, però, se sei un clone di Calcutta non arriverai ad alcun risultato, perché c’è già lui.</p>
<p>Il problema con <em>Spotify </em>è proprio questo: da una parte devi avere dei <strong>lati di familiarità</strong> musicale – può essere il tipo di arrangiamento, di argomento, etc. – ma <strong>non puoi essere il clone di nessun artista</strong>.</p>
<p>Devi tirare fuori ciò che sei, perché andrai in una playlist, magari avrai anche tanti <em>streaming</em>, ma il problema è che <u>nessuno poi si ricorderà di te</u>.</p>
<p>Non crei affetto con chi ti ascolta.</p>
<h2>Ma la radio, invece?</h2>
<p>Abbiamo parlato di <em>Spotify, </em>di <em>YouTube</em>… ma non abbiamo parlato di <strong>radio</strong>.</p>
<p>Che senso ha oggi?</p>
<p>Ci sarà un motivo, se non ne abbiamo parlato…</p>
<p>La radio, per questo tipo di target, nonostante sia venduta da molte agenzie come il trampolino di lancio perfetto, <u>non funziona</u>.</p>
<p>Probabilmente ti sarai trovato anche tu nella situazione in cui hai voluto portare un tuo pezzo alla radio, solo che non è stato esattamente come ti saresti aspettato: hai pagato dei soldi ma magari <u>eri totalmente privo di strategia</u>.</p>
<p>Ti hanno detto: “<em>Guarda, ti chiedo 3.000 € per spedire il tuo brano in radio</em>” e…</p>
<p>Se vuoi farti conoscere avrai sempre bisogno di una <strong>strategia ben precisa</strong>, ma sappi già che <u>non andrai in radio.</u></p>
<p>Radio Deejay non prenderà mai un brano di uno sconosciuto. E questo vale per tutte le radio network che ti possono venire in mente in questo momento.</p>
<p>Forse, se sei fortunato, riuscirai a essere trasmesso in un programma radio locale, di quelli poco conosciuti, secondari. E questo ti serve e non ti serve, ha senso solo fino a un certo punto: <em>che senso ha andare su una radio che ha tre ascoltatori?</em></p>
<p>Riflettici: perché vuoi andare in radio? Perché per te, che stai iniziando, non hai pubblicato niente, non hai ancora il tuo disco, è così importante andare in radio?</p>
<p>Questo nessuno te lo verrà a dire.</p>
<p>Ti diranno: “<em>Dammi il tuo album, partiamo con la radio</em>” <u>perché li paghi</u>.</p>
<p>E sborserai <u>tanti soldi</u> per un servizio che ti porterà <strong>una manciata di fan</strong>.</p>
<p>Ne riparleremo, ovviamente, ma sappi già sin da ora che andare in radio ha senso se lo fai all’interno di una strategia ben precisa.</p>
<p>È fondamentale che tu capisca che esiste un <strong>ordine</strong> da seguire: non puoi andare in radio con il tuo singolo, perché quel tuo singolo rimarrà poi lì, al 99,99% dei casi.</p>
<p><u>Il tuo ascolto sarà limitato al livello di ascoltatori della radio.</u></p>
<p>Inoltre, il problema grosso è che le radio conoscono le agenzie di promozione, e sanno che quel brano lì arriva da quel promoter che prende un po’ tutti. Dunque, sanno che <strong>non c’è un filtro a monte</strong>.</p>
<p>Perché, infatti, prendono artisti della <em>Universal</em> o della <em>Sony</em>? Perché sanno che per entrare lì devi essere veramente bravo, e sudare sette camicie.</p>
<p>Dall’altra parte invece c’è una persona che <u>prende dei soldi per spammarti in radio</u>, tanto che mettono proprio <strong>una croce su certi promoter radiofonici</strong>: sanno che non filtrano, che prendono qualsiasi cosa.</p>
<p><u>Stai quindi sempre attento a dove vai</u>: qualcuno ti potrà chiedere 3/4.000 € e butterai solo dei soldi, dando per scontato che davvero ti trasmetteranno.</p>
<p>E noi, be’, non lo daremmo così per scontato. A meno che per “portare in radio” non significhi “mandare una mail”.</p>
<p>Il discorso dei promoter, ora, non deve farti venire molta voglia. Non deve essere così importante per te l’idea di portare il tuo brand in radio.</p>
<p>Deve essere fondamentale, piuttosto, avere una scala di cose da fare, ciò che si definisce una strategia.</p>
<p>Per oggi finiamo qui: siamo entrati densamente nel vivo del discorso, e non vediamo l’ora di proseguire il nostro percorso, parlandoti nel prossimo articolo della figura del cantante come imprenditore.</p>
<p>Al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina!</em></p>
<p>Oggi vogliamo parlare di un punto fondamentale: <strong>da dove bisogna partire per iniziare la carriera da cantante?</strong></p>
<p>Risponderemo quindi ad alcuni quesiti che possono interessarti.</p>
<p>Sicuramente ti sarai già domandato <strong>da dove devi partire</strong> per iniziare la tua carriera.</p>
<p>Abbiamo iniziato a ragionare sui vari ingredienti necessari al successo del cantante – dove per cantante intendiamo, come sempre, una persona che possiede dei<u> brani inediti</u>.</p>
<p>Quindi nella fattispecie:</p>
<ul>
<li><u>La figura del cantautore</u>;</li>
<li><u>Chi ha una propria attività musicale</u>, e perciò ha già iniziato la sua attività suonando in giro e sta incontrando una serie di difficoltà.</li>
</ul>
<p>Negli articoli precedenti abbiamo definito diverse considerazioni. Ad esempio, abbiamo visto come considerarlo un lavoro, cambiando quindi la <strong>mentalità</strong>.</p>
<p>Non devi pensare più di essere un artista degli anni Settanta, Ottanta, aspettandoti la casa discografica sotto casa con la limousine, pronta per portarti con la tua pelliccia a creare uno stuolo di donne ai tuoi piedi.</p>
<p>E ne abbiamo viste, noi, di situazioni simili! (Magari non così tante pellicce, però…)</p>
<p>Per partire, abbiamo quindi bisogno del <strong>prodotto</strong>: dovrai ragionare sulla tua musica pensando a <u>ciò che vuoi produrre</u>.</p>
<p><strong>È un vero e proprio mestiere</strong>: ti devi approcciare ad esso come a una qualsiasi altra professione.</p>
<p>Se vuoi fare l’avvocato, vai all’università, studi cinque anni, diventi bravo e poi inizi a fare degli stage. È un percorso che ha un costo e che necessita della mentalità di imparare, perché a 15 o a 18 anni non sei il più bravo del mondo. C’è un processo che deve essere seguito.</p>
<p>Pensaci: qual è lo scopo di un avvocato? Vendere la propria consulenza legale.</p>
<p>Qual è invece lo scopo di un musicista che ha un progetto inedito? Farsi conoscere.</p>
<p>Ma deve vendere un album, un disco?</p>
<p>No, non deve vendere un album perché non c’è più la necessità di una discografia che c’era una volta.</p>
<p>Se vuoi sapere da dove arriva <u>l’introito dell’artista</u>, piccolo o grande che sia, la risposta è: <strong>i live</strong>.</p>
<p>Potremmo dirti che ci sono <u>introiti dal digitale</u>, da <em>Spotify</em> o <em>YouTube</em>, ma diremmo delle stupidaggini, <u>perché si tratta davvero di poca roba</u>.</p>
<h2>Quanto è importante Spotify per la tua carriera?</h2>
<p>Si è parlato spesso di <em>Spotify</em> negli articoli scorsi e ti chiederai se è una piattaforma importante da cui partire e che senso ha oggi.</p>
<p>Devi sapere che <em><u>Spotify</u></em><u> è fondamentale</u>. Al momento in Italia un po’ meno, forse, ma neanche troppo: ti basti pensare a fenomeni come Sfera Ebbasta che sono nati proprio lì.</p>
<p>Moltissimi artisti dell’<em>indie</em> sono partiti da lì.</p>
<p>Oggi <em>Spotify</em> è quindi diventato <strong>un indicatore di successo</strong>. Tanti iniziano lì la propria attività, postando i loro brani, usufruendo anche dei nuovi stratagemmi che la piattaforma mette a disposizione, ad esempio caricando il brano in anteprima per essere inseriti nelle playlist.</p>
<p>Se non sai come funziona <em>Spotify</em>, devi sapere che questo è nato come <em>player</em>, ma è diventato <u>fondamentalmente un <em>media</em></u>.</p>
<p>Di conseguenza, ha anche le sue preferenze di stile. Non ti basterà ora andare a caricare le tue creazioni: <u>non tutti hanno le stesse capacità e possibilità nella piattaforma</u>.</p>
<p><em>Spotify</em> sceglie quelli che secondo lui possono essere i brani o i generi che in qualche modo potrebbero risultare <strong>più interessanti per gli abbonati</strong> che usufruiscono del suo servizio.</p>
<p>Possiamo dire che attraverso Spotify puoi fare ascoltare la tua musica ]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, benvenuto a questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina!</em></p>
<p>Oggi vogliamo parlare di un punto fondamentale: <strong>da dove bisogna partire per iniziare la carriera da cantante?</strong></p>
<p>Risponderemo quindi ad alcuni quesiti che possono interessarti.</p>
<p>Sicuramente ti sarai già domandato <strong>da dove devi partire</strong> per iniziare la tua carriera.</p>
<p>Abbiamo iniziato a ragionare sui vari ingredienti necessari al successo del cantante – dove per cantante intendiamo, come sempre, una persona che possiede dei<u> brani inediti</u>.</p>
<p>Quindi nella fattispecie:</p>
<ul>
<li><u>La figura del cantautore</u>;</li>
<li><u>Chi ha una propria attività musicale</u>, e perciò ha già iniziato la sua attività suonando in giro e sta incontrando una serie di difficoltà.</li>
</ul>
<p>Negli articoli precedenti abbiamo definito diverse considerazioni. Ad esempio, abbiamo visto come considerarlo un lavoro, cambiando quindi la <strong>mentalità</strong>.</p>
<p>Non devi pensare più di essere un artista degli anni Settanta, Ottanta, aspettandoti la casa discografica sotto casa con la limousine, pronta per portarti con la tua pelliccia a creare uno stuolo di donne ai tuoi piedi.</p>
<p>E ne abbiamo viste, noi, di situazioni simili! (Magari non così tante pellicce, però…)</p>
<p>Per partire, abbiamo quindi bisogno del <strong>prodotto</strong>: dovrai ragionare sulla tua musica pensando a <u>ciò che vuoi produrre</u>.</p>
<p><strong>È un vero e proprio mestiere</strong>: ti devi approcciare ad esso come a una qualsiasi altra professione.</p>
<p>Se vuoi fare l’avvocato, vai all’università, studi cinque anni, diventi bravo e poi inizi a fare degli stage. È un percorso che ha un costo e che necessita della mentalità di imparare, perché a 15 o a 18 anni non sei il più bravo del mondo. C’è un processo che deve essere seguito.</p>
<p>Pensaci: qual è lo scopo di un avvocato? Vendere la propria consulenza legale.</p>
<p>Qual è invece lo scopo di un musicista che ha un progetto inedito? Farsi conoscere.</p>
<p>Ma deve vendere un album, un disco?</p>
<p>No, non deve vendere un album perché non c’è più la necessità di una discografia che c’era una volta.</p>
<p>Se vuoi sapere da dove arriva <u>l’introito dell’artista</u>, piccolo o grande che sia, la risposta è: <strong>i live</strong>.</p>
<p>Potremmo dirti che ci sono <u>introiti dal digitale</u>, da <em>Spotify</em> o <em>YouTube</em>, ma diremmo delle stupidaggini, <u>perché si tratta davvero di poca roba</u>.</p>
<h2>Quanto è importante Spotify per la tua carriera?</h2>
<p>Si è parlato spesso di <em>Spotify</em> negli articoli scorsi e ti chiederai se è una piattaforma importante da cui partire e che senso ha oggi.</p>
<p>Devi sapere che <em><u>Spotify</u></em><u> è fondamentale</u>. Al momento in Italia un po’ meno, forse, ma neanche troppo: ti basti pensare a fenomeni come Sfera Ebbasta che sono nati proprio lì.</p>
<p>Moltissimi artisti dell’<em>indie</em> sono partiti da lì.</p>
<p>Oggi <em>Spotify</em> è quindi diventato <strong>un indicatore di successo</strong>. Tanti iniziano lì la propria attività, postando i loro brani, usufruendo anche dei nuovi stratagemmi che la piattaforma mette a disposizione, ad esempio caricando il brano in anteprima per essere inseriti nelle playlist.</p>
<p>Se non sai come funziona <em>Spotify</em>, devi sapere che questo è nato come <em>player</em>, ma è diventato <u>fondamentalmente un <em>media</em></u>.</p>
<p>Di conseguenza, ha anche le sue preferenze di stile. Non ti basterà ora andare a caricare le tue creazioni: <u>non tutti hanno le stesse capacità e possibilità nella piattaforma</u>.</p>
<p><em>Spotify</em> sceglie quelli che secondo lui possono essere i brani o i generi che in qualche modo potrebbero risultare <strong>più interessanti per gli abbonati</strong> che usufruiscono del suo servizio.</p>
<p>Possiamo dire che attraverso Spotify puoi fare ascoltare la tua musica ]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/iniziare-cantante-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/iniziare-cantante-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/23/carriera-da-cantante-partendo-da-0.mp3" length="28198183" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Gli ingredienti del successo di un cantante al giorno d’oggi pt2</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/gestione-e-mentalita/gli-ingredienti-di-successo-di-un-cantante-pt-2.html</link>
					<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 07:30:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=74</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo un po’ nel dettaglio di quali siano gli ingredienti per il successo di un cantante ai giorni nostri, dal 2019 in poi insomma. Se non hai letto l’articolo precedente, ti invito caldamente ad andare a recuperarlo. Abbiamo infatti introdotto un argomento molto importante, in quanto abbiamo definito che cosa si intende con successo di un cantante e di un progetto musicale oggi. Soprattutto, l’abbiamo messo [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo! Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo un po’ nel dettaglio di quali siano gli ingredienti per il successo di un cantante ai giorni nostri, dal 2019 in poi insomma. Se non hai letto l’artic]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo un po’ nel dettaglio di quali siano <strong>gli ingredienti per il successo di un cantante ai giorni nostri</strong>, dal 2019 in poi insomma.</p>
<p>Se non hai letto <u>l’articolo precedente</u>, ti invito caldamente ad andare a recuperarlo. Abbiamo infatti introdotto un argomento molto importante, in quanto abbiamo definito <u>che cosa si intende con successo</u> di un cantante e di un progetto musicale oggi.</p>
<p>Soprattutto, l’abbiamo messo a confronto con lo schema degli anni Ottanta e Novanta, vedendone le principali differenze.</p>
<p>Avevamo detto che in questo articolo avremmo messo punto per punto gli ingredienti principali.</p>
<p>Abbiamo fatto un bell’elenco, ma prima di partire aggiungiamo un concetto fondamentale: <strong>l’approccio mentale</strong> che un musicista che parte da zero – o che è già attivo, con la sua band che fa musica nei locali – deve avere.</p>
<p>Deve essere una mentalità più da libero professionista/ imprenditore.</p>
<p>Infatti, quando avvii il tuo progetto musicale, è fondamentale che ragioni esattamente <u>come se stessi aprendo un negozio</u>, uno studio dentistico o di commercialisti!</p>
<p>Questo non per sminuire la figura dell’artista, anzi, ma è un ragionamento che ti aiuterà a mantenere la focalizzazione sul tuo obiettivo.</p>
<p>Tu a tutti gli effetti, avendo un tuo progetto musicale – che può essere un disco, un album, una performance – hai <strong>un prodotto</strong>.</p>
<p>Lo puoi declinare in tanti modi diversi: suonarlo dal vivo, farne un cd, produrre del merchandising.</p>
<p>Ma per fare tutto ciò devi mettere in leva una serie di diversi passaggi.</p>
<p>Vuol dire che devi impiegare:</p>
<ul>
<li><strong>Tempo</strong>;</li>
<li><strong>Capacità</strong>;</li>
<li><strong>Voglia di migliorare</strong> (andando ad esempio a scuola di canto);</li>
<li><strong>Voglia di andare in uno studio di registrazione fatto bene</strong>, che non produca il tuo progetto da cani, ma che ti faccia uscire con un prodotto professionale, considerando com’è alta oggi la qualità dei media. Il fatto che la tecnologia sia alla portata di tutti, infatti, fa in modo che <u>per emergere tu debba avere un prodotto degno di nota</u>.</li>
</ul>
<p>Ovviamente tutto questo ti deve far rendere conto che avrai bisogno anche di un po’ di soldi per iniziare.</p>
<p>Lorenzo ha uno studio di registrazione, e negli ultimi anni molti ragazzi lo chiamano con ancora la mentalità della vecchia casa discografica. Il fatto che nel suo sito ci sia scritto “<em>produttore musicale</em>” genera nella mente degli altri che <u>lui debba dare dei soldi</u>, come negli anni Sessanta!</p>
<p>Ma questa realtà <strong>non esiste</strong>! A parte rarissimi casi, non funziona più così.</p>
<p>Devi cambiare la tua mentalità.</p>
<p>Se vuoi fare l’avvocato, ti rendi conto di quanto può costare l’università?</p>
<p>I sacrifici e il denaro che ci devi mettere?</p>
<p>Perché allora l’artista non può essere considerato un mestiere altrettanto valido?</p>
<p>È quello il <u>vero cambio</u> della figura del cantante.</p>
<p>Dato che stiamo parlando di come si può avere effettivamente successo in questi anni, devi partire sicuramente dal cambio di mentalità.</p>
<p>Devi diventare un soggetto attivo, quindi se:</p>
<ul>
<li>Hai questo bisogno di fare musica;</li>
<li>Senti di avere queste cose da dire…</li>
</ul>
<p>Come cerchi di andare avanti nella tua vita professionale, facendo il dentista o l’avvocato, <u>provi a fare anche quest’altra professione</u>!</p>
<p>Non è una cosa così campata in aria.</p>
<p>Non ci sono solo artisti del calibro di Jovanotti o Vasco Rossi.</p>
<p>Ci sono tantissimi artisti in giro che lo sono a <u>tutto tondo</u> e lo fanno come mestiere.</p>
<p>Spesso Lorenzo è in Inghilterra, dove collabora con altri produttori, e ti possiamo assicurare che lì la mentalità è cambiata da anni.</p>
<p>Non c’è nessuno che cerca la casa discografica.</p>
<p>Lì il rapper, il punk, chiunque faccia musica anche di nicchia (quindi non solo il pop, che apre le porte molto più facilmente agli ascoltatori, che sono dei veri e propri “clienti” per l’approccio professionale che ti stiamo dando) parte per la sua strada <u>senza cercare più quell’appoggio</u>.</p>
<p>C’è ancora una <strong>visione un po’ romantica</strong> di quello che è l’artista. Scommetto che se ci pensi bene, anche tu penserai alla classica persona che si sveglia tardi, che è pieno di donne, <em>sesso droga e rock ‘n’ roll</em>… Però non esiste più quel mondo lì!</p>
<p><u>Non ci sono più artisti che guadagnano milioni e milioni di euro</u>: se parliamo del “mestiere dell’artista” ci si può riferire anche a ragazzi normali che vivono facendo musica.</p>
<p>E ti garantisco che è <strong>possibile</strong>. Ci sono molte realtà di questo tipo.</p>
<p>Si sostengono principalmente con i live, oltre ad altre piccole cose di cui ti parleremo in seguito.</p>
<p>Ma è il <u>cambio di mentalità</u> il punto da cui devi partire.</p>
<p>Non cercare più quel tipo di discografia che ti finanzi, ma comincia a considerarti un soggetto attivo.</p>
<p>Ti spaventa spendere soldi?</p>
<p>E perché <u>non ti spaventa</u> quando si tratta di comprare l’ultimo modello di iPhone?</p>
<p>È un discorso totalmente di testa. <u>Sei convinto di non doverla pagare</u>, quella cosa lì.</p>
<p>Un sacco di gente non percepisce la propria musica come un prodotto, ma se insegna, fa corsi di canto, in quel caso ragiona come se stesse vendendo un prodotto o un servizio.</p>
<p>Poi magari <u>va a esibirsi nei locali gratis</u>! Non riesce a concepire che la sua è <strong>un’attività professionale</strong> e aspetta sempre qualcuno che lo prenda e lo paghi.</p>
<p>Ovviamente, bisogna riconoscere che mancano anche le strutture.</p>
<p>Di certo non si è aiutati: se da una parte c’è la discografia che oggi lavora come abbiamo già visto, dall’altra parte dovrebbero esserci delle agenzie.</p>
<p>Daniele ha un’agenzia di marketing; se vai dalla sua agenzia, ha una struttura organizzata in un certo modo.</p>
<p>Nel mondo della musica, invece, ti potrà anche capitare di vedere delle <u>finte case discografiche </u>(noi ne sappiamo qualcosa… vi racconteremo!).</p>
<p>L’artista deve <strong>cambiare il tipo di mentalità</strong> e vedere la musica come la sua possibilità di crearsi un lavoro.</p>
<p>Vedremo poi anche in che modo, però intanto focalizzati su questo punto.</p>
<p>Impegnati, dedicaci molto tempo, organizzati come se fosse un lavoro vero e proprio perché lo è a tutti gli effetti.</p>
<p>Fai un <u>piano</u>.</p>
<p>Poi vedremo punto per punto come organizzare il tuo progetto.</p>
<h2>Vediamo qualche punto</h2>
<ol>
<li><strong>Esci con un prodotto professionale</strong>;</li>
</ol>
<p>Se hai della musica inedita, <u>non la puoi registrare sul tavolino di casa</u>. Devi uscire con una produzione che sia <strong>degna</strong> e <strong>coerente</strong> col mercato e con ciò che fai.</p>
<p><u>Non ha</u> ovviamente <u>senso</u> nemmeno se fai <u>una mega produzione</u>.</p>
<p>Se sei un cantante indie, genere che in Italia ora sta spopolando, non avrai una cura tecnica della produzione a livello di <em>mixing</em>, di <em>mastering</em>, di arrangiamento, come può essere un prodotto inglese, americano o pop italiano.</p>
<p>Ma va bene perché <u>è coerente</u> con quella realtà.</p>
<p>Non dovrai quindi per forza andare in una struttura super, devi trovare una produzione che sia coerente con il tuo modo di suonare e di presentarti.</p>
<p>Deve avere un <strong>senso</strong>.</p>
<p>Non improvvisare, non puoi portare il <em>radio table</em>.</p>
<p>Fino a poco tempo fa si registrava ancora in cantina, il video era qualcosa di allucinante – qualora ci fosse – e faceva al massimo sei visualizzazioni!</p>
<p>Ricordati che, probabilmente, metterai quella canzone su <em>Spotify</em>. Se la inserisci in una playlist dove prima di te c’è Justin Timberlake, che ha un livello di produzione tecnica altissimo, quando arrivi tu <u>farai proprio schifo!</u></p>
<p>Magari sei pure bravo, ma se vieni ascoltato in mezzo a cose prodotte molto meglio <u>si sentirà troppo la differenza</u>.</p>
<p>Questo vale anche per i video.</p>
<p><em>Non demandare troppo al professionista di turno.</em></p>
<p>Molte persone dicono: “<em>Vado a fare il video dal regista Tizio</em>”.</p>
<p>Quel Tizio però probabilmente ti tratterà come uno <u>straccio</u>.</p>
<p>Magari deve fare il video di Fabri Fibra, di Ligabue, di Jovanotti… quando arrivi tu ci sta pure che ti dica di non rompere, te lo fa quasi come <strong>favore</strong> dato che non sei famoso, e ti dà una mezza giornata per fare dei playback che non hai mai studiato a casa.</p>
<p>Di conseguenza saranno <u>penosi</u>, video standard che magari costano anche 4/5.000 euro ma non servono proprio a niente.</p>
<p>Quando ti diciamo di pensare alla tua carriera come a un lavoro, significa proprio questo: <u>non demandare parti del progetto</u> a ciò che una volta era la casa discografica, che pensava per te.</p>
<p>Tu devi pensare a come potrà essere il tuo video.</p>
<p>L’artista di oggi è, di fatto, <strong>indipendente</strong> da quelle strutture.</p>
<p>Si serve, certo, di strutture esterne, ma deve <u>pensare lui in primis</u> a cosa vuole fare.</p>
<p>Inizia quindi a pensare all’idea della tua comunicazione, del tuo personaggio.</p>
<p>Una volta presentato un buon prodotto, dovrai infatti:</p>
<ol start="2">
<li><strong> Farlo arrivare fuori.</strong></li>
</ol>
<p>Certo, tu ora stai leggendo e pensi: “<em>Parlano facile, ma come faccio io a fare ‘ste robe? Come faccio ad arrivare ai fan sui social, su Facebook, Instagram, YouTube?</em>”.</p>
<p>Sicuramente oggi il mondo è cambiato, <u>ma la tecnologia odierna ti permette</u> – quando sai come funziona e hai un tipo di mentalità – <u>di aprirti a una grossa fetta di mercato</u> con una velocità che non potevi avere negli anni Ottanta e Novanta.</p>
<p>Ci sono cose cambiate enormemente e alcune rimaste uguali.</p>
<p>Di uguale c’è la <u>necessità che ti serva tutto</u>. Ci sono casi in cui vengono fuori dei successi da <em>Spotify</em>, ma sono rari.</p>
<p>Quello che serve è agire a 360°. Soprattutto all’inizio non sai da quale canale trarrai maggiore vantaggio.</p>
<p>Dovrai fare una <strong>ricerca di persone simili a te</strong>.</p>
<p>Le potrai trovare in un locale, nei social, magari in un bel video che può piacere.</p>
<p>Pensa a Young Signorino: non è che ha fatto dei grandi live, ma il suo video era particolare e coerente con la canzone, non era certo girato sulla spiaggia a Malibù con i cocktail. Sì, è stato criticato, ma era il video coerente con la canzone. Quel video lì ha funzionato perché <u>non era standard</u> e questo è stato fondamentale.</p>
<p>Lo stesso vale per Rovazzi, che ha fatto del video un punto di forza.</p>
<p>Soprattutto all’inizio <u>non sai da dove può arrivarti il successo</u> e il riconoscimento dalla gente.</p>
<p>Dovrai cercare di essere qualcosa che vuoi rappresentare. In questo senso devi essere un soggetto attivo: non demandare.</p>
<p>Certo, <u>ascolta i consigli altrui</u>, perché ancora non hai sfondato, ma devi avere un’idea ben precisa di ciò che sei.</p>
<p>Per parlare nel concreto:</p>
<p>Ritorna all’idea di te come artista che vuole uscire con i suoi pezzi, fare i suoi brani inediti, produrli con una qualità coerente, rappresentarli in un video (che ha la maggiore visibilità), e avere una buona immagine e comunicazione.</p>
<p>Essere un soggetto attivo in questo senso <u>significherà non aspettarsi qualcosa</u> <u>dall’alto</u>, ma essere tu in prima persona a lavorarci.</p>
<p>Ci dovrai mettere soldi e tempo, altrimenti… beh, vai ad aprire un negozio di videogiochi.</p>
<p>(Anche se, ti avviso, anche lì dovrai essere un soggetto attivo, nessuno ti darà le chiavi del negozio.)</p>
<p>Per quelle che sono le nostre esperienze ti possiamo garantire che è fondamentale essere un <u>soggetto attivo</u>, tipico del mondo anglosassone, ma anche del Nord Europa.</p>
<p>Quando si ha una forte passione per la musica, si ha di conseguenza più voglia di farsi sentire, fare live, etc.</p>
<p>Quando si cerca solo il successo, invece, <u>lì va bene tutto</u>.</p>
<p>Tutta questa nuova realtà ha in un certo senso scremato e portato alla luce chi è più aderente all’idea di un progetto musicale.</p>
<p>Se hai una forte passione e un bisogno di comunicare la tua musica, andrai a demandare meno.</p>
<p>Se vuoi solo arpionare le ragazzine, è tutta un’altra storia. Ma non è più il tempo di fare il figo con la musica.</p>
<h2>Ma un ragazzo che deve partire deve aver paura di investire?</h2>
<p>Probabilmente un ragazzo che deve partire avrà <u>un gruzzoletto da parte</u> che magari i suoi genitori gli hanno conservato per fare l’università, l’Erasmus, aprirsi un negozietto o proseguire la professione del padre… ma c’è quello che vuole provare la strada della discografia.</p>
<p>Nel mercato attuale, con questa mentalità imprenditoriale, questo ragazzo deve aver paura di investire oppure no?</p>
<p>Ma soprattutto, se vuole investire del denaro, <strong><em>come deve fare?</em></strong></p>
<p>Se uno vuol fare una cosa, deve trovare il modo di farla.</p>
<p><u>Bisogna uscire dal concetto che la musica sia gratis.</u></p>
<p><em>Se vuoi prendere lo scooter, lo paghi o no?</em></p>
<p><em>Se vuoi andare in macchina, la paghi o no?</em></p>
<p><em>Ma “investi” nella macchina?</em></p>
<p>È sbagliato proprio parlare di un investimento!</p>
<p>Quando si parla di investimento, si parte dal presupposto che può andare bene o male.</p>
<p>Ma se tu parli di una spesa perché hai bisogno di fare quella determinata cosa, perché senti che quella è la tua strada, <u>non è un investimento</u>.</p>
<p>Lo dai per scontato che potrebbe non portarti al successo.</p>
<p>È sbagliato legare tutto al risultato del successo.</p>
<p>Devi legarla al: “<em>Sono un musicista, scrivo canzoni, devo farmi conoscere</em>”.</p>
<p>Punto. Ti farai un mazzo tanto per farti conoscere!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei prossimi articoli ti daremo delle dritte su come stare attento e come iniziare questo processo, partendo dalle nostre esperienze personali.</p>
<p>Ci vediamo al prossimo articolo, ciao da Daniele e Lorenzo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo un po’ nel dettaglio di quali siano <strong>gli ingredienti per il successo di un cantante ai giorni nostri</strong>, dal 2019 in poi insomma.</p>
<p>Se non hai letto <u>l’articolo precedente</u>, ti invito caldamente ad andare a recuperarlo. Abbiamo infatti introdotto un argomento molto importante, in quanto abbiamo definito <u>che cosa si intende con successo</u> di un cantante e di un progetto musicale oggi.</p>
<p>Soprattutto, l’abbiamo messo a confronto con lo schema degli anni Ottanta e Novanta, vedendone le principali differenze.</p>
<p>Avevamo detto che in questo articolo avremmo messo punto per punto gli ingredienti principali.</p>
<p>Abbiamo fatto un bell’elenco, ma prima di partire aggiungiamo un concetto fondamentale: <strong>l’approccio mentale</strong> che un musicista che parte da zero – o che è già attivo, con la sua band che fa musica nei locali – deve avere.</p>
<p>Deve essere una mentalità più da libero professionista/ imprenditore.</p>
<p>Infatti, quando avvii il tuo progetto musicale, è fondamentale che ragioni esattamente <u>come se stessi aprendo un negozio</u>, uno studio dentistico o di commercialisti!</p>
<p>Questo non per sminuire la figura dell’artista, anzi, ma è un ragionamento che ti aiuterà a mantenere la focalizzazione sul tuo obiettivo.</p>
<p>Tu a tutti gli effetti, avendo un tuo progetto musicale – che può essere un disco, un album, una performance – hai <strong>un prodotto</strong>.</p>
<p>Lo puoi declinare in tanti modi diversi: suonarlo dal vivo, farne un cd, produrre del merchandising.</p>
<p>Ma per fare tutto ciò devi mettere in leva una serie di diversi passaggi.</p>
<p>Vuol dire che devi impiegare:</p>
<ul>
<li><strong>Tempo</strong>;</li>
<li><strong>Capacità</strong>;</li>
<li><strong>Voglia di migliorare</strong> (andando ad esempio a scuola di canto);</li>
<li><strong>Voglia di andare in uno studio di registrazione fatto bene</strong>, che non produca il tuo progetto da cani, ma che ti faccia uscire con un prodotto professionale, considerando com’è alta oggi la qualità dei media. Il fatto che la tecnologia sia alla portata di tutti, infatti, fa in modo che <u>per emergere tu debba avere un prodotto degno di nota</u>.</li>
</ul>
<p>Ovviamente tutto questo ti deve far rendere conto che avrai bisogno anche di un po’ di soldi per iniziare.</p>
<p>Lorenzo ha uno studio di registrazione, e negli ultimi anni molti ragazzi lo chiamano con ancora la mentalità della vecchia casa discografica. Il fatto che nel suo sito ci sia scritto “<em>produttore musicale</em>” genera nella mente degli altri che <u>lui debba dare dei soldi</u>, come negli anni Sessanta!</p>
<p>Ma questa realtà <strong>non esiste</strong>! A parte rarissimi casi, non funziona più così.</p>
<p>Devi cambiare la tua mentalità.</p>
<p>Se vuoi fare l’avvocato, ti rendi conto di quanto può costare l’università?</p>
<p>I sacrifici e il denaro che ci devi mettere?</p>
<p>Perché allora l’artista non può essere considerato un mestiere altrettanto valido?</p>
<p>È quello il <u>vero cambio</u> della figura del cantante.</p>
<p>Dato che stiamo parlando di come si può avere effettivamente successo in questi anni, devi partire sicuramente dal cambio di mentalità.</p>
<p>Devi diventare un soggetto attivo, quindi se:</p>
<ul>
<li>Hai questo bisogno di fare musica;</li>
<li>Senti di avere queste cose da dire…</li>
</ul>
<p>Come cerchi di andare avanti nella tua vita professionale, facendo il dentista o l’avvocato, <u>provi a fare anche quest’altra professione</u>!</p>
<p>Non è una cosa così campata in aria.</p>
<p>Non ci sono solo artisti del calibro di Jovanotti o Vasco Rossi.</p>
<p>Ci sono tantissimi artisti in giro che lo sono a <u>tutto tondo</u> e lo fanno come mestiere.</p>
<p>Spesso Lorenzo è in Inghilterra, dove collabora con altri produttori, e ti possiamo assicurare che lì la mentalità è cambiata da anni.</p>
<p>Non ]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo!</p>
<p>Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani, e oggi entreremo un po’ nel dettaglio di quali siano <strong>gli ingredienti per il successo di un cantante ai giorni nostri</strong>, dal 2019 in poi insomma.</p>
<p>Se non hai letto <u>l’articolo precedente</u>, ti invito caldamente ad andare a recuperarlo. Abbiamo infatti introdotto un argomento molto importante, in quanto abbiamo definito <u>che cosa si intende con successo</u> di un cantante e di un progetto musicale oggi.</p>
<p>Soprattutto, l’abbiamo messo a confronto con lo schema degli anni Ottanta e Novanta, vedendone le principali differenze.</p>
<p>Avevamo detto che in questo articolo avremmo messo punto per punto gli ingredienti principali.</p>
<p>Abbiamo fatto un bell’elenco, ma prima di partire aggiungiamo un concetto fondamentale: <strong>l’approccio mentale</strong> che un musicista che parte da zero – o che è già attivo, con la sua band che fa musica nei locali – deve avere.</p>
<p>Deve essere una mentalità più da libero professionista/ imprenditore.</p>
<p>Infatti, quando avvii il tuo progetto musicale, è fondamentale che ragioni esattamente <u>come se stessi aprendo un negozio</u>, uno studio dentistico o di commercialisti!</p>
<p>Questo non per sminuire la figura dell’artista, anzi, ma è un ragionamento che ti aiuterà a mantenere la focalizzazione sul tuo obiettivo.</p>
<p>Tu a tutti gli effetti, avendo un tuo progetto musicale – che può essere un disco, un album, una performance – hai <strong>un prodotto</strong>.</p>
<p>Lo puoi declinare in tanti modi diversi: suonarlo dal vivo, farne un cd, produrre del merchandising.</p>
<p>Ma per fare tutto ciò devi mettere in leva una serie di diversi passaggi.</p>
<p>Vuol dire che devi impiegare:</p>
<ul>
<li><strong>Tempo</strong>;</li>
<li><strong>Capacità</strong>;</li>
<li><strong>Voglia di migliorare</strong> (andando ad esempio a scuola di canto);</li>
<li><strong>Voglia di andare in uno studio di registrazione fatto bene</strong>, che non produca il tuo progetto da cani, ma che ti faccia uscire con un prodotto professionale, considerando com’è alta oggi la qualità dei media. Il fatto che la tecnologia sia alla portata di tutti, infatti, fa in modo che <u>per emergere tu debba avere un prodotto degno di nota</u>.</li>
</ul>
<p>Ovviamente tutto questo ti deve far rendere conto che avrai bisogno anche di un po’ di soldi per iniziare.</p>
<p>Lorenzo ha uno studio di registrazione, e negli ultimi anni molti ragazzi lo chiamano con ancora la mentalità della vecchia casa discografica. Il fatto che nel suo sito ci sia scritto “<em>produttore musicale</em>” genera nella mente degli altri che <u>lui debba dare dei soldi</u>, come negli anni Sessanta!</p>
<p>Ma questa realtà <strong>non esiste</strong>! A parte rarissimi casi, non funziona più così.</p>
<p>Devi cambiare la tua mentalità.</p>
<p>Se vuoi fare l’avvocato, ti rendi conto di quanto può costare l’università?</p>
<p>I sacrifici e il denaro che ci devi mettere?</p>
<p>Perché allora l’artista non può essere considerato un mestiere altrettanto valido?</p>
<p>È quello il <u>vero cambio</u> della figura del cantante.</p>
<p>Dato che stiamo parlando di come si può avere effettivamente successo in questi anni, devi partire sicuramente dal cambio di mentalità.</p>
<p>Devi diventare un soggetto attivo, quindi se:</p>
<ul>
<li>Hai questo bisogno di fare musica;</li>
<li>Senti di avere queste cose da dire…</li>
</ul>
<p>Come cerchi di andare avanti nella tua vita professionale, facendo il dentista o l’avvocato, <u>provi a fare anche quest’altra professione</u>!</p>
<p>Non è una cosa così campata in aria.</p>
<p>Non ci sono solo artisti del calibro di Jovanotti o Vasco Rossi.</p>
<p>Ci sono tantissimi artisti in giro che lo sono a <u>tutto tondo</u> e lo fanno come mestiere.</p>
<p>Spesso Lorenzo è in Inghilterra, dove collabora con altri produttori, e ti possiamo assicurare che lì la mentalità è cambiata da anni.</p>
<p>Non ]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/ingredienti-successo-02.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/ingredienti-successo-02.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/74/gli-ingredienti-di-successo-di-un-cantante-pt-2.mp3" length="35701464" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Gli ingredienti del successo di un cantante al giorno d’oggi pt1</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/gli-ingredienti-del-successo-di-un-cantante-pt-1.html</link>
					<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 07:15:07 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=72</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani. Oggi parleremo di quali sono gli ingredienti del successo di un cantante o musicista, dal 2019 in avanti. Per prima cosa, dobbiamo ridefinire il concetto stesso di “successo”. Ciò che infatti si intendeva per successo negli anni Ottanta/Novanta non è una formula che si può riproporre nel presente. Innanzitutto, perché una volta esisteva la casa discografica. Facciamo una piccola premessa: le cose sono cambiate molto [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di Music Caffeina, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani. Oggi parleremo di quali sono gli ingredienti del successo di un cantante o musicista, dal 2019 in avanti. Per prima cosa, dobbiamo ridefinire il conc]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani.</p>
<p>Oggi parleremo di quali sono <strong>gli ingredienti del successo di un cantante o musicista</strong>, dal 2019 in avanti.</p>
<p>Per prima cosa, dobbiamo <u>ridefinire il concetto stesso di “successo”</u>.</p>
<p>Ciò che infatti si intendeva per successo negli anni Ottanta/Novanta non è una formula che si può riproporre nel presente.</p>
<p>Innanzitutto, perché <u>una volta esisteva la casa discografica</u>.</p>
<p>Facciamo una piccola premessa: le cose sono cambiate molto negli ultimi anni, da quando <em>YouTube</em> è arrivato. Dal 2008/2009 è cambiato praticamente tutto.</p>
<p><em>YouTube</em>, insieme a <em>iTunes</em> e tutta la musica digitale, ha <u>smantellato la discografia</u>.</p>
<p>Quelli che erano gli introiti che mantenevano la casa discografica, con i relativi investimenti sugli artisti, sono completamente declassati.</p>
<p>Il referente di Lorenzo, negli anni Novanta, era <u>la casa discografica</u>.</p>
<p>Oggi è diventato una <strong>persona</strong> che magari vuole esprimersi attraverso la musica pur facendo un altro lavoro, dunque cerca su <strong>internet</strong> e trovando il sito di Lorenzo spera di poter arrangiare un brano e avviare una propria carriera.</p>
<p>Questa è la grossa differenza. Certo, esiste ancora la musica bella e quella brutta, ma di base il grosso <em>gap</em> è <u>la mancanza di quell’assistente</u> che era la casa discografica.</p>
<p>Una volta c’era la mitologica figura del <em>talent scout</em> che andava nei locali, ti sceglieva e ti diceva: “<em>Daniele, mi piace tantissimo come canti. Ti prendo, ti metto sotto contratto, pago te e tutti i tuoi collaboratori e ti offro anche una serie di servizi di cui potresti aver bisogno: studio di registrazione, produttore, professionisti, addetto alla cura della tua immagine</em>”.</p>
<p>Era un vero e proprio <strong>pacchetto</strong> che ti vendevano.</p>
<p>Oggi questo non c’è più, perché <u>nessuno ci guadagna</u>: i dischi non si vendono più.</p>
<p><em>Spotify</em> d’altronde è solo un <strong>palliativo</strong>, perché non può compensare quella mancanza di introiti derivante dall’assenza della discografia.</p>
<p>Se guardi i dati del mercato musicale dagli anni Novanta a oggi da un punto di vista imprenditoriale, puoi notare un tonfo incredibile. C’è stato un periodo in cui era <u>un decimo </u>e, nonostante il cambiamento sia stato a dir poco epocale, non se ne è mai sentito parlare.</p>
<p>Poi bisogna considerare anche la sfortuna derivante dal fatto che questo ambiente è dominato molto dall’<strong>ego</strong>, dall’individualismo, dal sentirsi una star, quindi è difficile pensare che ci si metta a tavolino e si dica: “<em>Dai, c’è ‘sto problema, lo risolviamo?</em>”.</p>
<p>No, ognuno pensa ai fatti suoi e basta.</p>
<p>Poi ovviamente anche le nuove opportunità delle <u>tecnologie</u> hanno cambiato tutto.</p>
<p>Il problema è che non se ne è mai parlato a sufficienza, e i grandi media come <em>YouTube</em> ne hanno approfittato, riempiendosi di moltissimi contenuti, la maggior parte dei quali illegale.</p>
<p>Ci si schermava dietro la <u>responsabilità personale di chi caricava i video</u>, ma il rischio era di spendere un sacco di soldi per produrre un brano, che poi un ragazzino metteva su <em>YouTube</em>.</p>
<p>La piattaforma ne guadagna in pubblicità, ma la discografia perde totalmente i suoi introiti.</p>
<p>La discografia non esiste più, o esiste in parte.</p>
<p>Ciò che fa oggi non è più investire grosse quantità di denaro come una volta, ma supportare con promozioni, licenze, o magari con la registrazione dei video.</p>
<p>Fondamentalmente, dunque, gran parte della spesa del progetto è a carico dell’artista.</p>
<p>Ovviamente non ci riferiamo a quelli famosi, con un’attività già avviata e dei fan, ma al ragazzo giovane o alla band <u>emergente</u>, per cui sarà praticamente impossibile trovare una casa discografica.</p>
<p>Tutto il mondo della musica <em>underground </em>alla fine era costruito così: si suonava e si spediva il disco o il provino, sperando nella casa discografica.</p>
<p>Ora la casa discografica, invece, <u>guarda i dati di mercato:</u> piuttosto che scegliere l’artista più talentuoso, preferisce quello che ha più fan.</p>
<p><em>Spotify</em> in questo senso è una perfetta rappresentazione della giungla dove vige la legge del più forte: quello che riesce ad avere <strong>più <em>stream</em></strong>, più audience, più fan su <em>Facebook</em> – intendiamo quelli veri, non quelli che si comprano – sarà sicuramente <strong>favorito</strong>.</p>
<p>È un criterio di valutazione che mostra non tanto la bravura dell’artista ma la sua capacità di mantenere il pubblico.</p>
<p>C’è quindi proprio un cambio di mentalità, e questo porta a una diversa visione del concetto di “successo”.</p>
<h2>L’esperienza di Daniele Iudicone</h2>
<p>Dopo aver fatto il progetto musicale, la band <em>Humana</em> cercò una casa discografica.</p>
<p>Non appena il prodotto fu finito, con il CD pronto, Daniele stesso si mosse in prima persona, convinto di dover semplicemente <u>vendere la sua musica</u> con i suoi metodi da esperto di marketing.</p>
<p>Chiamava le varie case e parlava con le segretarie, in quanto credeva fosse meglio un contatto prima di spedire il disco.</p>
<p>Riuscì a fissare alcuni <u>appuntamenti</u>, come quello alla <em>Warner</em>, alla <em>Emi</em>, alla <em>Sony</em>, trovando poi dei referenti.</p>
<p>In realtà, però, trovò i suoi approcci non così funzionanti!</p>
<p>C’è da dire, infatti, che<strong> bisogna avere delle basi</strong>.</p>
<p>Ai tempi, era il 2012, Daniele aveva già un’esperienza di 12/13 anni nel mondo della vendita, e per lui fu quindi abbastanza semplice riuscire ad approcciare in quel modo “commerciale” il mondo della musica.</p>
<ul>
<li><em>Ma come fa un ragazzo di vent’anni che non è mai stato a contatto con questa realtà?</em></li>
<li><em>Come fa ad approcciare la Sony come un venditore, stando al centralino per cercare di scoprire il nome del manager, dell’etichetta, per cercare di arrivare lì?</em></li>
</ul>
<p><strong>Non lo fa e non ce la farà mai.</strong></p>
<p>E non tanto per il centralino della <em>Sony</em>, ma perché si cerca di <u>ripercorrere uno schema che non esiste più</u>.</p>
<p>Non è tanto come e dove ti rispondono, ma è proprio la ricerca di qualcosa che ormai non esiste più. Non sono interessati a questo tipo di progetti.</p>
<p>Se ora tu dopo aver prodotto un brano vai in una casa discografica o mandi una e-mail, magari ti rispondono pure, ma <u>è raro che si vada oltre</u>.</p>
<p>La ricerca non viene più fatta in termini di qualità o bravura dell’artista. Viene fatta in termini di ritorni che riesce a generare quell’artista.</p>
<p>Probabilmente neanche le case discografiche sono più in grado di riconoscere ciò che potrebbe andare domani o, ancora, oggi.</p>
<p>Lo possono intendere secondo <strong>le regole di mercato</strong>, valutando se c’è qualche amico – o qualche migliaio di persone – che ti segue, che viene ai tuoi concerti.</p>
<p>È una ricerca di “simili” quella che si fa in questa fase.</p>
<p>Cioè la ricerca di persone che sentono la musica come te.</p>
<h2>Dove andrai a cercare questi simili?</h2>
<p>Attraverso i <strong>live</strong>, che permettono di darti <u>visibilità</u>.</p>
<p>Sono fondamentali: ti mostrano com’è veramente la tua musica, come esce fuori.</p>
<p>Infatti, finché tu vai a registrare il brano in uno studio megagalattico, verrà sicuramente fuori un bel disco. Devi <u>mantenere poi il livello</u> nei live.</p>
<p>Quindi, un consiglio fondamentale che vogliamo dare a te che stai iniziando il tuo progetto musicale: evita di andare in giro a cercare case discografiche.</p>
<p>Almeno nella prima fase. Non è utile.</p>
<p>Ciò che è utile, agli inizi, è <strong>cercare la gente, i fan, il tuo pubblico</strong>. Anche dieci, venti, trenta persone vanno bene.</p>
<p>L’importante è saper gestire bene il proprio orticello, curando i social, avendo una buona comunicazione, uscendo da quel concetto per cui se vai sotto casa discografica avrai un contratto e sarai pagato.</p>
<p>Daniele con gli <em>Humana</em> ebbe un contratto con la casa discografica <em>Halidon</em>, andando in giro e facendo un lavoro di vendita che però fu un qualcosa di totalmente diverso.</p>
<p>Un po’ ce lo sentivamo, infatti era più un “<em>Proviamo!</em>”, con un contratto molto particolare. La situazione era strana e abbiamo preso anche qualche buca, ve lo racconteremo!</p>
<p>Ciò che deve esserti chiaro, nella prima fase, è la <u>grande perdita di tempo</u> che sarebbe per te andare a cercare una casa discografica.</p>
<p>Esci dallo schema “vado-lavoro-faccio dischi-mi pagano”.</p>
<p>È uno schema assistenzialista.</p>
<p>A meno che non introducano il reddito di cittadinanza per i musicisti…</p>
<h2>Esci dalla mentalità dell’artista passivo</h2>
<p>Una <strong>mentalità passiva</strong> era ciò che si poteva permettere un artista negli anni Ottanta, perché l’attività discografica era forte: ti indirizzava, ti seguiva, ti curava e ti pagava!</p>
<p>Poteva diventare un mestiere!</p>
<p>Quando si parlava di “contratto discografico” sembrava che ti fossi sistemato per tutta la vita!</p>
<p>(Poi magari ti rimanevano 40 lire e non potevi farci niente…)</p>
<p>Non era sicuramente il mondo delle favole, e infatti tanti artisti non partivano nemmeno.</p>
<p>Questo processo vecchio purtroppo <u>è ancora in molte teste,</u> ma deve uscire sicuramente dalla tua.</p>
<p><strong>Evitalo: non esiste più!</strong></p>
<p><strong> </strong>Se l’argomento ti è interessato ti diamo appuntamento al prossimo articolo di <em>Music Caffeina</em>, dove affronteremo punto per punto le fasi che dovrai seguire per arrivare al successo.</p>
<p>Oggi, per cominciare, abbiamo definito cos’è il “successo” per un cantante o un progetto e ti abbiamo mostrato a cosa devi stare attento in questo percorso.</p>
<p>Ricordalo sempre:</p>
<p>Il successo è farsi conoscere.</p>
<p>Grazie mille per averci seguito!</p>
<p>Al prossimo articolo, ciao!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani.</p>
<p>Oggi parleremo di quali sono <strong>gli ingredienti del successo di un cantante o musicista</strong>, dal 2019 in avanti.</p>
<p>Per prima cosa, dobbiamo <u>ridefinire il concetto stesso di “successo”</u>.</p>
<p>Ciò che infatti si intendeva per successo negli anni Ottanta/Novanta non è una formula che si può riproporre nel presente.</p>
<p>Innanzitutto, perché <u>una volta esisteva la casa discografica</u>.</p>
<p>Facciamo una piccola premessa: le cose sono cambiate molto negli ultimi anni, da quando <em>YouTube</em> è arrivato. Dal 2008/2009 è cambiato praticamente tutto.</p>
<p><em>YouTube</em>, insieme a <em>iTunes</em> e tutta la musica digitale, ha <u>smantellato la discografia</u>.</p>
<p>Quelli che erano gli introiti che mantenevano la casa discografica, con i relativi investimenti sugli artisti, sono completamente declassati.</p>
<p>Il referente di Lorenzo, negli anni Novanta, era <u>la casa discografica</u>.</p>
<p>Oggi è diventato una <strong>persona</strong> che magari vuole esprimersi attraverso la musica pur facendo un altro lavoro, dunque cerca su <strong>internet</strong> e trovando il sito di Lorenzo spera di poter arrangiare un brano e avviare una propria carriera.</p>
<p>Questa è la grossa differenza. Certo, esiste ancora la musica bella e quella brutta, ma di base il grosso <em>gap</em> è <u>la mancanza di quell’assistente</u> che era la casa discografica.</p>
<p>Una volta c’era la mitologica figura del <em>talent scout</em> che andava nei locali, ti sceglieva e ti diceva: “<em>Daniele, mi piace tantissimo come canti. Ti prendo, ti metto sotto contratto, pago te e tutti i tuoi collaboratori e ti offro anche una serie di servizi di cui potresti aver bisogno: studio di registrazione, produttore, professionisti, addetto alla cura della tua immagine</em>”.</p>
<p>Era un vero e proprio <strong>pacchetto</strong> che ti vendevano.</p>
<p>Oggi questo non c’è più, perché <u>nessuno ci guadagna</u>: i dischi non si vendono più.</p>
<p><em>Spotify</em> d’altronde è solo un <strong>palliativo</strong>, perché non può compensare quella mancanza di introiti derivante dall’assenza della discografia.</p>
<p>Se guardi i dati del mercato musicale dagli anni Novanta a oggi da un punto di vista imprenditoriale, puoi notare un tonfo incredibile. C’è stato un periodo in cui era <u>un decimo </u>e, nonostante il cambiamento sia stato a dir poco epocale, non se ne è mai sentito parlare.</p>
<p>Poi bisogna considerare anche la sfortuna derivante dal fatto che questo ambiente è dominato molto dall’<strong>ego</strong>, dall’individualismo, dal sentirsi una star, quindi è difficile pensare che ci si metta a tavolino e si dica: “<em>Dai, c’è ‘sto problema, lo risolviamo?</em>”.</p>
<p>No, ognuno pensa ai fatti suoi e basta.</p>
<p>Poi ovviamente anche le nuove opportunità delle <u>tecnologie</u> hanno cambiato tutto.</p>
<p>Il problema è che non se ne è mai parlato a sufficienza, e i grandi media come <em>YouTube</em> ne hanno approfittato, riempiendosi di moltissimi contenuti, la maggior parte dei quali illegale.</p>
<p>Ci si schermava dietro la <u>responsabilità personale di chi caricava i video</u>, ma il rischio era di spendere un sacco di soldi per produrre un brano, che poi un ragazzino metteva su <em>YouTube</em>.</p>
<p>La piattaforma ne guadagna in pubblicità, ma la discografia perde totalmente i suoi introiti.</p>
<p>La discografia non esiste più, o esiste in parte.</p>
<p>Ciò che fa oggi non è più investire grosse quantità di denaro come una volta, ma supportare con promozioni, licenze, o magari con la registrazione dei video.</p>
<p>Fondamentalmente, dunque, gran parte della spesa del progetto è a carico dell’artista.</p>
<p>Ovviamente non ci riferiamo a quelli famosi, con un’attività già avviata e dei fan, ma al ragazzo giovane o alla band <u>emergente</u>, per cui sarà praticamente impossibile tr]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo nuovo articolo di <em>Music Caffeina</em>, siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani.</p>
<p>Oggi parleremo di quali sono <strong>gli ingredienti del successo di un cantante o musicista</strong>, dal 2019 in avanti.</p>
<p>Per prima cosa, dobbiamo <u>ridefinire il concetto stesso di “successo”</u>.</p>
<p>Ciò che infatti si intendeva per successo negli anni Ottanta/Novanta non è una formula che si può riproporre nel presente.</p>
<p>Innanzitutto, perché <u>una volta esisteva la casa discografica</u>.</p>
<p>Facciamo una piccola premessa: le cose sono cambiate molto negli ultimi anni, da quando <em>YouTube</em> è arrivato. Dal 2008/2009 è cambiato praticamente tutto.</p>
<p><em>YouTube</em>, insieme a <em>iTunes</em> e tutta la musica digitale, ha <u>smantellato la discografia</u>.</p>
<p>Quelli che erano gli introiti che mantenevano la casa discografica, con i relativi investimenti sugli artisti, sono completamente declassati.</p>
<p>Il referente di Lorenzo, negli anni Novanta, era <u>la casa discografica</u>.</p>
<p>Oggi è diventato una <strong>persona</strong> che magari vuole esprimersi attraverso la musica pur facendo un altro lavoro, dunque cerca su <strong>internet</strong> e trovando il sito di Lorenzo spera di poter arrangiare un brano e avviare una propria carriera.</p>
<p>Questa è la grossa differenza. Certo, esiste ancora la musica bella e quella brutta, ma di base il grosso <em>gap</em> è <u>la mancanza di quell’assistente</u> che era la casa discografica.</p>
<p>Una volta c’era la mitologica figura del <em>talent scout</em> che andava nei locali, ti sceglieva e ti diceva: “<em>Daniele, mi piace tantissimo come canti. Ti prendo, ti metto sotto contratto, pago te e tutti i tuoi collaboratori e ti offro anche una serie di servizi di cui potresti aver bisogno: studio di registrazione, produttore, professionisti, addetto alla cura della tua immagine</em>”.</p>
<p>Era un vero e proprio <strong>pacchetto</strong> che ti vendevano.</p>
<p>Oggi questo non c’è più, perché <u>nessuno ci guadagna</u>: i dischi non si vendono più.</p>
<p><em>Spotify</em> d’altronde è solo un <strong>palliativo</strong>, perché non può compensare quella mancanza di introiti derivante dall’assenza della discografia.</p>
<p>Se guardi i dati del mercato musicale dagli anni Novanta a oggi da un punto di vista imprenditoriale, puoi notare un tonfo incredibile. C’è stato un periodo in cui era <u>un decimo </u>e, nonostante il cambiamento sia stato a dir poco epocale, non se ne è mai sentito parlare.</p>
<p>Poi bisogna considerare anche la sfortuna derivante dal fatto che questo ambiente è dominato molto dall’<strong>ego</strong>, dall’individualismo, dal sentirsi una star, quindi è difficile pensare che ci si metta a tavolino e si dica: “<em>Dai, c’è ‘sto problema, lo risolviamo?</em>”.</p>
<p>No, ognuno pensa ai fatti suoi e basta.</p>
<p>Poi ovviamente anche le nuove opportunità delle <u>tecnologie</u> hanno cambiato tutto.</p>
<p>Il problema è che non se ne è mai parlato a sufficienza, e i grandi media come <em>YouTube</em> ne hanno approfittato, riempiendosi di moltissimi contenuti, la maggior parte dei quali illegale.</p>
<p>Ci si schermava dietro la <u>responsabilità personale di chi caricava i video</u>, ma il rischio era di spendere un sacco di soldi per produrre un brano, che poi un ragazzino metteva su <em>YouTube</em>.</p>
<p>La piattaforma ne guadagna in pubblicità, ma la discografia perde totalmente i suoi introiti.</p>
<p>La discografia non esiste più, o esiste in parte.</p>
<p>Ciò che fa oggi non è più investire grosse quantità di denaro come una volta, ma supportare con promozioni, licenze, o magari con la registrazione dei video.</p>
<p>Fondamentalmente, dunque, gran parte della spesa del progetto è a carico dell’artista.</p>
<p>Ovviamente non ci riferiamo a quelli famosi, con un’attività già avviata e dei fan, ma al ragazzo giovane o alla band <u>emergente</u>, per cui sarà praticamente impossibile tr]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/ingredienti-successo-01.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/ingredienti-successo-01.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/72/gli-ingredienti-del-successo-di-un-cantante-pt-1.mp3" length="23518539" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
							<item>
					<title>Music Caffeina &#8211; Puntata Zero</title>
					<link>https://www.musiccaffeina.it/promozione-musicale/music-caffeina-puntata-zero.html</link>
					<pubDate>Fri, 26 Apr 2019 07:00:39 +0000</pubDate>
					<dc:creator>MusicCA@Editor01</dc:creator>
					<guid isPermaLink="false">http://www.musiccaffeina.it/wpsite/?p=19</guid>
					<description><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo “articolo zero” del blog di Music Caffeina. Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani. Oggi siamo qui per parlare di musica dal punto di vista dei nuovi progetti, e della capacità di imporsi nel mercato discografico di oggi per un cantante o un musicista che ha bisogno e interesse di fare carriera, costruendo la sua vita attorno a un progetto musicale. Ora ti spiegheremo com’è nato tutto questo, perché abbiamo creato Music Caffeina, come ci siamo conosciuti [&#8230;]]]></description>
					<itunes:subtitle><![CDATA[Ciao, benvenuto in questo “articolo zero” del blog di Music Caffeina. Siamo Daniele Iudicone e Lorenzo Sebastiani. Oggi siamo qui per parlare di musica dal punto di vista dei nuovi progetti, e della capacità di imporsi nel mercato discografico di oggi pe]]></itunes:subtitle>
																														<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo “articolo zero” del blog di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo <u>Daniele Iudicone</u> e <u>Lorenzo Sebastiani</u>.</p>
<p>Oggi siamo qui per <strong>parlare di musica</strong> dal punto di vista dei <strong>nuovi progetti</strong>, e della <u>capacità di imporsi nel mercato discografico</u> di oggi per un cantante o un musicista che ha bisogno e interesse di fare carriera, costruendo la sua vita attorno a un progetto musicale.</p>
<p>Ora ti spiegheremo com’è nato tutto questo, perché abbiamo creato <em>Music Caffeina</em>, come ci siamo conosciuti noi e da dove è nata la voglia di divulgare queste informazioni che mancano nel mercato italiano.</p>
<h2>Ci incontrammo nel lontano 2010…</h2>
<p>Dobbiamo partire da qualche anno fa, circa il 2010.</p>
<p>Daniele aveva qualche capello in più e <u>cantava in un gruppo punk</u> dal nome <em>Losca brigata</em> e stava cercando col suo gruppo di fare <strong>un salto di qualità</strong>.</p>
<p>Perciò si è messo alla ricerca di un arrangiatore e di un <u>produttore musicale</u>. Cercando su <em>Google</em>, incappa nel sito di Lorenzo e rimane colpito perché è di Rimini. Si sa, d’altronde, quanto ci si diverte in Romagna…</p>
<p>Dunque, entriamo in contatto per iniziare a produrre <u>un nuovo disco</u> con i <em>Losca brigata.</em></p>
<p>In quel momento Daniele faceva ciò che fanno tutti i musicisti: cover, qualche inedito, svariate serate nei locali piccoli o grandi di Latina – da dove viene lui – e della provincia. Ma aveva voglia di confrontarsi con qualcosa <u>di più elevato</u>.</p>
<p>Perciò quando ci siamo incontrati abbiamo cominciato a parlare di tutto ciò.</p>
<p>Lorenzo fa il produttore da svariati anni, e il suo sito internet già allora dava un curriculum di tutto rispetto: collaborazioni con Jovanotti, Celentano, Pavarotti, Kelly Joyce più alcuni musical… Guarda, non se li ricorda nemmeno lui tutti quanti, ma se cerchi il suo nome su <em>Google</em> ti fai un’idea!</p>
<p>Alla fine, il progetto con i <em>Losca brigata</em> si scioglie, però <strong>il contatto tra noi due rimane</strong>.</p>
<p>Daniele quindi va a lamentarsi con Lorenzo: “<em>Non facciamo più il disco, i miei amici mi hanno mollato, non vogliono più farlo</em>”. <u>Un vero disperato!</u></p>
<p>Allora Lorenzo propone che sia lo stesso Daniele a fare il disco. Ma non da solista, come <strong>progetto</strong>.</p>
<h2>La nascita degli Humana</h2>
<p>Da questa idea sono nati gli <strong><em>Humana</em></strong>: <u>una band non band</u>.</p>
<p>È un <u>progetto discografico</u> che nasce dalle canzoni di Daniele. Più che una band è un <strong>concept</strong>: va a unire concetti musicali a quelli testuali, tutti sul post-nucleare, l’uomo… un vero trip mentale che, se hai voglia, puoi andarti a vedere!</p>
<p>Ci siamo uniti proprio sui mondi post-nucleari, chiedendoci: “<em>Come sarà il mondo nel 2200? E gli UFO?</em>”.</p>
<p>Abbiamo quindi iniziato questa nostra avventura nel produrre l’album degli <em>Humana</em> con altri musicisti.</p>
<p>Il problema è nato dopo.</p>
<p>Il disco è venuto fuori <u>bene</u>! Puoi trovarlo su <em>Spotify </em>(l’anno scorso ne è uscito anche un altro<em>)</em>.</p>
<p>Siamo andati però in difficoltà quando ci siamo ritrovati a chiederci: “<strong><em>Dove</em></strong><em> andiamo ora con questo progetto? <strong>Cosa</strong> facciamo con questo disco?</em>”.</p>
<p>Lorenzo, facendolo di professione, ha visto situazioni simili a queste. L’idea era quella di seguire <strong>l’autoproduzione.</strong></p>
<p>Le case discografiche infatti<em> non ci avrebbero mai ascoltati</em>, piene come sono di materiale in questo mercato <u>ultra-saturo</u>.</p>
<p>Siamo quindi andati di persona nelle radio, con la valigetta!</p>
<p>Daniele poi aveva questa particolarità: approcciava la sua figura di artista con <u>un’ottica imprenditoriale</u>, per costruire qualcosa che non fosse esclusivamente suonare per diletto nel localino del paese in cui chiedevano solo: “<em>Sì, ti faccio suonare, ma quanta gente mi porti stasera a cena?</em>”.</p>
<p>Si voleva fare una cosa fatta bene, e per questo si era puntato molto sulla costruzione del prodotto, grazie alla figura professionale di Lorenzo.</p>
<p>Tuttavia, da lì in poi, si è aperto un <strong>mondo</strong>.</p>
<h2>E ora che facciamo?</h2>
<ul>
<li><em>Dove andiamo?</em></li>
<li><em>Come lo facciamo conoscere?</em></li>
<li><em>Che tipo di risultato possiamo avere?</em></li>
<li><em>Come lo monetizziamo?</em></li>
</ul>
<p>Sono solo alcune delle domande che ci assillavano.</p>
<p>Abbiamo quindi iniziato <u>a girare tutto il mondo italiano</u>: agenzie promozionali, promoter, uffici stampa… li abbiamo testati tutti!</p>
<p>Finanche cercando su <em>Google</em>: “<em>Come promuovere un disco?</em>”.</p>
<p>Trovammo poi l’agenzia X con un sito meraviglioso, che chiamammo ma senza risposta; oppure quella Y che ci ha trattato in maniera alquanto altezzosa: “<em>Seh, ma voi chi siete?</em>”, come se loro fossero la <em>Sony</em>.</p>
<p>In realtà non avevano motivo di trattarci così: <strong>eravamo clienti</strong>, non volevamo il contratto discografico.</p>
<p>Ma a questo mondo <u>manca davvero molto di professionalità</u> in tal senso.</p>
<p>Da lì quindi abbiamo fatto <strong>una serie di test</strong>, in tutto quel periodo, spendendo un bel po’ (qualche decina di migliaia di euro sicuramente, anche grazie agli sponsor come <em>Energreen Power</em>, che ci aiutò nella promozione del disco).</p>
<p>Abbiamo perciò fatto <u>tantissima esperienza</u>, vedendo tutto ciò che era il mondo della discografia. Non tanto quella dell’<em>X Factor</em> o dell’artista pluri-affermato, ma quella del ragazzo di vent’anni che voleva fare un progetto.</p>
<p>Il mondo dell’autoproduzione insomma, che coinvolge tantissimi ragazzi che oggigiorno fanno musica.</p>
<p>La difficoltà di dire: “<em>Ok, io penso di essere bravo, di avere delle cose da dire, un modo di esprimermi vincente, faccio le mie canzoni, scrivo i miei testi ma… dove vado una volta finito il disco? E soprattutto, con chi mi relaziono? Qual è il planning, una volta conclusa la parte realizzativa dell’album nello studio di registrazione?</em>”. Questo punto coinvolge tantissimi ragazzi che hanno iniziato a fare musica oggi.</p>
<p>È la tematica fondamentale di cui parleremo in questo blog.</p>
<h2>Cos’è Music Caffeina?</h2>
<p>La nostra idea con questo primo articolo è iniziare <strong>una serie</strong> in cui ti racconteremo <u>passo dopo passo la nostra esperienza</u>, soprattutto approfittando della preziosità di Lorenzo che ha visto passare decine e decine di artisti.</p>
<p>È interessante soprattutto perché negli ultimi dieci anni il mondo della musica è cambiato <strong>completamente</strong>.</p>
<p>Oggi quindi siamo qui a presentare <em>Music Caffeina</em>: una serie di articoli scritti da due vecchi amici in maniera informale su <u>com’è il mondo della musica,</u> per capire come riuscire a <u>realizzare un progetto degno di nota</u>.</p>
<p>L’obiettivo non è diventare super famosi qui, ma vivere di musica.</p>
<p>E per questo, l’obiettivo fondamentale è farsi <strong>conoscere dalle persone</strong> a cui pensi possa piacere il tuo progetto.</p>
<p>Se ti piace l’idea puoi continuare a seguirci, leggendo gli articoli dopo questa uscita “zero”.</p>
<p>Puoi iscriverti al blog, ma anche al nostro canale <em>YouTube</em> se preferisci guardare i video. Riceverai tutti i vari aggiornamenti.</p>
<p>L’idea è <u>fare divulgazione</u> su ciò che ti potrà permettere di conseguire dei risultati con il tuo progetto musicale.</p>
<p>Ci salutiamo quindi per oggi, ci vediamo al prossimo articolo!</p>
]]></content:encoded>
					<itunes:summary><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo “articolo zero” del blog di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo <u>Daniele Iudicone</u> e <u>Lorenzo Sebastiani</u>.</p>
<p>Oggi siamo qui per <strong>parlare di musica</strong> dal punto di vista dei <strong>nuovi progetti</strong>, e della <u>capacità di imporsi nel mercato discografico</u> di oggi per un cantante o un musicista che ha bisogno e interesse di fare carriera, costruendo la sua vita attorno a un progetto musicale.</p>
<p>Ora ti spiegheremo com’è nato tutto questo, perché abbiamo creato <em>Music Caffeina</em>, come ci siamo conosciuti noi e da dove è nata la voglia di divulgare queste informazioni che mancano nel mercato italiano.</p>
<h2>Ci incontrammo nel lontano 2010…</h2>
<p>Dobbiamo partire da qualche anno fa, circa il 2010.</p>
<p>Daniele aveva qualche capello in più e <u>cantava in un gruppo punk</u> dal nome <em>Losca brigata</em> e stava cercando col suo gruppo di fare <strong>un salto di qualità</strong>.</p>
<p>Perciò si è messo alla ricerca di un arrangiatore e di un <u>produttore musicale</u>. Cercando su <em>Google</em>, incappa nel sito di Lorenzo e rimane colpito perché è di Rimini. Si sa, d’altronde, quanto ci si diverte in Romagna…</p>
<p>Dunque, entriamo in contatto per iniziare a produrre <u>un nuovo disco</u> con i <em>Losca brigata.</em></p>
<p>In quel momento Daniele faceva ciò che fanno tutti i musicisti: cover, qualche inedito, svariate serate nei locali piccoli o grandi di Latina – da dove viene lui – e della provincia. Ma aveva voglia di confrontarsi con qualcosa <u>di più elevato</u>.</p>
<p>Perciò quando ci siamo incontrati abbiamo cominciato a parlare di tutto ciò.</p>
<p>Lorenzo fa il produttore da svariati anni, e il suo sito internet già allora dava un curriculum di tutto rispetto: collaborazioni con Jovanotti, Celentano, Pavarotti, Kelly Joyce più alcuni musical… Guarda, non se li ricorda nemmeno lui tutti quanti, ma se cerchi il suo nome su <em>Google</em> ti fai un’idea!</p>
<p>Alla fine, il progetto con i <em>Losca brigata</em> si scioglie, però <strong>il contatto tra noi due rimane</strong>.</p>
<p>Daniele quindi va a lamentarsi con Lorenzo: “<em>Non facciamo più il disco, i miei amici mi hanno mollato, non vogliono più farlo</em>”. <u>Un vero disperato!</u></p>
<p>Allora Lorenzo propone che sia lo stesso Daniele a fare il disco. Ma non da solista, come <strong>progetto</strong>.</p>
<h2>La nascita degli Humana</h2>
<p>Da questa idea sono nati gli <strong><em>Humana</em></strong>: <u>una band non band</u>.</p>
<p>È un <u>progetto discografico</u> che nasce dalle canzoni di Daniele. Più che una band è un <strong>concept</strong>: va a unire concetti musicali a quelli testuali, tutti sul post-nucleare, l’uomo… un vero trip mentale che, se hai voglia, puoi andarti a vedere!</p>
<p>Ci siamo uniti proprio sui mondi post-nucleari, chiedendoci: “<em>Come sarà il mondo nel 2200? E gli UFO?</em>”.</p>
<p>Abbiamo quindi iniziato questa nostra avventura nel produrre l’album degli <em>Humana</em> con altri musicisti.</p>
<p>Il problema è nato dopo.</p>
<p>Il disco è venuto fuori <u>bene</u>! Puoi trovarlo su <em>Spotify </em>(l’anno scorso ne è uscito anche un altro<em>)</em>.</p>
<p>Siamo andati però in difficoltà quando ci siamo ritrovati a chiederci: “<strong><em>Dove</em></strong><em> andiamo ora con questo progetto? <strong>Cosa</strong> facciamo con questo disco?</em>”.</p>
<p>Lorenzo, facendolo di professione, ha visto situazioni simili a queste. L’idea era quella di seguire <strong>l’autoproduzione.</strong></p>
<p>Le case discografiche infatti<em> non ci avrebbero mai ascoltati</em>, piene come sono di materiale in questo mercato <u>ultra-saturo</u>.</p>
<p>Siamo quindi andati di persona nelle radio, con la valigetta!</p>
<p>Daniele poi aveva questa particolarità: approcciava la sua figura di artista con <u>un’ottica imprenditoriale</u>, per costruire qualcosa che non fosse esclusivamente suonare per diletto nel localino del paese in cui chiedev]]></itunes:summary>
					<googleplay:description><![CDATA[<p>Ciao, benvenuto in questo “articolo zero” del blog di <em>Music Caffeina</em>.</p>
<p>Siamo <u>Daniele Iudicone</u> e <u>Lorenzo Sebastiani</u>.</p>
<p>Oggi siamo qui per <strong>parlare di musica</strong> dal punto di vista dei <strong>nuovi progetti</strong>, e della <u>capacità di imporsi nel mercato discografico</u> di oggi per un cantante o un musicista che ha bisogno e interesse di fare carriera, costruendo la sua vita attorno a un progetto musicale.</p>
<p>Ora ti spiegheremo com’è nato tutto questo, perché abbiamo creato <em>Music Caffeina</em>, come ci siamo conosciuti noi e da dove è nata la voglia di divulgare queste informazioni che mancano nel mercato italiano.</p>
<h2>Ci incontrammo nel lontano 2010…</h2>
<p>Dobbiamo partire da qualche anno fa, circa il 2010.</p>
<p>Daniele aveva qualche capello in più e <u>cantava in un gruppo punk</u> dal nome <em>Losca brigata</em> e stava cercando col suo gruppo di fare <strong>un salto di qualità</strong>.</p>
<p>Perciò si è messo alla ricerca di un arrangiatore e di un <u>produttore musicale</u>. Cercando su <em>Google</em>, incappa nel sito di Lorenzo e rimane colpito perché è di Rimini. Si sa, d’altronde, quanto ci si diverte in Romagna…</p>
<p>Dunque, entriamo in contatto per iniziare a produrre <u>un nuovo disco</u> con i <em>Losca brigata.</em></p>
<p>In quel momento Daniele faceva ciò che fanno tutti i musicisti: cover, qualche inedito, svariate serate nei locali piccoli o grandi di Latina – da dove viene lui – e della provincia. Ma aveva voglia di confrontarsi con qualcosa <u>di più elevato</u>.</p>
<p>Perciò quando ci siamo incontrati abbiamo cominciato a parlare di tutto ciò.</p>
<p>Lorenzo fa il produttore da svariati anni, e il suo sito internet già allora dava un curriculum di tutto rispetto: collaborazioni con Jovanotti, Celentano, Pavarotti, Kelly Joyce più alcuni musical… Guarda, non se li ricorda nemmeno lui tutti quanti, ma se cerchi il suo nome su <em>Google</em> ti fai un’idea!</p>
<p>Alla fine, il progetto con i <em>Losca brigata</em> si scioglie, però <strong>il contatto tra noi due rimane</strong>.</p>
<p>Daniele quindi va a lamentarsi con Lorenzo: “<em>Non facciamo più il disco, i miei amici mi hanno mollato, non vogliono più farlo</em>”. <u>Un vero disperato!</u></p>
<p>Allora Lorenzo propone che sia lo stesso Daniele a fare il disco. Ma non da solista, come <strong>progetto</strong>.</p>
<h2>La nascita degli Humana</h2>
<p>Da questa idea sono nati gli <strong><em>Humana</em></strong>: <u>una band non band</u>.</p>
<p>È un <u>progetto discografico</u> che nasce dalle canzoni di Daniele. Più che una band è un <strong>concept</strong>: va a unire concetti musicali a quelli testuali, tutti sul post-nucleare, l’uomo… un vero trip mentale che, se hai voglia, puoi andarti a vedere!</p>
<p>Ci siamo uniti proprio sui mondi post-nucleari, chiedendoci: “<em>Come sarà il mondo nel 2200? E gli UFO?</em>”.</p>
<p>Abbiamo quindi iniziato questa nostra avventura nel produrre l’album degli <em>Humana</em> con altri musicisti.</p>
<p>Il problema è nato dopo.</p>
<p>Il disco è venuto fuori <u>bene</u>! Puoi trovarlo su <em>Spotify </em>(l’anno scorso ne è uscito anche un altro<em>)</em>.</p>
<p>Siamo andati però in difficoltà quando ci siamo ritrovati a chiederci: “<strong><em>Dove</em></strong><em> andiamo ora con questo progetto? <strong>Cosa</strong> facciamo con questo disco?</em>”.</p>
<p>Lorenzo, facendolo di professione, ha visto situazioni simili a queste. L’idea era quella di seguire <strong>l’autoproduzione.</strong></p>
<p>Le case discografiche infatti<em> non ci avrebbero mai ascoltati</em>, piene come sono di materiale in questo mercato <u>ultra-saturo</u>.</p>
<p>Siamo quindi andati di persona nelle radio, con la valigetta!</p>
<p>Daniele poi aveva questa particolarità: approcciava la sua figura di artista con <u>un’ottica imprenditoriale</u>, per costruire qualcosa che non fosse esclusivamente suonare per diletto nel localino del paese in cui chiedev]]></googleplay:description>
											<itunes:image href="/files/articoli-introduttivo-00.jpg"></itunes:image>
						<googleplay:image href="/files/articoli-introduttivo-00.jpg"></googleplay:image>
										<enclosure url="https://www.musiccaffeina.it/podcast-download/19/music-caffeina-puntata-zero.mp3" length="19823318" type="audio/mpeg"></enclosure>
					<itunes:explicit>clean</itunes:explicit>
					<googleplay:explicit>No</googleplay:explicit>
					<itunes:block>no</itunes:block>
					<googleplay:block>no</googleplay:block>
					<itunes:duration>0:00</itunes:duration>
					<itunes:author>MusicCA@Editor01</itunes:author>
				</item>
				</channel>
</rss>